8 Settembre
Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Al Piccolo Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Gioacchino e Anna festeggiano generando la primizia della nostra salvezza, l’unica Theotòkos; con loro anche noi festeggiamo oggi, proclamando beata la Vergine pura dalla radice di Iesse.
Oggi la verga di Anna genera un rampollo divino, la Theotòkos, salvezza degli uomini; nascendo straordinariamente da lei il Demiurgo di tutte le cose, per benevolenza purifica come buono tutta la corruzione di Adamo.
La Vergine che contiene Dio, la pura Theotòkos, vanto dei profeti, la figlia di Davide, è nata oggi da Gioacchino e dalla sapiente Anna e con la sua nascita ha annientato la nostra maledizione.
La terra prima sterile genera terra fertile e da grembo sterile discende un frutto santo, nutrito con latte: straordinario prodigio! La nutrice della nostra vita, che ha accolto in seno il Pane celeste, riceve latte dal seno.
Gloria. E ora. Tono 2.
Venite, amici tutti delle vergini e desiderosi di purezza, venite per accogliere con affetto il vanto della verginità, la fonte di vita che scaturisce da pietra solida e dalla sterilità, il roveto incombusto dal fuoco immateriale, che purifica e illumina le nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia. Tono 2. Casa di Efrata.
Prole di Gioacchino e Anna, la Vergine si è mostrata agli uomini, liberando tutti dalle catene del peccato.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre, perché il re ha bramato la tua bellezza
La sterilità di Anna si è mostrata realmente come monte ombroso, da cui è stata donata la salvezza di tutti i credenti.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Rompendo i legami della sterilità di Anna, è arrivata la purissima Vergine, arbitro della liberazione degli uomini.
Gloria. E ora.
Venite, fedeli, glorifichiamo la Vergine, poiché generata dalla sterile, ha rinnovato la nostra natura resa sterile.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.
Piccola ectenia e conclusione.
Al Grande Vespro
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi di Beato l’uomo (salmi 1-3). Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e i seguenti idiòmela.
Tono pl. 2. Di Sergio.
Oggi Dio, che riposa sui troni spirituali, si è apprestato sulla terra un trono santo; colui che ha consolidato i cieli con sapienza, nella sua filantropia si è preparato un cielo vivente: perché da sterile radice ha fatto germogliare per noi, come pianta portatrice di vita, la Madre sua. O Dio dei prodigi, speranza dei disperati, Signore, gloria a te.
Questo è il giorno del Signore, esultate, popoli: poiché ecco, il talamo della luce, il libro del Verbo della vita è uscito dal grembo; la porta che guarda a oriente è stata generata e attende l’ingresso del sommo sacerdote, lei che introduce nel mondo, sola, il solo Cristo, per la salvezza delle nostre anime.
Anche se, per divino volere, famose donne sterili hanno generato, pure, al di sopra di tutti i loro figli, divinamente risplende Maria, poiché, prodigiosamente partorita da madre sterile, ha partorito nella carne il Dio dell’universo, da grembo senza seme, oltre natura: unica porta dell’Unigenito Figlio di Dio, che attraversandola l’ha custodita chiusa e tutto disponendo con sapienza come egli sa, per tutti gli uomini ha operato la salvezza.
Stesso tono. Di Stefano Aghiopolìta.
Oggi le porte sterili si aprono e ne esce la divina porta verginale; oggi la grazia comincia a dare i suoi frutti, manifestando al mondo la Madre di Dio, per la quale le cose terrestri si uniscono a quelle celesti, a salvezza delle nostre anime.
Oggi è il preludio della gioia universale, oggi cominciano a spirare le aure che preannunciano la salvezza. La sterilità della nostra natura è finita, perché la sterile diventa madre di colei che resta vergine dopo aver partorito il Creatore, di colei dalla quale colui che è Dio per natura assume ciò che gli è estraneo e con la carne per gli sviati opera la salvezza: lui, il Cristo filantropo e Redentore delle nostre anime.
Oggi la sterile Anna partorisce la fanciulla divina, prescelta fra tutte le generazioni per essere dimora del Re universale e Creatore, il Cristo Dio, a compimento della divina economia: per essa noi, figli della terra, siamo riplasmati e rinnovati, passando dalla corruzione alla vita senza fine.
Gloria. E ora. Stesso tono. Di Sergio.
Oggi Dio, che riposa sui troni spirituali, si è apprestato sulla terra un trono santo; colui che ha consolidato i cieli con sapienza, nella sua filantropia si è preparato un cielo vivente: perché da sterile radice ha fatto germogliare per noi, come pianta portatrice di vita, la Madre sua. O Dio dei prodigi, speranza dei disperati, Signore, gloria a te.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla Genesi (28, 10-17).
Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì, se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra mentre la sua cima raggiungeva il cielo; gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.
Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).
