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Domenica dei Padri del 7 Concilio Ecumenico

(La Prima Domenica Tra 11 e 17 ottobre)

Al Vespro.

Dopo il salmo introduttivo recitiamo Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 10 e cantiamo 3 stichirà anastàsima e uno anatolikòn e 6 prosòmia dei santi padri.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

I sette concili, che i padri tennero in epoche diverse, il nuovo patriarca Germano riunì in un unico canone, redatto in modo meraviglioso perché venissero conservati tutti i loro dogmi; egli inoltre presenta costoro come intercessori insonni presso il Signore per la salvezza e pastori del gregge.

La lettera della Legge stabilì il rispetto della settimana ai figli degli ebrei, che confidano nell’ombra e le danno culto: voi padri, riunendovi nel settimo concilio per ordine di Dio, che in sei giorni approntò l’universo e benedisse il settimo giorno, l’avete reso ancor più venerabile, stabilendo un canone di fede.

Con i fatti avete pubblicamente trasmesso a tutti, o felicissimi padri, che la Trinità è causa della creazione del mondo: stabilendo infatti con arcano oracolo tre concili più quattro e mostrandovi vindici della dottrina ortodossa, avete mostrato che vi sono quattro elementi e la Trinità li creò e fece il mondo.

Sarebbe bastato che il sommo profeta Eliseo si chinasse una volta sola sul figlio morto di colei che lo assisteva per infondere in lui la vita: eppure sette volte andò avanti e indietro e si curvò su di lui, quasi preannunziando come veggente le vostre riunioni, con cui assegnaste la vita alla morte del Dio Verbo e uccideste Ario e i suoi malati.

Pubblicamente ricuciste insieme la tunica di Cristo divisa e lacerata da cani latranti, o venerabili padri, in nessun modo sopportando di vedere la sua nudità, come Sem e Iafet un tempo la nudità paterna e svergognaste il parricida Ario, che ha lo stesso nome della follia e quanti la pensano come lui.

Dichiarando i seguaci di Macedonio, di Nestorio, di Eutiche, di Dioscuro, di Apollinare, di Sabellio e di Severo lupi feroci in veste di pecore, voi, come veri pastori, li respingeste lontano dal gregge del Salvatore, spogli del vello, mostrando perfettamente la realtà di quegli uomini tre volte miserabili: perciò vi diciamo beati.

Gloria. Dei padri. Tono pl. 2.

Celebriamo oggi le mistiche trombe dello Spirito, i padri teòfori, che cantarono in mezzo alla Chiesa l’armoniosa melodia della teologia, la Trinità una, essenza e divinità immutabile, i distruttori di Ario e difensori degli ortodossi, che sempre pregano il Signore d’aver pietà delle nostre anime.

E ora. Theotokìon, il primo del tono.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura del libro della Genesi (14,14-20).

Quando Abram seppe che Lot suo nipote era stato fatto prigioniero, fece il conto dei servi che gli erano nati in casa, trecentodiciotto e si diede all’inseguimento sino a Dan. Piombò su di loro di notte, lui e i servi che erano con lui, li batté e li inseguì sino a Coba, che è a sinistra di Damasco. Ricuperò così tutta la cavalleria di Sodoma, ricuperò Lot suo nipote, tutte le sue cose, le donne e il popolo. Quando Abram fu di ritorno, dopo la disfatta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma uscì incontro ad Abram nella Valle di Save, cioè la Valle dei re. E Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino; egli era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram e disse: Benedetto Abram dal Dio altissimo che ha fatto il cielo e la terra. E benedetto il Dio altissimo che ti ha dato in mano i tuoi nemici.

Lettura dal Deuteronomio (1,8-11.15-17).

