MISSIONE AURORA: È INIZIATO IL NUOVO ANNO DELL’ECOSCUOLA 2026–2027
MISSIONE AURORA: È INIZIATO IL NUOVO ANNO DELL’ECOSCUOLA 2026–2027
MISSIONE AURORA: È INIZIATO IL NUOVO ANNO DELL’ECOSCUOLA 2026–2027
A San Lorenzo di Sedegliano la prima tappa del nuovo percorso educativo della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia: dalla contemplazione del Creato a un viaggio attraverso il Sistema Solare, tra scienza, fede, multilinguismo ed esperienza diretta
Sabato 19 settembre 2026, presso la Parrocchia Ortodossa dei Santi Mina il Megalomartire ed Efrem il Neomartire, i Taumaturghi, di San Lorenzo di Sedegliano (Udine), ha preso ufficialmente il via il nuovo anno dell’Ecoscuola 2026–2027 della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale.
Il nuovo percorso porta il titolo “Missione Aurora – Dal Sole alle luci del Nord” e accompagnerà bambini e ragazzi attraverso sei tappe formative, prima della settima e conclusiva tappa: la spedizione. Non una successione di lezioni isolate, dunque, ma un unico viaggio nel quale conoscenza scientifica, osservazione, esperienza, responsabilità ecologica e dimensione spirituale si incontrano progressivamente. La prima giornata, intitolata “Dove siamo? – La Terra, il Sole e l’Universo”, è partita dalla domanda più semplice e, allo stesso tempo, più grande: dove siamo? Per rispondere, i ragazzi sono stati invitati ad alzare lo sguardo e ad allargare progressivamente l’orizzonte, dalla Terra al Sistema Solare e dal Sole alla vastità dell’Universo.
Un inizio affidato a Dio
La giornata si è aperta nella chiesa parrocchiale con la celebrazione della Dossologia per l’inizio del nuovo anno scolastico e per l’inaugurazione dell’Ecoscuola 2026–2027, affidando a Dio i bambini, i ragazzi, le loro famiglie, gli educatori e l’intero cammino che li attende.
Subito dopo la Dossologia, il Protopresbitero p. Petru Filipescu ha introdotto il senso più profondo del progetto attraverso le parole di Sua Santità Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli – Nuova Roma e Patriarca Ecumenico, richiamando quella visione cristiana del Creato che costituisce il fondamento spirituale dell’Ecoscuola:
«Dio ha voluto che l’uomo godesse della Sua creazione “molto buona”, dalla maestosa armonia della volta celeste fino alla naturale bellezza degli esseri viventi della terra e del mare e dell’intero mondo vegetale, con le sue infinite e armoniose variazioni; poiché, contemplando l’equilibrio, l’armonia e la bellezza della creazione, l’uomo si eleva allo stupore dinanzi alla perfezione del Creatore e giunge così ad amarLo e ad adorarLo. L’ambiente del mio villaggio, l’ambiente di Imbros, mi ha trasmesso l’amore per la creazione di Dio, per la natura, per le bellezze che l’ambiente naturale possiede, e persino un bel fiore di campo può insegnare all’uomo molte cose sulla sapienza e sull’amore di Dio. Questo mondo materiale perfetto è stato un dono di Dio all’umanità. Non siamo i padroni di questo pianeta, ma economi e sacerdoti della creazione, chiamati a riscaldare i nostri cuori, non il clima. Ho viaggiato molto e ho visto con i miei occhi come distruggiamo le foreste e la bellezza per un profitto sempre maggiore; e il problema non è politico o economico, ma si trova nella nostra anima e nella nostra mente: questa è la dimensione spirituale dell’ecologia. Non si può pretendere di amare e onorare Dio mentre distruggiamo la creazione uscita dalle Sue mani divine: inquinare l’aria, la terra e le acque è peccato, perché tutte queste cose sono state create da Dio e ci sono state affidate perché le custodissimo e le coltivassimo, non perché le oltraggiassimo. E l’uomo-dio di oggi persevera nella geocotonia, nell’uccisione della terra, ignorando la misura e i limiti in nome dei progetti geopolitici, degli interessi economici e del consumo, compromettendo così il proprio futuro e distruggendo la propria casa».
Queste parole hanno offerto la chiave di lettura dell’intera giornata e, più ampiamente, di Missione Aurora: conoscere il Creato non per dominarlo, ma per imparare a contemplarlo, comprenderlo, amarlo e custodirlo.
Dalla Terra all’Universo, in un’aula senza confini
Un video interattivo realizzato per questa prima lezione ha accompagnato bambini e ragazzi in un viaggio visivo di quasi sette minuti: dalla struttura della galassia al Sole, dalla Terra agli altri pianeti del Sistema Solare, fino ai loro principali satelliti naturali. Immagini ad alta definizione, animazioni, pianeti in movimento, dati scientifici e rappresentazioni visive hanno permesso ai partecipanti di entrare progressivamente nella materia che avrebbero poi approfondito durante il pomeriggio. La stessa esperienza ha potuto così parlare contemporaneamente linguaggi diversi e offrire differenti livelli di approfondimento.
