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7 Settembre

Vigilia della Natività della santissima Theotòkos e memoria del santo martire Sozonte.

Al Mattutino.

Dopo la prima sticologìa, kàthisma.

Tono 1. Sigillata la pietra.

Prodigiosamente partorita dalle doglie di una sterile, generasti oltre natura da grembo verginale; apparsa come bella pianticella, germogliasti per il mondo la vita. Perciò le potenze del cielo gridano a te, Theotòkos: Gloria al tuo avvento, o venerabile; gloria alla tua verginità; gloria alla tua maternità, o sola purissima.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Esultano ora tutti gli esseri del cielo, la stirpe umana festeggia con loro e misticamente i profeti insieme si rallegrano, perché colei che nelle generazioni antiche previdero in figura come roveto, urna e virgulto, come nube, porta, trono e grande monte, oggi nasce.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

I canoni della vigilia e del santo. Canone della Vigilia con l’Acròstico: La nascita inneggio della serva di Dio fanciulla. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.

Esultanti inneggiamo oggi con letizia al divino genetliaco della Madre di Dio; essa infatti partorì per l’ecumène la gioia che cancella la tristezza della prima madre.

Da una sterile proviene la sterilità del peccato, colei che la legge aveva in anticipo descritta e che gli oracoli da Dio ispirati avevano preannunziato, la Regina castissima senza macchia.

Sei divenuta tempio e reggia del Sovrano nel quale il sovraessenziale, farà la sua dimora, trasformando i fedeli in abitazione della Trinità santa.

O Sposa di Dio, sei apparsa sala nuziale bellissima e trono eccelso di Dio; sedendovi nella carne egli farà risplendere la luce della conoscenza su quanti erano seduti nelle tenebre della perdizione.

Canone del santo. Poema di Teofane.

Ode 1. Tono 4. Il Mar Rosso.

Intercedi, illustre Sozonte, presso il benevolo Signore perché salvi da ogni afflizione, prova e pericolo quanti festeggiano oggi la tua sacra memoria.

Nel firmamento della Chiesa Cristo ti ha reso astro fulgido che rischiara, o glorioso martire, con la luce delle tue lotte, l’ecumène.

Con la tua pazienza, o beato Sozonte, sconfiggesti i nemici del Signore e con la spada del tuo nobile ardore spezzasti l’impeto delle loro falangi, ricevendo la corona del trionfo.

Theotokìon. Senza seme per volere del Padre, dal Divino Spirito generasti il Figlio di Dio e concepisti incarnato colui che è dal Padre senza madre e da te per noi senza padre.

Della Theotòkos.

Ode 3. Nella sua sterilità ha generato.

Da terra infeconda nasce la terra fecondissima, destinata a produrre il coltivatore dei beni e la spiga vivificante, che nutre tutti per divino volere.

Oggi è germogliata la verga della verginità, da cui sboccerà un fiore, Dio nostro coltivatore, che per sovrabbondante bontà recide i germogli cattivi.

Ecco, nato da una pietra sterile, il monte intatto, che produce la pietra spirituale, che opererà la distruzione di tutte le statue del maligno.

Gli schizzi della legge disegnarono te, Fanciulla: poiché tu, superando le leggi, devi infatti contenere in grembo il Legislatore, lo stesso che ineffabilmente ti conserverà incorrotta e incontaminata.

Del santo. Esulta in te.

I rivoli del tuo sangue versato abbondantemente per Cristo estinsero il fuoco degli empi, illustre martire vittorioso.

Pazientemente sopportasti la grandine dei tormenti come torre incrollabile, rovesciando la fortezza dell’errore.

Come Davide rovesciasti il tiranno, nuovo Golia e tutto il suo esercito con la fionda della fede.

Theotokìon. Tu sola, Theotòkos, sei divenuta per gli uomini dispensatrice di tesori soprannaturali, perciò ti gridiamo: Salve.

Irmòs. Esulta in te e grida la tua Chiesa: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Kàthisma del santo.

Tono 4. Presto intervieni.

Salvato per la fede, o fortissimo atleta Sozonte, per i naufraghi divenisti quieto porto di salvezza per la provvidenza di Cristo nostro Dio; fai scaturire per chi ti ama fiumi di guarigioni, calmando ogni giorno l’infiammazione delle malattie; perciò con fede glorifichiamo la tua sacra memoria.

Gloria. E ora. Della Vigilia.

Tono pl. 4. Dell’incarico.

Si rallegri il cielo ed esulti di gioia la terra, poiché viene al mondo il firmamento del nostro Dio, secondo la promessa, la divina Fidanzata. La sterile allatta Maria, sua figlia e Gioacchino si rallegra di questo parto, dicendo: ecco, mi è nato il germoglio da cui fiorirà Cristo, sopra la radice di Davide: prodigio davvero straordinario!

