30 Agosto
I santi nostri padri Alessandro, Giovanni e Paolo il Nuovo, arcivescovi di Costantinopoli.
Al Mattutino.
La consueta sticologia e i canoni: uno dall’Oktòichos, quindi i due canoni seguenti, uno del Precursore, l’altro dei santi. Il Canone del Precursore reca l’Acròstico: Canto il Precursore, martire di Dio.
Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.
Chi può degnamente lodare la luminosa lampada, l’araldo del mondo, l’apostolo divino, il servo di Cristo, il precursore del Signore martirizzato per lui?
L’angelo divino, principe delle angeliche potestà giunse al sacro tempio di Dio per recare la novella all’anziano: Vecchio, darai alla luce il precursore del Signore.
Straordinario prodigio: il grembo sterile che portava al suo interno il Precursore, eccelso profeta dal seno materno, venerò Cristo, portato nel grembo della Madre di Dio.
Theotokìon. Il divino arcangelo disse alla Vergine: o divina Sposa, recati in fretta alla casa di Elisabetta; trovandola gravida comprenderai che un parto inspiegabile ti ho annunciato.
Canone dei santi.
Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Come lampada a tre luci è sorta oggi la gloriosa memoria dei santi padri: con fede esultanti danziamo per essa.
O gerarca Alessandro, annientasti le roccaforti dell’eresia con la tua fervida franchezza nel professare la Trinità santa.
Avevi lo stesso nome dell’apostolo Paolo, illustrissimo gerarca e ne hai imitato le sue virtù divine.
Spiegando la nostra fede attraverso le scritture divine, la tua lingua, padre Giovanni, si rivelò stilo di scriba dello Spirito Santo.
Theotokìon. Cantiamo al Signore che volle incarnarsi senza seme dalla Vergine per salvarci e liberarci.
Ode 3. Come sorgente viva.
Nato da una sterile, Giovanni sciolse la lingua al padre: giustamente fu detto sonante voce del Verbo. Perciò benedicendo esclamò: Solo tu solo sei santo, o Signore.
Nulla amando di ciò che perisce, presto abitasti come città il deserto, irrobustito dallo Spirito divino: vivesti in modo immateriale come il mirabile Elia, o glorioso.
Non sopportando gli affari mondani fuggisti come uccello per abitare nel deserto e deliziarti nel Signore che libera dai lacci e dai pericoli, o sapiente.
Theotokìon. Alla casa di Elisabetta la Vergine si recò portando in seno il Verbo eterno di Dio: salutatesi entrambe, subito lo riconobbe il precursore e dal grembo lo adorò.
Dei santi. Tu sei la saldezza.
Ai buoni pascoli guidavi il gregge del Signore, o gerarca Alessandro; perciò ti glorifichiamo nei secoli.
Dalla tua lingua, beatissimo Giovanni, scorrevano come acque di salvezza per le tue pecore i dogmi della fede.
In te, beatissimo Paolo, veneriamo colui che, per il suo nome e la sua vita, è apparso immagine del vaso d’elezione.
Theotokìon. In te, noi cristiani, possediamo rifugio e riparo in ogni tempo; Vergine non sposata, senza sosta noi ti glorifichiamo.
Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te ricorrono, Signore, tu sei luce di chi giace nelle tenebre e il mio spirito ti inneggia.
Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.
Onoriamo, fedeli con purezza di coscienza il precursore di Cristo, il battista e profeta, il glorioso banditore, il maestro di conversione, il testimone verace del Salvatore che, per aver rimproverato Erode della sua follia, ebbe il capo reciso.
Gloria. Dei santi. Tono 4. Presto intervieni.
Il triplice candeliere dei padri rifulse per rischiarare la Chiesa dei credenti, che essi guidarono alla conoscenza di Dio, dissolvendo ogni fosca eresia con la loro sapienza e i loro insegnamenti e la grande franchezza con cui hanno parlato, Alessandro, Giovanni e Paolo, gloriosissimi gerarchi.
E ora. Theotokìon.
O speranza che non delude quanti a te ricorrono, tu sola hai incarnato e generato, oltre natura, Cristo nostro Dio. Con il precursore Giovanni, supplicalo di donare al mondo il perdono delle colpe e a noi tutti la conversione di vita prima della fine.