Accanto ai bambini e ai ragazzi presenti fisicamente a San Lorenzo di Sedegliano, hanno partecipato alla lezione, attraverso il collegamento online, anche bambini e ragazzi da Stati Uniti d’America, Regno Unito, Grecia e Romania. Per rendere realmente possibile questa partecipazione, la giornata è stata organizzata con un sistema di traduzione simultanea e quattro traduttori, mentre i materiali didattici sono stati predisposti nelle diverse lingue necessarie ai partecipanti. Le grandi tavole visuali utilizzate durante la lezione sono state realizzate parallelamente in romeno, italiano, greco e inglese. La stessa informazione scientifica poteva così essere letta e confrontata nelle quattro lingue, trasformando spontaneamente una lezione di astronomia anche in un piccolo laboratorio linguistico e interculturale.
Sono stati preparati appositamente manuali didattici, tavole visuali, schede informative e materiali multilingui, costruendo un vero percorso attraverso il Sistema Solare. E il punto di partenza non è stato scelto casualmente: il Sole. Perché il Sole non rappresenta soltanto il centro del nostro sistema planetario. È anche l’origine del lungo filo scientifico che accompagnerà Missione Aurora fino alle luci del Nord. Ciò che in questa prima giornata è apparso come una stella immensa, dinamica e in continua attività diventerà, tappa dopo tappa, una delle chiavi per comprendere il fenomeno dell’aurora boreale. Quella luce straordinaria che i ragazzi incontreranno alla fine del loro percorso smette così di essere soltanto un’immagine affascinante e comincia a diventare un fenomeno da comprendere.
Quando i bambini sono diventati il Sistema Solare
Ma il momento culminante della prima giornata è arrivato quando lo studio è diventato esperienza. Dopo avere osservato sullo schermo il Sistema Solare e averne studiato pianeti e satelliti, i ragazzi hanno ricevuto magliette con i nomi dei diversi corpi celesti e le loro rappresentazioni tridimensionali: sfere preparate per riprodurre visivamente i pianeti e le lune studiati durante la lezione. In un grande spazio aperto, bambini e ragazzi hanno preso posizione e sono diventati essi stessi il Sistema Solare. Il Sole, i pianeti e i loro satelliti hanno trovato il proprio posto nello spazio; ciò che pochi minuti prima esisteva sullo schermo, nelle tavole e nei manuali è diventato improvvisamente visibile, percorribile e concreto. È nato così un vero planetario umano a scala, nel quale i partecipanti hanno potuto percepire fisicamente rapporti, posizioni, orbite e distanze. Ed è forse proprio in questo passaggio, dallo schermo al campo, dalla nozione all’esperienza, che si è espresso più chiaramente il metodo educativo scelto per Missione Aurora: vedere, ascoltare, comprendere, sperimentare e infine ricordare attraverso ciò che si è vissuto.
Bambini, famiglie, educatori e collaboratori si sono ritrovati attorno alla tavola per una cena comunitaria, continuando spontaneamente a parlare di ciò che era stato visto, scoperto e sperimentato durante il pomeriggio. Anche la tavola ha mantenuto un legame concreto con lo spirito dell’Ecoscuola, grazie alla presenza di prodotti provenienti dal “Giardino della Madre di Dio”, l’orto comunitario rigenerativo della realtà parrocchiale. Alla partenza, infine, ogni partecipante ha ricevuto un piccolo ricordo della prima tappa: una sfera di vetro, scelta per evocare simbolicamente uno dei mondi conosciuti durante il viaggio attraverso il Sistema Solare.
La Missione è cominciata
La prima tappa si è così conclusa. Ma Missione Aurora è appena cominciata. Davanti ai ragazzi rimangono ancora nuove lezioni, nuovi esperimenti, nuove domande e nuove scoperte. Ogni appuntamento aggiungerà un tassello necessario per comprendere ciò che li attende alla fine del percorso. Perché dietro il viaggio verso l’aurora vi è una sfida educativa ancora più grande: insegnare a guardare. Guardare il cielo e interrogarsi. Guardare la Terra e comprenderne la fragilità. Guardare la natura e riconoscervi non qualcosa da consumare, ma un dono da custodire. Scienza e fede, in questa prospettiva, non si oppongono: lo stupore generato dalla conoscenza diventa occasione per riconoscere ancora più profondamente la straordinaria armonia del Creato. Ed è proprio da qui che Missione Aurora ha scelto di partire: dalla Terra sotto i nostri piedi, dal Sole sopra di noi e da quella domanda apparentemente semplicissima che ha aperto il viaggio:
«Dove siamo?»
La risposta richiederà ancora molte tappe. Ma il viaggio è iniziato.
«I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annuncia il firmamento». Salmo 18 (19), 2
(Note di P. Petru Filipescu)
Dona anche tu
il tuo 8×1000
ALLA SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA ED ESARCATO PER L’EUROPA MERIDIONALE





























