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17 Ottobre

Memoria del santo profeta Osea e del santo martire Andrea in Crisi.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Lo Spirito santo che procede dal Padre, ha indicato per bocca tua che la venuta del Cristo sarebbe stata negli ultimi tempi, quando si rinnoverà il creato: ed ora, vedendo l’avverarsi delle tue predizioni, noi celebriamo, o profeta, la tua memoria.

Fidanzando a te la nostra natura, che prima nei suoi desideri si prostituiva lontano da te, filantropo, tu l’hai redenta dalla contaminazione, unendola a te con un’unione inviolabile che trascende la comprensione: di questo divenuto simbolo, il tuo profeta ha castamente preso come spose quelle che prima erano prostitute.

O divino profeta, ora che vedi i tuoi detti adempiuti per grazia e stai presso il Dio dell’universo, prega per tutti coloro che con fede celebrano la tua memoria, chiedendo per loro il perdono delle colpe, la pace e l’emendamento della vita.

Del santo martire. Tono 4. Come generoso.

I sudori della tua faticosa ascesi, o glorioso, chiamandoti allo stadio dei martiri, colmarono pienamente il tuo desiderio, o Andrea, quei sudori che con grande fortezza avevi a tempo opportuno presentato a Dio: intercedi dunque perché siano liberati dalla corruzione e dai pericoli coloro che celebrano con fede la tua memoria sempre venerabile.

Divenuto mediante la fede come un’altra pietra di gran pregio, non cedesti, benché terribilmente colpito, ma, rotolando a terra, appianasti, o glorioso, la strada della fede, rendendola facilmente accessibile e abbattesti, o beato, la vilissima immaginazione del pensiero del Coprònimo, come un fondamento guasto.

Nutrito dai dogmi degli apostoli, o beato e dagli insegnamenti dei padri divinamente ispirati, hai onorato ciò che è visibile del Dio incarnato nei sacri simboli e nelle venerande icone; lottando dunque per questo, o glorioso, sei divenuto ministro di pietà e decoro dei martiri.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Innumerevoli volte, o purissima, ho promesso di far penitenza delle mie colpe, ma non me lo ha permesso la mala consuetudine coi vizi; perciò a te grido, mi prostro e prego: Strappami tu, o Sovrana, a una tale tirannide, guidandomi al bene e a ciò che è di salvezza.

Oppure stavrotheotokìon.

Agnella che partoristi l’agnello immacolato venuto a sanare, o purissima, il peccato di tutto il mondo con il suo proprio sangue, l’agnello che, immolato per noi, vivifica l’universo, rivesti me, spoglio della divina incorruttela, del manto della divina grazia fatto con la lana del tuo agnello.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Apolytíkion del profeta. Tono 2.

Festeggiando, Signore, la memoria del tuo profeta Osea, tramite lui ti imploriamo: Salva le nostre anime.

Del santo martire. Tono 4. Tu che volontariamente.

Tu che in precedenza ti eri esercitato nell’ascesi sul monte, distruggendo con l’arma della croce gli schieramenti dei nemici spirituali, o beatissimo, di nuovo valorosamente ti sei accinto alla lotta, uccidendo il Coprònimo con la spada della fede: e per entrambe le lotte sei stato coronato da Dio, o santo martire Andrea, degno di essere celebrato.