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9 Dicembre

Concepimento di sant’Anna, madre della Theotòkos e memoria della Dedicazione.

Al Mattutino

Apolytìkion della santa. Tono 4.

Oggi i vincoli della sterilità sono sciolti: esaudendo Gioacchino e Anna, Dio promette loro che, insperatamente, genereranno la divina fanciulla, da cui è nato lo stesso incircoscrivibile, divenuto mortale, comandando, mediante un angelo, di gridare a lei: Salve, piena di grazia, il Signore è con te.

Gloria. E ora.

Della Dedicazione. Stesso tono.

Come la bellezza del firmamento lassù, Signore, tale hai mostrato quaggiù lo splendore della santa dimora della tua gloria; consolidala nei secoli dei secoli e accetta, per l’intercessione della Madre di Dio, le suppliche che in essa senza sosta a te offriamo, o vita e risurrezione di tutti.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 1. Stupisca il coro angelico.

Il nuovo cielo è creato nel grembo di Anna a un cenno di Dio, artefice dell’universo; da esso è rifulso il sole senza tramonto, che illumina tutto il mondo con i raggi della divinità nell’eccesso della sua amorosa compassione: il solo filantropo.

Gloria. E ora. Uguale.

Il coro dei profeti aveva preannunciato un tempo la Vergine, la divina fanciulla pura e casta, concepita da Anna, sterile e infeconda: e oggi, con cuore esultante, proclamiamola beata come sola purissima, noi che per lei siamo salvati.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

Sii rinnovato, Adamo e tu, Eva, tripudia: la terra secca e arida ha prodotto il floridissimo frutto che ha fiorito per il mondo la spiga dell’immortalità e ha tolto ogni onta di sterilità; con loro anche noi con gioia oggi festeggiamo.

Gloria. E ora. Di nuovo lo stesso tropario.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Proclamalo Davide, che cosa ti ha giurato Dio? Ciò che mi ha giurato, dice, ecco, l’ha compiuto, donando la Vergine dal frutto del mio grembo: da lei Cristo creatore, nuovo Adamo è stato generato re sul mio trono e oggi regna detenendo il regno incrollabile; la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.

Gloria. E ora. Di nuovo lo stesso tropario.

Il canone della Dedicazione e due di sant’Anna. Il canone della Dedicazione è del monaco Giovanni.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le braccia mise in rotta nel deserto le schiere di Amalìk.

Tu che dalla colonna guidasti un tempo il tuo popolo Israele, o Cristo, col lavacro del battesimo, piantasti in Sion la Chiesa che ora grida: Cantiamo un canto al nostro Dio.

Oggi la venuta della tua infinita gloria ha mutato in un secondo cielo il tempio per te allestito sulla terra; per questo a te tutti insieme acclamiamo: Cantiamo un canto al nostro Dio.

Non con la legge la Chiesa si adorna, né con l’alzarsi di mani servili, ma con la grazia della croce con fierezza a te salmeggia: Cantiamo un canto al nostro Dio.

Theotokìon. Senza seme, per volere del Padre dal divino Spirito concepisti il Figlio di Dio, generando nella carne colui che dal Padre è senza madre e per noi senza padre.

Canone di sant’Anna, opera di Andrea di Creta.

Ode 1. Tono 1. Cantiamo tutti l’inno.

Festeggiamo oggi, o Anna da Dio ispirata, il tuo concepimento: sciolta dai lacci della sterilità, concepisti colei che doveva contenere l’Incontenuto.

Hai esaudito le suppliche dei giusti e realizzato le preghiere dei tuoi santi progenitori e donasti loro, Signore, un frutto, la casta destinata a generarti.

La gloriosa Anna concepisce ora la casta destinata a generare l’incorporeo Signore e sta per partorire colei che deve partorire Cristo nella carne.

Theotokìon. O casta Vergine tu sei il monte santo, che il profeta vide in ispirito e da cui fu staccata la pietra, che ha distrutto con divina forza i templi degli idoli.

Secondo canone di sant’Anna. Acròstico, senza theotokìa: Colei che generò la gioia viene generata bambina. Nei theotokìa: Di Giorgio.

Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.

La gioia del mondo, colei che muta in letizia le doglie materne, viene oggi annunziata; la sterilità della natura diventerà ora madre d’una moltitudine di figli, pieni delle opere della grazia divina.

