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4 Settembre

Memoria del santo ieromartire Babila, vescovo di Antiochia del santo profeta e divino vate Mosè.

Al Mattutino.

Un canone dall’Oktòichos e 2 canoni dei santi. Il canone dello ieromartire è opera del monaco Teofane.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Attraversando senza tormenti il Mar Rosso del tuo sangue come Mosè, beato Babila, gridavi: Cantiamo a Dio un canto di vittoria.

Sottomettendo l’affetto terreno all’amore divino, disprezzasti la vita, o beato Babila, impegnandoti a contemplare la bellezza di Cristo.

Come amante della Trinità sovradivina, moristi con i tre fanciulli, o beato Babila, dando la tua anima a Cristo per il suo amore.

Theotokìon. Accogliendo il tuo Creatore, che volontariamente s’incarnò dal tuo seno senza seme, o Purissima, ti rivelasti ineffabilmente sovrana delle creature.

Canone del profeta. Acròstico: Sia lodato Mosè, primo fra i profeti. Nei theotokìa: Di Clemente.

Tono pl. 1. L’immensità rossa del mare.

Sia lodato Mosè come primo fra i profeti che parlò con Dio faccia a faccia, non in enigmi, ma contemplando il suo aspetto.

Dio ti mandò come divina guida del popolo e salvatore della tua stirpe Israele, o Mosè, divino veggente, come promise al tuo progenitore, al quale tramite l’unzione della promessa fu annunziata un tempo la tua nascita.

Le virtù cardinali trovarono te come scrigno di sapienza nascosto nella conoscenza di Dio come in un’arca, o divino veggente Mosè, perciò ti allevò la figlia del re e la divina provvidenza.

Divino veggente dall’infanzia, rifiutasti ogni seno, o inneggiatissimo e nutrito con il latte puro di tua madre, manifestavi realmente la tua preziosissima dignità di familiarità con Dio.

Theotokìon. Sbigottì Mosè contemplando un tempo la prodigiosa visione, intreccio insolito di roveto e fiamma prefigurante Dio senza corruzione dalla Vergine Madre, contemplato incarnato nel tempo.

Dello ieromartire.

Ode 3. Non c’è santo.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sol-levasti la fronte del tuo fedele Babila e lo incoronasti con la corona della tua confessione.

La tua croce divenne forza per i martiri, rafforzando i fanciulli e l’illustre Babila e, tramite loro, abbattendo la boria dell’eresia atea.

Il potere del diavolo fu spento del tutto, o Cristo, poiché il forte fu vinto dai fanciulli innocenti e dal divino Babila e fu da essi umiliato.

Theotokìon. Cristo, mia forza e mio vanto è sorto rivestito di carne da te, Theotòkos e per bontà ci liberò dalla servitù del diavolo.

Del profeta. Ha indebolito l’arco.

Fosti riempito del tutto dalla conoscenza ineffabile, o divino veggente, poiché il santissimo Spirito tramite l’angelo ti introdusse chiaramente alla conoscenza degli arcani.

Illuminato dai divini raggi, sbalordisti l’Egitto con i segni divini, trasformando prodigiosamente la natura degli elementi, o sapientissimo.

Il tuo volto risplendeva in bel modo, o beato, con la luce del divino raggio, perciò attirasti tutti alla divina bellezza.

Theotokìon. Il tuo volto irraggiò, o sapientissimo, quando fosti persuaso dalla comprensione della tremenda visione, ma ti fermò la voce del Signore, generato dalla Vergine nella carne.

Irmòs. Ha indebolito l’arco dei potenti e i deboli ha cinto di potenza; per questo si è rafforzato nel Signore il mio cuore.

Kàthisma dello ieromartire.

Tono 3. La confessione della fede.

Acceso dalla confessione della fede, spegnesti l’eresia dell’inganno svergognando l’ateismo degli idoli e divenuto divino olocausto, refrigeri i confini con i prodigi. Padre santo, prega Cristo Dio di donarci la grande misericordia

Gloria. Del profeta. Tono 4. Sei apparso oggi.

Conoscendoti primo fra tutti i profeti, piamente ti inneggiamo noi fedeli, poiché tu contemplasti Dio come era possibile per un uomo vederlo.

E ora. Theotokìon.

Il fervido sostegno di chi è in difficoltà, il nostro soccorso e riconciliazione presso Dio, per cui fummo liberati dalla corruzione, la Madre di Dio, fedeli, proclamiamo beata.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo tuo Figlio appeso sulla croce, o Purissima, ti si dilaniavano le viscere materne e gridavi con dolore: Ahimè, Figlio mio! Come sei tramontato, luce mia senza tempo?

