5 Dicembre
Memoria del nostro padre teoforo Saba il santificato.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono pl. 4.
Con le onde delle tue lacrime hai fatto fiorire il deserto arido; coi tuoi gemiti profondi hai fatto rendere al centuplo i frutti delle tue sofferenze; con i tuoi miracoli divenisti luminosa fiaccola per l’ecumène; Saba, beato nostro padre, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Theotòkos che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, un popolo disperato.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 1. I soldati a guardia.
Compiuta piamente la vita terrena, apparisti puro ricettacolo dello Spirito e illumini quanti con fede a te si accostano, o beato: perciò chiedi al tuo Sovrano di illuminare le anime di noi tuoi cantori, o Saba, nostro padre di mente divina.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Ti sappiamo Madre di Dio, vergine realmente anche dopo il parto, noi tutti che, con affetto, nella tua bontà ci rifugiamo: perché ti abbiamo come avvocata, noi peccatori; abbiamo te, l’unica purissima, come salvezza nelle tentazioni.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Presa la croce del Signore, o sapiente e seguendolo sino alla fine, non tornasti nel mondo con l’intelletto, o sapiente in Dio; con la continenza e le fatiche uccidesti le passioni e ti preparasti per essere tempio del tuo Signore; perciò ricevesti in ricompensa i carismi per sanare le malattie e scacciare gli spiriti, o beato teoforo; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e tenesti tra le braccia colui che sostiene l’universo, colui che tutti nutre, l’Artefice del creato. Perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe nel giorno in cui dovrò presentarmi al cospetto del mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o lodatissima.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Lasciate tutte le cose terrene, stando ancora nel mondo con il corpo, con lo spirito divenisti consorte degli angeli: mortificando infatti le presenti passioni del corpo, sei divenuto ministro della Trinità, o beato; perciò guarisci anche le sofferenze dei malati e con la parola scacci gli spiriti mediante la grazia, o nostro padre teoforo; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Cantiamo la porta del cielo, l’arca, il monte santissimo, la nube luminosa, la scala celeste, il paradiso razionale, il riscatto di Eva, il grande tesoro di tutta la terra: perché in lei si è compiuta la salvezza del mondo e la remissione delle colpe antiche; perciò a lei gridiamo: prega il tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede onorano il tuo purissimo parto.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.
Stico. Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato?
Ogni spirito e il Vangelo secondo Luca (6, 17-23).
In quel tempo Gesù si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla dei suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.
Salmo 50. Gloria. Per le intercessioni del santo. E ora. Per le intercessioni della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono pl. 2.
Padre santo, per tutta la terra uscì la voce delle tue belle azioni: perciò nei cieli trovasti la ricompensa delle tue fatiche; annientasti le falangi dei demòni, raggiungesti le schiere degli angeli, di cui, irreprensibile, emulasti la vita; poiché hai dunque confidenza col Cristo Dio, chiedi pace per le nostre anime.
Il canone della Theotòkos e questo del santo. Acròstico: Il migliore degli asceti, Saba, canto. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.
La verga di Mosè che operava prodigi, inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un canto a Dio.
Per l’irradiamento del santo Spirito illumina, o Saba, i fedeli che con affetto ti cantano nei loro inni, o vanto degli asceti, splendore dei monaci, diadema del deserto e dottore della verginità.
Fin dalla tua giovinezza hai riposto in Dio tutto il tuo amore e a lui ti guidò il desiderio del tuo cuore; mortificasti l’offensiva delle passioni e gli slanci della carne con la temperanza, Saba, teoforo glorioso.
Abbattesti vittorioso il serpente che si nascondeva presso il frutto, oltrepassando agilmente le sue reti con le ali dell’amore divino, cogliendo con letizia, o padre santo, la vita dall’albero della sapienza.
Illuminato dalla luce della grazia, sei corso nel fuoco come i tre fanciulli restando illeso, poiché Dio ti proteggeva e rivelasti a tutti il tuo progresso e splendore finale, o padre.
