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6 Novembre

Memoria del santo padre Paolo il confessore, arcivescovo di Costantinopoli.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 4 stichirà prosòmia, ripetendone due.

Tono 4. Hai dato come segno.

Il meraviglioso Paolo designa come suo imitatore te, che porti il suo nome e sei adorno dei suoi costumi, o beatissimo, della sua pietà, del coraggio della sua anima, della sua costanza nelle sventure, acceso dal suo zelo, o difensore dell’ortodossia: con lui sei ora glorificato nelle dimore celesti.

Con le solide corde dei tuoi dogmi strozzasti l’ateo Ario e l’empio Macedonio e con la retta parola della dottrina confermasti il popolo degli ortodossi, o beato iniziatore ai sacri riti; accogliendo dunque la tua luminosissima confessione, ti rese partecipe del regno l’amico degli uomini.

Compiuta la corsa e conservata la fede, o beato gerarca, Cristo ti incoronò con la fulgida corona di giustizia e rese luminosa la tua confessione, o ammirabile; perciò, ricevuta l’eredità celeste, supplica il Salvatore per i tuoi cantori.

Paolo beatissimo, tu che prendi nome dalla tua confessione, divenuto protettore di quelli che ti celebrano con fervore, salvaci, o padre, da ogni pericolo, da ogni peccato e da ogni bufera e tirannide di passioni: tu infatti, come martire invitto e gerarca accetto, hai famigliarità con Cristo nostro Dio.

Gloria. Tono 1. Di Germano.

Indossata la veste episcopale, o santo padre, emulavi Paolo, tuo omonimo, subendo persecuzioni e avversità e abbattesti con le tue fatiche i dogmi blasfemi di Ario: soffrendo infatti per la Trinità senza principio e consustanziale, annientasti l’empio Macedonio, nemico del santo Spirito. Chiarita a tutti la fede ortodossa, abiti ora con gli angeli incorporei: con loro anche adesso prega per la salvezza delle nostre anime.

E ora. Theotokìon. Autòmelo.

Esultanza delle schiere celesti, protezione potente degli uomini sulla terra, o Vergine pura, salva noi che ci rifugiamo in te: poiché dopo Dio in te, Madre di Dio, riponiamo le nostre speranze.

Oppure stavrotheotokìon, stessa melodia.

Accettò di patire per noi tuo Figlio, affinché, per la passione di lui, tu conceda l’impassibilità a tutti, Madre di Dio: perciò imploralo in ogni tempo di liberarmi da ogni passione dell’anima e del corpo.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono 2. Di Byzantios.

Attraversando l’oceano dell’ascesi col vento della continenza, sfuggisti, o santo, alla tempesta delle passioni. Perciò portando ben giustamente lo stesso nome del divino Paolo, sopportavi persecuzioni e sventure, molestato dalle chiacchiere degli eretici. Abbattesti così i dogmi di Ario e, respinte le eresie di Nestorio, ti mostrasti sostenitore della Chiesa di Cristo: supplicalo, o beato gerarca, di salvare le nostre anime.

E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Accorrendo come ad un porto sotto la tua santa protezione, pura Vergine Madre, ti prego: abbi compassione, non rigettarmi, ma libera il tuo servo dalla tribolazione ora sopraggiunta, tu per natura incline a compatire. Madre di Dio altissimo, intercedendo sempre, salva da ogni avversità i tuoi servi.

Oppure stavrotheotokìon, stessa melodia.

Tu che generasti il grappolo della vita, che senza coltivazione umana avevi portato in grembo, quando lo vedesti pendere dal legno, tra i lamenti alzavi grida ed esclamavi: O Figlio, stilla il vino nuovo per cui sia tolta, o benefattore, tutta l’ebbrezza delle passioni, mostrando, mediante me, tua genitrice, la tua amorosa compassione.

Apolytìkion. Tono 3. Autòmelo.

La confessione della fede divina ti rese per la Chiesa un altro Paolo, zelante fra i sacerdoti; grida con te al Signore anche il sangue giusto di Abele e Zaccaria; padre santo, supplica Cristo Dio, di donarci la grande misericordia.

Segue la conclusione.