A partire dal giorno ottavo i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente: essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Dà un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Alla Litì, stichirà idiòmela.
Tono 1. Di Stefano Aghiopolìta.
Il principio della nostra salvezza, o popoli, è oggi: poiché la predestinata dalle antiche generazioni, la Madre e Vergine, dimora di Dio, viene partorita dalla sterile, ramo fiorito dalla radice di Iesse. Adamo progenitore gioisce, Eva esulta; poiché veramente la progenitrice, plasmata da una costola di Adamo, proclama beata la figlia e sua discendente dicendo: E’ nata la mia redenzione, sto per esser liberata dalle catene dell’ade; Davide gioisce e sul salterio benedice il Signore, nostro Dio, poiché da grembo sterile la Vergine sorge oggi per la salvezza delle nostre anime.
Tono 2.
Venite, amici della festa e voi che amate la purezza, accogliete con affetto la gloria della verginità, la fonte della vita, zampillante da arida roccia, il roveto nato dalla sterile senza prole per contenere il fuoco immateriale che purifica e illumina le nostre anime.
Stesso Tono. Di Anatolio.
Che cos’è questo canto festivo oggi? Anna e Gioacchino misticamente esultanti di gioia dicono: Rallegratevi oggi con noi, Adamo ed Eva, perché se un tempo la vostra trasgressione chiuse il paradiso, un frutto celebre ci è donato, Maria, la serva di Dio che riapre a tutti gli uomini l’ingresso nell’Eden.
La Sovrana dell’universo che Dio ha destinato a rimanere, il tempio della sua divinità eterna, oggi procede glorificando dal grembo di Anna, un tempo sterile; per lei l’arroganza dell’ade è abbattuta; Eva, la madre del genere umano, rientra ormai in possesso della vita. Degnamente a lei gridiamo: Benedetta tu fra le donne, Vergine Maria e benedetto Gesù, frutto del tuo grembo.
Gloria. E ora. Di Sergio Aghiopolìta. Tono pl. 4.
In questo felice giorno di festa facciamo risuonare la cetra spirituale perché dalla stirpe di Davide oggi nasce la Madre della vita, che dissolve le tenebre; è lei il risollevamento di Adamo e la riabilitazione di Eva, la fonte d’incorruttela e la liberazione dal peccato; per lei siamo stati divinizzati e liberati dalla morte; acclamiamola perciò con Gabriele, o fedeli: Salve, piena di grazia, è con te il Signore che, grazie a te, ci concede la grande misericordia.
Allo stico, stichirà idiòmela.
Tono 4. Di Germano patriarca.
La gioia universale è sorta per noi dai giusti Gioacchino e Anna, la Vergine inneggiatissima, che per la sua purezza somma diviene tempio vivente di Dio e, sola, è con verità riconosciuta Theotòkos. Per le sue suppliche, o Cristo Dio, manda sul mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
Preannunciata da un angelo, oggi sei nata, progenie augustissima, dai giusti Gioacchino e Anna, o Vergine, cielo e trono di Dio, ricettacolo di purezza, annunziatrice di gioia a tutto il mondo, patrona della nostra vita, distruzione della maledizione, che tu muti in benedizione. Nel giorno della tua nascita, Vergine eletta da Dio, chiedi dunque la pace e per le nostre anime la grande misericordia.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Sterile, senza prole, Anna batta oggi gioiosa le mani, si rivestano di splendore le cose della terra, esultino i re, si allietino i sacerdoti tra le benedizioni, festeggi tutto il mondo: perché ecco, la regina, la pura sposa del Padre, è germogliata dalla radice di Iesse. Non partoriranno più figli nel dolore le donne, perché è fiorita la gioia e la vita degli uomini abita nel mondo. Non saranno più rifiutati i doni di Gioacchino, perché il lamento di Anna si è mutato in gioia ed essa dice: Rallegratevi con me, tutti voi del popolo eletto Israele: poiché ecco, il Signore mi ha donato la reggia vivente della sua gloria divina, per la comune letizia, gioia e salvezza delle nostre anime.
Gloria. E ora.
Tono pl. 4. Di Sergio Aghiopolìta.
Venite, fedeli tutti, accorriamo alla Vergine, perché ecco, nasce colei che prima di essere concepita in seno è stata predestinata a essere Madre del nostro Dio; il tesoro della verginità, la verga fiorita di Aronne, che spunta dalla radice di Iesse, l’annunzio dei profeti, il germoglio dei giusti Gioacchino e Anna nasce e il mondo con lei si rinnova. Essa è partorita e la Chiesa si riveste del proprio decoro. Il tempio santo, ricettacolo della Divinità, strumento verginale, talamo regale in cui si è compiuto lo straordinario mistero dell’ineffabile unione delle nature, che si congiungono in Cristo: adorando lui, celebriamo la pura nascita della Vergine.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna (3).