Ode 4. Colui che siede.
Mangiavi radici, miele selvatico e locuste come pietanze deliziose, o beato precursore e indossavi, come manto regale, una tunica di peli di cammello.
A tutti annunziasti il Creatore, che con il suo verbo ha coltivato ogni cosa; è lui che come giudice ha in mano la pala per pulire del tutto la sua aia.
Non desti sonno ai tuoi occhi, né riposo alle tue palpebre a sollievo del corpo, o santo beato, come angelo glorioso, finché non diventasti dimora dello Spirito di Dio.
Theotokìon. In te si compì la profezia di Avvacùm, gloriosa Vergine: Dio venne dal monte Carmelo, da te si incarnò per redimere i mortali dall’errore.
Dei santi. Ho udito, Signore.
Confondesti colui che come Giuda aveva tradito Cristo, meritando di ereditarne la maledizione, o Alessandro.
Come ulivo fruttifero, ritto nel tempio di Dio, offristi la moltitudine dei fedeli come frutti maturi, o gerarca Giovanni.
Sulle ali dell’umiltà sfuggisti le trappole del nemico: per questo, venerabile Paolo, fosti esaltato divenendo cittadino dei cieli.
Theotokìon. Cantiamo la Vergine pura, rimasta vergine dopo il parto, avendo generato Cristo nostro Dio per la salvezza e il ristabilimento del mondo.
Ode 5. Sbigottisce l’universo.
Investito di potenza dallo Spirito di Dio, a quanti a te venivano, o glorioso, esclamavi: Convertitevi! La scure è già alla radice degli alberi per tagliare quanti frutto non danno e purificare quanto vi è di buono.
Forte hai gridato con la lingua, come tromba del Signore, agli astanti, o Precursore: Io per ora vi battezzo con acqua, ma dopo di me viene uno più potente di me, che vi battezzerà con il fuoco dello Spirito.
Il profeta di Dio lo predisse: Quando il Signore verrà, manderà avanti il suo angelo a preparargli la via, salverà un popolo ribelle per renderlo erede sacro a Dio.
Theotokìon. Stando ancora nel seno materno, illuminato dallo Spirito Santo, percepisti la divina presenza del Creatore e balzando all’interno ti prostrasti ad adorarlo, o precursore.
Dei santi. Vegliando all’alba.
Ornando con la tua sacra presenza il trono di Mitròfane tuo predecessore, più del trono risplendevi tra i gerarchi per i tuoi divini insegnamenti.
Eccellevi fra i pastori per la tua ammirevole condotta; al Concilio di Nicea la tua luce ti distingueva fra i padri.
La grazia delle tue parole, o Giovanni, confermava nella fede la Chiesa e noi abbiamo te come colonna dell’ortodossia.
Theotokìon. A te inneggiamo, Madre di Dio che rimani intatta anche dopo il parto: veramente hai generato al mondo il Verbo Dio incarnato.
Ode 6. Celebrando questa divina.
Per tentarti e interrogarti si recò da te quella gente malvagia: Sei tu il Signore? Ma tu rispondesti: Non sono io, ma uno che viene dopo di me ed era prima di me.
Io sono natura mortale, ma colui che viene dopo di me è immortale ed eterno, Creatore di ogni cosa creata e del quale non son degno neppure di sciogliere i sandali.
Tutti accorsero vedendoti: prostitute, pubblicani, dissoluti, per farsi battezzare da te, o glorioso profeta, imparando la strada che porta a Cristo.
Theotokìon. Libera da ogni male i tuoi servi che ricorrono alla tua valida protezione e scampali dal terribile eterno castigo, o Vergine Sposa di Dio.
Dei santi. Concedimi una veste.
Con la preghiera lottavi coraggiosamente per la Chiesa di Cristo, annientando l’eponimo del furore bellicoso.
Come nobile tralcio della Vigna vivificante, beatissimo Giovanni, producesti frutti abbondanti per il tuo Sovrano.
Venerabilissimo padre Paolo, rifiutasti di diventare vescovo della Città Imperiale, che aveva ingiustamente aderito all’iconoclasmo.
