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25 DICEMBRE

NATIVITÀ SECONDO LA CARNE

DEL SIGNORE, DIO E SALVATORE

NOSTRO GESÙ CRISTO

Al Vespro

Al Signore a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà idiòmela.

Tono 2. Di Germano.

Venite, esultiamo nel Signore, esponendo questo mistero: il muro di separazione che era frammezzo è abbattuto, la spada di fuoco retrocede e i cherubini si ritirano dall’albero della vita e anch’io partecipo del paradiso di delizia da cui ero stato scacciato per la disobbedienza; poiché l’Immagine perfetta del Padre, l’impronta della sua eternità, prende forma di servo, procedendo da Madre ignara di nozze, senza subir mutamento: ciò che era è rimasto, Dio vero e ciò che non era ha assunto, divenendo uomo per amore degli uomini. A lui acclamiamo: O Dio, nato dalla Vergine, abbi pietà di noi (2).

Di Anatolio.

Alla nascita del Signore Gesù dalla Vergine santa, tutto s’illumina: i pastori infatti vegliano nei campi, i magi adorano e gli angeli cantano, Erode si agita, perché è apparso nella carne Dio, Salvatore delle nostre anime (2).

Il tuo regno, Cristo Dio, è regno di tutti i secoli e il tuo potere di generazione in generazione. Tu che ti sei incarnato per opera del Santo Spirito e sei divenuto uomo dalla Semprevergine Maria, come luce su di noi sei rifulso, o Cristo Dio, col tuo avvento: luce da luce, riflesso del Padre, hai illuminato ogni creatura. Ogni spirito loda te, carattere della gloria del Padre. Tu che sei e che eri e che come Dio dalla Vergine sei rifulso Dio, abbi pietà di noi!

Che cosa ti offriremo, o Cristo? Tu per noi sei apparso uomo sulla terra. Ciascuna delle creature da te create ti offre la sua riconoscenza: gli angeli l’inno, i cieli la stella, i magi i doni, i pastori lo stupore, la terra la grotta, il deserto la mangiatoia; ma noi una Madre Vergine! O Dio che sei prima dei secoli, abbi pietà di noi!

Gloria. E ora. Stesso Tono. Di Kassia.

Augusto divenne monarca sulla terra e cessò la pluralità dei poteri umani; e con la tua incarnazione dalla Pura, fu annientato il politeismo idolatra. Le città furono poste sotto un unico governo universale e le genti credettero a un unico dominio della Divinità. Furono registrati i popoli per decreto di Cesare e noi fedeli siamo stati segnati con il nome della tua Divinità, di te, nostro Dio fatto uomo. Grande è la tua misericordia, Signore, gloria a te.

Ingresso con il Vangelo, Luce gioiosa e subito, senza Prokìmenon della sera, le letture con i tropari e i loro stichi.

Lettura dalla Genesi. (1, 1-13).

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era invisibile e informe tenebra ricopriva l’abisso; e lo Spirito di Dio aleggiava sopra l’acqua. E Dio disse: Sia luce e fu luce. E Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. E Dio disse: Ci sia firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque. E Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che son sopra il firmamento. E così avvenne. E Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. E Dio disse: Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto e così avvenne. E Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie e così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

2. Lettura dai Numeri (24, 2-3, 5-9, 17-18).

Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù. Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui. Egli pronunziò il suo poema e disse: Oracolo di Balaàm, figlio di Beòr e oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante; come sono belle le tue tende, Giacobbe, le tue dimore, Israele! Sono come torrenti che si diramano, come giardini lungo un fiume, come aloe, che il Signore ha piantati, come cedri lungo le acque. Fluirà l’acqua dalle sue secchie e il suo seme come acqua copiosa. Il suo re sarà più grande di Agag e il suo regno sarà celebrato. Dio, che lo ha fatto uscire dall’Egitto, è per lui come le corna del bufalo. Egli divora le genti che lo avversano, addenta le loro ossa e spezza le saette scagliate contro di lui. Si è rannicchiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa, chi oserà farlo alzare? Chi ti benedice sia benedetto e chi ti maledice sia maledetto! Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele, spezza le tempie di Moab e il cranio dei figli di Set, Edom diverrà sua conquista e diverrà sua conquista Seir, suo nemico, mentre Israele compirà prodezze.

Lettura dalla Profezia di Michea (4, 6-7; 5, 1-3).