Disse Mosè ai figli d’Israele: Ecco, vi ho messo davanti la terra: entrate ed ereditate la terra che il Signore ha giurato ai vostri padri, ad Abramo, Isacco e Giacobbe, di dare a loro e alla loro discendenza dopo di loro. In quel tempo io vi ho parlato e ho detto: Non posso portarvi da solo; il Signore nostro Dio vi ha moltiplicati, ed ecco siete oggi numerosi come le stelle del cielo. Il Signore Dio dei nostri padri vi accresca mille volte più di quanto siete e vi benedica come vi ha detto. Allora presi da voi uomini sapienti, capaci e intelligenti e li posi alla vostra testa: capi di migliaia, di centinaia, di cinquantine, di decine e scribi per i vostri giudici. E diedi quest’ordine ai vostri giudici in quel tempo: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e giudicate con giustizia tra ciascuno e il proprio fratello o lo straniero che sta presso di lui. Non farai eccezione di persone in giudizio: giudicherai tanto il piccolo quanto il grande. Non ti ritrarrai davanti a nessuno, perché il giudizio è di Dio.

Lettura dal Deuteronomio (10,14-21).

Disse Mosè ai figli d’Israele: Ecco, del Signore tuo Dio è il cielo e il cielo del cielo, la terra e tutto ciò che è in essa. Eppure il Signore ha scelto i vostri padri per amarli e ha eletto la loro discendenza dopo di loro, proprio voi, al di sopra di tutte le nazioni, come è quest’oggi. Circoncidete dunque il vostro cuore duro e non continuate a indurire il vostro collo. Il vostro Dio, infatti, è il Dio degli dèi e Signore dei signori: Dio grande, forte e tremendo che non fa eccezione di persone e non accetta regali, ma fa giustizia al forestiero, all’orfano e alla vedova e ama il forestiero e gli dà pane e vestito. E voi amerete il forestiero, perché siete stati forestieri in terra d’Egitto. Temerai il Signore tuo Dio e a lui solo renderai culto, a lui aderirai e nel suo nome giurerai. Egli è il tuo vanto, egli è il tuo Dio che ha fatto per te queste cose grandi e gloriose che i tuoi occhi hanno visto.

Alla Litì. Gloria. Tono 3.

Diveniste precisi custodi delle tradizioni apostoliche, santi padri: in modo ortodosso dogmatizzaste consustanziale la Trinità; riuniti in concilio, respingeste la bestemmia di Ario, rifiutaste Macedonio, nemico dello Spirito, condannaste Nestorio, Eutichio, Dioscuro, Sabellio e Severo l’acefalo. Vi preghiamo di chiedere che, salvati dai loro errori, custodiamo pura la nostra vita nella fede.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, protettrice di tutti quelli che ti pregano, tu ci doni coraggio e fierezza, in te poniamo la nostra speranza: intercedi presso il tuo Figlio per i tuoi servi inutili.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono 4.

Festeggiamo oggi con pia fede, folle ortodosse, l’annuale memoria dei padri teòfori, riuniti da tutta la terra nell’illustre città di Nicea. Essi infatti con religioso sentire distrussero l’empia dottrina del funesto Ario e sinodalmente lo espulsero dalla Chiesa universale; a tutti chiaramente insegnarono a confessare il Figlio di Dio a lui consustanziale e coeterno, vivente prima dei secoli, stabilendo ciò con pietà e rigore nel simbolo della fede. Anche noi dunque, seguendo i loro dogmi, con salda fede diamo culto al Figlio e al santissimo Spirito con il Padre, Trinità consustanziale nell’unica Divinità.

E ora. Theotokìon.

Acconsenti alle preghiere dei tuoi servi, o purissima e arresta l’insorgere delle avversità, liberaci da ogni tribolazione: sei tu infatti la nostra sola àncora certa e sicura e noi godiamo della tua protezione; non rimandarci confusi, o Sovrana, quando ti invo-chiamo; affréttati a supplicare per quelli che ti gridano con fede: Salve, Sovrana, soccorso di tutti, gioia, protezione e salvezza delle nostre anime.

Apolytìkion anastàsimo.

Gloria. Dei padri. Tono pl. 4.

Gloriosissimo sei tu, Cristo nostro Dio, che hai stabilito come astri sulla terra i nostri padri e per loro ci hai guidati tutti alla vera fede; misericordiosissimo, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Tono pl. 4.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.