Theotokìon. Tu che sola con un verbo concepisti nella carne il Verbo di Dio, salva le nostre anime dal laccio del nemico.
Irmòs. Concedimi una veste luminosa, tu che ti avvolgi di luce come di un manto, misericordiosissimo Cristo, Dio mio.
Kontàkion del Precursore. Tono pl. 1.
La gloriosa decapitazione del Precursore è divenuta divina economia, affinché potesse annunziare anche a quanti erano nell’ade l’avvento del Salvatore. Gema dunque Erodiade che ha richiesto l’infame omicidio: perché essa non ha amato la legge di Dio, né il secolo della vita, ma quello effimero e fallace.
Sinassario.
Il 30 di questo mese memoria dei santi patriarchi di Costantinopoli Alessandro, Giovanni e Paolo il giovane.
Stichi. Rotte le corde della carne Alessandro riceve l’eredità divina dall’Eterno. Il volto afflitto della Chiesa esprime la privazione dell’arcivescovo Giovanni. E Paolo, abbandonando i desideri della vita ha trovato riposo dove a Cristo è piaciuto. Il trenta si presentano alla Trinità per cantare insieme in eterno.
Lo stesso giorno memoria del beato Fantino il taumaturgo.
Stichi. Fantino il taumaturgo lasciando la terra, fa scendere su noi la manna dei miracoli. Fantino il trenta si è congedato da questa vita.
Lo stesso giorno memoria dei santi sedici martiri di Tebe.
Stichi. Foste trovati in numero di sedici uomini e foste tagliati arto per arto.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. I fanciulli di senno divino.
Opponendoti ad Erode con forza, o precursore glorioso, lo rimproverasti così: Non ti è lecito tenere come moglie una consanguinea, ciò non è permesso. Ma egli non tollerandoti ti recise il capo.
Come profeta glorioso riconoscesti il Signore già prima di nascere e a tutti lo additasti come agnello di Dio, insegnando a tutti, come atto di culto, a cantare al Signore: O Dio, tu sei benedetto.
Stando per raggiungere il felice traguardo o glorioso profeta, inviasti i tuoi discepoli a Cristo Signore perché lo interrogassero: Signore sei tu che vieni a salvare o c’è un altro che dobbiamo aspettare?
Cristo ai discepoli diede questa risposta: Andate a dire a Giovanni: Vedi, i morti risorgono, ora odono i sordi, guariscono i lebbrosi e come cervi saltano gli zoppi.
Dei santi. I fanciulli dalla Giudea.
Illustre gerarca Alessandro, tu sei stato sacerdote iniziato della celeste Trinità divina, adorando puramente e senza sosta inneggiando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Cristo ti ha reso fonte di miracoli, beatissimo Giovanni, tesoro di insegnamenti, da cui sgorga copiosamente la conoscenza di Dio per quanti inneggiano: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
O beatissimo gerarca, imitando Paolo vivevi sulla terra come un angelo, avendo ricevuto da Dio la ricchezza delle parole, con cui ora inneggi: Benedetto Cristo nei secoli.
Theotokìon. Apparisti dal grembo di una Vergine rivestito di una carne simile alla nostra per salvarci e noi che la riconosciamo Madre di Dio, grati a te inneggiamo: Benedetto dei tu, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Il parto della Theotòkos.
Superiore a tutti i profeti, o celebrato Giovanni, sei profeta dell’antica e nuova Legge, non come canna sbattuta dal vento, ma sei rimasto saldo, esclamando: Benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Osservando la figlia di Erodiade dissoluta, impazzito di passione, Erode miserabile giurò e promise: Qualunque cosa mi chiedi, finanche la metà del mio regno, io giuro che ti darò. Ma essa gli chiede la testa del precursore.
La prigione rinchiuse Giovanni e il convito di Erode festante; la fatua fanciulla strappò il giuramento essendo piaciuta ed ebbe la testa santa e preziosa del precursore, che porse alla madre: impagabile dono!
Theotokìon. Scampa la tua città da ogni male e pericolo: dal sisma distruttore, da nemica invasione, dal castigo tremendo dell’eterno fuoco; dopo Dio noi cristiani possediamo te, o Vergine, come salvezza.
