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26 Ottobre

Memoria del santo megalomartire Demetrio il mirovlìta (effusore di unguento profumato) e commemorazione del terremoto del 740.

Al Mattutino.

Apolytìkion del santo.

Tono 3. Della fede divina.

Un grande difensore nei pericoli il mondo ha trovato in te, o vittorioso, che metti in rotta le genti. Come dunque abbattesti la tracotanza di Lieo, incoraggiando Nestore nello stadio, così, santo megalomartire Demetrio, supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

Un altro del terremoto. Tono pl. 4.

Tu che guardi sulla terra ed essa trema, liberaci dalla tremenda minaccia del terremoto, o Cristo nostro Dio e fa’ scendere su noi copiose le tue misericordie, per l’intercessione della Madre di Dio, o solo amico degli uomini.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

La tua memoria, glorioso martire Demetrio, ha allietato oggi la Chiesa di Cristo e riunito tutti per celebrarti degnamente con canti, o uomo di mente divina, come vero soldato e distruttore dei nemici: perciò con le tue suppliche liberaci dalle tentazioni.

Gloria. Stessa melodia.

Rivestito Cristo, vanto della lotta, o martire Demetrio, debellasti il nemico impotente: annientato in lui l’inganno degli empi, divenisti, per chi è nella fede, istruttore di vita pia; perciò devotamente festeggiamo la tua memoria.

E ora. Theotokìon, stessa melodia.

Speranza non confusa di quanti in te confidano, tu che sola, oltre natura, generasti nella carne Cristo nostro Dio, imploralo con i santi apostoli di donare a tutta la terra il perdono e la pace e a tutti noi, prima della fine, l’emendamento della nostra vita.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Con fede sicura, il vittorioso di Cristo, abbattuta con coraggio l’arroganza dei tiranni, debellò da atleta il maligno, ricevendo in ricompensa per i tormenti il dono dei miracoli, da parte dell’unico Dio, arbitro della lotta, presso il quale intercede perché ci usi misericordia.

Gloria. Lo stesso tropario.

E ora. Theotokìon, stessa melodia.

Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di intercedere per quanti inneggiano e adorano tuo Figlio.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono 3. Attonito di fronte.

Ti imploriamo con fede, Demetrio, martire del Signore, che in tutto hai patito con lui: liberaci dai multiformi pericoli che ci assalgono; sana le ferite delle nostre anime e dei nostri corpi; spezza l’arroganza dei nostri nemici, o santo; dona pace alla nostra vita, perché sempre ti glorifichiamo.

Gloria. Lo stesso tropario.

E ora. Theotokìon.

Madre senza nozze, in Dio beata, sana la mia anima inferma, perché sono preso da molte colpe, Madre di Dio; perciò a te grido col gemito del cuore: Accogli, Purissima, colui che molto ha peccato, affinché con fiducia ti acclami: Salve, piena di grazia.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono 4.

Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.

Stico. Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutti suoi voleri.

Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (Lc 21, 12-19).

Disse il Signore ai suoi discepoli: Guardatevi dagli uomini; metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi ben in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salvate le vostre anime.

Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione del vittorioso. E ora. Per l’intercessione della Madre di Dio. Poi lo stico. Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono 2.

Nelle dimore ultramondane, Demetrio, sapiente martire, Cristo Dio ha accolto il tuo spirito irreprensibile: fosti infatti difensore della Trinità, lottando coraggiosamente nello stadio, inflessibile come l’acciaio; trafitto dalla lancia al tuo fianco puro, o venerabilissimo, imitando colui che venne steso sul legno per la salvezza di tutto il mondo, ottenesti di operare prodigi, per concedere generosamente agli uomini le guarigioni. Perciò, festeggiando oggi la tua dormizione, glorifichiamo degnamente il Signore che ti ha glorificato.

Quindi i canoni, uno per il terremoto, due per il santo. Il canone per il terremoto ha il seguente acrostico: O Cristo, fa cessare subito il terremoto. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Com’è potente la tua ira, da cui ci liberasti, Signore: non seppellisti infatti sotto terra la nostra ribellione contro di te, perciò sempre grati ti glorifichiamo.

