26 Novembre
Memoria dei santi nostri padri Alipio il Kionìta e Nicon il metanoìte.
Al Mattutino
Dopo la consueta sticologia del salterio, recitiamo un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi.
Canone Di sant’Alipio. Acròstico: Con gioia lodo le pene di Alipio. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.
Cavallo e cavaliere gettò nel Mar Rosso con braccio teso, il Cristo che spezza le guerre e salvò Israele, che cantava il canto di vittoria.
O Alipio, che sei colmo di grazia, colma di gioia la mia anima nella lode della tua vita e della tua condotta, con cui allietasti tutti lottando come un angelo.
Come un secondo Samuele Dio ti santificò dal grembo materno e ti rese, o beato Alipio, come un divino profeta chiaroveggente, o ammirabile.
Per dimostrare il tuo splendore, che possedevi al massimo grado avendo lottato valorosamente, Dio colmò in modo incomprensibile di luce divina, o beato, la stanza del parto.
Theotokìon. L’oracolo del venerabile profeta si mostrò: ecco, infatti la Vergine concepì nella carne il Dio, che riplasmò i mortali un tempo distrutti dalle colpe.
Canone di san Nicon.
Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.
La verga di Mosè che operava prodigi, inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele il fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un canto a Dio.
Con l’anima presa dall’amore per la patria celeste, desiderando le bellezze dell’aldilà e la gloria che vi dimora, ti allontanasti dai genitori e dalla patria terrena, o illustre Nicon.
Passando di luogo in luogo, sfuggivi l’effimero, respingendo sapientemente con le tue partenze continue l’attaccamento al mondo e nulla di materiale rovinò la nobiltà della tua anima, o beato.
Theotokìon. Cose gloriose si dicono di te di generazione in generazione, Madre di Dio Maria, che contenesti in grembo Dio Verbo restando pura, perciò tutti ti celebriamo come sostegno dopo Dio.
Di sant’Alipio. Ode 3. Irmòs.
Tu che, col tuo comando hai fissato sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo buono e filantropo.
Come lampada sul candeliere della perfezione illuminavi con lo splendore delle tue virtù le anime dei fedeli che si avvicinavano a te e le liberavi dalle tenebre del peccato.
Conformando le tue sante disposizioni al compimento delle leggi divine dello Spirito, apparisti come angelo sulla terra, padre teoforo Alipio, abbracciando nella carne la vita angelica.
Saggiamente, o insigne, ti rivelasti profugo dai tumulti della vita e ti sei stabilito prontamente nelle palestre della vita ascetica, dimostrando il tuo cuore capace di ospitare lo Spirito, o beato.
Theotokìon. Rendi la mia anima dimora dello Spirito, o Vergine, puro palazzo del Verbo; disseta alla tua fonte di acqua viva me, consumato per l’ardore del peccato, affinché giustamente ti glorifichi.
Di san Nicon. O Signore, creatore.
Percorrendo le terre da oriente a occidente, illuminavi tutti gli uomini predicando il pentimento; perciò, venerabile, ricevesti il nome corrispondente alla tua azione, divenendo l’eponimo della penitenza.
Ponendo nella tua anima lo zelo del Precursore, o padre, predicavi nel mondo la seconda venuta di Cristo e dicevi: Fate di cuore frutti degni di penitenza.
Theotokìon. Salve, Vergine castissima, che sola generasti il Signore dell’universo, salve, tu che procurasti agli uomini la vita, salve, monte ombroso non tagliato, salve, forza dei credenti.
Irmòs. O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo filantropo.
Kathisma di s. Alipio.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Come un secondo Simeone apparisti sapiente: elevando infatti il corpo da terra su una colonna, disperdesti le falangi dei demoni che facevano sentire i loro amari gemiti, scacciandoli verso luoghi inaccessibili; perciò sei l’orgoglio dei padri, loro divino gioiello, il sostegno dei monaci, padre Alipio; per questo con fede ti diciamo: Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. Di san Nicon.
Tono 1. I soldati a guardia.
Imitasti il sacro zelo del Battista e predicasti al mondo la seconda e terribile venuta del Creatore e a tutti, venerabile nostro padre, gridavi: Producete dunque per il Signore frutti degni di penitenza con cuore perfetto.
E ora. Theotokìon.
Governa la mia povera anima, pura Vergine e abbine misericordia, guarda in quale abisso è caduta sotto il peso dei miei peccati; nell’ora terribile della morte, Vergine santa, risparmiami dai demoni accusatori e dalla terribile condanna.
Oppure stavrotheotokìon.
