Callisto di C.poli
San Kallistos (Kállistos) condusse una vita ascetica allo Skete di Magul sul Monte Athos (di fronte al Monastero di Philotheou), dimorandovi per ventotto anni. Fu discepolo di San Gregorio il Sinaita (8 agosto), del quale scrisse la Vita.
Egli si legò strettamente a San Ignatios Xanthopoulos, che era nato a Costantinopoli. Sono stati descritti, in senso spirituale, come due corpi uniti da un’unica anima, poiché entrambi erano timorati di Dio e raggiunsero grandi altezze nella preghiera noetica. Secondo San Symeon di Thessaloniki (15 settembre), Kállistos e Ignatios Xanthopoulos contemplarono la Luce Increata, proprio come gli Apostoli sul Monte Tabor, e i loro volti sembravano “risplendere come il sole”. Insieme scrissero le «Istruzioni agli Esicasti in cento capitoli», un trattato in 100 sezioni sulle pratiche ascetiche dei monaci esicasti. Questo fu incluso nella Philokalia dei Padri Nèptici da San Nikodemos l’Aghiorita, ed ebbe una profonda influenza sulla spiritualità ortodossa.
Nel 1397 San Kállistos fu elevato al trono patriarcale, ma soltanto per tre mesi durante il regno di Manuel Paleologo (1391-1425). Egli acconsentì a recarsi in Serbia per portare pace a quella Chiesa, fermandosi lungo il cammino al Monte Athos. Là San Maximos Kavsokalyvites (13 gennaio) profetizzò: «Questo Anziano non vedrà più il suo gregge, poiché dietro di lui già risuona il canto funebre: “Beati gli immacolati nella via” (Salmo 118/119,1).
Quando giunse in Serbia, San Kállistos scambiò questa vita temporale con la vita eterna.

