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Appia

11-22

I Santi Apostoli del Numero dei Settanta Filémon e sua moglie Appia vissero nella città di Colossa in Frigia. Dopo essere stati battezzati dal santo Apostolo Paolo, trasformarono la loro casa in una casa di preghiera, dove tutti coloro che credevano in Cristo si radunavano e partecipavano alle funzioni. Si dedicarono al servizio dei malati e degli afflitti.

Il santo Filémon divenne vescovo della città di Gaza, e predicò la Parola di Dio in tutta la Frigia. Il santo Apostolo Paolo continuò a essere la sua guida, e gli indirizzò la sua Epistola piena di amore, nella quale invia benedizioni «a Filémon, il nostro carissimo e cooperatore, e alla nostra amata Appia, e ad Archippo, il nostro compagno d’armi, e alla chiesa che è in casa tua» (Fil 1,1-3).

Il santo Onésimo (15 febbraio), anch’egli menzionato nell’Epistola, era l’ex schiavo di santo Filémon.

I Santi Filémon e Appia, e anche il santo Archippo (che viveva anch’egli a Colossa), ricevettero tutti la corona del martirio durante la persecuzione di Nerone (54-68). Durante una festa pagana una folla furibonda irruppe nella chiesa cristiana mentre si stavano celebrando le funzioni. Tutti fuggirono terrorizzati, e solo i Santi Filémon, Archippo e Appia rimasero. Li catturarono e li condussero dal prefetto della città. La folla percosse e trafisse con coltelli il santo Archippo, ed egli morì lungo la strada verso il tribunale. I Santi Filémon e Appia furono lapidati a morte per ordine del prefetto.

La memoria dei santi Apostoli Archippo, Filémon e Appia è celebrata anche il 19 febbraio.