Appendice – 9 Novembre
Memoria dei santi martiri Onesiforo e Porfirio e della nostra beata madre Matrona e della beata Teoctista di Lesbo. Memoria anche del nostro padre tra i santi Nettario di Egina, metropolita della Pentapoli.
Al Grande Vespro
Dopo il salmo iniziale, la prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo queste prosòmia.
Tono 1. O straordinario prodigio!
O straordinario prodigio! Come splendida lampada ardente negli ultimi tempi il sapiente Nettario ha effuso sui fedeli la luce abbondante del Vangelo con verbo divino e una vita irreprensibile e sublime. Glorificato con il dono del Paràclito elargisce le guarigioni senza sosta a quanti le chiedono.
Com’è grande la tua provvidenza, o Cristo! Come hai promesso, o Salvatore, glorificasti mirabilmente il sapientissimo Nettario, come sincero amico, donandogli la grazia dei prodigi. Ed egli con il fulgore della sua vita ti glorificò mostrando a tutti senza indugio la forza del suo amore per te. Perciò, o sommamente Buono, per le sue intercessioni donaci la remissione dei nostri peccati e la pace perfetta.
Le assemblee dei fedeli oggi si rallegrano nella solennità della tua nuova festa cantando a voce alta le tue lodi, sacro Nettario; misticamente danza nella tua gloria la Chiesa di Cristo, perché ha trovato in te un inconcusso fondamento negli ultimi giorni. Esulta specialmente l’isola di Egina perché ha la ricchezza delle tue reliquie effondenti unguenti profumati.
Tono 2. Con quali ghirlande di lodi.
Con quali corone di lodi coroneremo Nettario? Rifulgendo si è manifestato negli ultimi tempi esaltando la Chiesa con la nuova lampada della sua devozione, come ornamento degli ortodossi, specchio della vita dei sommi sacerdoti di un tempo, glorificato da Cristo, donando a tutti, per le sue suppliche, la grande misericordia.
Con quali canti di lode celebreremo il gerarca? Il divino servo di Dio, il tesoro delle virtù, la cetra della teologia negli ultimi tempi ha rinfrescato la Chiesa con il vino dolce della devozione celeste e con la grazia dei divini prodigi, da sapientissime labbra, il divino Nettario.
Con quali parole spirituali ti benediremo, o gerarca, che in mezzo al mondo conducesti una vita veramente beata, con opere sante e immacolate e poi fondasti nell’isola di Egina un sacro monastero, dedicato a Dio, rifugio tranquillo per le anime che sempre proteggi, o san Nettario, con il suo vescovo Dionigi, sapiente in Dio.
Gloria. Tono pl. 2.
Oggi è sorto su noi, come nuova fulgida stella, la solennità gioiosa del vescovo Nettario, illuminando la Chiesa. Venite dunque, folle dei fedeli, acclamiamo a lui con voce gioiosa. Salve, tu la cui vita, in giorni difficili e pericolosi, quando l’amore di molti si era raffreddato, come aveva predetto il Salvatore, rispecchiò quella dei beati antichi. Salve tu che unisti virtù e istruzione e con la tua parola sapiente illuminasti le anime dei fedeli; salve bellezza dei vescovi, protettore di Egina sempre presente e fervido sostegno del tuo monastero. Perciò, o più che benedetto Nettario, stando presso il trono della Maestà Divina, implorala senza sosta per chi con fede festeggia sempre la tua venerabilissima memoria.
E ora. Stesso tono.
Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché il Figlio Unigenito, intemporalmente dal Padre rifulso, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver pietà delle nostre anime.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dai Proverbi (passim).
Del giusto si fa memoria tra le lodi e la benedizione del Signore è sul suo capo. Beato l’uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che conosce la prudenza. Meglio è trafficare per essa che per tesori d’oro e d’argento. Essa è più preziosa di pietre di gran valore: nessun oggetto pregiato può starle a fronte. Dalla sua bocca infatti esce la giustizia e sulla lingua reca la legge e la misericordia. Ascoltatemi dunque, o figli, perché dirò cose sante e beato l’uomo che custodirà le mie vie. Perché le mie uscite, sono uscite di vita ed è pronta la benevolenza da parte del Signore. Perciò vi esorto e alzo la voce verso i figli degli uomini: Io, la sapienza, ho fondato il consiglio, la conoscenza e la riflessione, io le ho chiamate. Mio è il consiglio, mia la certezza, mia la prudenza, mia la forza. Io amo coloro che mi amano: quelli che mi cercano troveranno grazia. O semplici, imparate dunque la finezza e voi indotti, rendete assennato il cuore. Ascoltatemi ancora e dirò cose sante, svelerò con le mie labbra cose rette. La mia gola mediterà la verità: sono abominevoli davanti a me le labbra mendaci. Sono dette con giustizia tutte le parole della mia bocca, nulla vi è in esse di tortuoso o di perverso. Tutto è retto per chi comprende e diritto per quelli che trovano la conoscenza. Poiché io vi insegno cose vere, affinché la vostra speranza sia nel Signore e siate ripieni di Spirito.
