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6 Novembre

Memoria del santo padre Paolo il confessore, arcivescovo di Costantinopoli.

Al Mattutino

Apolytìkion. Tono 3. Autòmelo.

La confessione della fede divina ti rese per la Chiesa un altro Paolo, zelante fra i sacerdoti; grida con te al Signore anche il sangue giusto di Abele e Zaccaria; padre santo, supplica Cristo Dio, di donarci la grande misericordia.

Dopo la solita sticologia del salterio si leggono i canoni dell’Oktòichos e questo del santo. Acrostico: Il mistagogo Paolo inneggio subito.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.

Sostegno della fede, maestro della Chiesa e colonna inamovibile della confessione, luminosissimo luminare della grazia e bocca spirante fuoco ti proclamiamo, Paolo.

L’immenso Paolo, beatissimo sole dell’ecumène, manda avanti te, nuovo Paolo, come fuoco che incendia con forza le eresie e come scure che recide l’ateismo.

Secondo le regole, ispirato da Dio, lottasti affrontando pericoli per la divina predicazione come fedele gerarca e con i lacci dei tuoi dogmi soffocasti come belva Ario dall’empio pensiero.

Theotokìon. Venite tutti, inneggiamo l’incontaminata Maria, che sola ornò la stirpe umana concependo Dio incarnato e restando Vergine non menomata.

Ode 3. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale e nella tua gloria falli degni di corone di gloria.

Non abbassasti a creatura adottata per divina grazia il Figlio per natura unigenito, coeterno al Padre, seguendo, o Paolo, i dogmi del teoforo Paolo.

Con bocca, lingua e cuore predicavi Cristo sapienza e potenza di Dio, e Verbo enipostatico, disprezzando il malvagio Ario, o beato Paolo di senno divino.

Il santo Spirito di Dio per il cui sovrasostanziale potere siamo divinizzati con giusto giudizio, sapientissimo, insegnavi onnioperante e onnipotente Dio per natura.

Theotokìon. Il Verbo del Padre senza principio, più eccelso di ogni principio, incarnandosi ha accettato ora un principio da te, pura e si è sottomesso al tempo colui che è superiore a tutti i tempi.

Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Come omonimo e imitatore dello scrigno di elezione, padre, sopportasti pericoli e persecuzioni per la fede e come lui prendesti Roma, o beato, ovunque predicando l’uguaglianza della Trinità; perciò compisti la corsa in Armenia e degnamente ricevesti dal Signore la corona, svergognando Ario. Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con affetto festeggiano la tua santa memoria.

Gloria. Tono 3. La confessione della fede.

Affermasti il dogma divino, ostracizzasti la parola atea, Paolo di senno divino, umiliando Ario: predicavi infatti il Figlio consustanziale al Padre, confermando i fedeli, padre beato; implora Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

Dalla divina natura non si separò Dio divenendo carne nel tuo grembo, ma divenendo uomo ti lasciò Vergine Madre, come prima del concepimento ti custodì purissima, l’unico Signore; supplicalo con insistenza affinché ci doni la grande misericordia.

Oppure stavrotheotokìon.

L’intatta agnella del Verbo, l’incontaminata Vergine Madre contemplando appeso alla croce colui che senza doglie germogliò da lei, maternamente gemeva gridando. Ahimè, Figlio mio, come soffri volontariamente per liberare dalla vergogna delle passioni l’uomo!

Ode 4. Irmòs.

Contemplando l’imperscrutabile consiglio divino della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm esclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Con la sua destra vivificante il Creatore pose la corona della confessione, preziosissimo dono, sul tuo capo, beato Paolo, rivelatore di Dio.

Per aver lottato per i pii dogmi, ricevi le ricompense, o sapientissimo, stando ora presso l’albero della vita, beato Paolo ispirato, rivelatore di Dio.

Come splendido lottatore, divenendo anche difensore della verità, onoratissimo Paolo, fosti degno di calpestare la terra sovraceleste, dove danzano i piedi dei miti.