Gioendo sempre ogni volta che qualcuno si converte, scuoti tutta la terra come semplice foglia per rafforzare i fedeli con il tuo timore, Signore.

Liberaci dai terremoti più violenti della terra e non permettere che la tua eredità vada del tutto in rovina, anche se sei irritato per i nostri numerosi peccati, longanime Signore.

Theotokìon. Supplici ti preghiamo, Madre di Dio, di mostrare verso il tuo popolo e la tua città la comprensione di sempre e dai più violenti terremoti della terra e dalla rovina, salvaci.

Primo canone del Santo, con l’acrostico: Acclamo al valorosissimo Demetrio. Opera di Teofane.

Ode 1. Tono 4. Nel mar rosso.

Cinto con la divina corona dei martiri, presso Dio esulti luminoso, brillando dello splendore dell’aldilà, illustre martire Demetrio.

Il Sovrano ti accolse come martire della verità, avendo lottato fino al sangue e dimostrato valorosamente con la lotta la tua ferma resistenza.

Calpestasti l’inventore del male, Demetrio, abbattendolo con la lancia del tuo martirio e la bontà divina ti fortificò per questo con la sua ineffabile potenza, o beato.

Theotokìon. Colui che è generato senza madre nel cielo, come Dio nasce da te, secondo la nostra natura, senza padre, illustre Madre di Dio, incarnandosi con unione sorpassante ragione e mente.

Secondo canone del santo. Acrostico: Unito al profumo spirituale divieni profumo. Nei theotokìa opera di Filoteo. Poema di sua santità il patriarca Filoteo, dedicato alla celebrazione e alla supplica per il santo Myron.

Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.

Mia parte sei tu e mia divina gloria, Demetrio, perché sono pecora del tuo caro gregge; ricevi dunque il mio inno, che oggi celebra la grazia della tua mirra, o incoronato.

Luminosamente percorresti la via del martirio con l’anima ricoperta dall’olio delle virtù: dalla tomba trionfi in modo meraviglioso e hai fatto del tuo corpo una fonte di mirra, generoso martire.

Annulla in me i torrenti fangosi e il cattivo odore delle mie impure passioni, ti prego, o Demetrio e rendimi dimora degna del profumo di Cristo.

Il divino Davide in Spirito chiamò unguento profumato l’unione dei fratelli e la tua mirra, come nuova creazione, o sapiente, conduce all’unione con il supremo Profumo.

Theotokìon. Apparisti, Vergine purissima, vaso d’alabastro del divino profumo, contenente il buon odore di Cristo: liberami dunque dai miasmi delle mie passioni e dal fango dei miei errori, ti prego.

Katavasìa. Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.

Del terremoto. Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

La terra è flagellata a causa delle nostre malvagie predisposizioni, perché sempre provochiamo la tua collera verso di noi; ma tu, Re dell’universo e Signore compassionevole, risparmia i tuoi servi.

Scossa la terra, Signore, di nuovo la rafforzasti, correggendo e riparando le nostre debolezze, volendo stabilirci nel tuo divino timore, o più che buono.

Fratelli, rifuggiamo i peccati che generano le amarezze della morte, i più forti terremoti della terra e incurabili flagelli, quindi, con la penitenza, addolciamo il nostro Dio.

Theotokìon. O Madre di Dio purissima, tu che sola sei buona, ti preghiamo, supplica con insistenza il Verbo buonissimo di salvare tutti dalla collera dell’attuale terremoto.

Primo canone del santo. In te si rallegra.

Disprezzasti del tutto le leggi dei tiranni, preferendo più di tutto il Verbo di Dio, o atleta vittorioso.

Nella tenda della Testimonianza divenisti candeliere brillante, risplendente della divina luce, vittorioso martire Demetrio.

Theotokìon. Per sanare la natura incancrenita dei mortali, Vergine pura, l’Amico degli uomini scelse il tuo grembo come sua dimora.

Secondo canone del santo. Quale sorgente.

Nelle vivificanti onde entrasti purificato con il divino battesimo; lavato poi con il tuo sangue di martire, hai prodotto una sostanza nuova, Demetrio, che diviene in te fonte di profumo.

