Archippo
I Santi Apostoli del Numero dei Settanta Filemone e sua moglie Apphia vivevano nella città di Colosse in Frigia. Dopo che furono battezzati dal santo Apostolo Paolo, trasformarono la loro casa in una casa di preghiera, dove tutti coloro che credevano in Cristo si riunivano e partecipavano alle celebrazioni. Si dedicarono a servire i malati e gli afflitti.
San Filemone divenne vescovo della città di Gaza, e predicò la Parola di Dio in tutta la Frigia. Il santo Apostolo Paolo continuò ad essere la sua guida, e gli indirizzò la sua Epistola colma di amore, nella quale invia benedizioni «a Filemone il nostro diletto, e nostro collaboratore, e alla nostra amata Apphia, e ad Archippo il nostro compagno d’armi, e alla chiesa che è in casa tua» (Fil 1,1-3).
San Onesimo (15 febbraio), menzionato anch’egli nell’Epistola, era l’ex schiavo di San Filemone.
I Santi Filemone e Apphia, e anche San Archippo (che viveva anch’egli a Colosse), ricevettero tutti la corona del martirio durante la persecuzione di Nerone (54-68). Durante una festa pagana una folla inferocita irruppe nella chiesa cristiana mentre si stavano celebrando i servizi. Tutti fuggirono terrorizzati, e solo i Santi Filemone, Archippo e Apphia rimasero. Li afferrarono e li condussero dal prefetto della città. La folla percosse e trafisse con coltelli San Archippo, ed egli morì lungo la strada verso il tribunale. I Santi Filemone e Apphia furono lapidati a morte per ordine del prefetto.
La memoria dei santi Apostoli Archippo, Filemone e Apphia è celebrata anche il 19 febbraio.



