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5 Novembre

Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.

Al Mattutino

Dopo la consueta sticologia si recitano i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Onoriamo con fede e odi spirituali gli araldi, gli astri senza tramonto, i cieli spirituali che rifulsero più del sole sulla terra, i divini martiri di Cristo.

Sorgesti da sterile radice ellenica come germoglio fiorito donato da Dio, o Galazione, offrendo al mondo i frutti della fede immutabile.

Cercando con perfetta scienza la fede in Cristo, accorresti a conoscerlo, o Episteme e trovando grazia divina, ti fidanzasti con lui come sposa.

Theotokìon. Sono annegato, me misero, nell’abisso delle mie molte colpe, ma accorro a te, Madre buona di Dio, stendi una mano in aiuto e salvami.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Bramando la vita migliore e la dolcezza ineffabile, disprezzasti le cose caduche e tutte le dolcezze effimere, o Galazione, seguendo piamente Cristo con Episteme.

Liberati dai legami della carne e da ogni sorta di passione attraverso l’ascesi, vi uniste all’amore di Cristo e col martirio vi offriste come sacrificio puro.

Rinnegando il mondo per il divino amore di Cristo, vi siete piuttosto legati allo Spirito, o atleti e attraverso molte pene, diveniste degni del regno divino.

Theotokìon. Non c’è nessuno che abbia sperato nella tua protezione e non abbia ottenuto le tue molte compassioni, Vergine, perciò ti supplico di trovare anch’io il tuo soccorso.

Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Kathisma. Tono 4. Presto intervieni.

Con la vista dell’anima rischiarata dal digiuno, illumini i fedeli con i raggi dell’impassibilità, o beato Galazione, perciò celebrando con fede la tua sacra e luminosa memoria, gridiamo piamente: tu, che hai confidenza con Cristo, supplicalo di salvarci.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine purissima che generasti il Dio ineffabile, supplicalo senza sosta con gli incorporei di dare remissione delle colpe e correzione della vita prima della fine a noi, che con fede e affetto degnamente ti inneggiamo, o lodatissima.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendoti elevato sulla croce, o Verbo di Dio, la tua purissima Madre gemendo diceva: Che prodigio nuovo e straordinario è questo, Figlio mio? Come ti unisci alla morte tu, vita di tutti, volendo risuscitare i morti, o misericordioso?

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

La provvidenza di Dio mostrò germoglio di beni da grembo sterile te, che moltiplicasti i frutti e con esortazioni rendesti fertile la consorte.

Hai amato Cristo, odiato il mondo, disprezzato i beni, spregiato la gloria, la delizia e l’onore, scambiando realmente le cose caduche con le perenni.

Con santa Episteme, o glorioso Galazione, hai seguito senza deviare le orme di Cristo, perciò divenisti degno anche di ricevere gloria e corona da lui.

Theotokìon. Ho macchiato molto la dimora del mio corpo, o santissima Vergine, dimora del puro Dio; purificami da tutta la corruzione delle mie passioni con le tue preghiere.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con affetto vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e che ci richiami dal buio delle colpe.

Illuminato dalla divina luce e splendente dei fulgori dell’incorruttela, o sapiente Galazione, convincesti tua moglie ad essere casta con te, prendendo il giogo leggero di Cristo.

Accesi dal fuoco delle tentazioni, spegneste il fuoco delle passioni e il fuoco dell’ateismo, condividendo entrambi gli interessi nelle multiformi pene dell’anima e del corpo.

Obbedendo alla legge di Dio e sollevando la croce sulle spalle, sceglieste la vita casta e foste adornati con duplici corone, splendenti delle fatiche dell’ascesi secondo la legge.

Theotokìon. Carro luminoso del sole, purifica la corruzione dell’anima del tuo servo, ti supplico, affréttati con la grazia della tua compassione e guarisci me, malato, o Vergine, sposa di Dio.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Disprezzando chiaramente le costrizioni di questa vita, sceglieste la castità, costringendo la natura e rifulgendo con doppie fatiche, foste adornati con doppie corone.

Sopportando la separazione dei corpi con l’unione delle anime nella fede, prima abbatteste i nemici incorporei e poi vinceste quelli visibili con la forza del divino Spirito.

L’illustre Galazione e la consorte divinamente sapiente Episteme lottarono duramente secondo le regole con coraggio e forza; per le loro suppliche, o Verbo, dona a tutti le tue misericordie.

Theotokìon. Rendi buona, o Sovrana la mia anima danneggiata da molte colpe e supplica Dio, datore di tutti i beni di farmi degno del suo regno superno.

Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Kontakion.

Tono 2. Cercando le cose superne.

Foste annoverati tra le folle dei martiri di Cristo per aver splendidamente lottato con dure lotte, o glorioso Galazione, con la venerabile Episteme, tua consorte e compagna di lotta, pregando entrambi l’unico Dio per tutti noi.

Ikos.

Celebriamo con inni canori Galazione, generoso fra i martiri, con la sua gloriosissima consorte, che giustamente si chiama Episteme: essi hanno infatti abbattuto la boria del nemico, confutato l’ateismo degli idoli e predicato la fede di Cristo. Perciò ricevendo con gloria da lui le corone dell’incorruttela, senza sosta pregano per tutti noi.