Come divino custode di Tessalonica, allieti gioiosamente la tua città come immenso fiume del Signore con le onde del tuo profumo e come divina dimora, santifichi l’universo.

La tua città, santo martire, ci appare come fonte d’acqua vivificante, che fa scorrere le onde del tuo profumo come fiume sommergente l’oceano delle eresie e delle passioni.

Cristo ha effuso misticamente questa mirra nella tua anima; dalle tue membra ha fatto scorrere, Demetrio, come dalle sue labbra, una fonte di profumo e ti ha reso santa dimora dello Spirito.

Theotokìon. Questo la Vergine dice a suo Figlio, Re dell’universo: o mio Sposo bellissimo, sulle tracce del tuo profumo, verso di te accorro.

Katavasìa. Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori che allestiscono per te una festa spirituale; e rendili degni di corone di gloria.

Kathisma del santo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Nella ricchezza della tua pietà, rovesciando l’errore degli empi, calpestasti l’audacia dei tiranni e infiammando l’intelletto con il divino amore, sprofondasti nell’abisso l’errore gli idoli; perciò degnamente ricevesti in ricompensa delle tue gesta il potere dei miracoli e fai scorrere guarigioni, atleta Demetrio; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Un altro del santo.

Compiacendo il Re dei secoli, ti opponesti al volere dell’iniquo imperatore, o glorioso e non sacrificasti agli idoli intagliati; perciò ti sacrificasti per il Verbo immolato, lottando con fermezza e fosti trafitto da una lancia nel fianco, sanando i dolori dei fedeli che a te accorrono, atleta Demetrio; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Del terremoto.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Hai avuto pietà di noi salvandoci dalla tua ira tremenda e mostrandoci l’oceano del tuo amore per gli uomini, Signore: noi ora ti ringraziamo, avendo imparato a evitare i peccati mortiferi; volgiti dunque a noi, abbi pietà per le preghiere della tua Genitrice, o Salvatore.

Del terremoto. Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore, così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro facendo festa nel Signore.

Tu che scuoti col tuo volere la terra, Signore, rafforza sulla base della verità tutti noi, che siamo scossi dagli assalti del perfido nemico.

Per il tuo volere divino scuoti l’universo e agiti i cuori degli abitanti della terra: calma dunque le onde della tua giusta ira.

Quanti non hanno affatto il tuo timore nel loro spirito, li spaventi scuotendo tutta la terra, tu il solo compassionevole, ma a noi, come sempre, Signore, manifesti tutte le meraviglie del tuo amore.

Theotokìon. Riconoscendoti tempio di Dio, o Sovrana, nel tuo santo tempio eleviamo le nostre mani supplicanti per pregarti: volgiti alle nostre miserie e vieni in nostro soccorso.

Primo canone del santo. Vedendoti sospeso.

Il Dio Verbo eccelso, vedendoti sconfiggere le menzogne degli empi, t’incoronò di gloria, Demetrio, cantando: gloria alla tua potenza, Signore.

Diretto dalla mano vivificante raggiungesti i porti più sereni dove ora con gioia, Demetrio, tu gridi: gloria alla tua potenza, Signore.

Innalzato un trofeo contro l’errore, ricevesti la corona di vittoria, il diadema di giustizia, Demetrio e canti al tuo Creatore: gloria alla tua potenza Signore.

Theotokìon. Più sacra di tutte le creature, tu sola fosti degna di divenire Madre di Dio: partorendolo infatti, illuminasti il mondo con la grazia della scienza divina.

Secondo canone. Colui che siede.

Come uva matura Cristo ti colse dalla vigna di Dio, o beato; dal peso del martirio ti liberò e trasformò il succo che scorre in mirra divinamente zampillante.

Dove dimori, sposo mio, dove hai piantato la tua tenda a mezzogiorno, chiede a Cristo l’incoronato; sulle tracce del tuo myron, coperto di mirra accorro.

Spazzando via i torrenti dell’errore con le onde del tuo sangue, o Demetrio, prosciuga del tutto il fiume dei miei peccati e delle mie passioni con le onde della tua mirra, ti prego.

