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20 OTTOBRE

Memoria del santo megalomàrtire Artemio.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Rischiarata la mente da illuminazioni celesti, fuggisti la tenebra dell’inganno, o glorioso; ti avvicinasti alla luce di Cristo nostro Dio e con le sue grazie rischiari i confini: prega dunque perché siano liberati da corruzione e pericoli quanti festeggiano con fede la tua memoria sempre venerabile.

Iniziato alla divina conoscenza dal soffio dello Spirito, conoscesti il Creatore dell’universo, o Artemio; confutasti con tutta sapienza quanti danno culto alla creazione e guidasti popoli alla conoscenza di Dio; per lui lottasti, ricevesti la corona per le tue fatiche e preghi perché siano riscattati dalla corruzione i tuoi cantori.

Consegnando il tuo fortissimo corpo di grande lottatore al tormento di pene multiformi e durissimi flagelli, o Artemio di senno divino, non rinnegasti Cristo, non sacrificasti ai simulacri, ma sopportasti, come fosse altri a soffrire, attendendo le ricompense future e la gloria immortale.

Gloria. Tono 2. Dello Studita.

Onoriamo Artemio, spirituale astro della fede: confutò infatti l’odiosissimo imperatore e col sangue del suo martirio, Dio imporporò la Chiesa; ottenne così la ricca grazia delle guarigioni, per sanare le malattie di quanti accorrono con fede all’urna delle sue reliquie.

E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Protezione e soccorso di noi cristiani tu sei e valido riparo, Madre del nostro Dio: senza sosta intercedi dunque ora e sempre con la tua preghiera insonne, affinché i tuoi servi siano salvati da ogni avversità, perché dopo Dio abbiamo te, tutti noi cristiani, come divina protezione e rifugio.

Stavrotheotokìon.

La purissima agnella, vedendo il proprio agnello condotto al macello, tra i gemiti faceva lamento, gridando amaramente: Come ti ha ricompensato, Figlio dolcissimo, questo popolo ingrato che un tempo, ahimè, ha goduto dei tuoi molti doni? E come sopporterò io questa pena, che tu ora volontariamente a ciò ti sottoponga?

Allo stico, stichirà dall’Oktòichos.

Gloria. Tono pl. 2.

Oggi la terra tutta è rischiarata dai raggi del vittorioso e la Chiesa di Dio, facendosi bella con fiori, a te, o Artemio, grida: Servo di Cristo e fervidissimo protettore, non smettere di pregare per i tuoi servi.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno sei risorto.

Quando la purissima ti vide pendere dalla croce, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, dolcissimo Figlio mio, come dunque sopporti una ignominiosa passione?

Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.

Il tuo martire, Signore, con la sua lotta ha conseguito la corona dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipe della tua forza ha sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni. Per la sua intercessione, Cristo Dio, salva le nostre anime.