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17 SETTEMBRE

Memoria della santa martire Sofia e delle sue tre figlie, Pistis, Agapi e Elpis.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa.

Tono 4. Hai dato come segno.

Oggi rifulge, luminosa come sole, la tua preziosa croce, o Cristo, fissata nel luogo glorificato del cranio e, innalzata sul tuo monte santissimo, con tutta chiarezza mostra come per essa, Salvatore onnipotente, innalzasti ai cieli la nostra natura come filantropo.

Oggi i cieli hanno annunziato agli uomini la tua gloria, o incomprensibile: poiché il segno della croce, rifulgendo luminosamente di splendore inaccessibile, ha confutato l’animo duro e rabbioso dei deicidi, perciò glorifichiamo la tua economia filantropica, Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

La croce santissima, indistruttibile trofeo apparso dalla terra, procede oggi come tesoro nascosto arricchendo tutta la terra con i raggi della sua bontà universale, perciò glorifichiamo la tua economia filantropica, Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Delle sante, stessa melodia.

Le vergini giovinette, unite per legge di natura e visibilmente corroborate dall’amore del Creatore, sciolsero con la fede il vincolo dell’errore, coraggiosamente stritolarono sotto i piedi il nemico impotente, furono luminosamente adornate col diadema della vittoria e, esultanti, hanno preso dimora nel talamo spirituale.

Pistis l’illustre, Agapi, la gloriosa ed Elpis, divinamente sapiente, dando prova di trarre il nome dalle virtù più luminose, da lottatrici atterrarono il maligno, che con frode aveva ingannato la progenitrice e ottennero d’abitare divinizzate nel paradiso, dove intercedono per tutti.

Le venerabilissime disprezzarono il fuoco, le molteplici pene e la morte: cercando infatti con fede la bellezza dello splendido sposo, rese splendide da tormenti multiformi, si unirono a lui Pistis, Elpis e Agapi, germogli di Sofia. Per esse, Signore, liberaci dalle sventure.

Gloria. E ora. Della festa. Tono pl. 2.

Le voci dei profeti avevano preannunciato l’albero santo con cui Adamo venne liberato dall’antica maledizione della morte e oggi il creato, mentre esso viene esaltato, eleva la voce, chiedendo a Dio la sua copiosa misericordia. Tu dunque che solo, o Sovrano, sei infinito nella misericordia, sii per noi propiziazione e salva le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono pl. 2. Casa di Efrata.

Vedendo innalzare l’albero della croce, magnifichiamo Dio, che nella sua bontà fu crocifisso nella carne.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Liberazione dal male e acquisizione di beni elargisce alla stirpe umana la santa croce di Cristo nella sua esaltazione.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Quando Mosè metteva in rotta Amalek, prefigurando la passione di Cristo, tracciava in anticipo la figura della croce, difesa contro i demòni.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Venite, con gioia salutiamo tutti l’albero salvifico, su cui venne disteso Cristo, la redenzione.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.