Della Theotòkos.

Ode 4. Colui che siede.

E’ nata sulla terra una fanciulla più sublime degli angeli e la sua santità e purezza non sopportano paragone: essa concepirà Cristo, purificazione, santificazione e redenzione perfetta di tutti.

Degno di beatitudine divenne il grembo di Anna, perché generò colei che era destinata a contenere il Verbo beato e incontenuto, destinato a procurare la rigenerazione di tutti i fedeli.

Comincia ora a dileguarsi l’oscurità della malizia: infatti è spuntata da lombi sterili la nube animata dal sole, la Purissima di cui noi festeggiamo la splendente nascita.

Come ulivo fertile cresciuto sulla radice di Iesse, Anna germina te, o Vergine, destinata a sbocciare il benigno Verbo, che sempre verità e misericordia precedono.

Del santo. Vedendoti sospeso.

Infiammato dall’amore divino, come paglia bruciasti con le tue parole l’errore degli atei, gridando gioioso: Gloria alla tua potenza, Signore.

Tu, santo tempio costruito dal Signore, sei entrato nel tempio degli atei, frantumando coraggiosamente gli idoli lì venerati, o martire illustre e vittorioso.

Il tuo santo tempio è divenuto luogo di cura da qualsiasi male per i fedeli che lo visitano glorificando le tue grandi gesta, martire mirabile e vittorioso.

Theotokìon. Senza nozze concepisti e dopo il parto resti vergine, perciò le nostre voci senza sosta con fede irremovibile a te, Sovrana, gridano: Salve.

Della Theotòkos.

Ode 5. Stupisce l’universo.

Il libro sigillato che mai mortale potrà leggere secondo le leggi della natura, nasce oggi ed è destinato all’abitazione del Verbo, come preannunziato in ispirito nei libri dei teologi.

Oggi nasce la vita salutare destinata a produrre, come nuovo mosto, il grappolo illibato della salvezza: chi ne beve coglierà frutto di divina e salutare letizia.

Balzate, angeli, intrecciate danze con gli uomini; la nascita oggi della Vergine da una sterile bandisce la tristezza e procura la gioia a quanti celebrano la sua nascita divina.

O Fanciulla, chiarissimamente il divino profeta ti prefigurò come nuovo tomo in cui il dito del Padre iscriverà il Verbo, che per benevolenza scriverà nel libro della vita quanti gli obbediranno.

Del santo. Tu, Signore, mia luce.

Come una torcia accesa, costantemente illuminata dal fuoco della Trinità, o martire, oscurasti le tenebre del politeismo.

O beatissimo, come rosa fiorita per il rosso flusso del tuo sangue, profumi l’ecumène con la fragranza dei tuoi prodigi.

Tralcio mistico nella vigna di Cristo, per il tuo martirio versasti il vino della compunzione per i fedeli che ti glorificano.

Theotokìon. Sei l’armatura che ci protegge dal nemico, Divina Sposa, nostra speranza, àncora di salvezza.

Della Theotòkos.

Ode 6. Celebrando questa divina.

E’ nato oggi il ponte che porta gli uomini alla luce, la scala celeste, il monte chiarissimo di Dio, la fanciulla Theotòkos, che noi proclamiamo beata.

Come una conchiglia Anna ha oggi prodotto la porpora destinata a tingere la lana del Sovrano incarnato; celebriamola tutti degnamente con inni.

E’ scaturita da minuscola stilla come fonte la Purissima: generando l’abisso della salvezza, asciugherà i flussi innumerevoli del politeismo.

Nata come germoglio da sterile radice, recidesti dalla radice, col divino seme soprannaturale la cattiva spina, o Genitrice di Dio, fanciulla sempre beata.

Del santo. A te sacrificherò con voce.

Avendo scelto d’esser immolato per amor di Dio, stavi sulla mensa come vittima pura: per questo piamente ti onoriamo, o illustre.

Senza subir danno attraversati, o beatissimo, l’oceano dell’errore, attraccando al porto del regno celeste, per gioire nella pace eterna.

Lo spietato persecutore ti strappò il fegato con uncini di ferro: ma tu avevi gloriosamente deposto nelle mani di Dio il tuo spirito; per questo, o beatissimo martire, ti cantiamo.

Theotokìon. Meraviglia che supera le meraviglie passate! Nel suo grembo una vergine senza sposo ha concepito e senza rimpicciolirlo, colui che tiene l’universo nel palmo della sua mano.

