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11 Settembre

Memoria del nostro beato padre Elia lo Speleota

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Dominasti il tuo corpo, rinunciasti ai piaceri, soggiogasti i sensi con l’esercizio della castità e del sacrificio, accettasti le prove e sopportasti le tribolazioni, o sapiente in Dio; in premio ora assapori godimento interminabile, felicità inesauribile, gioia inesprimibile.

Col dominio di te e la continua preghiera inaridisti le passioni del corpo; con la pioggia delle tue lacrime annegasti il serpente ingannatore; divenisti a Dio gradito in modo perfetto, o beato Elia, sapiente in Dio; per questo ti colmò di celesti grazie Gesù filantropo, Salvatore delle nostre anime.

Percorresti deciso il cammino dell’ascesi, conservasti intatto il dono della fede, meritasti di portare la corona di giustizia che Cristo ha preparato, come arbitro che assegna il giusto premio in ogni gara e in cambio di fatiche sopportate dona consolazione e ricompensa eterne. Supplicalo anche ora, o teòforo, perché ne diventiamo degni.

Gloria. Tono 2. Di Teofane.

Ricevuto l’amore per i beni inconcepibili, divinamente ispirato, disprezzasti tutte le lusinghe di quaggiù; non essendo sedotto dal frutto proibito come Adamo, ma respingendo il serpente con la temperanza, conducesti una vita angelica e ora abiti nel cielo, godendo dell’albero della vita, rendendo Dio propizio a noi, che con fede celebriamo la tua memoria, o Elia Speleota.

E ora. Della festa.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dalla Sapienza di Salomone (3, 1-9).

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento può toccarle. Parve agli occhi degli stolti che morissero e fu considerato un danno il loro esodo e una rovina la loro dipartita: ma essi sono nella pace. Infatti, anche se agli occhi degli uomini vengono castigati, la loro speranza è piena di immortalità. Un poco corretti, riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé. Come oro nel crogiuolo li ha saggiati e come olocausto li ha accettati. Nel tempo in cui saranno visitati risplenderanno e correranno qua e là come scintille nella stoppia. Giudicheranno genti e domineranno popoli e regnerà su di loro il Signore per sempre. Quelli che confidano in lui comprenderanno la verità e coloro che sono fedeli nell’amore dimoreranno presso di lui: perché grazia e misericordia sono per i suoi santi ed egli visita i suoi eletti.

Lettura dalla Sapienza di Salomone (5,15-6,3).

I giusti vivono in eterno, la loro mercede è nel Signore e l’Altissimo si prende cura di loro. Per questo riceveranno il nobile regno e lo splendido diadema dalla mano del Signore, poiché egli con la sua destra li copre e col suo braccio li protegge. Prenderà come armatura la sua gelosia e armerà la creazione per far vendetta dei nemici. Rivestirà la corazza della giustizia e cingerà come elmo un giudizio verace. Prenderà come scudo invincibile la santità; aguzzerà come spada la sua collera severa: il mondo combatterà con lui contro gli insensati. Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini e come da un arco ben teso, dalle nubi voleranno al bersaglio e dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine pieni di furore. Infurierà contro di loro l’acqua del mare, i fiumi li sommergeranno senza pietà. Si leverà contro di loro un vento impetuoso e li disperderà come un uragano. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e le cattive azioni rovesceranno il trono dei potenti. Ascoltate dunque, o re e comprendete; imparate, giudici dei confini della terra; porgete l’orecchio, voi che dominate le moltitudini e che vi gloriate del gran numero dei vostri popoli: il vostro potere vi è stato dato dal Signore e la vostra sovranità dall’Altissimo.

Lettura dalla Sapienza di Salomone (4,7-15).

Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo: poiché vecchiaia venerabile non è quella di un lungo tempo di vita, né si misura col numero degli anni. Ma la prudenza equivale per gli uomini alla canizie ed età avanzata è una vita senza macchia. Divenuto gradito a Dio, è stato da lui amato e poiché viveva tra peccatori, è stato trasferito. E’ stato rapito perché la malizia non alterasse la sua intelligenza e l’inganno non sviasse la sua anima. Poiché il cattivo fascino del male oscura il bene e l’agitarsi della concupiscenza guasta la mente innocente. Reso in breve perfetto, ha portato a termine un lungo corso: la sua anima era infatti gradita al Signore, per questo si è affrettato a toglierlo di mezzo alla malvagità. I popoli hanno visto, ma non hanno compreso, né hanno posto mente a questo fatto: che grazia e misericordia sono con i suoi santi ed egli visita i suoi eletti.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono pl. 1. Autòmelo.

Salve, gioiello davvero profumato delle lotte ascetiche: presa infatti sulle spalle la croce, consacrasti te stesso a Cristo Re, o beatissimo e calpestasti il basso sentire della carne; con le virtù illuminasti l’anima dandole ali verso la divina passione d’amore; circondando dunque la tua santissima urna, o Elia lodatissimo, preghiamo per ottenere, con la tua intercessione, la divina benevolenza e perché sia donata al mondo la grande misericordia.

Stico. Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.

Ti rivelasti al mondo carbone divinamente splendente essendo stato a contatto col fuoco, o Elia, teoforo dello Spirito, facendo risplendere le anime di quanti con fede a te si accostano, o uomo di mente divina e guidandoli alla luce senza tramonto, o santo; irrorando poi dall’alto gli eremiti con la divina grazia, spegnesti i carboni; perciò, sotto gli occhi di tutti, Cristo, Signore della divina giustizia ti diede, o padre, la corona della vittoria: supplicalo di donare alle nostre anime la grande misericordia.

Stico. Beato l’uomo che teme il Signore: nei suoi comandamenti porrà tutto il suo diletto.

La tua vita fu chiaramente una scala che raggiunge il cielo, o uomo di mente divina e con essa ti sollevasti alle altezze e ottenesti di unirti a Cristo Re, o beatissimo, con l’intelletto splendente per i fulgori da lui sgorganti; illuminato dai suoi bagliori, ottenesti lo stesso splendore degli angeli: ora che stai presso di lui, supplicalo, o santo, di collocare accanto a te quanti festeggiano la tua divina e venerabilissima memoria e donare al mondo la grande misericordia.

Gloria. Tono pl. 4.

Noi, folle di monaci, ti onoriamo come guida, o nostro padre Elia, perché per te imparammo a camminare per la via veramente retta. Beato sei tu che servisti Cristo e sconfiggesti la potenza del nemico, o compagno degli angeli, consorte dei santi e dei giusti: con loro prega il Signore, d’aver pietà delle nostre anime.

E ora. Della festa.

Apolytìkion del santo. Tono 2.

Di Mosè e di Davide hai posseduto la mitezza, di Finees ed Elia lo zelo divino e di Abramo la fede, o nostro padre Elia, gloria dei santi monaci. Ora che con loro esulti nella gloria del cielo, prega per noi il Signore.

Gloria. E ora. Della festa.