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Tipologia: Chiesa

CHIESA DI SAN LEONE VESCOVO DI CATANIA

La parrocchia Ortodossa di San Leone Vescovo di Catania è stata fondata nei anni 90 del XX secolo. È diventata e la vera Casa di Preghiera per fedeli ortodossi che abitano a Catania. La lingua delle celebrazioni liturgiche è l’italiano, mentre i cori cantano in greco, ucraino e romeno. Importanti le lezioni di catechismo, dove si presentano le particolarità e la profondità della fede ortodossa.

CHIESA DI SANTA BARBARA

La Chiesa Ortodossa di Santa Barbara di Alghero è un luogo di culto di particolare valore storico e spirituale, situato nel centro storico della città. La chiesa è considerata un monumento di interesse storico-archeologico; le prime notizie documentate risalgono al XVI secolo, con elementi che ne fanno risalire l’impianto anche al XIV secolo. Oggi la chiesa serve una comunità ortodossa composta principalmente da fedeli romeni, italiani e moldavi. Le lingue utilizzate nel culto sono l’italiano e il romeno. Oltre alle celebrazioni liturgiche, la Parrocchia promuove attività comunitarie e culturali, iniziative rivolte anche ai giovani, e momenti pensati per mantenere viva e unita la comunità. Particolare attenzione viene data alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico della chiesa, anche attraverso la presenza di antiche icone riconducibili ai secoli XVII, XVIII e XIX. Tali elementi rappresentano una testimonianza significativa della tradizione iconografica ortodossa custodita nella chiesa.

CHIESA DI SAN GIUDA TADDEO APOSTOLO

La Parrocchia di San Giuda Taddeo è stata fondata negli anni ‘80 del secolo XX dall’Archimandrita P. Giorgio Gerace. La Chiesa Parrocchiale, distrutta a seguito di grandi infiltrazioni di acqua, è stata ricostruita dalla Arcidiocesi con la benedizione del Metropolita Polykarpos ed è stata inaugurata il 2 febbraio 2023. La lingua che si usa nelle celebrazioni è la lingua italiana accompagnata con parti celebrate in greco. Il Credo e il Padre nostro vengono recitati nelle varie lingue dei presenti. La Parrocchia è membro stabile del GEL – Gruppo Ecumenico di Lavoro. Presso la nostra Parrocchia chiunque sia interessato all’Ortodossia può seguire incontri di catechesi per approfondire la Fede Ortodossa.

CHIESA GRECO-ORTODOSSA DEI SS. PIETRO E PAOLO

Il tempio fu fondato nell’anno 1518 da Tommaso Asan Paleologo. Custodisce icone portatili del pittore di icone cefaloniota Efstathios Karousos (fine 1700), un’opera del pittore napoletano Paolo De Matteis (fine 1600) e due affreschi del celebre pittore di Napoli Belisario Corenzio, originario della Trifilia (fine 1500 – inizio 1600). Le lingue in uso durante il culto, oltre al greco e all’italiano, sono il rumeno e lo slavonico; all’occorrenza si fa uso anche del bulgaro, dell’ucraino e del georgiano. I fedeli provengono da Grecia, Romania, Ucraina, Bulgaria, Serbia e dalla maggior parte dei paesi ortodossi, oltre che dall’Africa. Ministero caritativo: Distribuzione di cibo, distribuzione di vestiario, distribuzione di calzature e aiuti di vario genere alle persone in difficoltà. Attività educative: Catechesi all’interno del tempio. Insegnamento della lingua greca presso il palazzo della confraternita.

CHIESA GRECO-ORTODOSSA DI SAN NICOLA

La Parrocchia greco-ortodossa di San Nicola di Myra di Brindisi, posta sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, rappresenta un significativo presidio della spiritualità ortodossa nel Meridione d’Italia. Le celebrazioni liturgiche vengono officiate in greco, italiano, rumeno e albanese, espressione della ricca pluralità culturale che caratterizza la comunità parrocchiale, composta da fedeli di origine greca, italiana, rumena, albanese, georgiana e russa. Tra le principali attività pastorali riveste particolare rilievo il catechismo destinato ai bambini, svolto ogni domenica al termine della Divina Liturgia, quale momento di formazione religiosa e trasmissione della fede ortodossa. Di notevole pregio artistico e spirituale è l’imponente iconostasi, realizzata sul modello di quella della chiesa di San Spiridione a Corfù, ornata da icone bizantine di notevole qualità artistica. La storicità dell’edificio sacro testimonia inoltre gli antichi e profondi legami intercorsi nei secoli tra la città di Brindisi e la presenza ellenica nel territorio pugliese.