Theotokìon. Tu che sei contemplato come Figlio consustanziale al Padre, volontariamente, Salvatore, t’incarnasti per salvare l’uomo.

Ode 5. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per la tua divina gloria: poiché tu, Vergine ignara di nozze, concepisti il Dio che è al di sopra di tutti e generasti il Figlio senza tempo concedendo la pace a tutti i tuoi cantori.

Interrompesti, padre, la diffusione e la cancrena dell’eresia, applicando efficacissimamente il farmaco divino della tua confessione, lo splendore dei tuoi dogmi, la purezza dell’intelletto e il divino zelo.

Riccamente si effonde la grazia del santo Spirito dalle tue labbra, avendo trovato te, beatissimo, vero strenuo difensore e protettore dell’ortodossia; perciò illuminasti tutti gli ortodossi.

L’ateismo di Ario e la bestemmia di Macedonio prendesti a sassate con i lacci dei tuoi dogmi e insegnamenti, o Paolo di senno divino, strozzandoli e strenuamente condannandoli come un tempo Davide lo straniero.

Theotokìon. Colui che è eterno, il Verbo senza principio, si assoggetta ora al tempo prendendo carne e intelletto animato da te, Vergine pura ignara di nozze, donando pace a tutti tuoi cantori.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso l’abisso di molti peccati, ma tu, come Dio, riconduci dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Pronunziando in alto la bestemmia con cui abbassava a creatura il Figlio e Verbo di Dio, l’empio Ario venne condannato da te, o teoforo.

L’irragionevole, ateo e folle Macedonio, che respingeva il divino Spirito, per la tua strenua opposizione fu deposto, o rivelatore di Dio.

Viene uccisa come una serpe strisciante dalle tue vivificanti parole la schiera degli eretici all’attacco, o beatissimo arcivescovo di Dio, sacratissimo predicatore divino.

Theotokìon. Inneggiamo, Madre di Dio Vergine, il parto oltre natura e la tua incontaminata purezza; e infatti in te prodigiosamente si incontrarono verginità e parto senza corruzione.

Kontakion. Tono 2. Cercando le cose superne.

Brillando in terra come astro di luce celeste, illumini ora la Chiesa cattolica, per cui lottasti, dando, o Paolo, la tua vita: e il tuo sangue, come quello di Abele e Zaccaria, chiaramente grida al Signore.

Ikos.

Sei colonna della confessione e omonimo di Paolo, luminare della terra; a lui sei pari nei costumi e compagno di lotta, perché porti nel tuo corpo le stigmate di Gesù, o Paolo, iniziatore ai sacri riti: di esse godendo e in esse gloriandoti, sei sempre comparso di fronte a imperatori eretici senza lasciarti atterrire, ma piuttosto rafforzandoti. Perciò il tuo sangue chiarissimamente grida al Signore.

Sinassario.

Il 6 di questo mese memoria del nostro santo padre Paolo il confessore, arcivescovo di Costantinopoli.

Stichi. Portando l’omoforio come corda al collo Paolo fu strangolato. Il sei celebra Dio senza affanno.

Lo stesso giorno memoria della filantropia che portò via la cenere sotto Leone il Grande.

Stichi. Minacci di bruciare, ma poi non bruci, diluendo l’ira nella magnanimità, o Verbo.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Luca.

Stichi. Compiendo per il Verbo opere eccelse, divenisti, Luca, partecipe della sorte di quanti gli furono graditi.

Lo stesso giorno san Paolo, folle in Cristo, si addormentò in pace.

Stichi. Avendo simulato pazzia sulla terra, Paolo morendo si unì alla terra degli ispirati da Dio.

