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Augurio e Benedetto mm.

01-21

San Fruttuoso visse durante la persecuzione di Valeriano e Gallieno nel terzo secolo, durante il consolato di Ameliano e Basso.

Domenica 16 gennaio 259 il vescovo Fruttuoso di Tarragona, in Spagna, fu arrestato con i suoi diaconi Augurio ed Eulogio. Si era già ritirato nella sua stanza quando i soldati della Legione VII Gemina vennero a prenderlo. Sentendoli avvicinarsi, andò loro incontro.

«Vieni con noi» gli dissero, «il proconsole ti convoca insieme ai tuoi diaconi».

Quando giunsero, furono gettati in una prigione dove si trovavano anche altri cristiani. Essi confortarono il vescovo e gli chiesero di ricordarsi di loro. Il giorno seguente, il vescovo Fruttuoso battezzò Rogaziano in prigione.

Venerdì 21 gennaio, il vescovo Fruttuoso e i suoi diaconi furono condotti fuori per l’udienza. Quando il proconsole Emeliano chiese che il vescovo e i suoi diaconi fossero condotti davanti a lui, gli fu detto che erano presenti. Il proconsole chiese a san Fruttuoso se fosse a conoscenza degli ordini degli imperatori.

«Non conosco i loro ordini» rispose, «sono cristiano».

Emeliano disse: «Essi hanno ordinato che tu adori gli dèi».

Il vescovo Fruttuoso rispose: «Io adoro l’unico Dio che ha fatto il cielo e la terra e tutto ciò che è in essi» (Atti 4,24).

Allora il proconsole domandò: «Sai che gli dèi esistono?»

«No» disse il vescovo, «non lo so».

«Lo saprai più tardi».

Il vescovo Fruttuoso alzò gli occhi al cielo e cominciò a pregare. Il proconsole disse: «Gli dèi devono essere obbediti, temuti e adorati. Se gli dèi non sono adorati, allora le immagini degli imperatori non sono venerate».

Emeliano il proconsole disse ad Augurio: «Non ascoltare le parole di Fruttuoso».

Il diacono Augurio rispose: «Io adoro Dio onnipotente».

Rivolgendosi al diacono Eulogio, il proconsole Emeliano chiese: «Non adori anche tu Fruttuoso?»

«No» disse il diacono, «io non adoro Fruttuoso, ma adoro Colui che egli adora».

Emeliano domandò a san Fruttuoso: «Sei tu un vescovo?»

Il santo vescovo rispose: «Sì, lo sono».

«Lo eri» disse Emeliano, poi ordinò che fossero bruciati vivi.

Mentre san Fruttuoso e i suoi diaconi venivano condotti all’anfiteatro, molti provarono compassione per loro, poiché il vescovo era amato sia dai cristiani che dai pagani. I cristiani non erano tristi, ma lieti, perché sapevano che attraverso il martirio i santi avrebbero ereditato la vita eterna.

Quando gli fu offerta una coppa di vino drogato, san Fruttuoso rifiutò dicendo: «Non è ancora il momento di rompere il digiuno». In quei giorni, i cristiani non mangiavano né bevevano nulla il mercoledì e il venerdì fino al tramonto (Didaché 8,1).

Entrando nell’anfiteatro, il lettore Augustale chiese al vescovo di permettergli di togliergli i sandali. San Fruttuoso rispose: «No, figlio mio. Mi toglierò io stesso i sandali».

Un cristiano di nome Felice prese la mano del vescovo e gli chiese di ricordarsi di lui. Il martire disse che si sarebbe ricordato di tutta la Chiesa cattolica in tutto il mondo, dall’Oriente all’Occidente.

Ormai era giunto il momento perché i martiri ricevessero le loro corone di gloria incorruttibile. Gli ufficiali che li avevano arrestati stavano lì vicino mentre il vescovo Fruttuoso si rivolgeva a gran voce alla folla. Disse loro che non sarebbero rimasti a lungo senza pastore e che le promesse del Signore non li avrebbero delusi né in questa vita né nella futura. Aggiunse che ciò a cui stavano per assistere rappresentava la debolezza di un’ora soltanto.

I tre martiri furono legati a dei pali e si accese il fuoco. Quando le fiamme consumarono i loro legami, si inginocchiarono e stesero le braccia in forma di croce. Continuarono a pregare in mezzo al fuoco finché le loro anime non furono separate dai corpi.

Diverse persone videro i cieli aperti e contemplarono i tre martiri che portavano corone e salivano al cielo. Dissero a Emeliano di guardare come i martiri erano stati glorificati, ma egli non era degno di vederli.

Quella notte i cristiani si recarono all’anfiteatro per spegnere il fuoco e raccogliere le reliquie dei martiri. Ciascuno prese per sé una parte. In seguito san Fruttuoso apparve a questi cristiani e li rimproverò per aver diviso le loro reliquie, dicendo che non si erano comportati bene. Ordinò loro di riportare insieme tutte le reliquie senza indugio. Le sante reliquie furono portate con riverenza in chiesa e furono sepolte sotto l’altare.