Dimmi o mio Sposo, dimmi ben chiaramente, dove porti le tue pecore? Chiede la Sposa al Divino Sposo suo Figlio, perché con il profumo dei tuoi unguenti guidi le schiere dei tuoi amici.

Theotokìon. Venuto a conoscenza dell’ineffabile tuo progetto divino dell’incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm gridava: gloria alla tua potenza, Signore.

Katavasìa. L’ineffabile progetto divino della tua incarnazione verginale, Dio altissimo, il profeta Avvacùm lo conobbe e gridò: Gloria alla tua potenza Signore.

Del terremoto. Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con affetto vegliano per te per conoscere te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

E tu mio cuore, trema pure vedendo avvicinarsi ora la minaccia di Dio, gridando al Re compassionevole: risparmia il tuo popolo Signore, metti fine alla tua giusta ira.

Il popolo e la città che hai acquistato col tuo sangue, non abbandonare, o Gesù, alla distruzione, non scuotere la terra con uno spaventoso terremoto: il coro degli apostoli ti supplica.

Deviando dai tuoi dritti sentieri, Signore, con tortuosi pensieri, ti abbiamo provocato all’ira; ma tu sei buono e clemente, o Dio compassionevole, sii dunque propizio ai tuoi servi.

Theotokìon. E’ giunta l’ora che tu ci aiuti, abbiamo bisogno ora di riconciliarci con tuo Figlio e Signore, Vergine pura, per questo abbi pietà di noi e libera dalla sua collera noi che lo abbiamo irritato.

Primo canone del santo. Tu Signore, mia luce.

Avendo ricevuto nel cuore il fuoco dell’amore di Dio, illustre Demetrio, estinguesti il fuoco dell’atea mania degli idoli.

Rivelati, o Demetrio, liberandoci dai pericoli con le tue preghiere e proteggi i fedeli che con affetto ti festeggiano.

I fedeli, frequentando il tuo santuario, Demetrio si sono visti liberati da malattie e passioni funeste.

Theotokìon. Il Verbo di Dio, consustanziale al Padre, diviene tuo Figlio, a te consustanziale, al di sopra dell’intelletto e della ragione, Madre di Dio.

Secondo canone. Sbigottisce l’universo.

Il grande martire Demetrio mischiò sangue e sudore per preparare il santo myron sulla fiamma dello Spirito, lavorando il medicamento per purificare di nuovo le nostre anime.

Le ferite delle nostre anime e dei nostri corpi tu purifichi, o Demetrio, con il rimedio potente della mirra sgorgante dalla tua tomba, togliendo il veleno spirituale con il tuo zelo per il Signore e con la pioggia del tuo sangue.

La tua santa mirra, Demetrio, più potente del fuoco, percorre la Chiesa, sgorga, fluisce, ribolle, scorre misteriosamente sui fedeli che si avvicinano, consumando le malattie e scacciando i demoni.

Theotokìon. Poiché il Verbo elesse il tuo grembo sua dimora, le anime dei santi corrono a te, Vergine, miroteca del nuovo profumo e con ardore gridano: Come sei bella, Sovrana purissima.

Katavasìa. Stupisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno Dio che su tutti domina e generasti il Figlio oltre il tempo, che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.

Del terremoto. Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Non osando supplicare per le nostre bassezze la tua maestà, noi deleghiamo i tuoi angeli scelti per una fervida intercessione: per le loro preghiere, sottraici alla tua collera, Signore.

Oggi sappiamo che tu vuoi il nostro bene, perché non ci hai seppellito sotto terra Signore, malgrado il numero e la gravità dei nostri peccati; perciò ti ringraziamo e magnifichiamo.

Decidi, o Verbo, di far tremare le fondamenta della terra perché cessiamo di vacillare, perfezionando le virtù e nel tuo timore siamo umili e rafforzati.

Theotokìon. Santa Sposa di Dio, abbi pietà del tuo povero popolo con la tua materna intercessione e insisti, ti preghiamo, per mettere fine alla collera del Signore contro di noi.

Primo canone del santo. A te sacrificherò.

