29 Dicembre
Memoria dei santi bambini uccisi da Erode in numero di quattordicimila e del nostro padre san Marcello, igumeno del monastero degli Akìmites.
Al Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia dei santi bambini.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Cercando il tesoro nascosto, l’iniquo oggi ha immolato i bambini innocenti; Rachele era inconsolabile, vedendone l’ingiusta uccisione e la morte prematura e li ha pianti col cuore straziato: ma si rallegra vedendoli ora nel seno di Abramo.
Il re iniquo cercava il Re eterno nato nel tempo; ma non trovandolo per ucciderlo, falciò una moltitudine di bimbi ignari del male; senza supporlo, li rese così martiri e cittadini del regno celeste, a eterna accusa della sua follia.
A te, Signore anteriore ai secoli, partorito dalla Vergine, che per benevolenza ti sei fatto bambino, si offre un coro di bambini, reso ben giustamente luminoso nell’anima limpida dal sangue del martirio: e tu li hai fatti abitare nelle eterne dimore, a vituperio della malvagità di Erode e della sua crudelissima follia.
Altri stichirà, del santo, uguali.
Sei divenuto per i monaci esempio di continenza e ascesi, o Marcello teoforo, modello di umiltà, colonna che si innalza dalla terra al cielo, amico della castità e realmente custode della vera esichia e della fortezza, stele vivente e rigorosissima norma di virtù.
Asceso ancora nel corpo alla superna contemplazione, o padre Marcello, hai disprezzato tutto ciò che è terrestre e cadùco e sei pervenuto sulla terra a una condotta immateriale, glorificando Cristo: imploralo di liberare da corruzione e pericoli quanti celebrano con fede la tua memoria sempre venerabile.
Hai dato ali alla tua anima e al tuo corpo con le virtù divine, o Marcello e sei divenuto compagno degli angeli, perché ti sei mostrato estraneo ai piaceri della terra per amore del tuo Creatore: supplicalo di liberare dalla corruzione e dai pericoli quanti celebrano con fede la tua memoria sempre venerabile.
Gloria. Dei santi.
Tono pl. 4. Di Andrea di Creta.
L’iniquo Erode era turbato, vedendo la stella risplendere al di sopra di ogni cosa creata e strappava alle braccia delle madri fanciulli lattanti. Ma Elisabetta, preso Giovanni, così pregava la roccia: Accogli la madre col figlio. Il monte accolse il precursore; la mangiatoia custodiva il tesoro che la stella aveva indicato, i magi adoravano. Signore, gloria a te.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Uno straordinario mistero per divina economia oggi si compie. Si rinnovano le nature e Dio si fa uomo: ciò che era e rimasto e ciò che non era ha assunto, senza subire commistione, né divisione.
Apòsticha stichirà prosòmia della festa.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Vedo un tremendo mistero: Dio che tiene in mano tutto il creato, è rivestito di carne, in una mangiatoia di animali senza ragione; ed è avvolto in povere fasce colui che fascia il mare di bruma.
Stico. Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi.
Dio privo di carne si incarna, colui che non ha principio comincia e colui che è ricolmo ora si svuota, nascendo dalla Vergine in una piccola grotta: come neonato è allattato colui che nutre ogni spirito.
Stico. Dal seno prima della stella del mattino ti ho generato; ha giurato il Signore e non si pentirà.
Alla nascita di Cristo tripudiano i pastori e con gli angeli glorificano; la stella scorta i magi, i magi adorano e gli uomini salvati magnificano la Theotòkos.
Gloria. Dei santi.
Tono pl. 4. Di Andrea di Creta.
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, vien meno il potere dei giudei. Balzino di gioia i bambini sgozzati per Cristo. Si lamenti la Giudea, perché si è udita una voce in Rama: Rachele piange e geme, come sta scritto, per i suoi figli. Poiché uccidendo i bambini, l’iniquo Erode adempiva la Scrittura, riempiendo la Giudea di sangue innocente; la terra si arrossava per il sangue dei bambini, ma la Chiesa delle genti misticamente con esso si purifica e si abbiglia. E’ venuta la verità, è apparso a quanti sedevano nell’ombra il Dio nato dalla Vergine per salvarci.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Signore, sei venuto a Betlemme, hai preso dimora nella grotta; tu che hai il cielo per trono, sei stato deposto in una mangiatoia; tu che sei circondato dalle schiere degli angeli, sei disceso verso i pastori, per salvare la nostra stirpe, nella tua amorosa compassione. Gloria a te.
Apolytìkion dei santi martiri. Tono 1.
Lasciati commuovere, Signore, per le sofferenze patite per te dai santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.
Del santo. Tono pl. 4.
In te, padre, si è perfettamente salvato ciò che è a immagine, perche tu, prendendo la croce, hai seguito Cristo e coi fatti hai insegnato a trascurare la carne, perche passa e a darsi cura dell’anima, realtà immortale: per questo con gli angeli esulta il tuo spirito, o san Marcello.
Della festa. Tono 4.
La tua nascita, Cristo nostro Dio, ha fatto sorgere per il mondo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri sono stati ammaestrati da una stella ad adorare te, sole di giustizia e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te.

