Anastasio il Persiano m.
Il monaco martire Anastasio il Persiano era figlio di un mago persiano di nome Bavi. Da pagano portava il nome di Magundates e prestava servizio negli eserciti dell’imperatore persiano Chozroes II, che nel 614 devastò la città di Gerusalemme e portò in Persia la preziosa e vivificante Croce del Signore.
Grandi miracoli avvenivano per mezzo della Croce del Signore, e i Persiani ne erano stupefatti. Il cuore del giovane Magundates si infiammò del desiderio di conoscere di più riguardo a questo oggetto sacro. Chiedendo a tutti della Santa Croce, il giovane apprese che su di essa il Signore stesso era stato crocifisso per la salvezza del genere umano. Si familiarizzò con le verità della Fede cristiana nella città di Calcedonia, dove per un certo tempo si trovava l’esercito di Chozroes. Fu battezzato con il nome di Anastasio, poi divenne monaco e trascorse sette anni in uno dei monasteri di Gerusalemme, conducendo una vita ascetica.
Leggendo le vite dei santi martiri, sant’Anastasio fu ispirato dal desiderio di imitarli. Un sogno misterioso, che ebbe nel Grande e Santo Sabato, il giorno prima della Risurrezione di Cristo, lo spinse a fare questo.
Essendosi addormentato dopo le sue occupazioni quotidiane, vide un uomo radioso che gli porgeva un calice d’oro pieno di vino, dicendogli: «Prendi e bevi». Svuotato il calice, provò un’ineffabile delizia. Sant’Anastasio comprese allora che quella visione era la sua chiamata al martirio.
Lasciò di nascosto il monastero e si recò a Cesarea di Palestina. Lì fu arrestato perché cristiano e condotto a giudizio. Il governatore cercò in ogni modo di costringere sant’Anastasio a rinunciare a Cristo, minacciandolo con torture e morte, e promettendogli onori e beni terreni. Il santo tuttavia rimase inflessibile. Allora fu sottoposto a tortura: lo bastonarono con verghe, gli lacerarono le ginocchia, lo appesero per le mani e gli legarono una pesante pietra ai piedi, lo stremarono con la prigionia, e poi lo logorarono con pesanti lavori nella cava di pietra insieme ad altri prigionieri.
Infine, il governatore convocò sant’Anastasio e gli promise la libertà se solo avesse detto: «Non sono cristiano». Il santo martire rispose: «Non rinnegherò mai il mio Signore davanti a te o a chiunque altro, né apertamente né nemmeno mentre dormo. Nessuno può costringermi a fare questo mentre sono nel pieno possesso delle mie facoltà». Allora, per ordine dell’imperatore Chozroes, sant’Anastasio fu strangolato e poi decapitato. Dopo la morte di Chozroes, le reliquie del monaco martire Anastasio furono trasferite in Palestina, al monastero di Anastasio.