Riunendoci cantiamo all’unisono la tua luminosa memoria, piena di prodigi e carismi del santo e venerabile Spirito, o beatissimo Demetrio.

Spezza le catene dei miei peccati con le tue preghiere Demetrio, invitto martire: tu puoi parlare al Sovrano liberamente, sii mio rifugio e riparo.

Theotokìon. Trovandoti tra le spine come fiore purissimo, come giglio nella valle, il Verbo tuo Sposo, Divina Madre, dimorò nel tuo grembo.

Secondo canone. Celebrando questa divina.

Lavato con l’acqua del divino battesimo, ricevesti l’unzione con la mirra dello Spirito, che in mirra trasformò per sempre il sangue del tuo fianco.

Alzati, seguimi, anima di Demetrio, dice il Signore, lo sposo, entriamo nella dimora profumata, inebriamoci col profumo della mia mirra.

Cose nuove, Demetrio, a te grida Cristo sposo, l’inverno è passato, la rosa è fiorita vieni amico mio, accorri Demetrio sulle tracce del mio profumo.

Io mi affretto dice l’amato, alla tua sequela, mio fidanzato, perché i tuoi unguenti sono più profumati di tutti, cambiando in mirra il nostro sangue.

Theotokìon. Per la morte di tuo Figlio, o Vergine morì la morte e dal sepolcro sorse la vita; per il tuo meraviglioso parto si rinnovarono le leggi della natura e in mirra si trasforma il sangue dei martiri.

Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi, che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito. 

Kontàkion. Autòmelo. Tono 2.

Con i rivoli del tuo sangue, o Demetrio, imporporò la Chiesa il Dio che ti diede la forza invincibile e custodisce invulnerata la tua città: poiché di essa tu sei il sostegno.

Ikos.

Conveniamo tutti concordi, fedeli, onorando questo grande come soldato e martire di Cristo, gridando con inni e cantici al Sovrano e Creatore del mondo: Liberaci dalla sciagura del terremoto, o amico degli uomini, per l’intercessione della Madre di Dio e di tutti i santi martiri: in te riponiamo la speranza di essere liberati da pericoli e tribolazioni, perché tu sei il nostro sostegno.

Sinassario.

Il 26 di questo mese memoria del santo e glorioso megalomartire Demetrio, mirovlìta (effusore di unguento profumato) e taumaturgo.

Stichi. Nel fianco Demetrio viene trafitto dalla lancia, imitando la tua santa passione, Cristo. Demetrio confessa il Figlio dell’Onnipotente Padre e muore trafitto il ventisei.

Lo stesso giorno i santi martiri Artemidòro e Basilio vennero trafitti da spada.

Stichi. Artemidòro, cadendo colpito da spada aveva Basilio come compagno di lotta.

Lo stesso giorno la santa martire Leptina perì trascinata sulla terra.

Stichi. Trascinata sulla terra da empie mani, Leptina lasciò sulla terra il freddo della carne.

Lo stesso giorno il santo martire Glycone perì di spada.

Stichi. Offrendo la sua nuca alla decapitazione, Glycone versa a Dio il suo sangue in dolce libagione.

Lo stesso giorno, memoria del grande e terribile terremoto.

Stichi. Per salvarla, Verbo, fai tremare la terra, perché la misericordia è il compimento della tua ira.

Lo stesso giorno memoria del nuovo santo martire Ioàssaf, ucciso di spada a Costantinopoli nell’anno 1536.

Stichi. Mescolasti all’ascesi il martirio, beatissimo, perché la misericordia è il compimento della sua ira.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Del terremoto. Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Inneggiatissimo sei tu, longanime Signore, poiché non uccidesti i tuoi servi a morte con la rottura e lo scuotimento tremendo della terra, ma ci hai impauriti chiedendo che ci convertiamo dal male affinché tutti viviamo.

Gemiamo dal fondo del cuore e piangiamo per trovar grazia presso Cristo, affinché, con le lacrime, evitiamo la minaccia dei terremoti, causati dalla moltitudine dei nostri peccati.

Ahimè, gridiamo, tendendo le mani a Dio Altissimo e smettiamo infine di coltivare il male: ecco, infatti, il Salvatore ha scosso tutta la terra con la sua ira perché vuole raddrizzarci.