Memoria dei beati nostri padri Abramo di Chotini e Luca della grotta dei russi.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura in luogo del Creatore, ma calpestata coraggiosamente la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ti trasferisti alle dimore celeste, o Paolo di senno divino e ti avvicinasti a Dio; divinizzato per partecipazione, divenisti divino cantando, o beato: Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Istruiti dai tuoi discorsi apprendiamo, o Paolo illustre, a venerare come in tre soli l’indivisa e indivisibile divinità a cui cantiamo: Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Divina e gradita a Dio la tua sacratissima confessione: come oro purificato ti avvicinasti a Dio, incenso gradito, lieto per aver imitato la passione del Salvatore, o beato.

Theotokìon. Dimostrasti di essere colei che procura a tutti gli uomini divina redenzione, generando il Redentore di tutti, o purissima, al quale tutti cantiamo: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Il parto della Madre di Dio, allora prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli purissimi; ma ora che si è attuato, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Scorrono le fonti dei tuoi dogmi e irrigano tutta la Chiesa, mentre con il tuo sangue hai santificato tutti quelli che con fede ortodossa ti seguono e gridano: Inneggiate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ormeggiasti a un porto sereno sfuggendo le onde della vita: avevi infatti, beatissimo Paolo, come timoniere per guidare tutta la tua rotta colui che creò tutto con un cenno, il Signore che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Trinitario. La luce trifulgida della Trinità sovradivina in te dimorando, padre, ti rivelò luce seconda che illumina il popolo ortodosso e indebolisce la falange eretica gridando: Inneggiate il Signore, opere ed esaltate per tutti i secoli.

Theotokìon. Seguendo le parole dei profeti, Vergine, ti annunziamo Madre di Dio: generasti infatti fanciullo il più antico di tutti, chiamato Emmanuele, al quale acclamiamo: Inneggiate il Signore, opere ed esaltate per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Madre di Dio pura e sempre Vergine. 

Tutto me stesso, o divino, porto sotto la tua protezione divina perché hai ricevuto da Cristo il potere di sciogliere le colpe come ieromartire; spezzando le catene dei miei errori, salvami per le tue preghiere e illuminami con la tua divina luce.

Divenuto un nuovo Paolo ardente di zelo, padre eccelso, ascolti ora in paradiso parole ineffabili: per comunanza di costumi infatti partecipi della ricompensa, ricevendo la nobilissima corona del regno di Cristo.

Apparisti eccellente accusatore di ogni eresia e avvocato dell’ortodossia, o divino ieromartire, sapientemente irraggiato dagli splendori della grazia e illuminato dal raggio della Trinità increata, o illustre Paolo.

Theotokìon. S’incarnò da te, purissima, il Verbo, unendosi incarnato al mondo come compassionevole, dimorando non rimpicciolito come prima senza carne e annientò con potenza divina colui che tutti tiranneggiava.

Exapostilarion. Udite, donne.

Imitando Paolo, araldo della fede, seminasti i dogmi della sapienza dall’alto, piegando tutte le eresie, o splendore dei gerarchi, beatissimo Paolo: perciò apparisti anche colonna dell’ortodossia, o uomo di senno divino.

Theotokìon, stessa melodia.

O Maria, sposa di Dio, supplica il Dio che generasti nella carne per noi, che ti onoriamo con affetto e veneriamo la tua icona e quella di tuo Figlio, o purissima, affinché siano liberati da castigo e pene eterne quanti con fervore a te si stringono.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono grave. Di Anatolio.

Ti curvasti a scrutare le profondità dello Spirito, vivendo sulla terra come incorporeo; attingendovi la ricchezza della divina conoscenza, con i tuoi insegnamenti, santo padre, hai fatto sgorgare per gli uomini l’ortodossia.

E ora. Theotokìon. Non siamo più tenuti lontano.

Tu che generasti il mio Sovrano secondo la carne, riscattami, Sovrana, dal potere e dalla schiavitù dello straniero.

Oppure stavrotheotokìon, stessa melodia.

Vedendoti volontariamente confitto al legno, la purissima, tra i lamenti, canta il tuo potere.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.