Theotokìon. La morte infieriva contro di noi con assalti irresistibili assalti, ma avvicinandosi al tuo parto, fu annientata e, lanciandosi su di lui, fu abbattuta, poiché tu, Vergine Theotòkos, hai generato realmente la vita eterna incarnata.
Katavasìa. Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.
Ode 3. Irmòs.
Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e disponesti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi precetti, poiché non c’è santo all’infuori di te, unico filantropo.
Consentendo al tuo spirito di dominare le passioni, beato padre, fosti anche un maestro di santità, poiché sottomettesti il bene minore al migliore; perciò fioristi come palma in mezzo al deserto.
Per seguire le tracce del Sovrano, sei divenuto emigrante dalla tua patria e abitando il deserto, sollevasti il trofeo contro gli avversari, fortificato dalla potenza di Dio.
Consolidato dalla forza del tuo spirito, sconfiggesti le molteplici seduzioni del nemico, padre sapiente e beato e smascherasti e poi rovesciasti l’innalzarsi del suo orgoglio.
Vedendoti adorno di virtù, con un’anima radiosa e amabili disposizioni, Eutimio, fiaccola scintillante, ti accolse e profetizzò chiaramente, beato padre, lo splendore che ti sarebbe venuto.
Theotokìon. Ti sei veramente rivelata, o Vergine Madre, la chiara porta dell’economia salvifica del Verbo: tu infatti hai introdotto per noi il raggio intellettivo della divinità sovradivina.
Katavasìa. Al Figlio prima dei secoli immutabilmente dal Padre generato e negli ultimi tempi dalla Vergine, senza seme, incarnato, a Cristo Dio acclamiamo: Tu che hai innalzato la nostra fronte, santo tu sei, Signore.
Kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Rinunziando alle agitazioni della vita e portando la tua croce sulle spalle, ti sei votato interamente al tuo Signore; divenuto straniero al mondo e alla carne, fosti confidente del santo Spirito; risvegliando le folle al buon zelo per Dio, svuotasti le città e popolasti i deserti; padre teoforo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con affetto festeggiano la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
La mia povera anima, Vergine santa, ho rabbuiato fin dall’infanzia, mi sono insozzato con le parole e le azioni e non so che fare né dove rifugiarmi, non conosco altra speranza che te. Ahimè! servo inutile che sono, supplice ora a te accorro, Vergine purissima e ti prego confessando: Ho peccato! Prega il tuo Figlio e nostro Dio, di donarmi la remissione dei peccati.
Ode 4. Irmòs.
Tu sei il mio vigore, Signore, tu la mia forza, tu il mio Dio, tu la mia esultanza, tu, che senza abbandonare il seno del Padre, hai visitato la nostra povertà; perciò col profeta Avvacùm a te acclamo: Gloria alla tua potenza, filantropo.
Purificandone la condizione e aprendola alle visioni divine, beato padre, rendesti la tua anima sede di carismi divini e col contatto delle mani guarivi le malattie, come Cristo tuo Sovrano.
Colui che si sollevò contro di te, padre santo, fu inghiottito come Datan e scomparve come Abiron; poiché in modo invisibile la grazia ti custodiva, prevedendo che molti sarebbero stati salvati da te e avrebbero seguito i tuoi divini insegnamenti.
Insegnando la legge di Dio ai tuoi sensi, padre mirabile, applicasti il tuo intelletto alla comprensione di ciò che è spirituale, incorporeo, procedendo fermamente di gloria in gloria e camminando di altezza in altezza.
Per rendere servizio alle genti della tua nazione, fondasti delle città nel deserto per il bene delle anime e la lode del Signore; in una terra assetata facesti sgorgare fonti d’acqua e dal cielo hai fatto piovere prodigiosamente sulle terre aride.
Theotokìon. Ti rivelasti davvero paradiso pieno di refrigerio e bellezza dell’immortalità, concependo e poi partorendo l’albero della vita piantato in te e stillando la speranza della salvezza per tutti i fedeli che ti proclamano Theotòkos.