Lettura dalla Sapienza di Salomone (4,7-15).
Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo: poiché vecchiaia venerabile non è quella di un lungo tempo di vita, né si misura col numero degli anni. Ma la prudenza equivale per gli uomini alla canizie ed età avanzata è una vita senza macchia. Divenuto gradito a Dio, è stato da lui amato e poiché viveva tra peccatori, è stato trasferito. E’ stato rapito perchè la malizia non alterasse la sua intelligenza e l’inganno non sviasse la sua anima. Poiché il cattivo fascino del male oscura il bene e l’agitarsi della concupiscenza guasta la mente innocente. Reso in breve perfetto, ha portato a termine un lungo corso: la sua anima era infatti gradita al Signore, per questo si è affrettato a toglierlo di mezzo alla malvagità. I popoli hanno visto, ma non hanno compreso, né hanno posto mente a questo fatto: che grazia e misericordia sono con i suoi santi ed egli visita i suoi eletti.
Lettura dai Proverbi
e della Sapienza di Salomone (passim).
La bocca del giusto stilla sapienza e le labbra degli uomini conoscono le grazie. La bocca dei sapienti medita la sapienza: e la giustizia li libera dalla morte. Alla morte di un uomo giusto, non è perduta la speranza, perché un figlio giusto nasce alla vita e mieterà fra i suoi beni un frutto di giustizia. Luce sempiterna per i giusti; presso il Signore troveranno grazia e gloria. La lingua dei sapienti conosce il bene e nel loro cuore riposa la sapienza. Il Signore ama i cuori santi e gli sono accetti tutti coloro che sono immacolati nel loro cammino. La sapienza del Signore illumina il volto dell’assennato: essa infatti previene quelli che la desiderano, prima di essere conosciuta ed è facilmente contemplata da quelli che la amano. Chi di primo mattino la cerca non faticherà e chi veglia per lei sarà presto senza affanni. Perché essa va in giro alla ricerca di quelli che sono degni di lei e con benevolenza appare loro sui sentieri. Mai il male prevarrà sulla sapienza. Per questo mi sono innamorato della sua bellezza, l’ho amata e l’ho ricercata dalla giovinezza e mi sono studiato di prenderla come sposa. Perché il Creatore dell’universo l’ha amata. Essa infatti è iniziatrice alla scienza di Dio ed è lei che sceglie le sue opere. Le sue fatiche sono virtù: è lei che insegna temperanza e prudenza, giustizia e fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita. Se poi uno desidera molta esperienza, essa sa farsi un’idea delle cose antiche e delle future; conosce le sottigliezze dei discorsi e le soluzioni degli enigmi; prevede segni e prodigi e le vicende dei tempi e delle epoche: è per tutti buon consigliere. Perché in essa c’è immortalità e buona fama nella partecipazione ai suoi discorsi. Per questo pregai il Signore, lo supplicai e gli dissi con tutto il cuore: Dio dei padri e Signore di misericordia, tu che hai fatto tutte le cose con il tuo verbo e che con la tua sapienza hai creato l’uomo perché domini sulle creature da te fatte e governi il mondo con santità e giustizia: dammi la sapienza che siede con te in trono e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella. Mandala dalla tua santa dimora e dal trono della tua gloria, affinché mi assista e mi insegni ciò che ti è gradito e mi guidi nella conoscenza e mi custodisca nella sua gloria. Perché i pensieri dei mortali sono tutti timidi e incerte le loro riflessioni.
Alla litì stichirà idiòmela. Tono 1.
Esulta nel Signore, Chiesa ortodossa, rallegrati e danza, sposa diletta del Re celeste. Perché ecco, il beato Nettario, vero gerarca di Cristo nella nostra generazione, gli antichi e divini dogmi ancora una volta sigilla e caldamente predica con la gloria che Dio solo gli ha donato. Perciò avendo lui come colonna e fondamento e vedendo la grazia dei suoi prodigi, gridiamo allo sposo: gloria a te Signore.
Tono 2.
Chi non gioirà? Chi non danzerà misticamente nella tua nuova festa, gerarca Nettario? Ogni anima esulta vedendo il glorioso concittadino dei santi. Benediciamo allora la sua vita illuminata e i vantaggi della santità acclamando: Gesù Cristo ieri, oggi e nei secoli, egli è sempre.
Tono 3.
Cantando come Davide gridiamo al mistico sacro Nettario dicendo: Benedetto sei tu e bene per te, beatissimo padre. Con la tua vita santa ti rivelasti degno del cielo e come buono e beato gerarca divinamente compisti i tuoi doveri verso Dio. Servendo sapientemente la Chiesa di Cristo ed essendo glorificato degnamente per i tuoi prodigi, soccorri i bisognosi e concedi a ciascuno le richieste per la salvezza.