CHIESA DI SAN PAOLO APOSTOLO DEI GRECI,

La Parrocchia Greco-Ortodossa di San Paolo dei Greci, appartenente al Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ha sede nell’omonima chiesa inaugurata nel settembre 2010. Essa rappresenta un importante punto di riferimento spirituale e culturale per tutte le comunità ortodosse presenti a Reggio Calabria: Greci, Greci di Calabria, Georgiani, Rumeni, Ucraini, Serbi, Bielorussi, Russi e Moldavi. Proprio per il carattere multiculturale della comunità parrocchiale, durante le celebrazioni liturgiche vengono utilizzate le diverse lingue delle etnie presenti, con una prevalenza dell’italiano, affinché tutti i fedeli possano partecipare pienamente alla vita ecclesiale. Oltre alla Divina Liturgia domenicale e alle celebrazioni delle principali festività ortodosse, ogni sabato vengono celebrati i Vespri. La Parrocchia svolge inoltre una significativa attività educativa e formativa attraverso il catechismo rivolto ai giovani e una scuola di lingua georgiana, contribuendo così alla trasmissione della fede e alla valorizzazione delle tradizioni culturali delle diverse comunità ortodosse.

CHIESA GRECO-ORTODOSSA DI SAN TEODORO IN PALATINO

La chiesa San Teodoro al Palatino è un edificio del v secolo situato nel centro storico e lussuoso della città. Essa sorge su quello che fu da prima il tempio di Romolo, custodendo ancora oggi sotto la propria struttura i preziosi scavi archeologici. Concessa nel 2000 dal Vicariato di Roma all’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia per l’uso degli ortodossi greci, la chiesa è stata sottoposta a restauro prima della solenne consacrazione, celebrata nel 2004 da sua Santità il patriarca Bartolomeo I. La chiesa celebra ogni domenica la divina liturgia e le Grandi festività, in lingua greca e italiana. Sostiene un ben organizzato programma Filantropico per i bambini che vengono a Roma per le cure di trapianto. Offre inoltre, in Collaborazione con l’Apostoliki Diakonia, lezioni di musica bizantina.

CHIESA DI SAN GERASIMO DI CEFALONIA

La Parrocchia Greco-Ortodossa di San Gerasimo, situata in Via Benincasa 1 a Perugia, opera dal 2005 presso l’ex Chiesa di Santa Croce, concessa dalla Chiesa Cattolica. Nata per rispondere alle esigenze spirituali dei fedeli ortodossi dell’Umbria, accoglie una comunità composta prevalentemente da Greci, ma anche da Ucraini, Ciprioti, Serbi e altri ortodossi presenti nel territorio. Le funzioni liturgiche vengono celebrate principalmente in lingua greca e italiana, con particolare attenzione al coinvolgimento spirituale di tutti i fedeli anche attraverso l’utilizzo delle rispettive lingue di appartenenza, favorendo così partecipazione, integrazione e comunione ecclesiale. Ogni domenica e in alcuni sabati vengono organizzati incontri di approfondimento spirituale e culturale, oltre a pellegrinaggi e visite nei luoghi religiosi di Perugia e dei dintorni, con l’intento di rafforzare la vita comunitaria e la conoscenza reciproca.

CHIESA DI SAN DEMETRIO

La Parrocchia di San Demetrio Megalomartire è situata nel centro storico di Bologna, presso l’ex cappella di Santa Maria Incoronata dei Caprara. L’oratorio della Madonna dei Caprara fu eretto nel 1735 per volontà del senatore Vincenzo Caprara, al fine di custodire l’immagine della Beata Vergine Coronata e fungere da cappella ad uso privato della famiglia. La cappellina fu ufficialmente aperta il 7 febbraio 1745; essa era originariamente ubicata nell’angolo destro del palazzo signorile, situato tra via del Volto Santo e via Agresti (già Pugliole di Sant’Arcangelo). Quando il palazzo dei Caprara fu venduto a Napoleone, la famiglia si trasferì nel palazzo Monti, in via Barberia, e l’oratorio venne chiuso. L’immagine della Beata Vergine Coronata fu quindi trasferita, nel 1808, nella cappella situata sul retro del nuovo palazzo, all’angolo tra via Santa Margherita e via Griffoni (già Gangaiolo delle Pugliole di Santa Margherita); essa fu ufficialmente aperta il 29 luglio 1813. Successivamente la cappella venne ampliata dalla contessa Vittoria, figlia del conte Carlo Caprara e appartenente al ramo Montecuccoli Caprara, per poi essere soppressa a seguito dell’Unità d’Italia.
La Parrocchia è stata fondata e inaugurata il 29 novembre 1999 dal compianto Metropolita d’Italia e Malta, Gennadio (Zervos). Tra gli altri tesori della fede custoditi nella chiesa parrocchiale si annoverano le reliquie di San Demetrio Megalomartire; inoltre, vi è venerata solennemente un’effigie della Madre di Dio, detta “di San Luca”, patrona della città di Bologna. Le Liturgie vengono celebrate in italiano e greco.

