7 Agosto
Memoria del santo martire il beato Domezio.
Al Mattutino.
Dopo la prima sticologia, kàthisma della festa.
Tono 4. Apparisti oggi.
Ecco giunta la fulgidissima festa del Sovrano: venite tutti, purifichiamoci e poi ascendiamo con l’intelletto al monte Tabor per vedere Cristo.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma della festa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
Celebrando oggi con gioia il giorno festivo che segue la gloriosa e tremenda trasfigurazione di Cristo, acclamiamo concordi: Hai trasformato il nostro composto umano, Salvatore, sfolgorando in esso con la tua carne divina e rendendogli la dignità primitiva dell’incorruttela, nella tua amorosa compassione: perciò tutti ti glorifichiamo, o solo nostro Dio.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Quindi un canone della festa e questo del santo. Acròstico: O santo incoronato, a Cristo ti presento come intercessore. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Verso Dio sei partito raggiante della gloria del martirio; a quanti con fede ti inneggiano infondi la luce divina, pregando Cristo benefattore, o beato di Dio.
Spezzando i legami dell’errore con tutto il cuore correvi incontro a Cristo con purezza di spirito, vanificando la magia dei persiani e disprezzando i loro empi culti.
Pensando scientificamente che il sole, come ogni altra cosa visibile non è Dio, ma una creatura, fosti guidato da sapiente ragionamento al Dio invisibile.
Theotokìon. Vergine santissima e pura, noi fedeli ti riconosciamo Theotòkos, poiché generasti il Figlio di Dio, che ha assunto per noi la nostra natura e ti diciamo beata.
Ode 3. Non c’è santo.
Stabilito su fede certa, come torre inespugnabile, ti rivelasti inamovibile, non lasciandoti influenzare dalla scienza dei persiani, né dalle parole magiche.
Fugando il funesto veleno d’un culto idolatrico reso al sole e alle creature, per amore della pietà ricercasti il Dio vero, Creatore dell’universo.
Ricevendo nella tua anima le onde divine dalla seconda nascita, divenisti davvero per grazia figlio di Dio, erede del tesoro celeste.
Theotokìon. La sapienza edificò la sua divina casa dimorando in modo incomprensibile nel tuo grembo puro, incontaminato, purificato dallo Spirito, Vergine celebratissima.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma. Tono 3. Attonito di fronte.
Desiderando la bellezza di Cristo e uccidendo le passioni con l’ascesi, lottando valorosamente polverizzasti l’errore, glorioso Domezio, compagno degli angeli; perciò fai anche scorrere rivi di guarigioni per chi celebra la tua divina memoria, o martire ammirabile.
Gloria. E ora. Della festa.
Della tua divina gloria realmente un riflesso, per quanto possibile, rivelasti ai tuoi discepoli trasfigurandoti sul monte Tabor, o Dio Verbo; illumina con loro anche noi che a te, Gesù onnipotente, solo immutabile, inneggiamo con fede gridando a una voce: Gloria, o Cristo al tuo regno.
Ode 4. Cristo, mia forza.
Riconosciuto come Dio l’inconoscibile per natura, o glorioso, secondo ragione lo cercasti e trovatolo lo amasti e con gioia venerasti la sua maestà immensa.
Con ardore accorresti presso il casto coro dei santi monaci e infiammato dal loro zelo per le virtù, puramente vivesti digiunando e pregando.
Il tuo amore per Dio spezzò facilmente i legami della natura; estinguesti la fornace delle passioni con la rugiada dello Spirito, che ti illuminava.
Theotokìon. Mia forza, mio Signore e mio Dio è colui che s’incarnò dal tuo puro grembo, Vergine Theotòkos, il Verbo supremo, Dio vivificante.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Eccellendo nella divina scienza, a ciò che è visibile preferivi l’eternità di ciò che è invisibile, risplendendo di purezza straordinaria, o beatissimo.
Avendo gustato la virtù divina, amavi la quiete e l’anacoresi, per preservare sempre la tua anima tutta pura, padre Domezio.
Veramente grande e prodigioso il sapientissimo disegno della tua conversione al bene supremo, opera veramente della mano dell’Altissimo e della grazia divina.
Theotokìon. Intatta sei rimasta pur divenendo madre, o Sovrana senza macchia, poiché in te si unirono verginità e concepimento e porti i segni di entrambi.
Ode 6. Vedendo il mare.
Del funesto nemico sopportasti le violente tentazioni, o beatissimo padre e subendo molteplici prove lottando contro l’avversario, ti rivelasti vincitore ammirabile.
La tua vita era divina, la tua esistenza luminosa: lasciando infatti gli agi del mondo, fruttificasti la bellezza e la delizia divina, o ispirato da Dio.
Meritasti di compiere miracoli e segni prodigiosi, padre mirabile, rafforzato dalla potenza divina, poiché la grazia superna agiva in te, o beatissimo.
Theotokìon. Dimora della luce, talamo nuziale in cui si compì divinamente l’ineffabile incarnazione del Creatore di tutti, Vergine, tu sola fosti la casa degna di Dio.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontàkion autòmelo. Tono grave.
Sul monte ti sei trasfigurato e i tuoi discepoli, per quanto ne erano capaci, hanno contemplato la tua gloria, o Cristo Dio: affinché vedendoti crocifisso comprendessero che la tua passione era volontaria, e annunziassero al mondo che tu sei veramente il riflesso del Padre.
Sinassario.
Il 7 di questo mese memoria del santo martire Domezio il persiano.
Stichi. I tuoi seguaci, Domezio, con te avversarono gli idoli di pietra. Il sette Domezio e altri due discepoli furono lapidati.
Il beato Domezio lo sfregiato, che praticò l’ascesi sui monti del monastero di Filothèou, si addormentò in pace.
