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35 ANNI DI PATRIARCATO – SUA SANTITA’ IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

35 ANNI DI PATRIARCATO – SUA SANTITA’ IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

35 ANNI DI PATRIARCATO – SUA SANTITA’ IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

Il 22 Ottobre 1991, 35 anni orsono, il Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico eleggeva il Metropolita di Calcedonia Bartolomeo (Archondonis) Patriarca Ecumenico.

Una vita al servizio della Chiesa, espressa  da Sua Santità, durante la cena Ufficiale in suo onore (vedi testo qui sotto). Giovedì 22 Ottobre, Sua Santità ha celebrato la Divina Liturgia nella Cattedrale Patriarcale di San Giorgio al Fanar, attorniato dalla Gerarchia del Trono. Molte le espressioni di felicitazioni dalle Chiese Ortodosse (sotto trovate il saluto del Catholikos-Patriarca di Georgia Sio III) e dalle altre Chiese, come anche dal Consiglio Ecumenico delle Chiese (vedi sotto), da Autorità Civili e dai tanti fedeli.

La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, con il Metropolita Polykarpos, i Vescovi Ausiliari, il Clero e tutto il Popolo, grati a Dio per il grande ministero del Patriarca Bartolomeo, formulano augusti auguri e ancora Molti Anni alla guida della Chiesa. ΕΙΣ ΠΟΛΛΑ ΕΤΗ, ΠΑΝΑΓΙΩΤΑΤΕ ΔΕΣΠΟΤΑ!

(La Redazione – foto Niko Papchristou)

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Risposta di Sua Santità il Patriarca Ecumenico K.K. Bartolomeo durante la cena ufficiale per il 35° anniversario della Sua elezione
(Costantinopoli, mercoledì 21 ottobre 2026)

 

Eminentissimo Metropolita di Calcedonia, signor Emmanuel,
Veneratissimi fratelli Gerarchi,
Eccellentissima signora Ministro, Rappresentante del Governo Greco,
Eccellentissimi e Onorevolissimi rappresentanti delle Autorità e delle Istituzioni,
Onorevolissimo signor Presidente dell’Associazione per il Sostegno delle Istituzioni Comunitarie Rumene (SYRKI),
Devotissimi chierici e monaci,
Onorevolissimi Presidenti delle Confraternite degli Officianti del Trono insieme ai loro membri,
Carissimi amici e ospiti,
Figli benedetti nel Signore,

 

Con grande trepidazione ed emozione abbiamo ascoltato quanto hanno riferito sulla nostra umile persona il veneratissimo fratello santo di Calcedonia, a nome della Gerarchia del Trono, e l’onorevolissimo Presidente del SYRKI, l’Arconte signor Georgios Papaliaris, a nome della Comunità greca locale.

Come in tutte le occasioni simili, anche stasera il nostro imbarazzo è mitigato dalla certezza che la lode e l’onore sono rivolti al Patriarcato Ecumenico, quale riconoscimento della sua testimonianza e del suo contributo.

In verità, la Santa Grande Chiesa di Cristo merita rispetto e onori. Serve il popolo di Dio, lo santifica, lo guida spiritualmente, produce una cultura spirituale di portata universale. Ha segnato la nostra storia e la storia del mondo intero, e continua a illuminare, a edificare, a fare da apripista, sempre fermamente ancorata alla Tradizione della Verità e da essa ispirata. Grazie alla Chiesa la Nazione è sopravvissuta negli anni di pietra, salvando la propria fede, la propria lingua e la propria identità.

E oggi, la Grande Chiesa contribuisce alla diffusione e all’applicazione dei valori della pace, della solidarietà, del dialogo, dell’unità, del rispetto per la sacralità della persona umana e dei suoi diritti fondamentali.

In questo spirito, rivolgiamo a tutti voi un saluto di stima, affetto e sincero ringraziamento per la vostra presenza a questa cena festiva, offerta — come tutti sapete — dalla venerabile Gerarchia che ci circonda in collaborazione con il SYRKI, per l’anniversario della nostra elezione al Trono Apostolico, Patriarcale ed Ecumenico della Chiesa di Costantinopoli, avvenuta trentacinque anni fa.

L’assemblea di questa sera è per noi un tempo di dossologia, di ringraziamento e di memoria. Lodiamo il Dio in Trinità per tutti i beni inestimabili che la Sua imperscrutabile provvidenza, la Sua insondabile bontà e la Sua inconcepibile tutela ci hanno profuso.

