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10 Dicembre

Memoria dei santi martiri Minà dalla bella voce, Ermogene ed Eugenio.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia proeortia.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Minà, martire celebratissimo, con le estremità tagliate, gli occhi trafitti e la lingua teologa recisa, sopportavi con ogni fortezza, guardando alle divine ricompense: prega dunque perché siano date alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Con le mani tagliate, sopportava l’amputazione dei piedi, il glorioso Ermogene e arrostito al fuoco oltremisura, manifestava l’intimo ardore nell’aderire a Dio: presso di lui intercede ora, perche siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Con le membra spezzate, o sapienti, foste sepolti nel fondo del mare, o santi; ma per superno volere, siete stati guidati al pacifico porto di delizia, avendo fatto affondare la malvagità del serpente: intercedete dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Altri stichirà. Tono 4. Come generoso.

Come stelle dalle molte luci, sorte spiritualmente nel firmamento della Chiesa, voi illuminate tutto il creato, o martiri dalle belle vittorie, con la luce delle vostre lotte e i fulgori dei prodigi. Perciò oggi noi celebriamo gioiosi la vostra memoria santa e luminosa, o felicissimi martiri coronati.

Oggi a gran voce celebriamo te, che come uccello dalla dolce voce, richiami Ermogene ed Eugrafo al sacro recinto delle lotte e li attiri ad imitarti, o Minà glorioso, sfuggendo con loro alle tortuose reti del nemico e volando ai sacri atri e ai celesti nidi.

Martiri celebratissimi, privati delle mani e dei piedi, decapitati e torturati e sottoposti a ogni altra pena, non avete rinnegato Cristo, non avete sacrificato agli idoli, ma siete stati trasferiti gioiosi, o martiri, da questa vita precaria a quella eterna e divina.

Gloria. Tono pl. 4.

Veramente la tua lingua, esponendo chiaramente la pia fede e i dogmi salvifici con cui Dio è stato glorificato, si mostrò più soave di penna di scriba veloce, o Minà dalla dolce voce; hai reso splendente di bellezza Ermogene, giunto per te al divino battesimo e ne hai fatto un compagno di lotta, partecipe delle tue battaglie con Eugrafo, che ti ha ottimamente seguito, o beatissimo. Stando ora con franchezza presso il trono del Salvatore, non smettete di intercedere per le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Unigenito consustanziale al Padre tuo e allo Spirito, che ti sei incarnato dalla Vergine, senza confusione, come tu solo sai: custodisci nella purezza il tuo gregge, circondalo di concordia e pace.

Oppure stavrotheotokìon. Il terzo giorno.

Vedendo come il popolo pieno di iniquità ingiustamente ti inchiodava al legno, la Vergine, la pura, la Madre tua, come aveva predetto Simeone, o Salvatore, ne aveva le viscere trafitte.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 2.

Coro di martiri, i sapienti Minà, Eugrafo e Ermogene, si rivelano oggi pii protettori dei fedeli, avendo abbattuto ogni empietà dei tiranni; perciò, con lo stesso numero della Trinità dalla triplice luce, illuminati dalla rifulgente tenebra divina, esultano con i cori degli incorporei e supplicano Dio Salvatore per le nostre anime.

E ora. Theotokìon. Il terzo giorno.

O santissima, stendi ora le braccia pure con cui hai portato Dio e proteggici da ogni ira violenta, o speranza del mondo, pura Madre di Dio.

Oppure stavrotheotokìon.

Crocifisso, hai scosso tutta la terra, o paziente, ma hai confermato le anime dei fedeli: perciò celebriamo e con affetto adoriamo, la tua potenza incomprensibile.

Apolytìkion. Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.

I martiri di Cristo, mortificando con la continenza gli impulsi e i moti brucianti delle passioni, hanno ricevuto la grazia di allontanare le malattie dagli infermi e di compiere prodigi sia in vita, sia dopo la morte: è straordinario prodigio, infatti, che ossa spoglie facciano scaturire guarigioni! Gloria all’unico Dio Creatore.