Tipologia: Monastero
SACRO MONASTERO DEI SS ELIA IL NUOVO E FILARETE L’ORTOLANO
La chiesa monastica dei Santi Elia il Nuovo e Filarete l’Ortolano, situata a Seminara (RC), è stata rifondata nel 2001 da S.S. il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I sulle rovine dell’antico monastero del IX secolo, legato a sant’Elia di Enna. Costituisce oggi un punto di riferimento per gli ortodossi della Piana di Gioia Tauro, di diversa provenienza etnica (italiana, romena, greca, ucraina, bulgara, georgiana, russa), e per i calabresi che riscoprono in essa le loro radici spirituali e culturali. La Divina Liturgia è celebrata prevalentemente in italiano e, secondo le necessità pastorali, anche in altre lingue. Accanto alla vita liturgica, si svolgono catechismo per bambini e ragazzi, catechesi per adulti e iniziative culturali sulla Calabria bizantina e il monachesimo italogreco. La chiesa custodisce e valorizza la tradizione iconografica e spirituale dell’Oriente cristiano.
SACRO MONASTERO DI SANT’ANTONIO IL GRANDE
Il Monastero, eretto in stile bizantino, è intitolato a Sant’Antonio il Grande, eremita egiziano e padre del monachesimo. La costruzione fu iniziata nell’anno 2002 da parte dell’Archimandrita Antonio Pompianu. A settembre 2020 il Monastero, dopo la beata dormizione del fondatore, è stato donato dalla famiglia Pompianu alla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Nel Monastero si celebra in italiano, in quanto frequentato dagli Italiani e qualche volta dai Romeni. Credo e Padre nostro si recitano nelle lingue delle etnie presenti. Occasionalmente si presta assistenza spirituale alla comunità nomade serba presente nel territorio.
SACRO MONASTERO DEI SS ELIA, ANASTASIO E LUCA IN BASILICATA
Il Sacro Monastero dei Santi Elia, Anastasio e Luca in Basilicata a Carbone è un moderno centro monastico ortodosso di tradizione bizantina che riporta in vita l’antica spiritualità del Sud Italia, risalente all’alto Medioevo. Tra l’VIII e l’XI secolo, le terre della Basilicata furono uno dei principali centri del monachesimo greco-bizantino. In quel periodo sorsero numerosi monasteri, nei quali la vita liturgica si svolgeva in lingua greca e si conservava la tradizione ortodossa orientale.
Una figura centrale nella storia di Carbone è San Luca Abate di Carbone, vissuto tra il X e l’XI secolo (circa 980–1050), considerato il fondatore della primitiva comunità monastica locale. Dopo la sua morte, il monastero divenne un importante centro di preghiera e di pellegrinaggio, e la sua memoria è stata custodita nei secoli. Il 23 giugno 2024, nella festa della Santa Trinità, è stata celebrata la prima Divina Liturgia dopo molti anni di interruzione della vita monastica. Questa data segna la rinascita della preghiera ortodossa e della tradizione monastica a Carbone. Nel monastero si conservano sante reliquie e numerosi oggetti di venerazione, custoditi dalla comunità monastica e dai pellegrini. È particolarmente venerata l’icona miracolosa della Beata Vergine Maria Madonna delle Chiavi, alla quale i fedeli si rivolgono con preghiere di intercessione. Si custodiscono inoltre le reliquie e la memoria spirituale del fondatore del monastero, San Luca Abate di Carbone, uno dei santi più venerati della regione. Le celebrazioni liturgiche si svolgono quotidianamente. La Divina Liturgia viene celebrata il sabato, la domenica e nelle grandi festività.
SACRO MONASTERO DEI SS. BASILIO MAGNO E BENEDETTO
Il sacro Monastero di San Basilio è stato fondato nel 1992 per ordine dell’allora igumeno Archimandrita Livio di venerata memoria ed è oggi retto dal successore, Archimandrita Gabriele. Le funzioni sono celebrate in italiano e la comunità dei fedeli è a maggioranza italiana. Il monastero ha partecipato e partecipa attivamente ad iniziative e missioni umanitarie. Attualmente è punto di riferimento per numerosi ricercatori spirituali.
SACRO MONASTERO DI SANTA BARBARA MEGALOMARTIRE
Il Monastero di Santa Barbara è stato riconosciuto nell’anno 2003. La Parrocchia, poi sciolta, è stata accolta nella Arcidiocesi d’Italia nel 1996. L’Ortodossia inizia qui i suoi passi a metà degli anni Sessanta, quando il paese decise di passare in massa all’Ortodossia. La Comunità allora venne accolta nella Chiesa Russa, ma a causa degli eventi politici del tempo, è passata a diverse giurisdizioni, canoniche e non canoniche. Le prime monache sono giunte dalla Grecia nell’anno 2000 e da allora vi è stata una crescente attenzione verso i fedeli, verso i legami del territorio con la Chiesa in Oriente, ma anche con le Comunità monastiche d’Occidente. Dopo il grave incendio del 2013, le Funzioni sono celebrate nella vicina Chiesa di Santa Cecilia. Il Monastero conserva due miracolose Icone della Vergine, quella della Consolazione (dal Monte Athos) e quella della Vourioltissa (dalla Russia). La comunità di fedeli è variegata e oltre a molti italiani, ci sono fedeli da tutti i paesi, tradizionalmente ortodossi. Le funzioni liturgiche sono celebrate principalmente in italiano, ma anche in greco, romeno, staroslavo e ucraino. Il Monastero ha due Santuari riconosciuti, grazie alla disponibilità delle Autorità Ecclesiastiche Cattoliche, a Grado e a Feltre.
Alla Chiesa appartiene il coro bizantino “Santa Barbara”, che canta in italiano e nelle altre lingue.