Dello ieromartire. Ode 4. Cristo, mia forza

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così gridavi davanti ai troni tirannici, non intimorito dalle minacce, rallegrandoti nel Signore, ieromartire Babila.

Offrendo al Signore un sacrificio senza macchia, incruento, tremendo, con il tuo sangue offristi anche te stesso come immolazione incontaminata, ieromartire Babila.

Come guida sapiente dei fanciulli, nutrendo le loro giovani anime con il latte spirituale, li offristi come sacrificio incontaminato, o ieromartire Babila.

Theotokìon. Sapendoti dimora santissima di Dio, unica pura che superi tutti i fedeli, o Genitrice di Dio, con voci sacratissime ti diciamo beata.

Del profeta. Vedendo te elevato.

Mimetizzando il balbettamento della tua lingua e della tua voce per divina provvidenza, o divino veggente, ti rivelasti ministro dei misteri tremendi di Dio e colpisti con piaghe l’Egitto.

Come fu prodigiosa la tua vocazione, divino veggente, come furono tremende le opere dei tuoi portenti! Infatti Colui che è Dio ti vide e ti innalzò con gloria e ti mandò come salvatore d’Israele.

Magnificandoti piamente come datore della legge dei gloriosissimi insegnamenti di Dio difficilmente intelligibili, gridiamo: o divino veggente Mosè, rendici propizia la divina potenza.

Uccidesti i primogeniti dell’Egitto come Cristo uccise il potere dei demòni, poiché ciò che tu operavi prefigurava il futuro, o illustrissimo.

Theotokìon. Mosè, udendo Dio gridare dalla fiamma e dal roveto: Non avvicinarti, poiché il luogo è santo, con devozione scrisse per primo che Cristo sarebbe nato nella carne da vergine pura.

Dello ieromartire. Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Lo ieromartire Babila ricevette realmente dall’alto la tua divina grazia, o Cristo, come anche i giovani fanciulli si esortarono al tuo amore e al disprezzo della morte.

Illuminato dalla tua divina conoscenza, Signore, lo ieromartire Babila insegnava a tutti a confessare Dio solo te, Figlio del vero Dio, che ci liberasti dall’oscurità e dall’eresia.

Lo ieromartire Babila, eletto per la tua divina chiamata a pascolare il tuo gregge spirituale, o Verbo di Dio, offre il suo sangue, guidando con sapienza tutti nella via della salvezza.

Theotokìon. Commuovi con la preghiera il Sovrano di tutti nato da te, Purissima, supplicalo di liberare da ogni ostile corruzione i tuoi servi, che ti celebrano Madre e Vergine.

Del profeta.

Tu, Signore, mia luce.

Colpisti il Mar Rosso con il tuo bastone, o divino veggente e mostrasti il potere di Dio, prefigurando il potere della divina croce.

O amabile audacia! O semplicità di un’anima pura! Poiché dicesti a Dio o, divino veggente: Se mi hai conosciuto più di tutti, mostrati a me chiaramente.

Coperto dalla roccia, non vedesti il volto di Dio, perché nascosto, o divino veggente, ma conoscesti solo le spalle prefiguranti l’incarnazione del Verbo.

Un tempo Mosè, divino veggente, con la preghiera fece piovere la manna al posto dell’acqua e nutrì con quaglie Israele.

Theotokìon. Entrasti davvero nella nube e trovasti l’ineffabile, o divino veggente, poiché dalla Vergine stava per nascere Dio nella carne sulla terra.

Dello ieromartire.

Ode 6. Vedendo il mare della vita.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi dell’eresia, l’indimenticabile atleta Babila gridava: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Somigliando a Cristo, l’insigne martire e atleta diede la sua anima prima del suo gregge, trasferendosi dalla corruzione della morte alla vita eterna.

Il beatissimo atleta Babila con la sua passione rafforzò sapientemente l’instabilità dei fanciulli, trasferendoli dalla terra alla vita celeste.

Theotokìon. Col tuo parto fummo liberati dalle catene della condanna e della maledizione, o benedetta Vergine, poiché solo tu incarnasti Dio sulla terra dal tuo sangue puro, o incontaminata.

Del profeta.

A te offrirò sacrifici.

Con il forte esercito del Dio di Israele abbattesti sette stirpi della malvagità dei cananei, dando la loro terra in eredità al tuo popolo.