Theotokìon. Salva i tuoi servi, destinati a perire per la grande furia e collera di Dio, per il timore della sua minaccia incombente per il gran numero dei nostri peccati, o Sovrana pura.

Primo canone del santo. Nella fornace.

Rischiarato dalla gloria e grazia divina, martire vittorioso, splendidamente illumini e irraggi i fedeli, che gridano: benedetto sei tu nel tempio della tua gloria, Signore.

Ornato dalla porpora del tuo sangue e reggendo come scettro la croce, regni con Cristo gridando: Benedetto sei tu, mio Dio e Signore.

Theotokìon. Gloriosa e splendida Madre Vergine, custodisci tutti quelli che ti onorano quale vera Madre di Dio, o Sovrana, benedetta fra le donne.

Secondo canone. I fanciulli di senno divino.

Sacrificasti il tuo sangue, sublime Demetrio, offrendolo al Re dell’universo; imitando lui fosti trafitto da una lancia al fianco: perciò egli ti dà la ricompensa adeguata, rivelandoti mirra agli altri.

Cristo Signore, profumo celeste, si è incarnato per amore del genere umano e per amore verso di lui, Demetrio diviene egli stesso un cristo per il sacro crisma che lo riveste e mirra fluisce dalla sua carne.

Cristo mi ha consacrato, mi ha attirato con l’olio della gioia, mi ha liberato dalla servitù dall’amara tirannia, ma io sono divenuto ancora schiavo delle azioni più basse: liberami da questa schiavitù infamante con l’unzione della tua mirra, Demetrio.

Theotokìon. Il tuo Sposo, Vergine Sovrana, ti ha scelto tra le tribù dei mortali e ti ha posto alla sua destra nello splendore, dicendo: Vieni dal Libano, amica mia, vieni, mia sposa e Madre.

Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura in luogo del Creatore, ma calpestata con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Del terremoto. Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Avvicinandosi all’improvviso la tua giusta ira, o Amico degli uomini, siamo turbati e in preda alla più totale disperazione, vedendoti irritato con noi.

Tendiamo le mani, fedeli e volgiamo lo sguardo all’unico Re in grado di salvarci, gridando: Signore, amico degli uomini, allontana da noi la tua ira.

Le miriadi di angeli, la schiera dei martiri, il sacro coro dei profeti, degli apostoli divini, dei monaci e dei gerarchi, Signore, ti supplicano: Risparmia il tuo popolo umiliato.

Tu che conosci, o compassionevole, la nostra infermità, l’irrimediabile inclinazione verso ogni sorta di male, deponi l’ira, distogli la collera e nella tua misericordia, abbi compassione del mondo.

Theotokìon. Vergine compassionevole, che generasti il compassionevolissimo Salvatore, guarda al dolore del tuo popolo gemente, degnati, Madre di Dio, di intercedere perché abbia compassione di noi.

Primo canone del santo. Stese le mani.

Annientasti, o glorioso, ogni follia e astuzia del nemico indossando l’imbattibile forza di Cristo e, divenuto vincitore, martire Demetrio, gridavi: opere tutte, benedite il Signore.

Mostrando la fermezza dei martiri, ottenesti la loro gloria, o Demetrio, santificato dal lavacro di santità che non si contamina di nuovo per i peccati; trafitto dalla lancia, gridavi: opere tutte, benedite il Signore.

La moltitudine dei miracoli compiuti manifesta il carisma oltre comprensione che Cristo ti donò, illustre martire e il tuo potere di guarigione annunziò anche la tua ineffabile grazia a noi, che cantiamo: opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. Inneggiamo all’unica Madre Vergine tra tutte le generazioni, la pura Madre di Dio, che ci ha procurato la salvezza, partorendo il Verbo Redentore dell’universo, al quale cantiamo: opere tutte, benedite il Signore.

Secondo canone. Il parto della Madre di Dio.

Esaltando Cristo nella Chiesa, la tua laringe meditava la verità e la tua bocca proclamava parole di sapienza; coppe di aromi divennero le tue guance e Cristo ti rese per il mondo fonte sgorgante mirra divina.

