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MESSAGGIO DEL PATRIARCA DI GERUSALEMME TEOFILO A TRUMP SULL’UCRAINA

MESSAGGIO DEL PATRIARCA DI GERUSALEMME TEOFILO A TRUMP SULL’UCRAINA

L’iniziativa del Patriarca di Gerusalemme a favore della pace è certamente degna di rispetto. Essa invita, tuttavia, a ricordare che il Patriarcato Ecumenico è stato spesso accusato di perseguire interessi geopolitici e antirussi per il proprio intervento nella questione ucraina. Ora che anche il Patriarcato di Gerusalemme interviene nella stessa vicenda, con il sostegno degli Stati Uniti, sarebbe opportuno valutare entrambe le iniziative con lo stesso equilibrio, riconoscendo a tutte le Chiese il sincero desiderio di contribuire alla pace. (N.d.R.)

MESSAGGIO DEL PATRIARCA DI GERUSALEMME TEOFILO A TRUMP SULL’UCRAINA

In un’intervista rilasciata a Breitbart News, il Patriarca di Gerusalemme Teofilo III ha dichiarato di voler intraprendere una missione per incontrare sia il Presidente russo Vladimir Putin sia il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con l’intento di contribuire alla ricerca di una soluzione che ponga fine alla guerra russa in Ucraina, la quale ha provocato una profonda lacerazione all’interno della Chiesa Ortodossa.

Teofilo III ha incontrato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca all’inizio dell’estate, per conferirgli una delle più alte onorificenze del Patriarcato di Gerusalemme: la Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro.

Il Patriarca ha inoltre lasciato la Casa Bianca con il sostegno di Trump alla propria iniziativa di mediazione, finalizzata a contribuire alla cessazione della guerra in Ucraina.

Interrogato sul proprio ruolo e su quello del Patriarcato nel tentativo di sanare la frattura prodottasi nella Chiesa Ortodossa, posta al centro della guerra russa in Ucraina, Teofilo III ha sottolineato che il Patriarcato di Gerusalemme «occupa una posizione unica nel mondo cristiano».

«È qui che la Chiesa si è manifestata per la prima volta», ha dichiarato Teofilo III a Breitbart News.

«Il Patriarcato è universalmente riconosciuto come la “Chiesa Madre”, nonché come la Chiesa della Terra Santa: la Chiesa che presta il proprio ministero nei luoghi nei quali si sono compiuti gli eventi della salvezza del genere umano. Pertanto, la missione del Patriarcato di Gerusalemme non si limita a una determinata Chiesa né esclusivamente alla cura di particolari Luoghi Santi. La responsabilità di questa Chiesa è molto più ampia. Il Patriarcato di Gerusalemme costituisce un punto di riferimento per l’unità, il dialogo e la pacifica convivenza tra i popoli. Viviamo quotidianamente questa realtà in Terra Santa e cerchiamo di sostenere quanti si trovano nelle regioni del mondo afflitte da divisioni e conflitti. L’opera della riconciliazione, tanto al nostro interno quanto a livello mondiale, rappresenta oggi la nostra più grande sfida e la nostra maggiore responsabilità».

Il Patriarca ha inoltre affermato che il proprio ruolo personale è «unico» e di ritenere che, grazie al sostegno di Trump agli sforzi volti a esercitare un’opera di mediazione, egli possa contribuire alla pace in Ucraina quale «operatore di pace».

«Come Patriarca, ricopro un ruolo unico. La mia missione consiste anzitutto nel rendere culto a Dio; devo inoltre prendermi cura del mio gregge, sia che si tratti degli abitanti del luogo sia dei pellegrini», ha dichiarato Teofilo III.

«Il Patriarca di Gerusalemme, tuttavia, è anche un operatore di pace. I capi religiosi di tutto il mondo possiedono l’autorità spirituale e morale necessaria per intervenire nei conflitti e promuovere la pace in modi accessibili a pochi altri. Gli insegnamenti che traiamo dal nostro ministero ci educano ad ascoltare con attenzione, mentre le nostre responsabilità ci consentono di dare voce agli oppressi. Ho provato profonda umiltà quando, nel mese di giugno, ho ricevuto il sostegno del Presidente Trump affinché assumessi un ruolo di mediazione e contribuissi alla risoluzione di questo conflitto. Mi sono sentito profondamente onorato e intimamente umiliato dal suo sostegno a questa iniziativa. Sono inoltre grato per il sostegno accordato a tale missione dallo Stato greco e da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo. Noi e il Patriarcato di Gerusalemme siamo pienamente impegnati nella missione spirituale della riconciliazione tra i popoli dell’Ucraina e della Russia. Nello spirito del mio amico, il compianto Papa Francesco, ricordo le parole di san Francesco d’Assisi: “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace”. Attraverso la preghiera fervente, con la grazia di Dio, con il sostegno della comunità internazionale e rafforzati dalla disponibilità di tutte le parti ad ascoltare attivamente e a rivolgere nuovamente la nostra attenzione al bene di tutti, prego affinché il Patriarcato possa contribuire al conseguimento della pace in Ucraina. Il mio ruolo non è politico. Al contrario, in quanto guida religiosa, il mio compito consiste nel mantenere aperti i canali della comunicazione e nel ricordare a coloro che detengono il potere le virtù del dialogo, dell’amore e dell’opera di pace».