In quel giorno – dice il Signore – radunerò gli zoppi, raccoglierò gli sbandati e coloro che ho trattato duramente. Degli zoppi io farò un resto, degli sbandati una nazione forte. E il Signore regnerà su di loro sul monte Sion, da allora e per sempre. E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra.

Quindi ci alziamo dicendo:

Tropario. Tono pl. 2.

Sei nato nascosto in una grotta, ma il cielo ti ha annunziato a tutti, usando come bocca la stella, o Salvatore. * Ed essa ti condusse i magi che con fede ti adorano: con loro abbi pietà anche di noi (si ripete ad ogni stico).

Stico 1. Le sue fondamenta sono sui monti santi: il Signore ama le porte di Sion più di tutte le tende di Giacobbe.

Stico 2. Cose gloriose sono state dette di te, città di Dio. Ricorderò Raab e Babele a coloro che mi conoscono.

Stico 3. Ed ecco gli stranieri, Tiro e il popolo degli Etiopi.

Stico 4. Tutti là sono nati. Madre Sion, dirà l’uomo; e l’uomo è nato in lei e lo stesso Altissimo l’ha fondata.

Stico 5. Il Signore lo registrerà nel libro dei popoli e dei principi che sono nati in lei. Come di gente in festa, è in te la dimora di tutti.

Gloria. E ora.

Sei nato nascosto in una grotta, ma il cielo ti ha annunziato a tutti, usando come bocca la stella, o Salvatore. Ed essa ti condusse i magi che con fede ti adorano: con loro abbi pietà anche di noi.

Quindi le seguenti letture.

4. Lettura dalla Profezia di Isaia (11, 1-10).

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare. In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa.

5. Lettura dalla Profezia di Baruc (3, 36- 4, 4).

Egli è il nostro Dio, nessun altro può essergli paragonato. Egli ha scrutato tutta la via della sapienza e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo, a Israele suo diletto. Per questo apparve sulla terra e visse fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio, è la legge che sussiste nei secoli; quanti si attengono ad essa avranno la vita, quanti l’abbandonano moriranno. Ritorna, Giacobbe e accoglila, cammina allo splendore della sua luce. Non dare ad altri la tua gloria, né i tuoi privilegi a gente straniera. Beati noi, o Israele, perché ciò che piace a Dio ci è stato rivelato.

6. Lettura dalla Profezia

di Daniele (2, 31-36 e 44-45).

Disse Daniele a Nabucodònosor: Tu, o re, stavi osservando ed ecco, una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta. Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione. Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione.

Tropario. Tono pl. 2.

Sei sorto, o Cristo, dalla Vergine, spirituale sole di giustizia; la stella ha indicato te, che nulla può contenere, racchiuso in una grotta, guidando i magi, perché venissero ad adorarti: * con loro anche noi ti magnifichiamo, datore di vita, gloria a te (si ripete ad ogni stico).

Stico 1. Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore; si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto.

Stico 2. E così ha reso saldo il mondo, che non sia scosso. Pronto è il tuo trono fin da allora.

Stico 3. Hanno alzato i fiumi, Signore, hanno alzato i fiumi le loro voci. I fiumi hanno alzato i loro flutti nel fragore di molte acque.

Stico 4. Mirabili i sollevamenti del mare; mirabile nelle altezze il Signore! Le tue testimonianze sono degne di fede molto.

Stico 5. Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.

Gloria. E ora.

Sei sorto, o Cristo, dalla Vergine, spirituale sole di giustizia; la stella ha indicato te, che nulla può contenere, racchiuso in una grotta, guidando i magi, perché venissero ad adorarti: con loro anche noi ti magnifichiamo, datore di vita, gloria a te.

Quindi le seguenti letture.

7. Lettura dalla Profezia di Isaia (9, 5-6).

Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

8. Lettura dalla Profezia

di Isaia (7, 10-16; 8, 1-4, 9-10).

