Cappella Greco-Ortodossa di San Nicola
Concretizza in modo visivo il discorso della vocazione ecumenica di Bari e S. Nicola. Sull’onda del Concilio Vaticano II e dei migliorati rapporti fra cattolici ed ortodossi la Santa Sede ritenne opportuno accogliere i voti dei padri domenicani e dell’arcivescovo di Bari, Enrico Nicodemo, di ospitare nella Basilica una cappella orientale ove anche gli ortodossi potessero celebrare la loro liturgia.
Il card. Paolo Giobbe, che insieme all’allora archimandrita Gennadios Zervos benedisse la cappella, ebbe a dire: È la prima volta che in una chiesa latina viene eretta una cappella per la celebrazione della liturgia orientale. Questa realizzazione è uno dei tanti frutti del Concilio Ecumenico. Due anni dopo l’arcivescovo Nicodemo e i Padri domenicani fondavano anche un Istituto di Teologia ecumenica ove professori e studenti, sia cattolici che ortodossi, potessero insegnare e studiare in spirito di fraterna amicizia.
La Cappella, inserita nella Cripta della Basilica di San Nicola, inaugurata nel 1966 dall’allora Archim. Gennadios Zervos, poi Metropolita d’Italia di beata memoria, è stata la prima cappella ortodossa eretta all’interno di una chiesa cattolica, ed è caratterizzata da una splendida iconostasi lignea realizzata dall’artista croato Zlatko Latković. Istituita per rafforzare il dialogo ecumenico e per accogliere i numerosi pellegrini orientali, la cappella permette la coesistenza delle liturgie. Qui si tengono regolarmente, anche in contemporanea con le messe cattoliche, le funzioni di diverse comunità ortodosse (russa, greca, romena e georgiana). Le reliquie del Santo, tuttavia, riposano sotto l’altare principale situato al centro della cripta, un luogo di profonda devozione condiviso da entrambe le confessioni, sopra il quale, oggi di norma, anche le comunità ortodosse celebrano la Liturgia.