CHIESA DI SAN DEMETRIO

La chiesa “San Demetrio di Modena” è l’espressione stessa della multiculturalità, oltre all’italiano, la divina liturgia viene celebrata anche in rumeno, greco e russo. La parrocchia presenta varie etnie, tra cui Moldavi, Rumeni, Russi, Ucraini, Greci, Italiani. La chiesa tiene corsi di catechismo settimanalmente.

CHIESA GRECO-ORTODOSSA DELLA DORMIZIONE DELLA MADRE DI DIO

Cappella della SS. Trinità. Si trova nella parte settentrionale della Chiesa della Dormizione, nota storicamente come Cappella delle famiglie Rodocanakis e Mavrocordatos. Dedicata alla Santa Trinità, in memoria della omonima e splendida Chiesa greco-ortodossa, costruita nel 1757 e abbattuta nel 1953.
La comunità greco ortodossa di Livorno, dopo aver innalzato la propria chiesa in via della Rosa Bianca (1760), ebbe il permesso di costruire un primo cimitero nei pressi del Cisternone (1773). Questo piccolo spazio cimiteriale, che ispirò anche il poeta Giovanni Pascoli in un suo componimento, fu chiuso a seguito dello sviluppo della città e smantellato a partire dai primi anni del Novecento. Infatti, dal 1840 i membri della comunità furono sepolti nel nuovo cimitero di via Mastacchi, progettato da Olinto Paradossi. Qui fu innalzata anche una cappella, intitolata alla Dormizione, oggi sede del culto greco ortodosso dopo la demolizione, avvenuta nel 1942, della chiesa della Santissima Trinità. La chiesa presenta una caratteristica struttura absidata, aperta al centro da una piccola cupola. Qui è possibile ammirare una raffinata iconostasi, realizzata nella prima metà del XIX secolo da Ferdinando Magagnini e Francesco Parri, con dipinti ad olio di Carlo Morelli. Inoltre, all’interno della cappella sono collocate le tombe delle famiglie Rodocanacchi e Maurogordato, quest’ultima già proprietaria di una splendida villa sulle colline intorno alla città e di un palazzo lungo il Fosso Reale; il nome dei Rodocanacchi è invece legato alla grande villa di Monterotondo, ubicata proprio in prossimità di quella della famiglia Maurogordato. Nel cimitero, dove si trova peraltro il sepolcro della poetessa Angelica Palli (1798 – 1875), si innalzano poi numerosi monumenti marmorei, alcuni dei quali realizzati da Paolo Emilio Demi e da Temistocle Guerrazzi, fratello del celebre Francesco Domenico.
La Chiesa oggi funge da Parrocchia della locale comunità ortodossa di espressione greca della Toscana Tirrenica. Le funzioni si celebrano in lingua greca e italiana.

CHIESA DI SANT’ANASTASIA ROMANA

La Chiesa Ortodossa di Santa Anastasia Romana si trova a Siena, ospitata nello storico edificio di San Pellegrino alla Sapienza situato in via della Sapienza (angolo con via delle Terme). Sotto la giurisdizione dell’Arcidiocesi ortodossa d’Italia, la parrocchia è un punto d’incontro per diverse nazionalità, dove il culto viene celebrato in romeno, slavo, italiano e greco. La composizione etnica dei fedeli vede una maggioranza romena, affiancata da una presenza di moldavi e da minoranze di greci, russi e slavi in generale. All’interno della Chiesa si può notare l’importante Iconostasi, decorato con icone ortodosse contenenti le 12 feste dell’anno liturgico. Inoltre, sono presenti anche molte icone ortodosse che raffigurano molti santi importanti.

