La Comunità Ortodossa della Sibaritide, con sede a Corigliano Calabro, formata da un grande numero di ortodossi romeni e di varie altre nazionalità è alla ricerca di una area dove far sorgere un luogo di culto. Nonostante gli sforzi profusi dalla comunità, non si è giunti ad una soluzione. Per questo la Arcidiocesi intende acquisire una area ove poter costruire un nuovo Luogo di culto. Sono in corso dei contatti per valutarne la fattibilità della acquisizione.
La Comunità Ortodossa, di espressione ucraina a Napoli, sorta a seguito della guerra tra Ucraina e Federazione Russa, accoglie un grande numeri di fedeli, non solo ucraini. Dopo diverse traversie, grazie alla disponibilità della locale Arcidiocesi Cattolica, la Comunità è ospitata nella Chiesa di San Carlo dei Sacerdoti, nei Quartieri Spagnoli. Per garantire una presenza stabile alla Comunità, notevolmente accresciuta, e per manifestare la bellezza del culto e della tradizione ortodossa, la Arcidiocesi intenderebbe acquisire la Chiesa. Sono in corso dei contatti per valutarne la fattibilità della acquisizione.
La Chiesa di Gesù Bambino della Arciconfraternita della S. Trinità a Lecce, ospita da diversi anni la locale Comunità Ortodossa. Posta in un’area di continui contatti e incontri con la sponda greca del Mar Adriatico e Ionio, essa rappresenta un luogo di aggregazione per gli ortodossi della città, ma anche luogo di preghiera per i tanti turisti ortodossi che visitano il Salento. Per tali motivi la Arcidiocesi intenderebbe acquisire il tempio, per renderlo ancora più pertinente alla tradizione ortodossa e garantire una presenza stabile a fedeli e amici. Sono in corso dei contatti per valutarne la fattibilità della acquisizione.
La Comunità Ortodossa della Arcidiocesi a Bologna è ospitata nella Chiesa di Santa Maria Incoronata dei Caprara, oggi dedicata a San Demetrio. La lunga presenza della Comunità Ortodossa in questo Tempio, nonché gli sforzi profusi per adattarla al culto ortodosso, spingono oggi la Arcidiocesi a renderlo ancora più aderente ai canoni liturgici ortodossi.
La chiesa di Sant’Anna, in origine intitolata a Santa Maria in Porta Cipriana, era la chiesa ortodossa di Ancona. La chiesa venne ufficialmente concessa alla comunità greca nel 1524, con bolla di papa Clemente VIII. La bolla garantiva l’esenzione della chiesa dalla giurisdizione del vescovo di Ancona, e permetteva alla comunità dei fedeli di celebrare secondo il rito greco ortodosso. Nel 1531 venne fondata la confraternita di Sant’Anna, come forma istituzionalizzata della comunità greca e a quell’epoca probabilmente risale la creazione della iconostasi, con la successiva committenza nel 1551 di tre quadri al pittore veneziano Lorenzo Lotto presente allora in città. La chiesa di Sant’Anna era al centro di una viva ed influente comunità greca, composta in massima parte da mercanti e artigiani. Scomparse, tuttavia, dopo alterne vicende, nell’aprile 1944 a causa di un bombardamento aereo durante la Seconda guerra mondiale. Oggi, grazie ad una nuova presenza di Ortodossi greci e di altre nazionalità, la Arcidiocesi ha pensato di far rivivere questa antica Chiesa. Sono già iniziati i contatti con la Amministrazione Comunale per individuare una area adatta a tale scopo. I lavori di ricerca sono stati assegnati all’Ing. Alessandro Molini.
La caduta di Costantinopoli contribuì notevolmente alla diaspora dei greci in tutta l’Europa cristiana, in particolare verso quei centri dell’Italia in cui, grazie al consenso del Papa, i ‘greci’ avrebbero potuto disporre di privilegi di casamenti e chiese: le principali comunità diasporiche furono quelle di Barletta, Livorno, Messina, Napoli, Roma e Venezia. Anche il XVI secolo fu caratterizzato da continui flussi migratori dalla Grecia: tra il 1533 e il 1534 vi fu un notevole flusso migratorio da parte di abitanti di Korōnī, cittadina greca del Peloponneso finita in mano agli invasori ottomani; l’accrescere della comunità greca e la politica di protezione spagnola e pontificia fecero sì che venisse concessa la chiesa di Santa Maria degli Innocenti a un sacerdote greco. Il luogo di culto venne dedicato a san Nicola di Mira, di cui venne posta un’icona all’interno della chiesa, per tal motivo ribattezzata “chiesa di San Nicola dei Greci”; all’icona del santo furono affiancate quelle della Madonna Odigitria e molte altre portate durante la fuga dalla Morea. Il terremoto del 28 dicembre 1908 fece scomparire quasi del tutto la comunità greco-ortodossa: alla sciagura sopravvissero alcune famiglie ancora presenti in città, come i Pallios (Παλλιός), i Kondaxìs (Κονταξής) e gli Stathopoulos (Σταθόπουλος). Oggi la città conta una nuova e fiorente presenza ortodossa, per cui la Arcidiocesi ha ritenuto di verificare la possibilità della ricostruzione di un Tempio Ortodosso, grazie anche alla disponibilità della Amministrazione locale. I lavori di ricerca sono stati assegnati all’Arch. Domenico Carbonaro.