Lo splendido palazzo che accoglierà Cristo, il cielo sublime più vasto dei cieli oggi inizia a esistere come effetto di una preghiera e risultato di una promessa ormai sicurissima.

Oggi la porpora di Cristo viene annunziata: la purissima viene intessuta in un grembo sterile, per questo il Re del creato verrà al mondo in tutto il suo splendore rivestito di natura mortale.

Theotokìon. In te sola, Sovrana, la natura dei mortali trova gioia e vanto, proclamando la singolare meraviglia della tua purezza e con gioia inneggiando ti glorifica, o sposa divina.

Della Dedicazione. Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Hai santificato, o Cristo, sulla terra la tua Chiesa per mezzo dello Spirito, consacrandola oggi con olio di esultanza.

Per la tua opera di salvezza hai reso oggi un tempio costruito da uomini dimora della tua infinita gloria, o Buono.

Avendo in te, o Cristo, fondamento incrollabile, la tua Chiesa viene incoronata dalla tua croce come diadema regale.

Theotokìon. Tu sola, Madre di Dio, procuri sulla terra i beni soprannaturali, divenendo Madre di Dio, per questo a te gridiamo: Salve!

Della santa. Si rinsaldi il mio cuore.

Se mi concedi un frutto del grembo, gridò Anna al Signore, io ne sarò magnificata; perciò ella concepisce la casta Genitrice di Dio.

Mentre pregavi nel giardino, l’Altissimo ascoltò la tua voce, o Anna da Dio ispirata e diede un frutto al tuo grembo, colei che doveva aprire la porta del paradiso della grazia.

Obbedendo alla legge e servendo Dio irreprensibilmente, generi colei la vera genitrice del vero legislatore, o veneratissima Anna; perciò noi fedeli ti diciamo beata.

Theotokìon. Dal mio spirito sterile cancella ogni infecondità e rendi la mia anima feconda in virtù, santissima Theotòkos, speranza dei fedeli.

Un altro della santa. E’ fiorito il deserto.

Piovano letizia le nubi oggi, dolcezza sui confini: ecco, infatti, viene generata la nube da cui fluisce Cristo, acqua della mia vita.

Si aprono oggi i tesori della grazia, l’angelo che preannunzia e proclama il concepimento ad Anna: Ecco, infatti, che tu generi la città di Dio.

Periva un tempo la natura degli uomini, ma ora riceve i simboli della vita per il concepimento di Anna: da una radice senza seme infatti germoglia.

Theotokìon. Come carbone che brucia il peccato riceviamo da te incarnato soprannaturalmente, pura, il Signore che ci purifica dalla moltitudine delle colpe.

Kontàkion della Dedicazione.

Tono 2. Gli araldi sicuri.

Rinnova nei nostri cuori la consacrazione dello Spirito, l’illuminazione del battesimo nel nostro intimo, perché festeggiamo la dedicazione di questo tempio, tua dimora, edificata nel tuo santo nome, tu che solo sei glorificato fra i santi.

Ikos.

Festeggiando un tempo la memoria della dedicazione del tempio, il sapientissimo Salomone offrì a Dio sacrifici e olocausti di animali irrazionali: oggi il Dio della grazia e della verità, venuto sulla terra, ha trasformato del tutto i sacrifici offrendo se stesso per la nostra salvezza, come filantropo, santificando la sua Chiesa, rendendola ormai incrollabile, lui che solo è glorificato fra i santi.

Kàthisma di sant’Anna.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Donasti, o buono, la benedizione della primogenitura a una pianta sterile, ad Anna, affinché gridasse come preghiera: Tu riplasmi le nature con la nascita; rinnova, dunque, come Dio, o Salvatore, questa natura morta, perché possa offrirti il frutto, gridando al mio Creatore e protettore: A te si deve gloria, Dio di tutti e unico filantropo.

Gloria. Della Dedicazione.

Stesso tono. Presto intervieni.

A noi fedeli che con fede festeggiamo la dedicazione della tua casa, Signore, invia grazia, illuminazione e misericordia; proteggi questo luogo nei secoli dei secoli per gli imperatori credenti, per le preghiere della Madre di Dio, o unico filantropo.

E ora. Della santa.

Stesso tono. Tu che volontariamente.

Il sacro Gioacchino e Anna portavano doni ai sacerdoti e non accettando di rimanere senza figli, supplicarono il Datore di tutti i beni; e accogliendo la loro preghiera, egli donò loro colei che veramente è la porta della vita, il cui santo concepimento onoriamo.