Dei santi. Colui che è nato dal Padre.
Per la forza della tua preghiera, Alessandro, perì l’empio Ario, travolto dalla sua superbia, che come Giuda provocò la dispersione dei suoi visceri.
Il nemico di Dio che lacerò la tunica di Cristo, cadendo come il traditore, si squarciò nel mezzo; nell’ade, ora, piange sulla sorte riservata agli empi.
Per i tuoi digiuni sembravi un incorporeo, per le tue veglie quasi privo di sangue e per i tuoi insegnamenti una fonte del paradiso, beatissimo Giovanni.
Theotokìon. Il tuo inesplicabile concepimento quale coro di mortali potrà degnamente cantare? Rimani Vergine anche dopo il parto e per i secoli sei benedetta, o Maria.
Irmòs. Colui che è nato dal Padre prima dei secoli e ultimamente si è incarnato da una Madre, sacerdoti benedite, popolo, sovresalta per tutti i secoli.
Ode 9. Ogni abitante.
Un convivio esecrabile, indegna cena, funesto giuramento sedussero il misero a cedere alla passione meritevole di castigo e in premio alla baccante dà la testa del Battista, cui non era confrontabile il mondo intero: che mistero terribile!
Come non inorridì l’empio Erode, o eterno giudice, a covare nel suo cuore l’assassinio del battista, non tollerando, furibondo, d’esser stato riprovato! Attese il momento opportuno e quando giunse decapitò il giusto.
Come angelo giustamente sei passato dalla terra in paradiso, poiché eri come un angelo, o precursore del Signore, santo e glorioso; dall’alto ricordati di quanti ti festeggiano, implorando il perdono delle colpe e domando pace e misericordia.
Theotokìon. Salva i tuoi servi, o Figlio di Dio, magnanimo Signore misericordiosissimo, per le suppliche del tuo battista e le preghiere di tua Madre e di tutti i tuoi santi e ai nostri imperatori concedi trofei dall’alto, come filantropo.
Dei santi. Madre di Dio, Vergine.
Il tuo santo e lealissimo discepolo, seguace delle tue vivificanti parole, il tuo sapiente, venerabile, affabilissimo arcivescovo Alessandro, Signore, degnamente sempre noi proclamiamo beato.
Nel tuo amore per gli ineffabili misteri divini sei giunto al più alto grado di iniziazione, al vertice della beatitudine, o padre Giovanni, iniziatore ai misteri, predicatore della sacra dottrina, illustre adoratore della Trinità santissima.
Padre santo, innocente, irreprensibile, pastore venerabile, predicatore della fede, dottore dell’ortodossia, tutti concordi, o Paolo, degnamente ti proclamiamo beato.
Theotokìon. Purissima Vergine, fonte del profumo, domanda al Figlio nato da te di donare successo e perdono dei peccati all’imperatore amico di Cristo; per questo sempre ti magnifichiamo.
Irmòs. Madre di Dio, Vergine non sposata, inesplicabilmente con un verbo concepisti il vero Dio più eccelso delle potenze immacolate, per questo noi con inni ti magnifichiamo.
Exapostilarion del precursore.
Con i discepoli conveniamo.
L’iniquo Erode tagliò la divina e sacra testa del precursore, non sopportandone i rimproveri, lo stolto. O audacia veramente terribile! Gema dunque l’infelice che commise l’empio crimine, mentre noi ora, celebrando con inni la testa preziosa, degnamente onoriamo il battista di Cristo.
Theotokìon.
Benché nessuna natura razionale, o purissima, sia in grado di elogiare colei che partorì Dio, perché chiaramente tu sei superiore a ogni creatura, tuttavia, quel poco che è possibile, non viene rifiutato: ricevi dunque anche da me quest’inno da nulla, come il Figlio tuo ha accolto gli spiccioli della vedova.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Del precursore. Tono pl. 4.
Precursore del Salvatore, anche se Erode ha eliminato col crimine te, araldo della verità, tuttavia la fiaccola lampeggiante della tua bocca ha stupendamente irradiato il fulgore della fede anche sugli abitanti dell’ade: supplica dunque perché sia fatta misericordia alle nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