Irmòs. A te sacrificherò con voce di lode, Signore, così a te grida la Chiesa, purificata dal lavacro dei demòni per il sangue misericordiosamente fluito dal tuo fianco.

Kontàkion della vigilia.

Tono 3. La Vergine oggi.

La Vergine Theotòkos Maria, il talamo indissolubile del celeste sposo, nasce oggi dalla sterile, conforme al disegno divino, per essere preparata come cocchio del Verbo Dio: poiché a questo è stata destinata la porta divina, la Madre della vera vita.

Ikos.

Alla sterile è stata data come frutto la divina fanciulla Maria. Vedendo sussultare nel grembo di Anna colei che un tempo i divini profeti avevano visto in Spirito, veniamo spiritualmente al convito, con il fedele Gioacchino e chiamiamo i lontani dicendo: È germogliata da grembo sterile, colei che ora richiama il mondo dall’esilio, la porta divina, la Madre della vera vita.

Sinassario.

Il 7 di questo mese memoria del santo martire Sozonte.

Stichi. Ai tormenti fisici resiste Sozonte, mentre la sua anima contempla l’unico Salvatore del mondo. Rosseggiante per i colpi furiosi, il sette viene ricevuto nella celeste dimora.

Lo stesso giorno memoria dei santi apostoli Evodo e Onesiforo.

Il santo Eupsichio perisce di spada.

Stichi. Eupsichio si dimostra magnanimo nella morte, offrendo la sua sublime anima al Sovrano.

Lo stesso giorno si festeggia la dormizione del beato Luca della provincia di Licaonia, terzo igùmeno del monastero del Salvatore, denominato del Torrente Profondo.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Della Theotòkos.

Ode 7. I fanciulli di senno divino.

Gioacchino e Anna sono degni di beatitudine avendo generato la beata e casta genitrice di Dio, destinata a generare il Verbo beato, che darà la beatitudine a tutti i fedeli.

I tuoi genitori, purissima, han trovato un dono prezioso in te, che concepirai il Dio che arricchirà con i migliori doni quanti acclamano: Signore Dio dei padri, tu sei benedetto.

Le tue mammelle, o Anna a Dio cara, sono più squisite del vino, giacché tu hai allattato colei che allatterà l’eccellentissimo Verbo, creatore del latte e nutritore d’ogni vivente.

Alzati, suona l’arpa, o Davide ispirato da Dio e tripudia: ecco, infatti, che l’arca da te preannunziata è preceduta da grembo sterile per esser destinata a Dio, Sovrano del creato.

Del santo. Nella fornace persiana.

Gettato nella fornace di dura punizione, come rugiada ricevesti la pazienza da Dio, santo martire e grato cantavi: benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Con un’anima più brillante dell’oro, non hai voluto sacrificare alla statua dorata di un dio inanimato, ma immolasti te stesso in sacrificio profumato per il nostro Dio.

Eri pastore di pecore: il Pastore supremo ti mise come agnello senza macchia alla sua destra, illustre martire, in mezzo al suo gregge non randagio, proteggendoti dai lupi spirituali.

Theotokìon. Salve, Madre di Dio, dimora divina e santificata dell’Altissimo; poiché per te ci è stata donata la gioia, a te gridiamo: benedetta tu fra le donne, Sovrana purissima.

Della Theotòkos.

Ode 8. Il parto della Theotòkos.

Facciamo risuonare inni per celebrare il divino genetliaco di colei, che per lo Spirito darà corpo al Dio Verbo inneggiatissimo e acclamiamo: Inneggiate al Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.

O divini profeti, esultate, onorando la nascita della Vergine: essa infatti ha compiuto tutte le predicazioni, concependo il Cristo, re di tutti, apparso per noi, che lo esaltiamo per tutti i secoli.

Monti, erompete in letizia; apostoli e martiri, danzate; santi e giusti, esultate oggi per la nascita della Madre del Signore, acclamando: Inneggiate al Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.

E’ fiorito il melo profumato, la rosa divina è apparsa e riempie oggi di fragranza i confini e termina il fetore del nostro peccato, la castissima Madre del Verbo, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

O natura degli uomini resa infeconda in doni del divino Spirito, rallegrati oggi mirando la divina Fanciulla nata da una sterile ed esclama: Inneggiate al Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.

Del santo. Stese le mani Daniele.

Tagliata la mano alla statua di oro, la donasti ai poveri, riservando per te il tesoro inesauribile del martirio, gridando, o illustre e glorioso Sozonte: opere tutte, benedite il Signore.

