5 Agosto
Vigilia della santa Trasfigurazione del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo e memoria del santo martire Eusigno.
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia i canoni, quello della vigilia e quello del santo.
Canone della vigilia, dall’Acròstico alfabetico.
Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.
O luce del cielo, rifulgi quaggiù più del sole e tu, terra, ascolta le parole del Dio vivente: il Padre testimonia infatti la figliolanza divina di colui che si è trasfigurato sul monte Tabor.
Mortale in apparenza, ma Dio in incognito, Cristo sale sul monte Tabor per rivelare lo splendore della sua gloria divina, la cui luminosità supera il sole.
A Mosè ora si manifesta e si fa conoscere il Cristo, che sta per mostrare la sua gloria ineffabile sul monte Tabor, parlandogli faccia a faccia, direttamente. Lieti celebriamo oggi la vigilia.
Canone del santo.
Acròstico: Devo cantare la gloria di Eusigno illustre. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4.
Cantiamo al Signore.
Beato martire, che senza sosta prendi parte agli illustri cori degli angeli nel cielo, salva noi, che glorifichiamo la tua sacra memoria.
La tua anima santificata si rivelò dimora del Paràclito, o atleta: perciò ti onoriamo con fede fervida.
Imitasti nella tua carne, o beato, la vivificante morte di colui che soffrì nella carne e realmente fosti degno della vita.
Fortificato dallo Spirito, rovesciasti, o beatissimo martire, la potenza degli empi, rafforzando i precetti del Signore.
Theotokìon. Sofferenza e maledizione terminano in virtù del tuo divino parto, Vergine pura e benedetta, letizia dei credenti.
Quindi il Triodion.
Ode 1. Tono 4. Canterò a te, Signore Dio.
Celebrando, o fedeli, questo giorno vigilare della trasfigurazione di Cristo, Redentore divino, cantiamo in suo onore.
Nell’imminenza della santa trasfigurazione di Cristo, anche noi veniamo illuminati dalle trasformazioni divine rendendo culto.
Tenendo il cuore purificato dalle passioni, come monte elevato, vedremo la trasfigurazione di Cristo illuminare il nostro spirito.
Tutti veneriamo il Padre senza principio, il Figlio e lo Spirito Santo, Trinità di persone nella distinzione, Unità nella natura divina.
Theotokìon. La pura Vergine da cui è sorto, inalterato, Cristo nostro Dio incarnato, fedeli tutti, inneggiamo come vera Theotòkos.
Della Vigilia. Ode 3. Come sorgente.
Tu che domini tutto il creato, ti sei lasciato vedere assumendo la forma di servo; per essa hai rivelato ai tuoi discepoli l’inaccessibile riflesso della Divinità, per quanto lo potevano.
Cristo, sole della gloria, si appresta a risplendere sul monte, facendo impallidire con la sua luce il luminare che brilla lassù; illuminati dai suoi raggi, celebriamo la vigilia di questo giorno.
Ecco il compimento delle parole di vita eterna di Cristo: mostrando la loro realizzazione, egli dà ai suoi amici di riconoscere in lui la gloria paterna nel suo puro splendore.
Del santo. Tu sei saldezza.
Sei comparso in tribunale, o sapiente martire, cantando al divino Re che ha assunto la carne e riplasmato i mortali.
Tutto arso sulle braci del martirio, come pura vittima ti offristi alla divina brace, sorta dalla Vergine.
Immerso nei flutti dello Spirito, disseccasti i torrenti fangosi sgorgati dal falso culto politeista.
Theotokìon. Vergine pura, affrettati ad allontanare da me i desideri della carne, poiché a te sono diretti tutti i miei voti.
Irmòs. Tu sei saldezza di quanti a te ricorrono, Signore, tu sei la luce di quanti sono nelle tenebre e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma del santo. Tono pl. 1. Il Verbo coeterno.
Davanti agli empi hai confessato il Sovrano di tutti, Dio e Signore, senza risparmiare la tua carne tremendamente torturata, o soldato di Cristo, che fai parte delle celesti schiere e sei erede della vera gloria: prega dunque Cristo per la nostra salvezza.
