SACRO EREMO DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE AL TEMPIO O DELLA CANDELORA
E’ sui monti di Santa Lucia del Mela che ha messo su il suo eremo, un gioiello dʼOriente, dove vive in preghiera e solitudine. Con lui solo la natura, e cani, gatti, un variopinto pavone. Padre Alessio non è solo un eremita, è il primo archimandrita messinese incaricato di occuparsi della comunità greco- ortodossa locale, dopo che il terremoto del 1908 ha spazzato via ogni traccia di grecità sul territorio. Alla sua storia, al suo fascino, è dedicato il libro “L’ultimo romito” (Lithos ed.) di Diego Celi, Enzo Basso e Pino Privitera, che induce a riflettere sulle nostre radici più profonde, su quella storia millenaria, oggi spesso dimenticata, di cui la Sicilia rimane terra d’elezione.
In Alessio Mandanikiotis, nella sua cultura, nel suo modo di essere, nella sua scelta a favore del silenzio e della vita ritirata dell’eremo vivono e si rispecchiano le radici della nostra civiltà, specie di quella greca. Il testo rappresenta l’occasione per un riesame delle testimonianze ancora presenti nel nostro territorio.
In padre Alessio troviamo risposte che altri non vogliono o non possono dare, i suoi interrogativi e le sue conclusioni, sempre ragionate e mai supponenti o superbe, stridono con certi ecumenismi ripetitivi e di facciata. La sua vita semplice, spartana, lontana dai canoni della modernità rinvia al mito e alla storia, la sua tonaca nera a falde larghe rimanda a quel mondo greco bizantino che per quasi mille anni si assunse l’onere di assicurare continuità e sopravvivenza alle tradizioni della perduta romanità; tutto intorno a lui invita al silenzio e alla riflessione.