Indicibilmente entrando nella nube divina, o Mosè, hai preso le tavole della legge scritte col dito di Dio, poiché egli chiamava te, suo grande servo.

Manifestamente Dio esaudì Mosè, divino veggente per mostrarlo al popolo come tremendo ricettacolo della sua gloria.

Come figli legittimi della grazia, riceviamo la benedizione inneggiandoti, o beato e diamo ora il calcagno agli ebrei come un tempo Giacobbe a Esaù.

Theotokìon. Con segno divino, Theotòkos, l’illustre Mosè ti prefigura come arca tutta dorata dai fulgori dello Spirito a gloria di Dio.

Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontàkion di san Babila.

Tono pl. 4. Come primizie della natura.

Come araldo della pietà e sostegno dei lottatori la Chiesa ti glorifica, o glorioso, risplendendo oggi: poiché dunque ti è data franchezza, implora Cristo perché i tuoi cantori siano custoditi in pace perfetta, o grande lottatore.

Ikos

Considerando chiaramente la vanità del mondo, tu che eri estraneo al mondo e imitando la passione di Cristo, uccidesti le passioni del corpo; e prendendo la tua croce seguivi, o martire, il tuo Creatore. Ora che sei sempre con lui, imploralo per chi davvero ti onora, o grande lottatore.

Sinassario.

Il 4 di questo mese, memoria del santo ieromartire Babila, vescovo della grande Antiochia e dei tre fanciulli, suoi compagni, uccisi con la spada.

Stichi. Babila, che un tempo sacrificava Cristo stesso, con i fanciulli sacrifica se stesso per Cristo tramite la spada il quarto giorno.

Stichi ai fanciulli. Per l’ardente fede nel Sovrano accorrono i fanciulli con audacia al taglio della spada.

Lo stesso giorno memoria del santo martire Babila, maestro in Antiochia e dei suoi discepoli, ottantaquattro fanciulli, uccisi con la spada.

Stichi. La ricompensa dei fanciulli per il tuo insegnamento, divino Babila, è la partecipazione al taglio.

Il santo profeta Mosè perì in pace.

Stichi. Non contempli più Dio da dietro la roccia o dalle spalle, ma ora lo vedi in faccia, Mosè.

Lo stesso giorno memoria di santa Ermione, una dalle figlie di san Filippo apostolo.

Stichi. Ermione camminò verso il cielo e la sua anima conseguì salvezza.

I santi martiri Teòtimo e Teodulo, che da carnefici credettero, perirono nel fuoco.

Stichi. Teòtimo e Teodulo insieme morirono e insieme, come un unico servo, glorificarono il Signore.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Centurione, Teodoro, Amiano e Giuliano, originari del villaggio Candavli.

Stichi. Centurione, acceso dal divino amore, con la rugiada del suo sangue spense il fuoco del martirio. Per tre atleti il fuoco è la scala su cui salgono al cielo senza inciampo.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Petronio, Caritina, Zarbelo (o Sarbelo), Thathuìl e Certa.

Stichi. Thathuìl e Certa furono tagliati un tempo e trovarono la vita vera nel cielo. Rinnegando l’ateismo, Sarbelo piamente subì la lapidazione.

Lo stesso giorno memoria dei santi tremilaseicentoventotto martiri.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Dello ieromartire. Ode 7. Tutta rugiadosa.

Contemplando oggi i fanciulli vittoriosi contro l’eresia e il divino Babila esultante, i principi degli incorporei acclamano insieme: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

La luminosa grazia del Sovrano ha illuminato i fedeli riuniti, esortandoli ad acclamare con gioia: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Il tiranno non capiva come aiutare quelli che non erano dèi, mentre il divino Babila esortava a gridare alla Trinità santissima: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Illumina il mio cuore ottenebrato con i tuoi luminosissimi fulgori, o Vergine, che generasti sulla terra Cristo sole; a te sempre cantiamo: Benedetta sei tu, che generasti Dio nella carne.

Del profeta. Nella fornace persiana.

Divenuto divino pittore delle mistiche visioni divine, dipingendo con parole, o Mosè, tutta l’immagine intelligibile della tenda, affidasti l’opera a Bezaleel, corifèo dei maestri.

Avendo osato un tempo esercitare il sacerdozio contro di te, Core fu visto discendere nell’ade ereditandolo vivo, poiché Dio aveva riservato a te, Mosè, la dignità del regno e del sacerdozio.

Michele, celeste principe, condottiero apparve con te, Mosè, della stirpe antica di Israele e divino custode del tuo corpo, poiché svergognò l’ostile iniziatore della malizia.