Gloria. E ora. Della Vigilia.
Tono 4. Sei apparso oggi.
E’ apparso il sole di gloria facendo splendere per quanti sono nella tenebra i fulgori della Divinità, salendo sul Tabor: onoriamone il luminoso avvento.
Della Vigilia.
Ode 4. Colui che siede.
Gioisce il coro celeste con i mortali e già ora celebra l’irraggiamento della fonte della luce: il suo splendore incomparabile trasfigura sul Tabor, nella sua benevolenza, la natura umana.
Apparso Teàntropo, parlasti agli uomini illuminando misticamente il mondo con una moltitudine di prodigi, sfolgorante della gloria della Divinità, brillando sul Tabor di luce inaccessibile.
Gesù, figlio di Navì, fermò un tempo il sole, prefigurando il giorno della tua passione, ma prima della tua croce preziosa, Salvatore, tu hai coperto la luce del sole con la chiarezza del tuo volto, Signore.
Del santo. Ho udito, Signore.
Rigettando il sonno della pigrizia e vegliando, o martire Eusigno, ti sei lanciato nella lotta sostenuto dalla fede.
Rallegrandoti in Dio tuo Salvatore, o martire ammirabile, considerasti i supplizi del corpo come delizie e piaceri.
Con l’umiltà della tua santa vita, o vittorioso martire, abbattesti i pensieri orgogliosi del maligno orgoglioso sulla terra.
Soldato invincibile, hai mostrato il tuo ardore nella lotta e, avanzando verso il martirio, annientasti il nemico incorporeo.
Theotokìon. Generasti il Verbo d’eguale regalità e potere del Padre e dello Spirito: supplicalo di salvarmi, Madre santissima sempre vergine.
Della Vigilia.
Ode 5. Sbigottisce l’universo.
Nella gioia della fede scortiamo il Signore: sul monte Tabor conduce i suoi eletti discepoli e là, più splendente del sole, la sua incomparabile bellezza manifesterà la sua gloria.
Aumenta oggi il tuo splendore, o cielo: poiché sul monte Cristo realmente si innalza per sfolgorare di luce immensa, impallidendo i raggi solari per la gloria della sua divinità, lui, che è la fonte del bene.
Ai discepoli il mistero è rivelato sul monte Tabor da Cristo, il cui volto supera ogni luce e il cui abbigliamento rifulge più candido della neve, come dice il salmo: si avvolge di luce come di un manto.
Del santo. Vegliando a te gridiamo.
Unito sinceramente al tuo Sovrano, santo martire Eusigno, eri estraneo alla malizia.
Rifiutasti ogni onore agli idoli inanimati, o beato, riconoscendo Dio vivente il Signore, che è nel cielo.
Legato sul patibolo, nobilissimo martire, raffigurasti per fede la passione dell’Impassibile.
Theotokìon. Il Verbo prese corpo nel tuo grembo, Vergine pura, per salvare il mondo dalle irrazionali passioni corporee.
Della Vigilia.
Ode 6. Celebrando questa divina.
Volendo preparare per i suoi amici le gioiose nozze della gloria, Cristo sale sul monte, che conduce da questa vita a quella superna.
Stupendo i suoi discepoli, Cristo brillò sulla terra di bagliore celeste in presenza dei suoi servi, i profeti, come autore della legge, Dio dei vivi e dei morti.
La luce di Cristo comincia a brillare col suo splendore divino sul deserto; nello splendore della sua visione camminiamo gioiosi verso la luce.
Del santo. Effondo la mia supplica.
Affermando con le tue nobili azioni la verità coltivata nel tuo cuore e senza ignorare i pensieri del nemico, corresti allo stadio, santo martire e con l’aiuto della croce, distruggesti le sue potenti armate.
Gli adoratori di demòni, riconoscendoti adoratore della Trinità, o martire Eusigno, ti consegnarono a torture, catene e morte ingiusta, ma furono vinti dalla tua invitta resistenza, o beatissimo.