Della Dedicazione. Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Non più con il sangue di animali irrazionali, ma col sangue prezioso sgorgante dal tuo vivifico fianco la Chiesa viene purificata gridando razionalmente: Gloria alla tua potenza, Signore.

Amabili le tue dimore per quanti bramano vedere chiaramente la gloria del tuo luminoso volto, gridando insieme: Gloria alla tua potenza, Signore.

Raffigurando la grazia, la Chiesa del tuo popolo eletto riceve oggi il preziosissimo myron, prendendo invisibilmente la grazia divina dello Spirito.

Theotokìon. Senza coniugio concepisti, o Vergine e ti sei rivelata Vergine ancora dopo il parto; perciò con voci mai silenti e con fede incrollabile a te, Sovrana, acclamiamo: Salve!

Della santa.

Prevedendo nello Spirito.

O annuncio divino, o discorso inconsueto, che io possa concepire, gridò a gran voce Anna stupita all’angelo a lei mandato; gloria al mio Dio che opera meraviglie!

Rallegratevi con me, voi tutte, tribù d’Israele: ho concepito il cielo nuovo da dove deve risplendere fra non molto l’astro della salvezza, Gesù, Autore della luce, esclamò Anna con trepidazione.

Dio ascoltò i gemiti di Anna e il Signore esaudì la sua supplica: dissolvendo la caligine della sterilità, egli la fa risplendere di fecondità; perciò essa concepisce la sola casta.

Theotokìon. Vergine Madre di Dio, tenda incontaminata, purifica con le acque purissime della tua misericordia me, insozzato dai peccati e dammi la mano soccorritrice perché esclami: Gloria a te, o casta, da Dio glorificata.

Un altro della santa.

Sei venuto dalla Vergine.

Si squarcia oggi il velo che ricopriva d’ombra la legge; grazia e benedizione stanno per uscire con luce radiosa proclamando il futuro concepimento della serva del Signore.

Dall’alto del cielo è sceso un angelo alla sterile per annunziarle la gioia di tutti al suo inizio: Ecco, la tua supplica disperata, le dice, ora si realizza.

Iniziano a calmarsi le onde del male e scorrono i fiumi della grazia, oggi, con il tuo concepimento annunziato, Vergine purissima.

Theotokìon. Le lingue chiacchierone dei rètori non riescono a elogiarti degnamente; con timore in silenzio lodano i tuoi prodigi e ti magnificano.

Della Dedicazione. Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Descrivendo la tua Chiesa sul Sinai, Signore, mostrasti un tempo a Mosè veggente una tenda non manufatta.

Edificasti sulla terra, Signore, una tenda in cui la tua potenza riunisce le schiere celesti e i cori dei mortali.

O Cristo, Signore santo, venuto per annunziare pace alla tua Chiesa sappiamo che tu sei fonte di vita.

Theotokìon. Ai nemici contrapponiamo come arma di difesa te, noi che abbiamo come àncora, speranza e salvezza, o divina sposa.

Della santa.

La tua pace dona a noi.

Germoglaita dalla radice di Iesse e di Davide, Anna ora fa germinare la verga santa che deve germogliare il mistico fiore, Cristo, Creatore di tutti.

Gridò Anna: I popoli vedranno diventare madre e stupiranno: poiché ecco, concepisco come si è compiaciuto colui che scioglie i vincoli della mia sterilità.

Gridò con esultanza Anna ai presenti: Le voci profetiche prefigurarono come monte e porta invalicabile la bambina che ho concepito.

Un altro della santa.

Tu sei mediatore.

Oggi l’angelo annunzia il libro divino su cui sarà scritto il Verbo coregnante col Padre, che scriverà i fedeli nel libro della vita.

I giusti cantano sempre la gloria dell’annunzio meraviglioso, ringraziandoti e inneggiandoti per il concepimento che chiedevano pregando.

Oggi davvero ci sono rivelati i misteri nascosti della divina sapienza con l’annunzio del concepimento della Vergine pura, l’unica Madre di Dio.

Theotokìon. Possedendo come porto pacifico la tua protezione, pura Vergine, noi fedeli evitiamo le onde del maligno, restando ancorati al tuo molo.

Della Dedicazione.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Cristo nostro Dio ha bramato la bellezza della Chiesa da lui eletta, rendendola madre delle genti che ha liberato dalla schiavitù, adottandole nello Spirito Santo.

