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13 Settembre

Inaugurazione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce. Il santo ieromartire Cornelio, il centurione.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà idiòmela della Dedicazione e 3 prosòmia del santo.

Della Dedicazione. Tono pl. 2.

Onorare l’anniversario della dedicazione è legge antica e buona, ma molto più onorare con la dedicazione le cose nuove: dice infatti Isaia che le isole sono dedicate a Dio e con esse si intendono le Chiese delle genti, che ora si costituiscono e si consolidano in Dio; perciò anche noi festeggiamo secondo lo spirito la presente dedicazione.

Stesso tono.

Rinnovatevi, fratelli e deponendo l’uomo vecchio, vivete in novità di vita, mettendo un freno a tutto ciò da cui viene la morte. Governiamo tutte le membra, rifiutando di mangiare malamente dall’albero, ricordandoci delle cose passate solo per fuggirle. È così che si rinnova l’uomo: è così che è onorato il giorno dell’inaugurazione.

Stesso tono. Di Anatolio.

Come torre di fortezza hai stabilito la tua Chiesa, o Cristo, Verbo anteriore ai secoli: la fondasti sulla pietra della fede e per questo resta salda per sempre, avendo te che per lei, negli ultimi tempi, senza mutamento ti sei fatto uomo. Ringraziando dunque t’inneggiamo: Prima dei secoli e per i secoli e oltre tu sei il nostro Re: gloria a te.

Del santo. Tono 4. Hai dato come segno.

Approvando le tue beneficenze e divine preghiere, Cristo ti manda un angelo santo per illuminarti tutto e il corifeo dei sacri apostoli per rinnovarti con l’acqua e lo Spirito con tutta la tua casa, o ammirabile Cornelio e iniziarti ai beni superni, con la grazia dello Spirito.

Recando su di te il crisma del sacerdozio, sei corso a predicare alle genti l’annuncio di salvezza, estirpando le spine dell’errore, o uomo di senno divino e piantando nelle anime la dottrina spirituale che non erra. Perciò con gioia ti diciamo beato, o Cornelio, come gerarca ispirato da Dio e martire invitto.

Seguendo i tuoi buoni costumi, gli stolti divennero saggi; morto poi per legge di natura e dimorando in una tomba beata, tu la rendi fonte di molti prodigi, o sapiente Cornelio, sanando i malati e mettendo in fuga gli spiriti maligni nel santo Spirito, o ispirato da Dio.

Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.

Celebrando la memoria della Dedicazione, Signore, glorifichiamo te, datore della santità, chiedendo che vengano santificati i sensi delle nostre anime, per l’intercessione dei vittoriosi pieni di gloria, o Onnipotente buono.

E ora. Della vigilia. Stesso tono.

Oggi l’albero è apparso; oggi la stirpe degli ebrei si è perduta; oggi, grazie a imperatori credenti, la fede si manifesta; Adamo per l’albero era caduto e i demoni davanti a un albero hanno tremato. Onnipotente Signore, gloria a te.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dal terzo libro dei Re (3[1] Re 8,22s.27-30).

Salomone si pose di fronte all’altare del Signore, davanti a tutta l’assemblea d’Israele, tese le mani al cielo e disse: Signore, Dio d’Israele, non c’è Dio come te lassù nel cielo e quaggiù sulla terra. Se il cielo del cielo non ti basta, come lo potrà questa casa che io ho edificata al tuo nome? Tuttavia, ti volgerai alla mia supplica, Signore, Dio d’Israele, per ascoltare la supplica e la preghiera che il tuo servo ti rivolge oggi, al tuo cospetto. Perché siano i tuoi occhi aperti su questa casa di cui hai detto che ivi sarà il tuo nome. Perché tu esaudisca la preghiera che ti farà il tuo servo rivolto a questo luogo giorno e notte. E tu esaudirai la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele riguardo a ciò per cui ti pregheranno rivolti a questo luogo: tu esaudirai nel luogo della tua dimora, nel cielo, agirai e sarai loro propizio.

Lettura dai Proverbi (3,19-34).