Le onde del tuo sangue, o martire, prosciugarono i flutti dell’empietà, i fiumi dei perfidi atei e i torrenti della perversità, divenendo invece per gli occhi dei fedeli un oceano di miracoli a cui attingere senza fine.
Theotokìon. Tu che inaridisti le piante del male, permettendo al Verbo di germogliare nel tuo grembo, pura Madre, sradica dalla mia anima i pensieri malvagi e pianta i fiori delle virtù, o Vergine.
Irmòs. Effondo la mia supplica davanti a Dio, al Signore espongo il mio lamento, poiché la mia anima è colma di mali e la mia vita si è avvicinata agli inferi; per questo come Giona grido: Salvami dalla fossa, Signore.
Kontàkion.
Tono 4. Sei apparso oggi.
Oggi nella divina, * Trasfigurazione, * tutta la natura * materiale risplende come Dio, * in letizia gridando: * Si trasfigura, Cristo salvando tutti.
Altro Kontàkion del santo.
Tono pl. 4. Come primizie.
Come martire della pietà e uomo di mente realmente divina, la Chiesa onora il sapiente Eusigno, glorificandone oggi le divine lotte e senza sosta gridando: per le sue preghiere, o misericordiosissimo, custodisci i tuoi servi.
Ikos.
Il coro dei fedeli esulta onorando la memoria di Eusigno. Re, patriarchi e principi, stranieri, servi, poveri e gente del paese, accorrete ai prodigi del martire: la sua urna fa zampillare la grazia dei prodigi e i popoli vi attingono con fede e celebrano Dio, gridando a chiara voce: per le sue preghiere, o misericordiosissimo, custodisci i tuoi servi.
Sinassario.
Il 5 di questo mese vigilia della santa Trasfigurazione del nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo e memoria del santo martire Eusigno.
Stichi. Eusigno, amico e soldato di Cristo Signore, gridò morendo: a Cristo la mia preghiera. Il 5 agosto, la sua testa recisa cade nella polvere.
Lo stesso giorno i santi due martiri e fratelli di sangue Capìdio e Capidiano, morirono lapidati.
Stichi. Contro di loro lanciarono montagne di sassi, grazie ai quali verso di te sono saliti i due fratelli.
Lo stesso giorno santa Nonna, la madre di san Gregorio il teologo, si addormentò in pace.
Stichi. Di Nonna, che fu buona mamma, il suo primogenito pronunziò l’elogio funebre.
Lo stesso giorno il santo martire Sòleb l’egiziano, morì colpito da freccia.
Stichi. Al contrario del suo nome, Sòleb, si chiama lo strumento che gli toglie la vita.
Lo stesso giorno san Fabio, arcivescovo di Roma, muore di spada.
Stichi. Si immola morto, Fabio, sacerdote di Cristo, ucciso da spada per Cristo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della Vigilia.
Ode 7. I fanciulli di senno divino.
Seguiamo ora Cristo che conduce i suoi discepoli eletti alle vette spirituali per contemplare la strana visione: condividendo il loro stupore, gridiamo con loro: Benedetto sei tu, o Dio.
Tu che purifichi il genere umano dalle sue iniquità con l’acqua e il fuoco e nella tua propria carne hai mostrato il tuo originario splendore, Salvatore, con la tua visione ci illumini più del sole per donarci l’immagine della gloria futura.
Saliamo sul santo monte con Cristo, accompagnando Pietro, discepolo eletto e i figli di Zebedeo, che lui ha scelto come testimoni della sua gloria, mentre cantano: Benedetto sei tu, o Dio.
Del santo. I fanciulli ebrei.
Illuminando la tua anima, o santo martire, col sangue versato per amore di Cristo incarnato, sei passato a lui gridando con gioia: O Dio, tu sei benedetto.
Ardente d’amore per il Salvatore, evitasti il gelo degli atei e sopportando il rigido inverno dei castighi, gridavi, o Eusigno: O Dio, tu sei benedetto.