Temendo come frecce del potente scagliate da lontano dalle tue mani, la forza delle tue parole, o incoronato, il tuo avversario fece trafiggere da molte lance il tuo fianco, il quale, zampillando mirra a fiotti, li sommerse come un tempo gli Egiziani.

Il sublime guardiano di Tessalonica, salvandola da tutti i pericoli, difende con forza la Chiesa, donando come un padre amorevole con i figli, il cibo per la crescita: questo fa il suo fianco stillante mirra come latte.

Da infermità e terribili malattie, dall’attacco dei demòni salvasti con le onde del tuo myron la mia famiglia, a te cara, o Demetrio, per le virtù dei miei padri; degnati di riunirci con loro per cantare in coro la tua grazia.

Theotokìon. Come gloria e tesoro comune noi fedeli tutti abbiamo te, Madre di Dio; perciò ti veneriamo accorrendo a te e ti chiediamo con ardore di liberarci dall’infamia e di procurarci la gioia eterna dell’aldilà e la gloria con i giusti nel cielo.

Katavasìa. Il parto della Madre di Dio, allora prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli purissimi; ma ora che si è attuato, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Del terremoto. Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere angeliche non osano fissare: ma per te, purissima, il Verbo apparve ai mortali incarnato e noi, magnificandolo con le schiere celesti, ti diciamo beata.

Ecco, tutti noi siamo nella colpa e la terra è punita terribilmente sebbene senza peccato; viene scossa in effetti dal Filantropo, che viene a correggerci; controlliamo i sensi e pensiamo alla nostra salvezza.

Tu che sei il Re delle ore e dei tempi, in un istante avresti voluto polverizzare i tuoi servi, ma ne fosti distolto dalla tua grande compassione e noi, privi di scuse, ti ringraziamo.

Da sisma, spada, amara prigione, guerra, invasioni, fame, peste e da tutti i mali, per la tua misericordia, o Cristo, salva la tua città e tutto il paese di quanti con fede ti inneggiano.

Anche senza lingua la terra fa udire il suo gemito: perché voi, uomini tutti, mi profanate con i vostri peccati così numerosi, perché il Signore vi risparmia e colpisce me, flagellandomi tutta? Reprimete i sensi e ritornate graditi a Dio con la penitenza.

Theotokìon. Tu che, senza corruzione, Vergine piena di grazia divina, generasti, placa con la tua materna intercessione l’ira del Signore, con tutte le forme di distruzione, i tremendi e più violenti terremoti e tutti i flagelli da noi provocati.

Primo canone del santo. Da te Vergine.

Spezza i vincoli delle colpe dei tuoi cantori o vittorioso, fà cessare gli assalti delle passioni; arresta la tempesta delle eresie; placa la bufera delle tentazioni, con la tua intercessione.

Ai retti sentieri del regno dei cieli guida il tuo sacratissimo gregge, o Demetrio, martire incoronato, verso il pascolo salutare, verso il luogo dell’eternità.

Theotokìon. Tutti noi fedeli, con lodi, ti onoriamo fidenti come radice, fonte e causa dell’incorruttela, o Vergine: perché tu hai fatto scaturire per noi l’immortalità enipostatica.

Secondo canone. Ogni abitante.

Terra e cielo ammirano la tua opera, Demetrio, perché vivendo nella carne, ornasti ogni sorta di virtù, acquistando la luminosa somiglianza con Dio e bagnando il tuo corpo nella porpora del tuo sangue e come splendido re con myron fosti unto.

Per indossare l’ornamento deposto dall’antico Adamo hai rivestito splendidamente il nuovo Adamo e deposto con gioia il velo della carne, o Demetrio; perciò ti fu donata con l’unzione anche la corona, il regno luminoso.

Lo spirito e il linguaggio umano non possono esprimere le glorie e gli onori sovrannaturali che hai ricevuto, beato martire, sempre regnante con Cristo; ma la mirra, prodigiosamente fluente dalla tua reliquia, ne è il segno più chiaro.