Teofilo III ha rivelato a Breitbart News che sono in corso i preparativi per organizzare quanto prima incontri sia con Putin sia con Zelensky, con i quali auspica di avviare un «dialogo costruttivo», così da contribuire al ristabilimento della pace nel mondo ortodosso.

«Con questo spirito, stiamo lavorando per incontrare tanto il Presidente Putin quanto il Presidente Zelensky, proprio nel contesto di tali iniziative», ha affermato.

«Il Presidente Putin è un fedele e membro attivo della Chiesa Ortodossa, mentre il Presidente Zelensky è un uomo di fede e di profonda sensibilità spirituale. Entrambi i Presidenti portano sulle proprie spalle considerevoli responsabilità e attendiamo con vivo desiderio di collaborare con loro, per aprire canali di comunicazione e promuovere un dialogo costruttivo».

Teofilo III ha inoltre dichiarato che è «incredibilmente doloroso» vedere due Paesi a maggioranza ortodossa – l’Ucraina e la Russia – combattere l’uno contro l’altro e che la Chiesa stessa «soffre» a causa di questa guerra.

Interrogato su ciò che sarebbe necessario per conseguire la pace in Ucraina, il Patriarca ha affermato che è importante che i responsabili politici «ripartano dagli elementi fondamentali».

«Come Chiesa, dobbiamo adoperarci per sanare le ferite esistenti all’interno della Chiesa Ortodossa, affinché i nostri vincoli fraterni possano tornare a essere saldi. Per quanto riguarda i due Paesi, la mia preghiera è che la Russia e l’Ucraina trovino i mezzi per intraprendere un dialogo, concentrandosi non soltanto sulla cessazione delle ostilità, ma anche sul bene tanto degli Ucraini quanto dei Russi», ha osservato Teofilo III.

«Nel 2023, durante una mia visita ufficiale in Vaticano, nel corso della quale incontrai il compianto Papa Francesco, assunsi, a nome mio e del Patriarcato di Gerusalemme, l’impegno di aiutare tutte le parti coinvolte nel cammino verso la riconciliazione. Questa è la nostra missione spirituale. Vi è una parola che desidero sottolineare: “cammino”. Non ritengo che la riconciliazione e la pace possano essere raggiunte da un giorno all’altro; dobbiamo tuttavia dare inizio al processo. Ripartiamo dagli elementi fondamentali. Coloro che detengono il potere devono essere disposti ad ascoltarsi attivamente gli uni gli altri. È però altrettanto essenziale ascoltare le voci delle famiglie, dei bambini e delle comunità che soffrono. Dobbiamo ascoltare le storie di quanti desiderano educare i propri figli, vivere pacificamente, praticare liberamente la propria fede e ritrovare la propria comunità. Ciò richiede un radicale mutamento di prospettiva: occorre allontanare l’attenzione dai limitati vantaggi ottenuti sul campo di battaglia e rivolgerla alla costruzione di un futuro per entrambi i Paesi, guardato attraverso gli occhi di coloro che vivono lontano dai corridoi del potere, attraverso gli occhi dei genitori che cercano di edificare un avvenire per i propri figli».

Concludendo, Teofilo III ha espresso la convinzione che Trump possa svolgere un ruolo importante nel conseguimento della pace non soltanto in Ucraina, ma anche in Iran e nel resto del mondo.

Ha affermato che i responsabili ortodossi «vedono in lui un protettore dei cristiani» in tutto il mondo e ha rivolto direttamente al Presidente, quale proprio messaggio, le parole di Gesù Cristo.

«Il Presidente Trump è uno dei leader più potenti del mondo», ha dichiarato Teofilo III. «Non possiede una bacchetta magica capace di portare la pace, ma la carica che ricopre, la sua influenza, il suo prestigio e la sua autorità lo rendono una figura vitale e centrale per il consolidamento della pace. Vediamo chiaramente la sua influenza e ciò che compie in favore dei cristiani di tutto il mondo: vediamo in lui un protettore dei cristiani. Non pretendo di sostituirmi ai suoi numerosi e autorevoli consiglieri; tuttavia, se dovessi offrire un consiglio in qualità di Patriarca di Gerusalemme, sarebbe quello di sostenere e rafforzare coloro che lavorano per porre termine al conflitto, affinché possano trovare speranza. Questa speranza non consiste soltanto nella cessazione delle ostilità, ma anche nella visione di comunità ricostruite, famiglie ricongiunte e bambini ai quali sia assicurato un futuro sicuro. A Gerusalemme, quando il conflitto sembra essere senza via d’uscita, ci troviamo nel tempo della Pasqua. In quel periodo ci viene ricordato di scegliere la speranza e ci viene rammentata la sua forza. Ci viene infusa la speranza della risurrezione per la vita futura, certamente, ma anche una speranza capace di trasformare il mondo nel quale viviamo, affinché tutti possiamo dimorare nella pace di Cristo. Desidero lasciare al Presidente Trump le parole di Cristo: “Beati gli operatori di pace”».

Fonte: https://www.romfea.gr/epikairotita-xronika/78351-minyma-patriarxi-ierosolymon-theofilou-ston-tramp-gia-tin-oukrania

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