Memoria del beato nostro padre Nicànore il teoforo, che rifulse nell’ascesi sul monte Callistrato.
Lo stesso giorno il beato Or si addormentò in pace.
Stichi. Lasciando la terra Or dice a noi: O legge, io penso che per me è meglio la grazia.
Lo stesso giorno i beati mille asceti della Tebaide si addormentarono in pace.
Stichi. Se Saul aveva i suoi mille, dai monasteri, o Figlio di Dio, tu prendi mille asceti.
Lo stesso giorno la beata taumaturga Potamia perì di spada.
Stichi. Da Potamia, trafitta dalla spada per Cristo, fluì un fiume di prodigiosi miracoli.
Lo stesso giorno san Narciso, arcivescovo di Gerusalemme, si addormentò in pace.
Stichi. L’Eden respira, o Narciso defunto, il tuo soave profumo e fragrante fiore.
Lo stesso giorno il beato Asterio taumaturgo perì di spada.
Stichi. La spada trapassò il collo di Asterio come stella in mezzo ai cori degli atleti.
Lo stesso giorno santo Sozon di Nicomedia gettato nel fuoco ed uscitone indenne, si addormentò in pace.
Stichi. C’era un’altra salamandra nella fiamma: il martire Sozon non ha perso un capello nel fuoco.
Lo stesso giorno san Iperechio si addormentò in pace.
Stichi. Nascosto in terra, umile servo, dai cori degli angeli fu portato negli eccelsi.
Per le loro sante preghiere, Cristo Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Ode 7. Tutta rugiadosa.
Su te, padre, riposò la luminosa grazia dello Spirito, che ti donava la forza d’operare miracoli prodigiosi, cantando e inneggiando con fede: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Con la forza del tuo animo percorresti la via dell’ascesi e alla fine delle tue lotte divenisti veramente martire, gridando e dicendo a Cristo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Con fede lottarono nell’ascesi i fanciulli che avevi fatto nascere alla fede come figli con le tue preghiere; nella grotta parteciparono valorosamente al tuo martirio, cantando a una voce: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Avendo te come porto di salvezza, siamo salvati dalla tempesta e calando l’àncora delle nostre anime, la speranza in te riposta, a Cristo gridiamo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Dalla fiamma hai fatto scaturire.
Rapito dall’amore per il tuo Creatore, rigettasti ogni passione per le creature, poiché chiaramente ti guidava il santo Spirito, che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Abbandonando le preoccupazioni terrestri, hai acquisito, o venerabile padre, la speranza dei cieli e la beatitudine in Cristo, nel quale sempre esulti per tutti i secoli.
Ricevendo i raggi luminosi del santo Spirito, padre sapientissimo, nei suoi misteri divini hai visto con i tuoi occhi la sua tremenda venuta, o beatissimo.
Theotokìon. La lira dal suono divino del tuo antenato Davide cantò un tempo te, pura Vergine, come l’arca santa recante il Dio incarnato, che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti esaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
La luce immateriale che ti illuminava, o padre, ti rese degno di diventare splendente di fulgore, vivendo santamente e irreprensibile; e ora che stai presso il tuo Sovrano e Dio, preghi per il gregge del tuo ovile.
Le tue fatiche ascetiche furono degnamente coronate dalle lotte del martirio e ricevesti doppia ricompensa per le imprese che coraggiosamente hai compiuto, trovando la gioia e la felicità eterna.
Rafforzato dalla potenza di Cristo e dalla grazia di Dio, ti rivelasti per tutti i monaci maestro chiaro e luminoso, dotato dei carismi della fede, confermando e sanando tutti i fedeli, che a te accorrevano, o beatissimo padre.
Theotokìon. In te si sono compiuti i misteri soprannaturali e sovraumani, poiché divenisti Madre di Dio, o Vergine, portando persino fra le braccia e nutrendo colui che le armate celesti inneggiano.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare; ma grazie a te, purissima, il Verbo apparve incarnato ai mortali; e noi, con gli eserciti celesti, magnificandolo, diciamo te beata.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Proveniente dalla regione persiana, adoratrice del fuoco, fin da giovane sei accorso alla divina fede del Cristo, o Domezio, araldo divino; perciò con inni ti onoriamo, o padre, come asceta, come martire divino, come ispirato sacerdote dei tremendi misteri e come intercessore per quanti festeggiano la tua veneranda memoria.
Della festa, uguale.
Prima della tua croce, Signore, prendendo con te gli eletti tra i discepoli, ti sei trasfigurato sul santo Tabor; qui ti assistevano come servi, conversando con te con tremore, Mosè ed Elia, o Sovrano: con loro, o Cristo Salvatore, col Padre e con lo Spirito noi adoriamo te, rifulso dalla Vergine per la salvezza dei mortali.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Volendo, o Cristo, mutare la natura proveniente da Adamo, sali ora sul monte Tabor per manifestare la Divinità agli iniziati.
Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.
Ti sei un tempo mostrato a Mosè ed Elia, o Cristo, nella caligine, nella tempesta e in brezza lievissima: ma ora nella luce della tua gloria.
Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.
Facendo ineffabilmente balenare sul monte Tabor lo splendore trifulgente della tua divina gloria, o Salvatore, hai illuminato tutto l’universo.
Gloria. E ora. Tono pl. 1.
Mosè il veggente ed Elia, l’auriga di fuoco, che senza bruciare ha percorso i cieli, vedendoti nella nube al momento della tua trasfigurazione, hanno attestato che sei tu, o Cristo, l’autore della Legge e dei profeti e colui che li porta a compimento: con loro, rendi degni anche noi della tua illuminazione, o Sovrano, affinché ti inneggiamo in eterno.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