Ancora intriso dai flutti del tuo sangue, illustre martire, comparisti davanti a Cristo, tuo Sovrano, cantando: Benedetto sei tu, Signore Dio nei secoli.
Per ereditare la vita eterna del regno divino, o Eusigno, disprezzasti la gloria di una vita effimera, dicendo: O Dio, tu sei benedetto.
Theotokìon. Concepisti un nuovo bimbo, o pura Theotòkos, colui che il Padre ha generato prima dei secoli, al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, Signore Dio nei secoli.
Della Vigilia. Ode 8. Il parto della Theotòkos.
Chi non ammirerà lo splendore della tua gloria, Verbo sovrano? Trasfigurandoti l’hai mostrata ai tuoi amici, facendo brillare su di loro il fulgore del tuo divino splendore; rischiara con la tua luce, quanti con loro festeggiano la vigilia.
Dona ai tuoi servi la vita celeste dall’alto e la gloria eterna che splende divinamente, col cui fulgore illumini, o Cristo, quanti t’inneggiano come fonte di luce.
Principio e fonte nell’eternità della gloria inaccessibile, rivestito di luce come d’un manto, rifulgesti nel mondo venendo nella carne e sul monte splendevi di gloria paterna mostrandone i riflessi.
Del santo. Divenuti vincitori del tiranno.
Protetto dallo scudo della fede, per grazia divina, o beato, hai messo in fuga gli empi, cantando senza sosta: Opere tutte, benedite il Signore.
Nella tua sventura gridasti al Signore Dio, tuo benefattore; egli esaudì e salvò dalla disgrazia te, che cantavi: Opere tutte, benedite il Signore.
Non hai offerto un culto irrazionale a dèi inanimati, santo martire, ma come pura vittima offrivi te stesso, cantando: Opere tutte, benedite il Signore.
Per ottenere nell’aldilà la vita e la gloria future, sei morto al mondo, o Eusigno, cantando fino alla fine: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Vergine compassionevole, genitrice del Dio misericordioso, fa’ degni della divina compassione noi, che cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore.
Triodion. Cristo Sovrano.
Questo giorno fa brillare sul mondo in anticipo la radiosa trasfigurazione del Signore, invitandoci a gridare: opere tutte, inneggiate a Cristo ed esaltatelo nei secoli.
Venite, fedeli, saliamo spiritualmente al monte santo per vedere Cristo illuminare con la sua trasfigurazione quanti lo glorificano in tutti i secoli.
Alla vigilia della trasfigurazione di Cristo andiamogli incontro con cuore puro e a lui gridiamo: opere tutte, inneggiatelo ed esaltatelo nei secoli.
L’unica Divinità celebrata in tre ipòstasi, Padre, Figlio e Spirito santissimo, opere tutte, inneggiate ed esaltate per tutti i secoli.
Theotokìon. O prodigio tremendo! Tu che sei serva di Dio, come diventi madre restando vergine, generando il Signore del cielo e della terra, al quale noi, sue opere, inneggiamo esaltandolo in tutti i secoli?
Irmòs. Cristo Sovrano confessarono i giovani prigionieri, quando nel forno dicevano ad alta voce: opere tutte, inneggiatelo ed esaltatelo nei secoli.
Della Vigilia. Ode 9. Ogni abitante.
Esulta il cielo, sentendo procedere dalla terra il sole senza declino, che si appresta a far impallidire con la sua divina gloria i raggi solari e gioisce la terra, illuminata dalla splendida luce celeste.
Davide in un salmo un tempo predisse la tua trasfigurazione, dicendo: Chi è come te, Signore, fra i figli di Dio, glorificato nella chiesa dei santi? Per chi ti circonda ti sei mostrato grande e tremendo nel tuo aspetto divino.
Verbo, sapienza e potenza di Dio, immagine del Padre in cui i credenti colgono la divinità e conoscono l’umanità, rendici degni di accogliere la luminosa festa della tua trasfigurazione, con la luce delle nostre buone opere.
Del santo. Ogni orecchio stupì.