Tono 4.
Con la grazia della parola e la tua bocca profetica rifulgesti e ti distinguesti come operaio pacifico del Vangelo, padre Nettario; rinunciando alla confusione mondana ti unisti a Dio nella quiete; nell’isola di Egina edificasti una scuola per le anime, diventando modello di virtù, padre e maestro delle monache e dormisti il sonno dei santi pregando senza sosta per le nostre anime.
Come è santa la tua vita e come se ne compiace Dio, teoforo Nettario, come sono straordinari i tuoi prodigi che ogni giorno fai con la grazia a te donata! Chi non si meraviglierà davvero di te, o insigne? Chi non glorificherà te, glorificato presso Dio? Perché le tue divine reliquie sono diventate fonte di guarigione: guariscono gravi infermità e scacciano immondi spiriti e tutti i fedeli accorrono, ricevendo salvezza delle anime e guarigione dei corpi, glorificando Cristo, che ti ha mirabilmente glorificato.
Gloria. Tono pl. 1.
Accorrete stirpi dei fedeli, accorrete con fervore a Egina a contemplare gli straordinari prodigi che la mano dell’Altissimo operò negli ultimi tempi. Perché colui che mai mente glorificò secondo la sua promessa, con doni eterni, il sapiente in Dio Nettario, eccelso per la sua vita evangelica. Le sue venerabilissime reliquie effondono la fragranza degli unguenti e sono fonte di guarigione per chi devotamente si accosta. Lasciamoci dunque, riempire da questa vitale fragranza e come Davide acclamiamo: Grande sei tu, Signore, non c’è fine alla tua grandezza. Perciò, amico degli uomini, salva le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Ti benediciamo e giustamente ti lodiamo noi fedeli, Vergine Madre di Dio, baluardo inespugnabile, muro invalicabile, salda difesa e riparo delle nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono pl. 1. Salve vanto degli asceti.
Salve tu che negli ultimi tempi sorgesti nel cielo come stella splendente e con il fascino dei tuoi prodigi illumini nello spirito quanti stanno nelle tenebre delle passioni; spirito illuminato da Dio, pieno di luce divina, che con prudente intelligenza meditasti, Nettario, la legge divina; lampada luminosissima, che nel mezzo della tua vita inviasti ai confini la luce della pietà scintillante, o padre. Prega Cristo di donare alle nostre anime la grande misericordia.
Stico. La mia bocca parlerà sapienza e la meditazione del mio cuore intelligenza.
Vivevi spiritualmente pensando alle cose celesti e divenisti ricettacolo del santo Spirito, o vescovo Nettario ed essendo esaltata la tua umiltà, per la bontà e la semplicità dei tuoi modi, si rivelò la luminosità della tua anima e divenisti concittadino dei santi. Perciò ci avviciniamo alle tue profumate reliquie e gridiamo con compunzione, o Nettario: Donaci la salvezza delle anime e dei corpi.
Stico. I tuoi sacerdoti, Signore, si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.
La Chiesa di Cristo gioisce vedendoti glorificato nei cieli e magnifica, o Nettario, colui che ti ha donato le grazie dei miracoli e l’isola di Egina soprattutto esulta: perché a lei appartengono le tue reliquie, tesoro inesauribile di santificazione. Ancor di più esulta il tuo santo monastero, che guardando sempre a te grida con lacrime: Tu sei mia gloria, mio sostenitore e rifugio, mio padre e custode.
Gloria. Tono pl. 4.
La tua anima santificata coabita nella celeste Gerusalemme con gli spiriti dei santi, illustrissimo Nettario. Le tue reliquie effondenti grazia, giacciono nell’isola di Egina: sono il tesoro donato da Dio, rimedio gratuito per ogni malattia e tribolazione. I sofferenti da ogni luogo vi accorrono e ricevono la guarigione. Le loro richieste per la salvezza vengono accolte, ringraziando ad alta voce e glorificando il Signore che ti ha glorificato. Noi ti imploriamo: prega per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, purissima Madre di Dio altissimo, ricevi le invocazioni dei tuoi servi: tu che a tutti procuri la purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.
Apolytìkion. Tono 1. Cittadino del deserto.
Il figlio di Silivrìa e protettore di Egina, Nettario, il puro amico della virtù ultimamente apparso, veneriamo, o fedeli, come divino terapeuta di Cristo; egli fa scaturire molteplici guarigioni per quanti cantano con fede: Gloria a Cristo che ti ha glorificato; gloria a colui che per te ha compiuto prodigi; gloria a colui che per te guarisce tutti.
Un altro apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
Sei vissuto con santità, come gerarca sapiente, glorificando il Signore, con la tua vita virtuosa, o beato Nettario. Perciò glorificato dalla potenza del Paràclito, scacci i demoni e guarisci gli infermi che si accostano piamente alle tue divine reliquie.
E ora. Theotokìon.
Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.
Conclusione.

