Acacio del Sinai. Peregrino
Il Santo Acacio del Sinai visse nel VI secolo ed era un novizio in un certo monastero in Asia. L’umile monaco si distinse per la sua paziente e incondizionata obbedienza al suo Anziano, un uomo duro e dissoluto. Egli costringeva il suo discepolo a faticare oltre misura, lo faceva morire di fame e lo batteva senza pietà. Nonostante tale trattamento, il Santo Acacio sopportò mansuetamente l’afflizione e ringraziava Dio per tutto. Il Santo Acacio morì dopo aver sopportato questi tormenti per nove anni.
Cinque giorni dopo che Acacio fu sepolto, il suo Anziano raccontò a un altro Anziano della morte del suo discepolo. Il secondo Anziano non credette che il giovane monaco fosse morto. Essi andarono alla tomba di Acacio e il secondo Anziano chiamò: “Fratello Acacio, sei morto?” Dalla tomba una voce rispose: “No, Padre, come è possibile che un uomo obbediente muoia?” Lo sconvolto Anziano del Santo Acacio cadde a terra in lacrime davanti alla tomba, chiedendo perdono al suo discepolo.
Dopo di ciò si pentì, dicendo continuamente ai Padri: “Ho commesso un omicidio.” Visse in una cella vicino alla tomba del Santo Acacio, e terminò la sua vita nella preghiera e nella mansuetudine. San Giovanni Climaco (30 marzo) menziona il Santo Acacio nella SCALA (Gradino 4:110) come esempio di sopportazione e obbedienza, e delle ricompense per queste virtù.
Il Santo Acacio è commemorato anche il 29 novembre.