Il Signore parlò ancora ad Acaz: Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto. Ma Acaz rispose: Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore. Allora Isaia disse: Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re. Il Signore mi disse: Prenditi una grande tavoletta e scrivici con caratteri ordinari: A Mahèr-salàl-cash-baz. Io mi presi testimoni fidati, il sacerdote Uria e Zaccaria figlio di Iebarachìa. Poi mi unii alla profetessa, la quale concepì e partorì un figlio. Il Signore mi disse: Chiamalo Mahèr-salàl-cash-baz, poiché, prima che il bambino sappia dire babbo e mamma, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate davanti al re di Assiria. Sappiatelo, genti e siate vinte, udite, fino ai confini della terra, anche se vi rafforzerete sarete vinte e se di nuovo troverete forza, di nuovo sarete vinte, se formulerete un piano il Signore lo sventerà e del discorso che farete tra voi non resterà nulla, perché Dio è con noi.

Segue la piccola ectenia, il Trisagio e il resto della Liturgia di san Basilio.

Prokìmenon dell’Apostolo. Tono 1.

Il Signore mi ha detto: Figlio mio sei tu, io oggi ti ho generato.

Stico. Chiedi a me e ti darò le genti in eredità e in possesso i confini della terra.

Lettura dall’Epistola

agli Ebrei (1, 1-14, 2, 1-3).

Fratelli, Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, alla fine dei giorni, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche i mondi. Questi, essendo irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, che sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto egli stesso la purificazione dei peccati, si è assiso alla destra della maestà nelle altezze ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: Figlio mio sei tu, io oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio. Mentre degli angeli dice: Egli fa i suoi angeli come i venti e i suoi liturghi come fiamme di fuoco, del Figlio invece afferma: Il tuo trono, Dio, per l’eternità dell’eternità e scettro di rettitudine è lo scettro del tuo regno; hai amato la giustizia e odiato l’iniquità; perciò ti unse Dio, il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni. E ancora: Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito. Come un mantello li avvolgerai, come un abito saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso e i tuoi anni non verranno meno. A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi? Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per coloro che stanno per ereditare la salvezza? Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a quelle cose che abbiamo udito, per non andare fuori strada. Se, infatti, il verbo trasmesso dagli angeli si è dimostrato saldo e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come scamperemo, trascurando una salvezza così grande? Questa, infatti, dopo essere stata promulgata all’inizio dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l’avevano udita.

Alliluia. Tono pl. 4.

Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi.

Stico. Lo scettro della potenza ti manderà il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici.

Vangelo secondo Luca (2, 1-20).

In quei giorni uscì il decreto di Cesare Augusto perché fosse censita tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria e tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Ora anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì alla città di Davide che si chiama Betlemme, perché egli era della casa e della famiglia di Davide, per essere censito con Maria sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, si compirono per lei i giorni del parto e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in una mangiatoia perché per loro non c’era posto all’albergo. C’erano in quella regione dei pastori che vegliavano di notte per custodire il loro gregge. Un angelo del Signore si presentò loro e la gloria del Signore rifulse intorno a loro e furono presi da gran timore. L’angelo disse loro: Non abbiate paura! Ecco infatti vi annunzio una grande gioia, che sarà per tutto il popolo, perché oggi, nella città di Davide, è stato generato per voi il salvatore, Cristo Signore. Questo è il segno per voi: troverete il bambino avvolto in bende e adagiato nella mangiatoia. E subito ci fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio negli eccelsi, pace sulla terra e per gli uomini benevolenza. Appena gli angeli partirono da loro per i cieli, i pastori dicevano tra loro: Passiamo fino a Betlemme e vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere. Vennero in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia. Dopo aver visto, fecero conoscere la parola che era stata detta loro circa questo bambino. Quanti udivano si meravigliavano delle cose che i pastori dicevano loro. Maria conservava tutti questi avvenimenti meditandoli nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quel avevano udito e visto, come era stato detto loro.

Segue la Divina Liturgia di san Basilio Magno.

Kinonikòn. Lodate il Signore dai cieli, lodatelo negli eccelsi. Alliluia.

Alla Litì. Stichirà idiòmela.

Tono 1. Del monaco Giovanni.

Oggi con i profeti terra e cielo gioiscono. Angeli e uomini concelebrano questa festa spirituale. Il nostro Dio, infatti, nato da donna, è apparso a quanti sedevano nelle tenebre e nell’ombra di morte. Una grotta e una greppia l’hanno accolto, mentre pastori proclamavano il prodigio e magi dall’oriente si presentavano a Betlemme. E noi, pur con labbra di terra, con gli angeli ci raduniamo per cantare: Gloria a Dio negli eccelsi e pace sulla terra, perché è giunto colui che le nazioni attendono, è venuto a salvarci dalla schiavitù del nemico.