Katavasìa. Virgulto dalla radice di Iesse e fiore che da essa procede, o Cristo, dalla Vergine germogliasti, dal boscoso monte adombrato, o degno di lode: venisti incarnato da una Vergine ignara d’uomo, tu, immateriale e Dio. Gloria alla tua potenza, Signore.
Ode 5. Irmòs.
Perché mi hai respinto dal tuo volto, luce senza tramonto e mi ha ricoperto, me infelice, la tenebra ostile? Convertimi, dunque, ti prego e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi precetti.
Con mente irremovibile proteso verso colui che amavi, da lui hai ricevuto, o padre, l’abbondante grazia di immensi prodigi e curavi compassionevolmente quanti si avvicinavano a te con fede, o beato.
Deposto il fardello dei pesi carnali, divenisti scrigno eletto del santo Spirito, capace di contenere Dio, abbellito dall’astinenza dai cibi, dalla preghiera, dalla pazienza e dall’umiltà, o divino.
Fosti consacrato araldo dalla gran voce dei divini dogmi, o padre e divenisti difensore dei santi Sinodi, rendendo sapienti gli imperatori, ai quali apparisti chiaramente protetto dalla grazia divina, o felice.
Padre santo, la grazia che ti fu data da Dio divenne celebre ovunque, proclamando fino ai confini a tutti gli uomini la virtù divina dei tuoi miracoli, dimostrata ampiamente da innumerevoli prove.
Theotokìon. Partorendo Dio manifestato nella carne, ti sei rivelata alla stirpe umana protettrice dei fedeli, rifugio incrollabile dei tuoi cantori, portatrice della salvezza; salvami, purissima, da ogni pericolo.
Katavasìa. Dio della pace, Padre delle misericordie, tu ci hai inviato l’angelo del tuo gran consiglio per donarci pace; guidati dunque alla luce della conoscenza di Dio, vegliando sin dai primi albori, noi ti glorifichiamo, filantropo.
Ode 6. Irmòs.
Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie colpe e fammi risalire, ti prego, dall’abisso dei mali, perché a te ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.
Amando Dio e il prossimo, adempisti il principio fondamentale dei profeti e della Legge, poiché raggiungesti la virtù che incomparabilmente le supera tutte.
Vivevi come un angelo sulla terra: perciò Cristo ti conferì l’onore che spetta al loro rango, concedendo alla tua anima di camminare in compagnia di angeli santi.
In te la Sapienza trovò un figlio; come principio di sapienza, infatti, preferisti il timore del Signore; portato da essa, padre santo, raggiungesti la perfezione possibile agli umani.
Theotokìon. Generasti il Salvatore e Redentore, il Dio e Signore di tutti, che conversa con noi attraverso la carne; salva dai pericoli, o purissima, quanti ti chiamano Sovrana.
Katavasìa. Il mostro marino, dalle sue viscere, ha espulso come embrione Giona, come lo aveva ricevuto; il Verbo, dopo aver dimorato nella Vergine e avere assunto la carne, da lei è uscito, custodendola incorrotta: poiché egli ha preservato la Madre indenne dalla corruzione, cui non era sottostata.
Kontàkion. Tono pl. 4. A te, invincibile.
Offrendoti tramite la virtù dall’infanzia come sacrificio senza macchia al Dio che ti conosceva prima che tu nascessi, o Saba beato, sei divenuto decoro dei santi e illustre colonizzatore del deserto. Perciò ti acclamo: Salve, padre insigne.
Ikos. Di Simeone.
Germoglio della sapienza, Saba santo, desiderasti dall’infanzia la Sapienza enipostàtica: ed essa, venendo a dimorare con te, ti separò dalla terra e ti fece ascendere alle altezze, intrecciando una corona di fiori immateriali e ponendola sul tuo capo santificato, o uomo di mente divina: di essa ornato, rendimi propizio Dio perché mi doni conveniente sapienza di parola, affinché canti la tua santa dormizione, che Cristo nostro Dio ha glorificato. Perciò anche noi ti acclamiamo: Salve, padre insigne.