Theotokìon. Il divino bastone di Aronne che germogliò prefigurò a tutti te, Theotòkos, scioglimento dei peccati, poiché divenisti purificazione dei terrestri e liberazione dalla tremenda minaccia di Dio contro di noi.

Dello ieromartire.

Ode 8. I fanciulli nella fiamma.

Fratelli, oggi la memoria dello ieromartire Babila esorta i fanciulli ad acclamare nella fiamma: Opere tutte, benedite il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Oggi i giovani discepoli del sacerdote e martire Babila sono incoronati con l’anziano e si esortano ad acclamare: Opere tutte, benedite il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

L’unzione sacerdotale del sacerdote e martire Babila è glorificata di più con l’unzione del sangue; perciò, opere tutte, benedite il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Generasti nella carne colui che regge in mano l’universo e portasti fra le braccia colui che tutte le opere inneggiano e sovresaltano come Signore per tutti i secoli.

Del profeta. Stese le mani, Daniele.

Fosti giustamente chiamato servo di Dio e con le tue opere diventasti mite, perciò Dio si rivelò a te più che a tutti gli altri profeti, o Mosè e rendendoti teoforo, ti insegnò a cantare con fede: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Rivelandoti intimo di Dio, ministro e re di Israele, o Mosè, divino veggente, annunziasti la futura venuta di Cristo nella carne, scrivendo per prima del suo tremendo e divino avvento tra gli uomini; e fosti realmente la sua prefigurazione animata e il suo profeta fedele.

Eletto regnante da Dio, guidasti con fede il popolo per mezzo delle parole profetiche e della legge dei precetti, raddrizzandolo con segni e prodigi, o divino veggente e ti riunisti ai tuoi padri con gloria.

Salendo sul monte come in cielo per ordine divino, contemplasti con lo spirito la terra dei miti, o sapientissimo e con i sensi contemplasti la delizia della promessa; e trasferendoti dalla terra, il tuo corpo fu nascosto per divina economia.

Theotokìon. Nessuno fu chiamato divino veggente prima di te, glorioso Mosè, servo di Cristo, poiché tu contemplasti tutte le prefigurazioni della Vergine che predicevano il suo divino parto; e nella fiamma del roveto contemplasti la sua immagine invisibile.

Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Dello ieromartire.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Cristo ha mostrato agli uomini una via facile per salire agli eccelsi tramite la croce: perciò la morte è vinta dagli uomini; infatti non spaventò nemmeno i giovani fanciulli, che con il meraviglioso Babila diciamo beati.

Avendo ricevuto da Cristo il carisma dei prodigi e l’eredità eterna come ricompensa per le tue pene, o divino Babila, ora canti con gli angeli: Santa, santa, santa sei tu, Trinità, che tutto compi e tutto puoi.

Ricaviamo la guarigione delle passioni accorrendo al tempio illustre degli atleti, poiché lì sono le schiere degli angeli, gli spiriti dei giusti e soprattutto la Sovrana di tutti con il meraviglioso Babila, che concede guarigioni.

Theotokìon. Vergine Sovrana, io, misero ti inneggio con labbra sporche, supplicandoti: liberami dal fango delle mie opere e rendi degni i tuoi cantori della destra della gloria di tuo Figlio.

Del profeta.

Da te, o Vergine.

Divenisti divino veggente e dopo la morte contemplasti Cristo irraggiante la luce della divinità, non in tratti scuri come un tempo nella roccia, ma in carne umana.

Più del Sinai il monte Tabor fu glorificato, poiché lì Mosè dai morti e il Tesbita da parte dei vivi contemplavano con gli apostoli Cristo vero Dio trasfigurato.

Con la tua misericordiosa supplica e la franchezza delle tue preghiere, Mosè, divino veggente, libera da ogni corruzione i cristiani che ti lodano, come liberasti Israele da pericoli, sventure e male.

Theotokìon. Prefigurandoti nel calice d’oro, nel monte e nella mensa divina, Mosè annunziava chiaramente che da te, Vergine, sarebbe nato Dio; contemplandolo nella carne, piamente t’inneggiamo.

Irmòs. Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Tu che il cielo.

Sacrificatore e insieme sacrificio a Dio apparisti, Babila, perché sacrificavi a lui senza sangue e fosti sacrificato nel tuo sangue con i perfetti fanciulli, con i quali t’inneggiamo.

Theotokìon.

Quanti non baciano, o Vergine, la tua icona e quella del tuo Figlio e Dio con fede genuina, condannali come atei e consegnali alla geenna.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.