Il gregge che Cristo acquistò col sangue mantenesti nell’unità con le tue parole sante e il tuo sangue di martire; nutrendolo ora con mirra e sangue, sublime atleta, custodiscilo nei secoli dall’abisso delle funeste eresie.

Theotokìon. Ricevi i nostri umili canti e accogli le nostre preghiere, nostra Signora; dissolvi le nubi degli oscuri mali che colpiscono tutti e ciascuno; pacifica le tempeste dentro la Chiesa, disperdi le falangi dei barbari e liberaci dal castigo eterno.

Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Madre di Dio pura e sempre Vergine. 

Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.

Martire di Cristo Demetrio, come un tempo abbattesti con la divina grazia l’alterigia, la boria e l’audacia equina di Lieo, dando forza nello stadio al valoroso Nestore con la potenza della croce, così, con le tue preghiere, o vittorioso, anche a me da’ forza in ogni tempo contro i demòni e le passioni che corrompono l’anima.

Theotokìon, stessa melodia.

Vergine Madre intatta, non cessare di supplicare per noi tuoi servi il Signore incarnato dal tuo sangue puro, perché troviamo grazia e aiuto nell’ora opportuna nel giorno in cui giudicherà la stirpe dei mortali e liberaci dalla minaccia del terribile terremoto e dai pericoli, con la tua materna intercessione.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, il primo due volte.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Vieni, martire di Cristo, a noi che invochiamo la tua visita compassionevole e liberaci, vessati come siamo da tiranniche minacce e dall’orrenda follia dell’eresia: da essa siamo perseguitati come nudi prigionieri di guerra, passando di continuo da un luogo a un altro, vaganti tra le caverne e sui monti. Abbi dunque pietà, o illustrissimo e dacci sollievo: placa la tempesta e spegni lo sdegno contro di noi, pregando Dio, che concede al mondo la grande misericordia (2).

Fosti dato a noi come muro fortificato che non teme le macchine d’assedio dei nemici, vanificando le incursioni dei barbari e i sintomi di tutte le malattie; divenisti per la tua città, Demetrio, muraglia incrollabile e fondamento indistruttibile, patrono, fondatore e difensore: anche ora, in grave pericolo e miseramente tribolata, salvala con la tua intercessione, o beatissimo, pregando Cristo che concede al mondo la grande misericordia.

Il coro dei vittoriosi mostra di essere in possesso di tutta la virtù, perciò ha degnamente ereditato il gaudio della vita beata e immacolata; distinguendoti tra essi, o mirabile Demetrio, onorato dall’imitazione di Cristo e glorioso per un uguale colpo di lancia, chiedi assiduamente per noi che ti veneriamo la liberazione da passioni e gravi sventure, pregando con fervore colui che concede al mondo la grande misericordia.

Gloria. Tono 4. Di Andrea di Gerusalemme.

Colui che per le lance ereditò la grazia del fianco salvifico trafitto dalla lancia, da cui il Salvatore fa sgorgare per noi torrenti di vita e incorruttela, Demetrio, sapientissimo negli insegnamenti, incoronato fra i martiri onoriamo; celebrando l’annua memoria di colui che col sangue terminò la corsa dell’agone e con i prodigi rifulse per tutta la terra, dell’ardente sostenitore del Sovrano, dell’amico compassionevole dei poveri, del difensore dei tessalonicesi in tanti tremendi e svariati pericoli, glorifichiamo Cristo Dio, che opera per mezzo suo guarigioni per tutti.

E ora. Theotokìon.

Strappaci alle nostre angustie, o Madre di Cristo Dio, tu che partoristi il Creatore dell’universo, affinché tutti ti gridiamo: salve, o unica avvocata delle nostre anime.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Si da il santo myron del santo cantando i suoi idiòmeli.

Alla Liturgia i typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.

Apostolo. Timoteo II: Figlio Timoteo, rafforzati nella grazia.

Due Vangeli.

Per la festa del santo secondo Giovanni: Disse il Signore ai suoi discepoli: Questo vi ordino, che i amiate gli uni gli altri.

Per la memoria del terremoto secondo Matteo: In quel tempo Mentre Gesù saliva su una barca. 

Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.