Le falangi degli oscuri demòni tremano davanti alla Chiesa di Cristo segnata dalla sua croce e ombreggiata dalla santa luce dello Spirito.

Avendo non la sabbia, ma Cristo come fondamento, la Chiesa delle genti viene incoronata di bellezza ineffabile, ornata del diadema del regno.

Theotokìon. Prodigio superiore ai prodigi antichi: una Vergine senza coniugio e corruzione ha concepito in grembo colui che regge in mano il mondo.

Della santa.

Il profeta Giona.

Come viene contenuta in un seno colei che deve contenere Dio? Come viene al mondo colei che deve generare, nella carne, il Cristo? Come succhia latte colei che deve allattare il Creatore?

O illustrissimi Gioacchino e Anna, esaudendo la vostra supplica, Dio vi dona oggi il più fecondo dei frutti.

Concependo la casta colomba, Anna fu colma di vera spirituale esultanza e cantò inni di gratitudine a Dio.

Theotokìon. I marosi dei pensieri, gli assalti delle passioni e l’abisso dei peccati sommergono la mia povera anima: aiutami tu, Signora santa.

Un altro della santa. Avvolto dall’abisso.

Esulta splendidamente o progenitrice: oggi infatti ricevi annunzi di gioia che aboliscono la pena nel concepimento dell’unica serva di Dio.

La corona della gloria divina e la porpora imperiale insperatamente vengono oggi intrecciate nel grembo della sterile tessitrice.

Ecco, tutto il creato inneggia ai tuoi sublimi e prodigiosi misteri, poiché tu sei il portento di angeli e mortali, o Sovrana.

Ecco la fonte razionale delle grazie divine, secondo la promessa e la grazia del Creatore inizia a sgorgare da grembo senza flusso.

Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.

Festeggia oggi tutta la terra per il concepimento di Anna, avvenuto in Dio: per esso infatti ha concepito colei che oltre la ragione ha concepito il Verbo.

Ikos.

Tu che un tempo, col tuo sopraggiungere e secondo la promessa, hai dato a Sara in età avanzata il grande Isacco come figlio; tu che hai aperto il grembo sterile di Anna, madre del tuo profeta Samuele, o onnipotente, guarda ora anche a me, accogli le mie suppliche, esaudisci le mie richieste. Così gridava in pianto la casta e sterile Anna e il benefattore l’ascoltò. Ella concepì dunque con gioia la Vergine, che oltre la ragione ha concepito il Verbo.

Sinassario.

Il 9 di questo mese concepimento di sant’Anna, madre della santissima Madre di Dio.

Stichi. Anche tu concepisci nelle pene, ma non come Eva: porti infatti dentro il grembo la grazia, o Anna. Il nove Anna concepì la Theotòkos Maria.

Lo stesso giorno memoria della santa profetessa Anna, madre del profeta Samuele.

Stichi. Che cosa maggiormente dobbiamo lodare in te, Anna? L’animo audace o la bella prole?

Lo stesso giorno memoria del nostro padre Stefano, nuovo illuminato, che giace presso sant’Antìpa.

Stichi. Hai tratto dalla terra e dalla vita Stefano, o Verbo, incoronandolo con la corona di gloria.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Sossìteo, Narsete e Isacco, uccisi di spada.

Stichi. Nel libro dei salvati viene scritto Sossìteo, che morì di spada per Dio Salvatore. Narsete il persiano ti offre in dono il suo capo, o Cristo, come dono assai più prezioso di quello dei magi. Il nuovo Isacco con la sua immolazione, compie la passione del figlio della promessa.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.

Della Dedicazione. Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Un tempo la fornace ardente si rivelò rugiadosa e ora santifica con l’olio dell’unzione spirituale quanti cantano: Benedetto sei tu nel tempio della tua gloria, Signore.

Come nella fornace, noi tutti, Israele spirituale, rinfrescati da questa nuova divina dimora gridiamo: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Theotokìon. Salve, Madre di Dio, dimora santificata dell’Altissimo; salve, perché da te la gioia viene data a quanti acclamano: Benedetta tu fra le donne, Sovrana purissima.

Della santa. I tuoi servi nella fornace.

Anna supplicò il Signore di tutti di mettere in fuga la vergogna della sterilità; il Misericordioso si degnò di ascoltare la sua voce e le concesse in frutto colei che doveva concepirlo.