Moltissimo ed essenziale dobbiamo alla nostra terra natia, l’aspra Imbros. Ricordiamo tutti coloro ai quali dobbiamo, dopo Dio, ogni cosa: la vita e il vivere bene, l’amore per la Chiesa e per le lettere, il timore di Dio e il nostro cammino verso il sacerdozio.

Per molte ragioni ricordiamo con gratitudine il compianto Anziano e nostro benefattore, il Metropolita di Calcedonia Melitone, figura emblematica della Grande Chiesa e dell’Ecumene cristiana.

La nostra identità teologica è stata forgiata dagli studi presso la Scuola Teologica di Calchi ed è stata arricchita dal proseguimento dei nostri studi in Occidente. Per benevolenza divina siamo stati degnati di servire al Fanar dal 1972, per ben cinquantaquattro anni interi, e dal 1991 come Patriarca Ecumenico.

Molto dobbiamo ai fratelli Gerarchi, nostri compagni di viaggio e valorosi commilitoni nel ministero ecclesiale, nonché ai carissimi membri della locale Comunità greca.

Nella Città di Costantino, culla della civiltà romea, abbiamo camminato insieme in tempi di bonaccia e di tempesta, abbiamo percorso le strade dove camminarono i nostri antenati, coloro che crearono il nostro “glorioso Bizantinismo”.

Il servizio alla Chiesa e il nostro lungo cammino nella vita ci hanno insegnato a pensare alto dell’uomo e ad avere fiducia nella forza della libertà che Dio gli ha donato. Dove ci sono amore, giustizia e pace, là è presente Dio, il quale ispira e sostiene lo sforzo dell’uomo e lo rende “collaboratore di Dio”.

La fede nel Dio vivente e nel nostro eterno destino in Lui dona alla nostra esistenza una prospettiva eterna, ci libera dai legami della vanità e rafforza le nostre energie creative.

“Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rom. 8, 28). Al contrario, se vediamo la nostra vita come un lavoro di Sisifo, se crediamo alla casualità della nostra esistenza e consideriamo la morte come la fine definitiva e il nostro annientamento, allora veniamo condotti a varie divisioni, ad approcci riduttivi della vita e a relativizzazioni, rimanendo intrappolati in una presunta e insormontabile negatività e nel pessimismo.

Comprendete tutti quale importanza catalizzatrice abbia l’immagine che abbiamo del significato della vita e dell’esistenza umana nell’era dell’intelligenza artificiale e dell’imminente dominio della robotica, del “post-umano” e del principio “Tutto è permesso”, in mezzo alla moderna incertezza e ambiguità delle vicende umane.

Scelti commensali,
In momenti in cui la vita si condensa, ci rendiamo conto che ciò che siamo non è opera nostra, ma benedizione e dono del cielo, e che lo dobbiamo a una forza che va oltre noi stessi.

Giorno e notte rendo gloria al Signore datore di ogni bene per tutto ciò che ha donato generosamente al Suo supplice, sostenendolo e guidandolo in tutte le tappe, in tutte le circostanze, in tutte le decisioni della sua vita.

Il filantropo Signore della gloria mi ha donato la fede come assoluta fiducia nella Sua volontà e nella Sua provvidenza, come apertura e uscita verso il mondo, come vita di testimonianza, comunione e dialogo, come incontro e pacifica coesistenza con il prossimo.

In conclusione, invochiamo le vostre preghiere verso il Dio della misericordia affinché ci rafforzi nel servizio alla Sua Chiesa, per quanto Egli vorrà concederci.

Ringraziamo la rappresentante del Governo Greco, l’Eccellentissima signora Ministro della Cultura Mendoni, e il suo seguito per la loro onorevole presenza, così come tutti i rappresentanti delle Istituzioni e delle Autorità.

Rivolgiamo ancora una volta un caloroso ringraziamento ai venerabili Membri della Gerarchia, agli altri chierici e monaci, agli Arconti Officianti del Trono e a coloro che hanno contribuito a coprire le spese di questo splendido evento.

Ringraziamo gli organismi istituzionali e i membri della Comunità greca per il loro amore, e tutti e tutte voi per la vostra benevola e onorevole presenza e partecipazione, che fa onore alla persona del vostro Patriarca.

Il Dio della sapienza e dell’amore vi benedica e guidi i vostri passi sulla via della pace e della verità.

Così sia!

(traduzione dal sito: https://ec-patr.org)

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