O prodigio tremendo! O mistero nuovo! Così gridò la Vergine pura e casta vedendo steso sul legno il Signore, colui che fa girare nelle sue mani l’universo, condannato alla croce come un criminale, da giudici iniqui!
Di sant’Alipio. Ode 4. Irmòs.
Intuìto con profetico sguardo il tuo divino annientamento, Avvacùm tremando, a te, Cristo, gridava: Sei venuto per la salvezza del tuo popolo, per salvare i tuoi cristi.
Eri davvero un servitore di Cristo: dalla tua vita, padre, rifulgevano sinceramente carità, compassione, incrollabile speranza e fede.
Ritto sulla colonna, senza lasciarti scuotere dall’assalto del nemico, sconvolgevi, o beato, le schiere dei demoni ed eri fermo sostegno dei tribolati.
Colmato di divine onde, refrigeravi come rugiada le anime consumate dall’arsura del funesto peccato, o beato Alipio di senno divino.
Theotokìon. Sana la mia anima dalle passioni, illumina il mio cuore e il mio spirito, Sovrana che generasti Cristo datore di luce, Signore sommamente buono.
Di san Nicon. Ho udito, Signore.
Volendo veramente conoscere, o beato, tu hai fatto dell’azione, base della tua contemplazione, disprezzando i vaneggiamenti degli elleni.
Con lo sguardo del cuore purificato dalle tue sante azioni, tu predicevi il futuro grazie alla chiaroveggenza del tuo spirito.
Theotokìon. Tu che solo sei senza peccato, perdona le nostre colpe, Signore e pacifica questo mondo che è tuo, per le preghiere della tua Genitrice.
Di sant’Alipio. Ode 5. Irmòs.
Tu che ti rivesti di luce come di un manto, per te io veglio all’alba e grido: Illumina la mia anima ottenebrata, o Cristo, unico misericordioso.
Tutto consacrato all’Onnipotente, o padre, hai sopportato con zelo di stare all’aria aperta per numerosi anni, esposto alla neve e all’ardente calura.
Dedicandoti a inni e suppliche, o beato, ottenesti con puro intelletto la grazia del trisolare raggio e ricevesti lo splendore balenando guarigioni.
Circoscrivendo il tuo corpo al capitello, avvicinavi senza ostacoli l’intelletto al tuo desiderio, rivelandoti pieno di luce, o padre.
Theotokìon. Concepisti, santa Vergine, il Dio santo divenuto mortale per compassione, colui che santifica quanti con fede e timore lo santificano.
Di san Nicon. Vegliando a te gridiamo.
Consolasti con le tue preghiere colui che Dio aveva colpito per averti oltraggiato, guadagnandone così la stima.
Innalzasti un tempio illustre al Signore, o padre ispirato da Dio, tu che eri tempio animato, santuario vivente.
Theotokìon. Germogliasti per noi la vita, il Creatore e Signore che vivifica l’universo, o Madre di Dio pura.
Ode 6. Irmòs.
Placa, Cristo Sovrano, il mare delle passioni infuriato nell’onda funesta all’anima e fammi risalire dalla corruzione, come compassionevole.
Quando eri sul pilastro gli spiriti del male, che ti colpivano con pietre, non poterono farti cadere dalla roccia indistruttibile.
Pazientando, o beato, attendevi il Signore che ti donò realmente la pazienza e ti liberò da tutte le disgrazie.
Prodigiosamente, o beato, una luce appariva sopra la tua colonna ogni giorno, senza sosta illuminando i tuoi sensi spirituali.
Theotokìon. In te, pura, tutti noi che siamo nell’afflizione abbiamo forte assistenza e sicura protezione; o Madre di Dio, salvaci dai pericoli.
Di san Nicon. Siimi propizio.
Il Dio che glorificavi con prodigi meravigliosi nelle tue membra, ti donò grande gloria; e quello che mancava nel tempio divino, lo completasti con la colonna che eri.
La città dei lacedemoni, ti conobbe come un secondo Mosè, che con divini insegnamenti di penitenza libera dal male e flagella l’Egitto delle passioni.
Theotokìon. Con le tue preghiere, santa Madre di Dio, fa’ che siamo liberati dai peccati per ottenere, pura Vergine, la divina illuminazione del Figlio di Dio da te ineffabilmente incarnato.
Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.
Kontakion di s. Alipio.
Tono pl. 4. Come primizie.
La Chiesa ti glorifica oggi, o Alipio e ti celebra come modello di virtù e decoro degli asceti. Con le tue preghiere, per il nome che porti, dona redenzione dalle tremende colpe a quanti venerano con affetto le tue buone opere e le tue lotte.
