Andrea e Giovanni mm.
I santi martiri Andrea e Giovanni, e i figli di Giovanni, Pietro e Antonino, soffrirono nel nono secolo, al tempo del crudele sovrano africano Ibrahim. Dopo la presa e la distruzione della città siciliana di Siracusa, Ibrahim catturò e condusse in Africa il santo Giovanni e i suoi due figli, Pietro e Antonino, costringendoli a studiare la lingua araba e le scienze.
Quando i giovani furono cresciuti, il principe Ibrahim si affezionò tanto a loro per la loro sapienza e vita virtuosa, che chiamò Antonino suo parente, e nominò Pietro suo sovrintendente principale. Quando però venne a sapere che i giovani confessavano segretamente la fede in Cristo, Ibrahim fu preso da furiosa ira, comandando che fossero incatenati con ferri e percossi con verghe annodate.
Dopo una prolungata flagellazione, posero il santo Antonino su un asino, lo legarono con delle cinghie, poi lo trascinarono per la città, picchiandolo e deridendolo con insulti. Il martire sopportò tutte le offese e rese grazie a Dio. Il santo Pietro fu gettato in prigione dopo una feroce bastonatura con le verghe.
Fu emesso un ordine di arrestare Giovanni, il padre dei santi martiri. Il brutale Ibrahim lo afferrò per il collo con la mano sinistra e con la destra gli conficcò un coltello nella gola. Gettarono il corpo morto del padre, insieme con i corpi dei suoi figli, in un grande fuoco.
Quanto al santo Andrea, il torturatore lo sfiancò con la fame, poi lo trafisse al petto con una lancia. Quando il martire iniziò, in preghiera, a rendere grazie a Dio, Ibrahim lo trafisse una seconda volta. Mentre giaceva morente per la perdita di sangue, decapitarono il giusto martire con una spada.