CHIESA DELL’INGRESSO AL TEMPIO DELLA SS. MADRE DI DIO E DI SAN NICOLA

La Chiesa è multietnica, le maggiori presenze sono Russi, Ucraini, Moldavi, Romeni e Serbi. Le funzioni sono in Italiano; I canti in Staroslavo, Greco, Romeno e Italiano. La Chiesa di Rimini è tutta dipinta nei muri e vi sono Icone che danno il Miro. Il sabato pomeriggio si tiene scuola di catechismo per bambini e ragazzi e la domenica dopo la liturgia c’è sempre una agape fraterna e la catechesi per adulti.

CHIESA GRECO-ORIENTALE DI SAN NICOLA E SS TRINITÀ

Le origini della comunità greca a Trieste risalgono al 1714, quando il primo mercante greco Liberale Baseo si stabilì da Nauplia nella città portuale di Trieste. La dichiarazione di Trieste come porto franco nel 1719 e l’atteggiamento volutamente tollerante degli Asburgo nei confronti di altre religioni e nazioni resero Trieste attraente per i mercanti greci. Il numero di commercianti greci aumentò continuamente nel XVIII secolo. Nicolò Mainti, giunto da Zante nel 1734, fondò a Trieste una comunità ortodossa intorno al 1750, la maggior parte dei cui membri erano greco-ortodossi, ma una percentuale minore erano illirici ortodossi (oggi chiamati serbi-ortodossi). Il 20 febbraio 1751 l’imperatrice Maria Teresa d’Austria diede il permesso alla congregazione ortodossa di costruire una chiesa a Trieste. Greci e Serbi costruirono quindi nel 1753 la chiesa della Santissima Trinità e San Spiridione sul Canal Grande di Trieste, nel quartiere del Borgo Teresiano. Su insistenza dei parrocchiani illirici, in costante crescita, il servizio liturgico iniziò però a tenersi in lingua serba a partire dal 1769. Probabilmente a causa del conflitto sulla lingua usata durante la Divina liturgia, la comunità greco-ortodossa decise di separarsi dai fedeli serbi nel 1781, che continuarono a praticare la loro fede nella chiesa sul Canal Grande. I Greci, invece, iniziarono ad officiare i propri servizi temporaneamente in case private. Il 2 agosto 1782 fu ufficialmente fondata la comunità esclusivamente greco-ortodossa, che nel 1784 iniziò a costruire la propria chiesa sul lungomare del Porto Vecchio. Il 18 febbraio 1787 si celebrò la prima messa nella chiesa non ancora terminata. I lavori di costruzione furono completati solo nel 1795, ad eccezione della facciata esterna. Nello stesso anno, l’inaugurazione ufficiale ebbe luogo alla presenza del governatore di Trieste, Pompeo de Brigido. La chiesa fu consacrata a san Nicolò (patrono dei marinai) e alla Santissima Trinità. A causa delle ristrettezze finanziarie della comunità, la facciata della chiesa fu completata solo più tardi. La comunità commissionò i lavori di ristrutturazione all’architetto tedesco Matteo Pertsch, che aveva già progettato il teatro lirico triestino Giuseppe Verdi, il Palazzo Carciotti e altri magnifici edifici della città. Tra il 1819 e il 1820 Pertsch progettò la facciata con stile classicistica e con due piccoli campanili, apportato anche alcune modifiche all’interno. L’interno della chiesa a una navata è dominato da un’iconostasi riccamente dorata e argentata e decorata ad altezza d’uomo con numerose icone, create tra il 1839 e il 1856 e mostrano da sinistra a destra: san Giorgio e san Spiridione di Trimitonte, san Nicolò di Myra, la Santa Madre di Dio col Bambino, Cristo in trono, la santissima Trinità, san Giovanni Battista e santa Caterina da Siena. Sopra i quadri dei santi si trovano 24 affreschi in oro del pittore greco Giovanni Trigonis raffiguranti scene della vita di Gesù: dall’annunciazione di Maria fino all’ascensione di Gesù. Tre dipinti completano l’iconostasi: Gesù nell’orto del Getsemani, la deposizione dalla Croce e il noli me tangere.
Sul soffitto si trova dipinto il Cristo in Gloria, che mostra Gesù circondato da angeli. L’olio su tela risale agli anni 1821-1823, opera di un ignoto pittore greco che probabilmente studiò alla scuola di Panagiotis Doxaras, ma fu anche influenzato dalla scuola veneziana. Sulle pareti laterali sono appese due pale d’altare di Cesare Dell’Acqua, donate dall’artista alla comunità: San Giovanni che predica nel deserto (1852) e Cristo e i pargoli (1854). Importanti i lampadari donati dagli Zar di Russia. Oggi le Liturgie si tengono principalmente in greco e italiano.