4 Agosto
Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.
Al Mattutino.
Dopo il Salterio e le Kathìsmata del tono, recitiamo due canoni dell’Oktòichos e quello dei santi. Acròstico: Ai sette fanciulli canto la lode dovuta. Clemente.
Ode 1. Tono 2. Venite, popoli.
Venite, fedeli, veneriamo nel loro settuplice bagliore le gemme che illuminano la Chiesa di Cristo, più del candelabro a sette braccia della Legge.
I sette fanciulli viventi in Cristo prima con la morte della carne, ricevettero prodigiosamente come sonno la morte, confermarono il dogma della risurrezione.
Al suono delle sette trombe Gerico cadde e ora per le sette voci, che la fede degli atleti fece risuonare, l’errore orgoglioso è sceso annientato nell’ade e si scioglie.
Avete ricevuto una doppia corona: la prima con la morte, l’altra grazie al vostro risveglio, o santi fanciulli, per aver rovesciato tutti e sette, in verità, l’errore che negava la risurrezione di tutti.
Theotokìon. Prodigiosamente, senza sposo, rinnovi il modo di generare: infatti il Verbo coeterno al Padre, nel divino Spirito ha assunto dal tuo grembo la nostra carne senza confusione o mutamento.
Ode 3. Rinsaldaci in te, Signore.
Come sette astri lampeggianti per la fede vi siete rivelati, o atleti, guidando al porto della salvezza quanti emergevano dai flutti dell’errore.
Come un tempo i fratelli Maccabei, comparsi con coraggio al tribunale del tiranno, scambiaste la gloria deperibile dell’armata terrena con quella di Cristo.
Degnamente, o santi fanciulli, vi siete rivelati sacrificio di preghiera e profumo dal soave odore, gradito a Cristo, confutando con coraggio il miasma dell’errore.
Theotokìon. Il roveto del Sinai prefigura, o Vergine, il prodigio del tuo parto, perché non fosti arsa, accogliendo il fuoco della Divinità nel tuo grembo.
Irmòs. Rinsaldaci in te, Signore, che in croce hai ucciso il peccato e ispira il timore tuo nei cuori di noi, che ti inneggiamo.
Kàthisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Costoro che hanno trascurato come corruttibili le cose del mondo e hanno ricevuto i doni incorruttibili, una volta morti sono rimasti liberi da corruzione: sono perciò risorti dopo lunghi anni, seppellendo ogni incredulità degli avversari. Celebrandoli oggi tra le lodi, o fedeli, a Cristo inneggiamo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Io, povero peccatore, imploro te, Vergine pura, che partoristi il Signore senza peccato, il Dio che toglie il peccato del mondo: alla mia anima peccatrice concedi la tua misericordia, cancella i miei peccati così numerosi, perché tu sei la redenzione dei peccatori, soccorso e salvezza dei credenti.
Stavrotheotokìon.
Colei che ti generò alla fine dei tempi, Verbo generato dal Padre intemporalmente, vedendoti appeso alla croce, o Cristo, gemendo diceva: Ahimè, amato Figlio mio, perché ti sei lasciato crocifiggere da uomini empi, tu, il Dio che acclamano gli angeli in cielo? Longanime Signore, gloria a te.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Celebriamo i venerabili sette fanciulli, la cui morte fu preziosa davanti a Dio.
Un empio imperatore, che dichiarava sapienti vane menzogne, questi fanciulli efesini dimostrarono folle.
Offerte senza macchia, vittime sante del Signore, veramente appariste nella fede.
Per la vostra morte corporale e il vostro prodigioso risveglio prima della comune risurrezione, eccovi coronati di gloria, o fanciulli.
Theotokìon. Non dimenticare, Vergine pura e benedetta, di intercedere perché siamo liberati da ogni afflizione.
Ode 5. La fonte della luce.
Passando senza accorgervene prima attraverso la morte comune sulla terra, prodigiosamente risorgeste, fanciulli di Efeso, per confermare la risurrezione di tutti i morti.
Come leali atleti del Signore vi consacraste a Dio per la sincera confessione della vostra fede; sfuggiti alle catene e ai flagelli, otteneste la corona nei cieli.
Prevalendo con coraggio sulla menzogna degli idoli e sull’insegnamento dell’eresia, o gloriosi martiri, sempre custodite quanti proclamano la risurrezione dei morti.
Theotokìon. In due nature, unica ipòstasi, senza confusione, uomo e Dio perfetto, sovrasostanziale, apparisti nascendo dalla tua purissima Madre.
Ode 6. Circondato dall’abisso.
Celebriamo i sette santi, pari in numero alle colonne su cui la Sapienza ha costruito la sua casa: come pietre le loro parole infransero l’ordine sacrilego del tiranno.
Avendo custodito le leggi della divina provvidenza, una grotta fu la vostra tomba provvisoria: in essa lunghi anni siete rimasti incorrotti nella morte.
Santi martiri, condividendo la condizione incorruttibile, scacciate le dottrine di morte e corruzione, e intercedete per quanti sperano nella risurrezione.
Theotokìon. Ora si rallegra il genere femminile, il dolore cessa e la gioia è sbocciata, perché Maria partorisce il Dio Salvatore, la nostra gioia.
Irmòs. Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso insondabile della tua compassione: salva dalla fossa la mia vita, Dio mio.
Sinassario
Il 4 di questo mese memoria dei sette Dormienti di Efeso, Massimiliano, Esacustodiano, Giàmblico, Martiniano, Dionigi, Giovanni e Costantino.