Altro kontakion, di san Nicon.
Tono pl. 2. Compiuta l’economia.
Imitando il vivere angelico, considerasti rifiuti le cose piacevoli del mondo, indicandoci il sentiero della penitenza, o san Nicon teòforo; perciò ti onoriamo, celebrando ora la tua memoria: tu sei realmente sorgente di guarigioni.
Sinassario.
Il 26 di questo mese memoria del nostro santo padre Alipio lo stilita.
Stichi. In piedi sulla colonna Alipio cercava di entrare nei cieli dove ora abita. Il 26 senza dolore entri nella tua casa, o Alipio.
Lo stesso giorno, memoria del nostro santo padre Nicon il metanoìte.
Stichi. La città dei lacedemoni non è per niente nella fossa dai demoni, perché la libera dalle necessità Nicon.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Stiliano il paflàgone.
Stichi. La strenua colonna dell’ascesi perì, poiché Stiliano cambiò la vita.
Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Akakios della Climaca.
Stichi. Fuggendo ogni male in vita, lasciando la vita si delizia dei beni infiniti.
Lo stesso giorno memoria del nostro padre tra i santi Giacomo l’anacoreta.
Stichi. Giacomo, abbandonato il mondo, ora abita la patria sovramondana.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Silo, vescovo della Persia e memoria della inaugurazione del tempio di san Giorgio al Cipresso.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Di sant’Alipio. Ode 7. Irmòs.
Il Signore dei padri sovresaltato spense la fiamma e asperse di rugiada i fanciulli, che cantavano a una sola voce: Benedetto sei tu, o Dio.
L’irremovibile Alipio sopportò il freddo per numerosi anni, ma fu prodigiosamente riscaldato dal fervore dello Spirito.
Poiché la tua vita era protesa all’altezza del cielo, consideravi un nulla il corpo che deve perire e non ti preoccupavi delle pene del suo deperimento.
Rinunciando ad ogni piacere, lottavi all’aperto contro il calore e il freddo, cantando: O Dio, tu sei benedetto.
Theotokìon. L’Infinito, o Vergine, prese da te una carne dotata di spirito e ragione per salvare quanti a lui cantano: Signore nostro Dio, tu sei benedetto.
Di san Nicon. I fanciulli della Giudea.
Come in un carro, o padre, trasportato dalla quadriga delle virtù, come un secondo Elia salivi in alto, cantando al tuo Salvatore: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Come colui che lo zelo di Dio divorava, a quanti ti amavano lasciasti l’abito dismesso dove il tuo corpo fu deposto, mentre la tua anima riposava cantando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Riempi di sapienza e forza divina, o sapienza enipostàtica dell’Altissimo, per la Madre di Dio, tutti quelli che con fede a te cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Di sant’Alipio. Ode 8. Irmòs.
Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per i tutti i secoli.
O nuovo Samuele, prevedendo il futuro con intelletto puro, predicevi come un profeta divino ciò che il Signore ti rivelava, o beato Alipio.
Veneriamo Alipio, servo di Cristo, luminosa colonna della Chiesa, salda torre, inespugnabile baluardo di tutti quelli che confidano in Dio.
Ti addormentasti nel beato sonno dei giusti, poiché prima avevi addormentato ogni genere di passioni con le tue preghiere insonni; perciò siamo arricchiti dalla tua vigile protezione.
Theotokìon. Da sola, Vergine, cancellasti l’antica maledizione con il tuo parto, che rende oramai sterile il torto generato dalla malizia del serpente; perciò ti onoriamo per tutti i secoli.
Di san Nicon. Ode 8. Follemente il tiranno.
La città dei lacedèmoni, possedendo come tesoro divino il puro e intatto rivestimento della tua anima, la tua carne perseverante, chiede il refrigerio dei corpi e delle anime, cantando a una voce: Popolo, esalta Cristo per tutti i secoli.
La tua urna, zampillando i rimedi come grazie, cura tutte le passioni, mali, infermità e dolori di tutti i fedeli che cantano: Fanciulli, benedite Cristo e voi, sacerdoti, inneggiate, popolo, esalta per tutti i secoli.
A noi che ci rifugiamo nella tua santa protezione, o beato, rendi propizio il Salvatore e Signore, tu che stai alla presenza di Dio, come eponimo di vittoria, per evitare ogni inganno del nemico, malattia, pericolo e assalto dei demòni ai fedeli, che ti cantano per tutti i secoli.
