Asclepiodoto e Massimo mm.
Il Santo Martire Teodoto soffrì insieme ai Santi Massimo e Asclepiodote, all’inizio del IV secolo sotto l’imperatore Massimiano Galerio (305-311). Cittadini eminenti della città di Marcianopoli, Massimo e Asclepiodote conducevano una pia vita cristiana. Con il loro esempio portarono molti alla fede in Cristo e al santo Battesimo.
Durante la persecuzione, Tiris, il governatore della Tracia, percorreva la città a lui soggetta e perseguitava coloro che credevano in Cristo. Convocò Massimo e Asclepiodote davanti a sé ed esigette che abbandonassero la Fede cristiana. Quando i martiri si rifiutarono, ordinò che fossero bastonati.
Allora un certo uomo pio, di nome Teodoto, cominciò a rimproverare il governatore per la sua disumanità e crudeltà. Anch’egli fu arrestato e, dopo averlo appeso a un albero, lo torturarono con uncini di ferro. Dopo ciò, gettarono i tre martiri in prigione. Tiris continuò il viaggio per altre due settimane e portò con sé i santi martiri.
Nella città di Adrianopoli li sottopose a tormenti ancora più grandi, comandando che i loro corpi fossero bruciati con lastre roventi. In mezzo alle sofferenze essi udirono una Voce dal Cielo che li incoraggiava a perseverare. Dopo diversi giorni di torture, gettarono i martiri in pasto alle belve feroci nel circo, ma invece l’orsa che fu sguinzagliata contro i Santi Massimo e Teodoto cominciò ad accoccolarsi vicino a loro.
La Santa Asclepiodote fu legata a un toro, ma sembrava fosse radicata al suolo e non si mosse affatto. Tiris riprese il viaggio e si fermò nel villaggio di Saltis prima di raggiungere la città di Filippopoli. Di nuovo esortò i martiri a rinnegare Cristo. Quando si rifiutarono, ordinò che fossero decapitati. L’ira di Dio si abbatté su di lui quando un fulmine lo colpì mentre sedeva sul tribunale.