Gareggiando nella carne contro l’incorporeo, con l’alleanza di Cristo lo atterrasti, o glorioso, perciò egli ti concesse l’energia dei miracoli, a lui con gioia acclamando: Opere tutte, benedite il Signore.

Avendo aperto la bocca, il santo Spirito la colmò, o glorioso Sozonte; confondesti i nemici che bestemmiavano il Creatore, gridando con gioia a Cristo: Opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. Tu sola fra tutte le generazioni, pura Vergine, ti sei rivelata Madre di Dio, divenendo dimora incontaminata senza venir bruciata dalla fiamma della sua luce; perciò ti benediciamo per tutti i secoli, o divina sposa Maria.

Irmòs. Stese le mani Daniele nella fossa, arrestò le fauci dei leoni, mentre i fanciulli amici della pietà, cinti di virtù, spensero la forza del fuoco acclamando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Della Theotòkos.

Ode 9. Ogni abitante della terra.

Ecco, il luogo santo di Dio si mostra apertamente, la Città gloriosa del Sovrano viene edificata, il paradiso splendido di luce è fiorito in modo manifesto, essendo causa del recupero del paradiso e riconciliazione di Dio con i mortali.

E’ apparsa oggi la lampada e lucerna dall’aureo riflesso, la luce anteriore ai secoli, che in essa dimora, illumina quanti sono nella notte dei mali e interrompe la tenebra dell’ateismo e per fede renderà davvero tutti partecipi del giorno.

E’ apparsa oggi la lampada e la lucerna irradiante come oro la luce preeterna; abitandovi, essa illuminerà quanti siedono nella notte del male e terminerà la caligine dell’ateismo e farà tutti davvero partecipi del giorno mediante la fede.

Gioacchino e Anna, pariglia splendidissima, hanno generato la giovenca senza macchia; il vitello grasso che ne deve provenire sarà sacrificato per il mondo, togliendo i peccati degli uomini e ponendo fine ai sacrifici offerti ai demòni.

Tu che concepisti la luce, illumina noi che in Spirito festeggiamo la tua luminosa nascita, Genitrice di Dio e mostraci partecipi, o casta, della luce che sta per arrivare e concedi pace e liberazione dai mali per le tue materne preghiere.

Del santo. Cristo pietra angolare.

Come pietra preziosa fosti scelto da Cristo, pietra angolare: rotolando sul suolo, o martire, distruggesti la fortezza dell’errore, rafforzando i cuori dei fedeli.

Avendo te come fiume di vita, la Chiesa di Cristo, o santo martire, dissetandosi ai rivi del tuo sangue, brilla sempre abbellita dai tuoi miracoli e dalle tue imprese.

Come ricompensa per le tue lotte e pene, illustre Sozonte, hai trovato il regno dei cieli; da lassù ricordati dei fedeli che celebrano la tua sacra memoria.

Theotokìon. Spezza la catena dei miei peccati, Vergine Madre di Dio, unica piena di grazia, che generasti la fonte della misericordia e colmami di gioia perché degnamente ti magnifichi.

Irmòs. Cristo, pietra angolare non tagliata da mano umana fu tagliato da te, Vergine, monte inviolato, riunendo le nature separate; per questo, gioiosi ed esultanti, Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.

Exapostilarion del martire. Udite, donne.

Munito dell’arma della tua croce preziosa, il tuo vittorioso, o Verbo, vigorosamente prevalse sulle forze avverse, confuse i tiranni, lottò per te e con te, Cristo mio, Re dell’universo, regna senza fine.

Della Theotòkos. Con i discepoli.

Esulta, creato tutto, sentendo la gioia di Anna di senno divino, il cui nome significa ‘grazia’ e del divino Gioacchino, per aver generato contro ogni speranza Maria, la castissima, la pura Madre di Dio, il cui frutto, Cristo Dio, da lei ineffabilmente incarnato, è la salvezza degli uomini.

Allo stico delle lodi, 3 stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Venite, stirpe di Adamo, cantiamo la purissima Vergine Maria, che proviene da Davide e ha partorito Cristo.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Offriamo una lode al Signore Redentore, che dalla sterile ci ha dato la Theotòkos, la sola sempre Vergine.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Oggi, da grembo sterile, nasce prodigiosamente la gioia di tutta la terra, la Madre del mio Signore.

Gloria. E ora. Tono 2.

La predestinata come regina del mondo, la dimora di Dio, il divino santuario dell’essenza eterna, nasce oggi dal grembo infecondo di Anna tutta raggiante. Per lei l’ade protervo è stato calpestato ed Eva, con tutta la sua stirpe, accede a una vita sicura. A lei dunque, degnamente gridiamo: Beata tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.

Il resto come di consueto e la conclusione.