Theotokìon. Lo spirito non può spiegare il mistero del tuo concepimento e la tua verginità dopo il parto, solo il Signore di tutti conosce il come; non smettere di supplicarlo, o Vergine, di salvare quanti con fede gridano a tuo Figlio: Popolo, esalta Cristo nei secoli.
Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Danza, Isaia: la Vergine concepì e partorì un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: Oriente è il suo nome: magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.
La tua vita, illuminata dalla virtù, fu santa agli occhi di Dio fin dall’infanzia, o beato; preziosa fu anche la tua morte davanti a Cristo, o padre Alipio, vetta dei monaci.
Come luminosissimo astro irraggi tutta la terra, dileguando la maligna notte delle passioni e dissolvendo le tenebre degli spiriti del male e rischiarando tutti con lo splendore delle guarigioni.
Dimorasti sulla colonna cinquantatre anni come un atleta, lottando intrepidamente, venerabile padre, sempre oppresso da freddo, gelo e bruciante calura.
La tua santa memoria nel santo Spirito santifica noi che la celebriamo santamente e in essa ti cantiamo con fede come nostro protettore e difensore delle nostre anime, o padre.
Theotokìon. Dona illuminazione a me, ottenebrato dalle passioni e scampami dalle mie opere malvagie e dalla fiamma che spetta a me, miserabile peccatore, o Sovrana pura, protezione dei tuoi cantori.
Di san Nicon. Per questo sbigottisce.
Ora, o padre, che ti delizi senza ostacoli di quella vita per cui lottasti con forza sulla terra, vivendo come un angelo e fosti trasferito, o beato Nicon alle dimore immateriali, supplica, o teoforo, che siano salvati quanti con fede nel tuo tempio accorrono.
Con gli angeli esulti in cielo presso Dio e sulla terra l’urna che contiene, o beato Nicon, il tuo venerabile corpo è fonte di benedizioni per chi si avvicina con affetto e tocca con timore le tue sacre reliquie.
Theotokìon. In te si conservò la verginale purezza, o Maria inneggiatissima: concependo infatti, tu sola senza seme, il nostro Dio, lo generasti nella carne, restando davvero vergine; perciò soprattutto te, Madre di Dio, inneggiamo, veneriamo e glorifichiamo.
Irmòs. Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.
Exapostilarion di sant’Alipio. Udite, donne.
Per la potenza di Cristo, padre santo, affrontasti lotte sovrumane: sei infatti stato cinquantatré anni su una colonna, o sapiente Alipio, oppresso da ogni parte e ora hai trovato, o beato, l’apice di tutti i beni.
Di san Nicon. Tu che il cielo.
L’urna in cui giace il tuo gloriosissimo corpo, zampilla copiosamente grazie di guarigioni per quanti si accostano con fede, o Nicon sempre teoforo.
Theotokìon.
Ti inneggiano tutti i cori degli angeli e degli arcangeli, Vergine, Madre del Dio altissimo; e noi tutti dell’umana stirpe ti glorifichiamo con affetto.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia di san Nicon ripetendo il primo.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Deliziandoti senza ostacoli, o beato, di ciò che desideri, illumini le menti di tutti i terrestri, che con fede festeggiano la tua memoria, nostro padre teoforo e nel tuo divino tempio devotissimamente si riuniscono, o beatissimo (2).
Imitando lo zelo del Precursore, con tutto il cuore gridavi a tutti, o beatissimo: Fate penitenza, poiché il regno di Cristo si è avvicinato; supplicalo senza sosta per noi che con fede ti glorifichiamo.
Da oriente a occidente correvi, padre predicando a tutti la penitenza e la città dei lacedemoni ti riconobbe come un secondo Mosè: ora infatti recidi l’Egitto delle passioni con l’insegnamento della penitenza.
Gloria. Tono pl. 2.
Padre santo, per tutta la terra uscì la voce delle tue belle azioni: perciò nei cieli trovasti la ricompensa delle tue fatiche. Annientasti le falangi dei demòni, raggiungesti le schiere degli angeli, di cui, irreprensibile, emulasti la vita. Poiché hai dunque confidenza con Cristo Dio, chiedi pace per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Tu che sei sollievo dei tribolati, liberazione degli infermi, Madre di Dio Vergine, salva città e popolo, tu, pace di chi è combattuto, bonaccia di chi è sbattuto dai marosi, sola protezione dei fedeli.
Oppure stavrotheotokìon.
Quando la tutta pura ti vide pendere dalla croce, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, dolcissimo Figlio mio, come dunque sopporti una ignominiosa passione?
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