Nelle vicinanze di Udine si trova la Comunità Ortodossa di San Mina e Sant’Efrem. Ospitata in un fabbricato provvisorio e piccolo, la Comunità che si occupa anche della “scuola Ecologica per Bambini”, ha necessità di un luogo di culto idoneo. La Arcidiocesi, pertanto, si sta muovendo per reperire un’area idonea ove poter far sorgere una nuova Chiesa. Sono in corso dei contatti per valutarne la fattibilità del progetto.
La Comunità Ortodossa di Aprilia (LT), rimasta ultimamente senza un luogo di culto stabile, necessità di trovare una area idonea alla costruzione di un nuovo luogo di culto. Nonostante molte promesse del passato, a oggi la Comunità vive un grosso disagio. Formata da fedeli romeni e di molte altre nazionalità, essa è un punto importante per la Arcidiocesi in quei luoghi. Per questo la Arcidiocesi è intenzionata in ogni modo a soddisfare le esigenze dei fedeli. I lavori di ricerca sono stati affidati al Geom. Giorgio Bufarini.
La Comunità Ortodossa, di espressione ucraina a Trieste, sorta a seguito della guerra tra Ucraina e Federazione Russa, accoglie un grande numeri di fedeli provenienti anche dalla vicina Slovenia. Attualmente ospitata nella Cappella Cimiteriale dei Santi Apostoli, appartenente alla Comunità Greco Orientale di Trieste, essa necessità di un luogo di culto più ampio e degli spazi per gli incontri e la catechesi. Essendo una comunità in continua crescita e formata da famiglie stabili, la Arcidiocesi ha ritenuto di provvedere alla costruzione di un nuovo luogo di culto, ricercando anche una area adatta a tale scopo. I lavori di ricerca sono stati assegnati all’Arch. Rossella Gerbini.
La presenza a Bologna di uno dei Vescovi Ausiliari della Arcidiocesi, ha reso necessario trovare un nuovo luogo a canonica del parroco. Dopo attenta ricerca, il 15 aprile 2026 presso lo Studio Notarile Chiara Moruzzi di Bologna, è stato siglato l’acquisto di un appartamento. L’Arcidiocesi provvede ora a renderlo immediatamente abitabile. I lavori sono stati assegnati all’Ing. Andrea Chatzis.
La presenza a Bologna di uno dei Vescovi Ausiliari della Arcidiocesi, ha reso necessario trovare un nuovo luogo a canonica del parroco. Dopo attenta ricerca, il 15 aprile 2026 presso lo Studio Notarile Chiara Moruzzi di Bologna, è stato siglato l’acquisto di un appartamento. L’Arcidiocesi provvede ora a renderlo immediatamente abitabile. I lavori sono stati assegnati all’Ing. Andrea Chatzis.
Uno dei più interessanti Monasteri Ortodossi presenti nel Sud Italia, che richiamò l’attenzione persino di Leone VI Imperatore di Bisanzio, è finalmente giunto a noi dopo importanti restauri nell’ottobre del 2005. Dedicato ai Santi Elia e Filarete, rappresenta una rinascita importante e un riconoscimento effettivo dell’ortodossia nel Meridione. Dopo la costruzione della Chiesa, l’Arcidiocesi ha dato il via ad un nuovo complesso, attiguo alla Chiesa, il “Centro di accoglienza di immigrati ortodossi provenienti dai paesi dell’Est”., che formerà non solo un centro di accoglienza, ma anche un luogo di spiritualità, formazione e testimonianza ortodossa per tutto il Meridione. I lavori, iniziati alcuni anni fa, sono ripresi nel 2025, e sono in fase di completamento. I lavori sono sati assegnati alla direzione della Azienda “Service Solutions” nella persona dell’Ing. Rodolfo Colucci.
Il Monastero e la Chiesa di Santa Barbara, situato ai piedi delle Alpi, nella catena del Cansiglio in Veneto, a Montaner di Sarmede (TV), venne distrutto il 14 dicembre 2013 a causa di un grande incendio che ha portato alla demolizione della chiesa. La comunità si è trasferita per l’attività liturgica nella Chiesa di Santa Cecilia, messa a disposizione dalla locale Chiesa Cattolica. Nel 2016 il Metropolita Gennadios, di beata memoria, pose la prima pietra della nuova chiesa, cominciata effettivamente nel 2019: tale costruzione è antisismica, adatta a resistere ai terremoti che potrebbero verificarsi. Essendo una zona ad alto rischio sismico, in caso di terremoto ad intensità molto elevata il nuovo edificio, viste le sue caratteristiche, potrebbe fungere da centro di rifugio e raccolta per la zona di Montaner. Altro valore aggiunto della struttura è dato dall’alta valenza ecologica e dal sistema di rispetto dell’ambiente che segue le direttive avviate nel 1989 dal Patriarca Bartolomeo per la salvaguardia del creato. Dopo un periodo, che ha visto il fermo dei lavori, l’opera rimane una della priorità della Arcidiocesi, che ha dato il via al proseguo della costruzione. I lavori sono stati assegnati alla direzione dello “Studio Bottecchia and Partners Ltd”, nella persona del General Manager Stefano Bottecchia.