4 Settembre
Memoria del santo ieromartire Babila, vescovo di Antiochia del santo profeta e divino vate Mosè.
Al Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia dello ieromartire.
Tono pl. 2. Riposta nei cieli.
Tinto col tuo sangue il sacro manto, entrasti, santo, nel santo dei santi, o glorioso Babila e certo godi sempre della divinizzazione, pieno di decoro e luminoso per il martirio, di angelico sembiante per la purissima comunione con Dio, perciò ti onoriamo e con affetto festeggiamo la tua sacratissima solennità, o beatissimo.
Legato ai piedi con ferri, o beato, senza impedimento percorresti il sentiero che conduce alla città celeste, recando come ornamento le venerabili cicatrici, o sapientissimo Babila: là giunto, come vero vincitore, martire invulnerabile e sacratissimo sacerdote, puramente canti con gli angeli la divina melodia: Santo, santo, santo, Trinità consustanziale.
Presiedendo al gregge razionale, o gerarca, con la verga della conoscenza lo guidasti al pascolo sull’erba verde della fede, lo salvasti dalle belve e rallegrasti Dio, che dall’alto ti pasceva: annunciandolo, o beato, davanti agli uomini più empi, come agnellino innocente, gioioso, fosti immolato con i fanciulli innocenti e con loro fosti offerto, sacrificio perfetto di soave odore, o divino Babila.
Del profeta. Tono 4. Come generoso.
Per quanto potevi, o Mosè, hai contemplato l’incorporeo nella bufera e l’immateriale nella caligine; divenuto simile a Dio per la superna gloria, fosti legislatore per l’Israele secondo la carne; ma l’intelletto terrestre non può penetrare nelle cose divine, poiché questa grazia è data a quanti vedono le realtà superne.
Ti rivelasti, Mosè, sacerdote perfettamente osservante, fortissimo stratega contro il provocatore, flagellando l’Egitto, dividendo il Mar Rosso col bastone, sommergendo l’esecrabile e orgoglioso faraone con i suoi ministri, conducendo e nutrendo nel deserto l’ingrato Israele.
Mosè, togli in fretta i sandali dai piedi, perché è santo il luogo in cui stai: non sia su di te alcun simbolo di morte, perché nel roveto e nel fuoco appaiono a te misticamente le meraviglie della Vergine Madre di Dio: così sul monte Oreb diceva a Mosè colui che parlava.
Gloria. Tono pl. 2.
La Chiesa ha le tue sacre lotte, ieromartire Babila, come suo sicuro fondamento: possa tu custodirla inconcussa e libera dalle insidie di lupi violenti, mentre predica le tue belle imprese e con te magnifica i fanciulli immolati con te per Cristo, o beato.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno sei risorto.
Tu sei priva di compunzione, anima impenitente: perché tardi? Il taglio della morte si avvicina e la fine sopraggiunge come un ladro: corri verso la Madre di Dio, prostrati a lei.
Oppure stavrotheotokìon.
La Theotòkos castissima, vedendo pendere dal legno la nostra vita, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, salva quanti con affetto ti inneggiano.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Dello ieromartire. Tono pl. 2.
Stando davanti al tribunale del tiranno e lottando per la pietà, gridavi: Eccomi, io e i figli che Dio mi ha dato. Con loro fosti incoronato nei cieli, ieromartire Babila e là intercedi senza sosta perché siano liberate le nostre anime dai lacci del nemico.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno.
Vergine castissima, implora il Re e Creatore dell’universo, che partoristi, perché nell’ora in cui giudicherà la stirpe umana abbia pietà di me tuo servo.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo come il popolo pieno di iniquità ingiustamente ti inchiodava al legno, la Vergine pura, tua Madre, come aveva predetto Simeone, o Salvatore, ne aveva le viscere trafitte.
Apolytìkion dello ieromartire. Tono 4.
Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità, lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Babila; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Del profeta. Tono 2.
Festeggiando, Signore, la memoria del tuo profeta Mosè, tramite lui ti imploriamo: Salva le nostre anime.