Sinassario.
Il 5 di questo mese memoria del nostro santo padre Saba il santificato.
Stichi. Saba, che del suo Sovrano aveva seguito la traccia, introducendone il passo al cammino qui in basso, si trova ormai davanti a lui faccia a faccia. In dicembre, il cinque, il cielo riceve Saba.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Anastasio.
Stichi. Venero Anastasio, che con la sua passione, glorificò la risurrezione del Signore.
Lo stesso giorno il santo martire Diogene morì lapidato.
Stichi. Diogene martire con gioia venne rivestito della tunica di pietra di cui fu provveduto.
Lo stesso giorno il santo martire Averkio perì di spada.
Stichi. Con la spada ottiene il trionfo Averkio e nel cielo viene incoronato vincitore.
Lo stesso giorno si addormentava in pace il beato Nonno.
Memoria del nostro beato padre Nettario vissuto in ascesi nella cella di Iàgari, che si trova nelle vicinanze di Karyès del monte Athos, addormentato nell’anno 1470.
Il beato Filòteo di Karyès, padre spirituale del padre Nettario di cui sopra, si addormentò in pace.
I santi monaci martiri che dimoravano nelle celle del Monte Athos, avendo confutato i partigiani dei latini, l’imperatore chiamato Michele e il patriarca Vecco, vennero alcuni impiccati, altri uccisi di spada.
Per le loro sante intercessioni, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Il fuoco ebbe paura un tempo a Babilonia di fronte alla discesa di Dio; per questo i fanciulli nella fornace con passo esultante, quasi danzando in un prato, cantavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Disprezzasti i beni passeggeri e ricevesti in cambio l’eternità; ti unisti al coro degli angeli per esser vissuto come loro sulla terra; con essi infatti canti: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
La tua grande e venerabile Lavra proclama la sua gratitudine verso di te, sapiente padre, che fosti suo abitante, fondatore, protettore e fieramente essa grida al Signore: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Padre Saba, di mente divina, prega sempre per il tuo gregge, supplica senza sosta perché si perpetuino le tue fruttuose fatiche in quanti acclamano con tutto il cuore: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Con mente retta ti chiamiamo purissimo talamo nuziale, nel quale incomprensibilmente si è incarnato il Verbo, trono e tempio e con gioia cantiamo al Nato da te: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Katavasìa. I fanciulli allevati nella pietà, disprezzando un empio comando, non si lasciarono atterrire dalla minaccia del fuoco, ma stando tra le fiamme cantavano: O Dio dei padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza gridava: benedite, fanciulli il Creatore e Redentore, celebratelo, sacerdoti ed esaltalo, popolo, per tutti i secoli.
Venerabile padre, con gioia la tua purissima anima viene preceduta dalle schiere celesti nel luogo del riposo, la dimora luminosa in cui il coro dei santi guida i tuoi passi; e ora con loro tu canti: sacerdoti, lodate Cristo, popolo, esaltalo per tutti i secoli.
Insoliti i tuoi miracoli: domavi infatti le fiere, calmavi le onde delle passioni, predici l’avvenire con carisma profetico, fugando e allontanando le schiere dei demòni con possenti agrypnìe, preghiere e digiuni e con la forza invitta della croce, o teoforo.
Colui che un tempo parlò a Mosè dalla colonna, ti rese colonna dal cielo alla terra, dove ora riposa il tuo corpo, che sopportò tante prove e lotte e che circondiamo con fede, cantando piamente: popolo, esalta Cristo nei secoli.
Con letizia si celebra la tua memoria, poiché hai rivestito la virtù radiosa, come puro manto di salvezza e chiara tunica di gioia: nello splendore di questa bellezza, padre lodatissimo, ora senza fine canti: popolo, esalta Cristo nei secoli.
Theotokìon. Senza nozze hai partorito e sei rimasta Vergine come prima e nel tuo insolito parto riunisti tutto, dissolvendo l’annosa guerra e la lunga separazione, portando in grembo Cristo datore di pace che noi con fede benediciamo, inneggiando con affetto te, unica Theotòkos.