Stico. Onoro questi martiri, catechesi vivente, che diedero al mondo la prova nei loro corpi della risurrezione universale dai morti. Il quattro sono scomparsi i sette dormienti di Efeso.
Lo stesso giorno, memoria della traslazione delle reliquie della nostra santa madre, la martire Evdokìa.
Stichi. Che cos’è questo profumo? E’ il corpo di Evdokìa, che ci comunica la grazia dei martiri. Il quattro, in sua memoria la Chiesa celebra.
Lo stesso giorno il santo martire Thanuìl, morto impiccato a un melo.
Stichi. Sospeso al melo, o Thanuìl, maturasti come frutto eterno dell’Eden.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Ia (Violetta) e dei suoi compagni.
Stichi. Un profumo di violetta si diffonde nell’aria: è il sangue effuso dalla martire Ia.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà e salvaci. Amìn.
Ode 7. Del simulacro d’oro.
I fanciulli davvero si mostrarono strumenti purissimi scelti dal nostro Dio: per loro l’insegnamento dell’eresia venne espulso dalla Chiesa e l’ortodossia splende; perciò ogni anima e carne sarà risuscitata.
Davanti alla morte, o fanciulli, mostraste coraggio nella lotta, così dopo la morte siete rimasti vivi, fortificati dalla gloria divina e piamente confermando in voi stessi la verità della risurrezione universale.
Ogni corpo dotato di percezione spirituale sarà risuscitato, così come ogni anima è veramente venuta al mondo con un corpo, non senza un corpo: è testimoniato dai nostri martiri, l’anima sarà glorificata o giudicata.
Theotokìon. Partorendo Dio, Salvatore di tutti, sei divenuta, o Maria, sollievo dei disperati, conforto dei reietti, speranza degli sfiduciati e soccorso di chi ti canta, o Maria: benedetto il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Nella fornace di fuoco.
Tagliarono alla radice l’amara pianta dell’eresia e il flagello dell’errore degli empi, i fanciulli che adesso gioiscono del frutto della fede per la loro vita, la loro sepoltura e la loro resurrezione.
I sette Dormienti, protettori degli efesini, si sono rivelati per la loro fede divina atleti vittoriosi della Chiesa di Cristo e sostegno di tutto l’impero cristiano; noi li esaltiamo per tutti i secoli.
Apparsi come atleti coraggiosi e in numero pari ai pianeti del cielo, i fanciulli tracciarono insieme la retta via della fede, senza alcun errore, acclamando: O Cristo, noi ti esaltiamo per tutti i secoli.
La luce, la risurrezione della vita fu prodigiosamente donata da Dio nella grotta ai fanciulli; risuscitando coloro che la morte aveva toccato in quanto viventi gridarono: Salva Signore chi a te canta con fede.
Theotokìon. Vergine pura, nessuno è sviato tra chi possiede in te le speranze della fede secondo la dottrina ortodossa, Madre di Dio, se non chi per invidia rifiuta di venerare l’icona riproducente il tuo aspetto.
Irmòs. Nella fornace di fuoco Dio discese in aiuto dei fanciulli ebrei, trasformando la fiamma in rugiada: Inneggiatelo, opere, quale Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. L’astro divino.
Tesoro di misteri e rivelazione di meraviglie divine si rivelò la risurrezione dei santi, poiché quanti erano morti un tempo di morte fisica nella carne, come uscendo dal sonno, sono ora risorti rivestiti incorruttibilmente.
Scrigno di forza e sigillo di fede certa si è rivelata la grotta dei santi, svelando la gloria della futura risurrezione: non quella di Lazzaro, morto da quattro giorni, ma la risurrezione dei morti da secoli.
Per il loro numero e la loro fede in Cristo, i sette fanciulli si mostrarono realmente occhi della Chiesa più brillanti della pietra d’angolo di Zorobabele; perciò spiritualmente celebriamo questi spiriti divini.
La corona del martirio riceveste, o sette fanciulli, colonne della sapienza di Dio, lottando secondo le regole e vi rivelaste risurrezione dell’ortodossia, come difensori della Chiesa e protettori di quanti vi festeggiano.
Theotokìon. Avendo conservato per Dio senza macchia corpo e anima, Cristo Sovrano si innamorò della tua bellezza e ti rivelò Madre della sua incarnazione, o gloriosissima Maria, che sempre provvedi alla mia salvezza.
Irmòs. L’astro divino precedente il sole, il Dio sorto corporalmente per noi, ospitasti in grembo vergine, inconcepibilmente incarnato; per questo, Madre di Dio purissima e benedetta, ti magnifichiamo.
Exapostilarion.
Con i discepoli conveniamo.
O sette fanciulli martiri, davanti al tribunale del tiranno con franchezza annunziaste Cristo Dio, Salvatore e Creatore di tutti: per una divina provvidenza infatti avevate passato lunghi anni in una grotta, morti conforme alla natura, ma poi, come da un sonno, siete soprannaturalmente risorti, chiudendo la bocca a tutti gli eretici.
Theotokìon.
Con Giàmblico, cantiamo con inni Giovanni, Martiniano e Costantino, Massimiliano e Dionigi con l’illustre Esacustodiano, festeggiando con gioia la loro luminosa memoria, affinché per le loro preghiere e l’intercessione della Theotòkos, otteniamo la remissione delle colpe da Cristo Salvatore.
Il resto dell’ufficiatura come di solito e la conclusione.