Con la forza di Cristo uccidesti l’impotente nemico innalzato dal suo assurdo orgoglio, o santo martire; sotto la lama della spada si chinò la tua testa e santificasti la terra con i rivi del tuo sangue.
Come ornamento degli atleti, come splendore dei martiri, come incrollabile pilastro della Chiesa, come rifugio illustre dei fedeli, come divino fulgore per chi si avvicina a te, come astro luminosissimo vieni beatificato, o Eusigno.
Le tue fatiche produssero un delicato profumo, Eusigno, colmando di buona fragranza i cuori dei fedeli che ti onorano, scacciando i miasmi delle passioni, i pericoli e le afflizioni, o nobile atleta di Cristo.
Gesù, sole di gloria, che illumini oggi la memoria del tuo martire, per le sue preghiere, ti prego, rischiara la mia anima oscurata dalla menzogna del serpente, perché glorifichi te, vero Dio filantropo.
Theotokìon. Porta della luce, ti prego, illumina gli occhi del mio cuore accecati dalle tenebre del peccato; fa’ che ricevano le luci divine, perché con le voci angeliche ti lodi, o Purissima.
Triodion. Madre di Dio senza nozze.
In questo giorno accompagniamo il preludio, Signore, della tua chiara e gloriosa trasfigurazione, magnificandoti con inni.
Abbelliti e trasfigurati per la trasfigurazione di Cristo, possiamo diventare splendenti di opere buone magnificandolo.
Stando sulla soglia della trasfigurazione del Signore, che irraggia di spirituale chiarore i nostri cuori, con inni lo magnifichiamo.
Essenza onnipotente e suprema, Triade nella Mònade, Padre, Figlio e Spirito Santo, con inni ti magnifichiamo.
Theotokìon. Santissima Theotòkos, sola Vergine pura, che superi gli angeli e il creato tutto, con inni ti magnifichiamo.
Irmòs. Madre di Dio, senza nozze, tempio celeste che generasti il principio della nostra salvezza, con inni ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Indossando l’armatura di Cristo, sbaragliasti le schiere degli empi tiranni e riportasti i premi della vittoria per aver lottato con fortezza, glorioso megalomartire Eusigno: stando dunque ora presso la Trinità con gli angeli, o sapientissimo, non cessare di pregare per noi, che con affetto ti onoriamo.
Della vigilia.
Noi che desideriamo in tutta la sua pienezza la divina gloria, squarciamo la nube della povera carne terrestre, ascendendo in alto verso il monte Tabor e cerchiamo di farci degni, con Mosè, Elia e i primi fra i discepoli, d’aver parte al divino inaccessibile fulgore, attirando luce con luce.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.
Celebrando in questo giorno la vigilia della santissima e gloriosa trasfigurazione, glorifichiamo Cristo che ha trasformato la nostra natura col fuoco della divinità e, come all’origine, l’ha rese splendente d’incorruttela.
Stico. Misericordia e verità si sono incontrate, giustizia e pace si sono baciate.
Venite, saliamo al monte santo e con fede contempliamo la luminosissima trasfigurazione del Signore, adorandolo con fede e dicendo: Tu solo ti sei incarnato e hai divinizzato la stirpe umana, o nostro Dio.
Stico. Cammineranno alla luce del tuo volto, Signore e nel tuo nome esulteranno.
Questo è giorno di festa vigilare, precedente quello in cui Cristo si trasfigura sul monte Tabor alla presenza di Mosè ed Elia e dei suoi discepoli, mentre si ode la voce divina: Questi è veramente il Figlio mio eletto.
Gloria. E ora. Tono pl. 1.
Mosè il veggente ed Elia, l’auriga di fuoco, che senza bruciare ha percorso i cieli, vedendoti nella nube al momento della tua trasfigurazione, hanno testimoniato che sei tu, o Cristo, l’autore e il perfezionatore della Legge e dei profeti: con loro, rendi degni anche noi della tua illuminazione, o Sovrano, affinché ti inneggiamo in eterno.
Congedo.