Il cielo e la terra oggi si cono uniti per la nascita di Cristo; oggi Dio è venuto sulla terra e l’uomo è salito ai cieli; oggi l’invisibile per natura viene visto nella carne a causa dell’uomo; per questo anche noi, glorificando, gridiamo a lui: Gloria a Dio negli eccelsi e sulla terra la pace che ci ha procurato la tua parusìa; Salvatore nostro, gloria a te.

Oggi a Betlemme odo dagli incorporei: Gloria negli eccelsi al Dio nato sulla terra. Ora la Vergine è più vasta dei cieli, poiché è sorta la luce per gli ottenebrati e ha innalzato gli umili, che angelicamente cantano: Gloria a Dio negli eccelsi.

Vedendo inaridita per il peccato la sua immagine e somiglianza, Gesù, piegando i cieli, discese e dimorò nel grembo verginale senza subire mutamento per rinnovare Adamo corrotto, che acclama: Gloria alla tua manifestazione, mio liberatore e Dio.

Gloria. Tono pl. 1. Del monaco Giovanni.

I Magi, re della Persia, saputo con certezza che era nato in terra il Re dei cieli, condotti da una stella luminosa, giunsero a Betlemme portando doni preziosi: oro, incenso e mirra. Prostrandosi, adorarono: videro infatti giacere bambino nella mangiatoia il Signore del tempo.

E ora. Tono pl. 2. Di Germano.

Danzano tutti gli angeli in cielo e si rallegrano gli uomini oggi; tutto il creato tripudia per la nascita a Betlemme del Salvatore e Signore; perché è cessata la vanità degli idoli e Cristo regna nei secoli. 

Apòstica Idiòmela. Tono 2. Di Germano.

Oggi si è compiuto un prodigio grande e straordinario; la Vergine partorisce e il suo grembo resta incorrotto; il Verbo si fa carne e non si separa dal Padre: gli angeli glorificano con i pastori e noi con loro acclamiamo: Gloria a Dio negli eccelsi e pace sulla terra.

Stico. Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi.

Tono 3. Dello stesso.

Oggi la Vergine partorisce il Creatore di tutto, l’Eden offre una grotta e una stella svela Cristo, sole per quanti sono nella tenebra. I Magi, illuminati dalla fede, hanno adorato con doni e i pastori hanno visto il prodigio, mentre gli angeli inneggiano e dicono: Gloria a Dio negli eccelsi.

Stico. Dal seno prima della stella del mattino ti ho generato. Il Signore ha giurato e non si pentirà.

Stesso Tono. Di Anatolio.

Nato il Signore Gesù in Betlemme di Giudea, i magi, giunti dall’Oriente, adorarono Dio fatto uomo e aperti subito i loro scrigni, offrirono doni preziosi: oro puro per il Re dei secoli; incenso per il Dio dell’universo; mirra per l’Immortale, come morto di tre giorni. Genti tutte, venite, adoriamo Colui ch’è nato per salvare le nostre anime.

Gloria. Tono 4. Di Giovanni, monaco.

Rallegrati Gerusalemme, tripudiate, voi tutti che amate Sion; oggi è sciolto l’antico vincolo della condanna di Adamo, aperto per noi il paradiso, il serpente è disarmato; ora infatti ha visto colei che un tempo ingannò divenire Madre del Creatore. O abisso della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Colei che aveva procurato la morte a ogni carne, come strumento del peccato, divenne primizia di salvezza per tutto il mondo mediante la Madre di Dio, poiché da lei nasce bambino Dio perfettissimo: con la sua nascita egli sigilla la verginità di lei, con le fasce scioglie le catene dei peccati e sana con la sua infanzia le penose doglie di Eva. Danzi dunque tutto il creato ed esulti, perché Cristo è venuto a richiamarlo dall’esilio e a salvare le nostre anime.

E ora. Stesso tono. Di Anatolio.

Dimorasti in una grotta, Cristo Dio, una mangiatoia ti accolse. Pastori e magi ti hanno venerato. Si compiva allora l’annunzio dei profeti e le potenze degli angeli stupivano gridando e dicendo: Gloria alla tua condiscendenza, o solo filantropo.

Apolytìkion. Tono 4.

La tua nascita, Cristo nostro Dio ha fatto sorgere al mondo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri furono istruiti da una stella ad adorare te, sole di giustizia e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te (3).