Katavasìa. La fornace che effondeva rugiada è stata immagine di una meraviglia oltre natura: essa infatti non bruciò i giovani che aveva ricevuto, come neppure il fuoco della divinità bruciò il grembo della Vergine in cui era disceso; perciò inneggiando cantiamo: Tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: perciò schiere di angeli e uomini, Theotòkos, ti magnificano.
La tua urna effonde spirituale fragranza, generosamente rallegrando i tuoi figli, che ti attorniano con animo sincero, ripensando, o santo, alla tua vita angelica e allo splendore, alla gloria e all’eterno gaudio che ti sono stati dati.
E’ scaturita acqua nel deserto e la terra assetata si è riempita di stagni, trasformata dalle tue preghiere, padre: perché schiere di asceti, a fiumi, hanno là dimorato; la valle del Giordano è fiorita come giglio, irrigata dalle tue lacrime.
E’ sorto lo splendore dei santi nei cieli su te, padre giusto: chiaramente infatti amasti Cristo, vera giustizia e seguendo passo passo la sua vita, imitasti, per quanto possibile, la sua santità vivificante, o beatissimo.
Rifulgendo di ricca luce e contemplando i luminosi cori degli angeli, che attorniano la triplice Luce e ricevono per grazia l’irradiarsi della visione divina, non smettere di intercedere, o teoforo, perché i tuoi cantori ottengano remissione delle colpe.
Theotokìon. Ti rivelasti Madre di Dio, o Vergine, perché partoristi corporalmente, oltre natura, il Verbo buono, che il Padre, come buono, ha fatto sgorgare dal suo cuore prima di tutti i secoli; e ora noi lo contempliamo trascendente i corpi, benché rivestito di un corpo.
Katavasìa. Vedo un mistero strano e portentoso: cielo, la grotta, trono di cherubini, la Vergine e la greppia, spazio in cui è stato posto a giacere l’Incontenibile Cristo Dio, che noi celebriamo e magnifichiamo.
Exapostilarion. Nel sacro Spirito.
Hai abitato in modo filosofico il deserto e lo hai reso paradiso intellettivo, coperto di fiori divini per la moltitudine dei solitari, che degnamente celebrano la tua venerabile memoria, o splendore dei padri, padre Saba di mente divina
Un altro. O Verbo, luce immutabile.
Esulti di gioia il deserto e fiorisca come un giglio, poiché moltiplicasti, san Saba, il numero dei suoi figli; la terra del Giordano, al tuo divino ricordo, esulti ora di gioia e letizia!
Theotokìon.
O torre dorata, città dalle dodici mura, trono stillante sole, seggio del Re, incomprensibile prodigio: come tu allatti il Sovrano?
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Dispregiatore delle cose di quaggiù, pellegrino e amante delle cose celesti, cittadino del deserto, Saba di mente divina ci induce tutti a festeggiare con fede il giorno venerabile del suo transito a Dio (2).
Con le virtù sei uscito dalla carne e dal mondo e con esse, nella tua vita, hai glorificato sulla terra il Signore della gloria, padre sapiente: perciò giustamente sei stato da lui glorificato e reso divina fonte di guarigioni, o Saba ispirato da Dio.
Moderato, senza malizia, mite, semplice, pacato, come sei stato detto, o padre, davvero oltre la misura umana e immateriale nella materia, fosti considerato degnissima dimora di Dio e nella tua compassione trasmetti a noi i doni che da lui ti furono concessi.
Gloria. Tono pl. 2.
Padre santo, per tutta la terra uscì la voce delle tue belle azioni: perciò nei cieli trovasti la ricompensa delle tue fatiche; annientasti le falangi dei demòni, raggiungesti le schiere degli angeli, di cui, irreprensibile, emulasti la vita; poiché hai dunque confidenza col Cristo Dio, chiedi pace per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Theotòkos, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita; noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia i typikà e le odi 3 e 6 del canone.