Dio ha fondato la terra con la sapienza e ha disposto i cieli con la prudenza. Dalla sua intelligenza sono stati spalancati gli abissi e le nubi hanno stillato rugiada. Figlio, non ti sfuggano queste cose, ma custodisci il mio consiglio e il mio pensiero perché la tua anima viva e la grazia circondi il tuo collo. Ci sarà sanità nella tua carne e saranno custodite le tue ossa, perché tu cammini fiducioso, in pace, per tutte le tue vie e il tuo piede non inciampi. Se ti siederai, sarai senza timore, se ti sdraierai, dormirai dolcemente e non temerai per il sopraggiungere di un motivo di terrore, né per gli attacchi di uomini empi perché il Signore sarà in tutte le tue vie e farà star saldo il tuo piede, perché tu non sia catturato. Non trattenerti dal beneficare un bisognoso, se la tua mano ha di che aiutarlo. Non dire: Torna un’altra volta, domani te lo darò, quando in realtà tu hai di che beneficarlo: non sai infatti che cosa porterà il domani. Non tramare il male contro il tuo amico che abita presso di te e confida in te. Non metterti a osteggiare stoltamente un uomo, perché non ti faccia del male. Non attirarti il biasimo che meritano gli uomini malvagi e non invidiare le loro vie, perché è impuro presso il Signore ogni trasgressore e non siede in consiglio con i giusti. La maledizione del Signore è sulle case degli empi, ma le abitazioni dei giusti sono benedette. Il Signore resiste ai superbi, ma agli umili fa grazia.

Lettura dai Proverbi (9,1-11).

La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e con la conoscenza raddrizzare l’intelligenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.

Allo stico, stichirà della croce.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Salve, croce vivificante, invitto trofeo della pietà, porta del paradiso, sostegno dei fedeli, muro fortificato della Chiesa: per te fu annientata la corruzione, distrutta e inghiottita la potenza della morte e noi fummo innalzati dalla terra al cielo; arma invincibile, nemica dei demòni, gloria dei martiri, vero ornamento dei santi, porto di salvezza, tu doni al mondo la grande misericordia.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Salve, croce del Signore, per cui fu sciolta dalla maledizione la stirpe umana; sei segno della vera gioia, tu che, innalzata, abbatti i nemici, o venerabilissima: aiuto per noi, fortezza dei re, vigore dei giusti, decoro dei sacerdoti, tu che, venendo impressa, liberi da gravi mali; scettro di potenza con cui veniamo fatti pascolare; arma di pace, che gli angeli venerano con timore; divina gloria di Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Salve, guida dei ciechi, medico degli infermi, risurrezione di tutti i morti, tu che hai risollevato noi, caduti nella corruzione; croce preziosa, per cui la corruzione fu dissolta, l’incorruttela fiorì, noi mortali fummo divinizzati e il diavolo fu del tutto abbattuto; vedendoti oggi innalzata per mano di gerarchi, esaltiamo colui che in te fu innalzato e veneriamo te, attingendo con abbondanza la grande misericordia.

Gloria. Della Dedicazione.

Tono 2. Di Anatolio.

Celebrando la Dedicazione del sacratissimo tempio della tua risurrezione, glorifichiamo te, Signore, che lo santificasti e completasti con la tua perfetta grazia e ti allieti per i mistici e sacri riti in esso celebrati dai fedeli, accetti dalla mano dei tuoi servi i sacrifici puri e incruenti e rendi in cambio, a chi li offre rettamente, la purificazione dai peccati e la grande misericordia.

E ora. Stesso tono.

Divino tesoro nascosto in terra, la croce del Vivificante apparve nei cieli a un pio imperatore, mostrando il modello spirituale della vittoria contro i nemici ed egli rallegrandosi con fede e affetto, divinamente ispirato, per esaltare ciò che aveva visto con sommo zelo la estrasse dalle viscere della terra, a riscatto del mondo e salvezza delle nostre anime.

Apolytìkion dell’inaugurazione. Tono 4.

Come mostrasti lo splendore delle realtà celesti mostrasti pure la bellezza materiale del santo accampamento della tua gloria, Signore; mantienilo nei secoli dei secoli e per intercessione della Madre di Dio accogli le preghiere che in esso senza sosta ti rivolgiamo, o Vita e risurrezione di tutti.

Gloria. E ora. Della croce. Tono 2.

La tua vivifica e splendida Croce che donasti a noi indegni, Signore, te la offriamo come supplica. Salva gli imperatori e la tua città, concedendo la pace per le preghiere della Madre di Dio, o unico amico degli uomini.