Costruzione Luogo di Culto a Messina
Costruzione Luogo di Culto a Messina
La caduta di Costantinopoli contribuì notevolmente alla diaspora dei greci in tutta l’Europa cristiana, in particolare verso quei centri dell’Italia in cui, grazie al consenso del Papa, i ‘greci’ avrebbero potuto disporre di privilegi di casamenti e chiese: le principali comunità diasporiche furono quelle di Barletta, Livorno, Messina, Napoli, Roma e Venezia. Anche il XVI secolo fu caratterizzato da continui flussi migratori dalla Grecia: tra il 1533 e il 1534 vi fu un notevole flusso migratorio da parte di abitanti di Korōnī, cittadina greca del Peloponneso finita in mano agli invasori ottomani; l’accrescere della comunità greca e la politica di protezione spagnola e pontificia fecero sì che venisse concessa la chiesa di Santa Maria degli Innocenti a un sacerdote greco. Il luogo di culto venne dedicato a san Nicola di Mira, di cui venne posta un’icona all’interno della chiesa, per tal motivo ribattezzata “chiesa di San Nicola dei Greci”; all’icona del santo furono affiancate quelle della Madonna Odigitria e molte altre portate durante la fuga dalla Morea. Il terremoto del 28 dicembre 1908 fece scomparire quasi del tutto la comunità greco-ortodossa: alla sciagura sopravvissero alcune famiglie ancora presenti in città, come i Pallios (Παλλιός), i Kondaxìs (Κονταξής) e gli Stathopoulos (Σταθόπουλος). Oggi la città conta una nuova e fiorente presenza ortodossa, per cui la Arcidiocesi ha ritenuto di verificare la possibilità della ricostruzione di un Tempio Ortodosso, grazie anche alla disponibilità della Amministrazione locale. I lavori di ricerca sono stati assegnati all’Arch. Domenico Carbonaro.
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