5 Novembre
Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Nutrito col latte dell’ascesi, tra molti travagli e tribolazioni, o Galazione, giungesti all’età di Cristo, divenendo sacrificio accetto, vittima perfetta, o felicissimo, per spontaneo slancio. Oh, la tua fede salda e certa! Per essa raggiungesti Dio e sei ora più perfettamente divinizzato.
Con scienza hai cercato la fonte del bene, il vertice dei desideri, illuminata nell’anima e nella mente dai suoi fulgori, o beata in Dio e abbattendo con la tua salda resistenza il drago antico dalle molte astuzie, o divino decoro delle monache, martire insigne per le molte lotte.
Due splendidissimi astri dell’Oriente spirituale sorgono per grazia e piamente rischiarano tutto il creato con gli immensi fulgori delle loro lotte e i divini bagliori delle guarigioni: celebrandone la luminosissima festa, glorifichiamo Cristo, che tramite loro tutti santifica.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Su dunque, anima mia, gemendo e facendo scaturire dal cuore fonti di lacrime, grida alla Vergine, Madre del nostro Dio: Per la moltitudine delle tue compassioni, o pura, strappami al tremendo castigo e dammi di fissar la dimora là dove è il riposo, l’eterna gioia e il gaudio.
Stavrotheotokìon.
O straordinario prodigio! O nuovo mistero! O terribile impresa! Così diceva la Vergine vedendo pendere dalla croce, in mezzo a due ladroni, te che senza doglie aveva con tremendo parto partorito; e piangeva esclamando: Ahimè, Figlio amatissimo, come dunque ti ha inchiodato alla croce il popolo duro e ingrato?