La porpora imperiale è sul punto di apparire dal tuo grembo, o Anna; rivestendola, il Dio e Sovrano di tutti sarà visto dai mortali e metterà in rotta i nemici che ci fanno guerra.

Concepisti in grembo, o Anna, la mirra dal profumo soave, destinata a generare l’unguento della vita, il Signore che rinfrescherà con i soffi della grazia le nostre anime.

Theotokìon. Glorifichiamo te, o Cristo, come uno della Trinità; incarnato dalla Vergine, tutto sopportasti come uomo senza mutamento e senza abbandonare la natura paterna, anche unito a noi.

Un altro della santa. L’empio decreto.

Viene stabilito il fondamento della salvezza e la base della grazia: il concepimento della Vergine in cui sarà generata, oltre ragione, la speranza delle generazioni che cantano sempre a Cristo: Tu sei benedetto e gloriosissimo.

Oggi per la promessa del Creatore il santo monte inizia a esistere; la sua gloria coprirà tutto il mondo con il prodigio del suo concepimento; glorifichiamo Cristo, nostro unico benefattore.

Oggi i giusti saranno liberati dalla sterilità per grazia ed Eva ha ricevuto annunci di liberazione dai legami del dolore; per questo invocano Cristo datore e fondamento della vita.

Theotokìon. L’Incircoscritto nel puro grembo del Genitore, in te, pura Vergine viene circoscritto nella carne per ineffabile compassione; perciò il sommamente buono si lascia scrivere nell’icona.

Della Dedicazione. Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Oggi la tua Chiesa, Signore, come sposa indossa la tunica spirituale intessuta negli eccelsi dalla divina grazia, invitando alla gioia le genti divenute sue: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Oggi Cristo, nuovo Adamo, ci ha mostrato un paradiso intellettivo, la santa dimora, che reca al posto dell’albero della conoscenza l’arma della croce, che vivifica quanti salmeggiano: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Del Padre senza principio veneriamo il Figlio e lo Spirito Santo, unica divinità perfetta, eterna, increata, consustanziale in tre ipòstasi non confuse, cantando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Theotokìon. Tu sola fra tutte le generazioni, pura Vergine, ti rivelasti Madre di Dio divenendo dimora pura senza bruciare al fuoco della luce inaccessibile, perciò tutti ti benediciamo, o Maria, sposa divina.

Della santa. Colui che gli angeli temono.

Ecco che accolgo nel grembo la regina intravista da Davide, esclamò Anna e partorirò la protettrice di tutti i fedeli, destinata a generare Cristo re.

La terra in cui dimorò il Creatore della terra, lo scettro santo, la nuova arca, l’urna della manna prende oggi a germogliare nel grembo della Madre che dovrà partorirlo.

Il roveto incombusto, il candelabro aureo, il talamo animato del Signore Dio, la verga preziosa prende a germogliare nel grembo di colei che dovrà partorirlo.

Theotokìon. Rialza me che giaccio nell’abisso del male, combatti tu i nemici che mi fanno la guerra, non disprezzare, o casta, l’anima mia resa vulnerabile dalle passioni; abbi piuttosto pietà di me e salvami.

Un altro della santa. Un tempo a Babilonia.

Anna, liberata dalla sterilità è figura antica della redenzione della stirpe umana sterile di conoscenza di Dio, liberata insperatamente conoscendo il suo Sovrano e portando frutti di fede.

Sulla terra viene preparato per il nostro unico Re il tremendo carro che da Anna prende l’inizio; su di esso sarà portato il Creatore, che viene per innalzarmi al vertice della grazia.

Meravigliosa e illustre Genitrice del Dio che il creato poté vedere a te soggetto, il tuo concepimento fu prodigioso, straordinario il modo in cui fu prodotto il tuo corpo manifestando i segni dell’immortalità.

Theotokìon. L’acqua della vita da te fluita, o Vergine, il Creatore che regge tutto, ristorò, santificò e mostrò fertile, adottandola per grazia, la stirpe umana bruciata dall’arsura dell’errore.

Della Dedicazione. Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Venite, contemplando con cuore puro e pensiero vigile la bellezza splendente più dell’oro della figlia del re della Chiesa, magnifichiamola.

Gioisci ed esulta, o sposa del gran Re, vedendo la bellezza del tuo sposo, acclamando con il tuo popolo: O datore di vita, ti magnifichiamo.