Sinassario.

Il 5 di questo mese memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.

Stichi. La spada uccise i coniugi senza coniugio, che amarono la congiunzione. Galazione ed Episteme furono fatti a pezzi il giorno cinque.

Lo stesso giorno memoria dei santi apostoli del numero dei Settanta Erma, Lino, Gaio, Filologo e Pàtroba.

Stichi. Tre apostoli amici della Trinità, Erma, Pàtroba e Gaio morirono insieme. Lanciando la rete della divina conoscenza, Gesù pescò vivo te, Lino e ti prese da questa vita. Amando te, Dio Verbo, Filologo compie le tue parole e morendo sta con te.

Lo stesso giorno san Domnino perì nel fuoco.

Stichi. Pensando al fuoco della geenna, Domnino non fu affatto spaventato affatto dal fuoco.

Lo stesso giorno Timoteo, Teofilo e Teotimo perirono uccisi a pugni.

Stichi. Sono uccisi a pugni Timoteo e due compagni più che buoni e il Verbo di Dio li onora con corone.

Lo stesso giorno san Doroteo il presbitero perì ucciso dalle belve.

Stichi. Dato alle belve, Doroteo si presentò a Dio come dono gradito.

Lo stesso giorno i santi Eupsichio e Carterio perirono per la recisione delle parti intime.

Stichi. A Carterio ed Eupsichio furono tagliati i testicoli e sopportarono con animo paziente.

Lo stesso giorno san Silvano fu ucciso gettato nel metallo fuso.

Stichi. Gettato nel metallo fuso, Silvano lascia i metalli e cambia la vita.

Lo stesso giorno san Panfilo perì raschiato e incarcerato.

Stichi. Affaticato dal carcere e prima del carcere dal raschiamento, col supplizio Panfilo ottiene giustamente doppia corona.

Lo stesso giorno memoria del venerabilissimo nostro padre Gregorio il confessore, arcivescovo di Alessandria.

Stichi. Come lasciare non incoronato l’occhio desto dell’ortodossia, o Verbo?

Lo stesso giorno sant’Agatangelo perì di speda.

Stichi. Un angelo di Cristo porta l’ultima decisione ad Agatangelo, quella della spada.

Memoria del nostro padre tra i santi il Giona il russo, arcivescovo di Novgorod, taumaturgo.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

La grazia rugiadosa dello Spirito rinfrescava sapientemente voi, che eravate ustionati dal fuoco delle tentazioni e delle fatiche ascetiche e poi dalla pazienza nella pene, che sopportaste con forza nel martirio.

Per amore della purezza e dell’ascesi bramaste l’allontanamento in unione di anima e legati in forza della fede, vi uniste di nuovo nelle lotte della passione, o venerabili martiri.

Obbedendo agli ordini del Re di tutti, il lodatissimo Galazione considerò gli ordini dei pagani come stupidaggini, perciò ottenne in eredità il regno dei cieli in Cristo.

Theotokìon. Sei divenuta superiore alle potenze intelligibili, o purissima: hai tenuto infatti fra le braccia colui che loro non osano guardare affatto, perciò con voci grate ti glorifichiamo.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Avendo amore più ardente per Cristo che per il desiderio naturale, allontanaste ogni pensiero che ricordava la carne e il sangue e saggiamente vi staccaste dai beni materiali.

Vi allontanaste mirabilmente dall’amore carnale e vi uniste divinamente nell’amore per la castità e vi legaste con l’amore di Cristo, o vanto dei coniugati e grande prodigio dei celibi.

Volendo conseguire il regno superno, o divino martire, lo ottenesti, comprandolo col sangue, o Galazione con Episteme, tua compagna di lotta.

Theotokìon. Come trono igneo, o purissima, porti colui che riposa nel seno paterno; supplicalo, o Madre di Dio, di scamparci dalla condanna eterna.

Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Accesi dall’amore di Cristo, rompeste la freddezza della vita e dell’amore naturale e i legami della carne per la Trinità, divinità unica, o martiri, entrambi vincendo la materia del corpo.

Danzando nei cieli con i cori dei martiri e delle vergini ed esultando con la tua consorte Episteme, o Galazione, dona a noi scioglimento dai mali, al sovrano vittoria, al mondo pace e grande misericordia.

Il lodatissimo, divino e sapientissimo Galazione e la venerabile Episteme, uniti saldamente nella fede lottarono valorosamente unanimi; per le loro preghiere, abbi compassione di noi, o Dio Verbo, che sei sommamente buono.

Theotokìon. Con voci grate noi, che abbiamo ottenuto realmente la divinizzazione ti inneggiamo e gridiamo: Salve, purissima, salve, benedetta, salve, palazzo del Re di tutti e Dio, salve, Madre di Dio.

Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Exapostilarion. Tu che il cielo.

Nutrito col latte della fede, o martire Galazione, con la venerabile Episteme lottasti sino alla fine: per la vostra santa intercessione, possiamo noi essere liberati dalla geenna.

Theotokìon.

Glorificandoti, o Vergine, con inni di grazie, con l’angelo gridiamo a te il saluto: Salve, Madre di Dio: salve, Madre senza nozze del Re della gloria.

Quindi il resto del Mattutino e il congedo.