Concedi difesa dall’alto, o Salvatore, alla tua Chiesa, che non conosce altro Dio liberatore all’infuori di te, che per lei un tempo donasti la vita ed essa con conoscenza ti glorifica.

Theotokìon. Accetta le suppliche del tuo popolo e prega sempre tuo Figlio, o Vergine Theotòkos, di liberare da pericoli e difficoltà i tuoi cantori: tu sei infatti nostra protezione e speranza.

Della santa. La fonte di vita.

Avendo concepito la fonte vivificante, o Anna a Dio cara, accogli ora la gioia; e avendo accolto nel tuo grembo il tempio santo, raggiante di luce della giustizia, magnifica il Creatore.

La coppia venerabile e insigne, i progenitori del Figlio preeterno, i fedeli custodi della legge divenuti le primizie della gioia, Gioacchino ed Anna, siano venerati.

Colei che Daniele contemplò come il grande monte, che Gioele vide come la terra santa e che un altro predisse come la porta impenetrabile, fonte sigillata e vello divino, la Madre di Dio, Vergine, cantiamo.

Theotokìon. La conchiglia che tinse la lana dell’inenarrabile incarnazione del Verbo, il turibolo d’oro, la mensa sulla quale fu deposto Cristo, pane della vita, la Vergine Theotòkos è glorificata.

Un altro della santa. Il Figlio dell’eterno.

Si applaudano oggi gli eletti profeti, poiché ecco, le loro predizioni della grazia iniziano a compiersi degnamente nel venerabile concepimento della sola pura divina Madre, per cui tutti ci allietiamo.

Si prepara il trono della gloria del Signore, la porta della salvezza, il passaggio riservato all’unico Sovrano e Creatore viene ora predisposto; per lei riceviamo la vita eterna.

Gioacchino e Anna gridano: tu solo hai esaudito le nostre suppliche, Signore Creatore; concedendo a noi che ti glorifichiamo la fine della sterilità, hai donato la radice dell’immortalità.

Viene innalzata la scala da cui il Creatore Signore scenderà per sollevare la nostra natura: Salve, cielo con gli angeli, salve creato tutto di Dio, salve, stirpe umana, divinizzata per grazia.

Theotokìon. Celebro la tua ineffabile filantropia, Sovrana: tu infatti sei mia illuminazione, tu il mio vanto, tu mi doni la sapienza, tu, mia gioia, tu mia speranza, tu mia fortezza, sostegno e riparo.

Exapostilarion della Dedicazione.

Nel sacro Spirito.

Rinnova con lo Spirito, o buono, la mirabilissima, venerabilissima e augusta Chiesa che hai acquistato con il tuo sangue puro, o Verbo e abbelliscila coi raggi più divini, tu che colmi di gloria chi celebra degnamente la dedicazione del tuo tempio.

Della santa, uguale.

Il Signore, nella sua amorosa compassione, udì il gemito della casta Anna e le concesse la sola ignara di nozze, che ineffabilmente fece splendere la luce sino ai confini: vedendola, il divino e nobile Gioacchino gioiva ammirato.

Un altro. Tu che il cielo.

Da grembo sterile la sapienza di Dio costruisce la propria casa: la Madre di Dio Maria; da tutte le generazioni, come dobbiamo, proclamiamola beata.

Alle lodi sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Deponete ogni tristezza, Adamo ed Eva: perché oggi la madre della gioia è prodigiosamente generata in una sterile.

Progenitore Abramo e voi tutti, patriarchi, rallegratevi, vedendo la Madre di Dio che sorge dalla vostra radice.

Salve, Gioacchino, Salve, Anna: voi generate oggi colei che procura al mondo gioia e salvezza.

Esulta, coro dei profeti: ecco che Anna produce il frutto per cui si compiranno le vostre profezie.

Rallegratevi tutte, o tribù, con la sterile Anna: ecco, contro ogni speranza essa produce il frutto del grembo, per noi causa di vita.

Rallegratevi, confini della terra: ecco che oggi la Madre del Creatore di tutti germoglia da grembo infecondo.

Gloria. Della Dedicazione. Tono pl. 1.

O Verbo che riposi nel seno del Padre, rinnova il tuo Spirito santo nel tempio elevato al tuo nome.

E ora. Tono 2.

Oggi una porpora regale germogliata dalla radice di Davide, comincia a far spuntare il mistico fiore di Iesse, nel quale è fiorito Cristo nostro Dio, colui che salva le nostre anime.

Grande dossologia e conclusione.

Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 del canone.