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25 Ottobre

Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari).

Al Mattutino.

Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello dei santi, con l’acrostico: Alla coppia dei martiri offro una melodia. Giuseppe.

Ode 1. Tono. 4. Come la cavalleria del faraone.

Tutti illuminati dalla luce della Trinità santa, o santi, siete per sempre astri non erranti; per questo noi fedeli inneggiando alla vostra luminosa memoria, oggi con gioia esultiamo.

Volendo contemplare il Verbo rifulso sulla terra come sole sorto per noi dalla Vergine e avendolo riconosciuto consustanziale al Padre, o martiri, subiste morte violenta con pensiero fermissimo.

Come discepoli e compagni del sapiente Paolo e veri teologi, predicaste che il Figlio è uguale in dignità al Padre e, trafitti da spada, santificaste la terra coi fiotti del vostro sangue, o atleti.

Theotokìon. Concepito il Figlio coeterno al Padre, gli donasti un corpo, Vergine pura, quando si fece mortale per ineffabile amore: perciò venerandolo, con fede ti glorifichiamo come causa della divinizzazione di tutti.

Ode 3. Non nella sapienza.

Illuminati dall’ortodossia per lo Spirito divino, fugaste del tutto le tenebre di Ario, divenendo martiri dell’Onnipotente.

Dogmatizzando il Verbo uguale al Padre, foste condannati a morte, o Marciano e Martirio e trasferiti alla vita eterna.

Alla sacra armata degli angeli vi uniste e ai cori dei martiri vi aggregaste: perciò celebriamo la vostra venerabile memoria.

Theotokìon. Avvolta in abiti con frange d’oro, ora stai come Regina alla destra del Signore tuo Dio, o Sovrana nostra, pregando per i tuoi servi fedeli.

Irmòs. Non nella sapienza, né nella potenza o nella ricchezza ci vantiamo, ma in te, Sapienza enipostàtica del Padre, poiché altro Dio all’infuori di te, o Cristo, noi non conosciamo.

Kathisma. Tono 3. Attonito di fronte.

Il Figlio e Signore consustanziale al Padre prima dei secoli, Cristo Verbo incarnato predicaste saggiamente senza divisione, o santi; perciò fino al sangue per lui avete resistito, condannando tutta l’empietà di Ario; avendo dunque familiarità, pregate per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Inconoscibile e imperscrutabile è il tremendo mistero in te compiuto, o fanciulla Sovrana piena di grazia: generasti, infatti, concependo l’incircoscritto, incarnato dal tuo sangue puro; come tuo Figlio pregalo sempre, o fanciulla, di salvare le nostre anime.

Oppure stavrotheotokìon.

La pura ignara di nozze, la Madre tua, o Cristo, vedendoti pendere morto dal legno, facendo materno lamento diceva: Che cosa ti ha reso il popolo ebreo iniquo e ingrato, che ha goduto dei tuoi tanti e grandi doni, Figlio mio? Io canto la tua divina condiscendenza.

Ode 4. Colui che siede.

Per la forza della vostra mente e la perfezione del vostro pensiero, martiri del Signore, custodendo l’ortodossia terminaste l’agone da martiri, scacciando la tenebra dell’eresia.

Il folle che nella sua pazzia non volle predicare il Verbo al Padre consustanziale, fu strangolato dai lacci delle vostre sacre pene e venne inghiottito nelle onde del vostro sangue per grazia divina.

Militando per il Signore e soffrendo per la fede, o santi, vi aggregaste alle armate celesti; perciò siete detti beati, procurandoci sostegno e illuminazione.

Le mammelle della Chiesa, che versano il latte dell’ortodossia e sfamano i pii, il nobile Marciano e Martirio, siano celebrati con dolci melodie.

Theotokìon. Il sacro profeta un tempo ti chiamò, o Vergine pura, monte di Dio tutto ombroso per le virtù, da cui il Verbo Salvatore apparve per il restauro e l’illuminazione delle nostre anime.

Ode 5. Gli empi non vedranno.

Vi rivelaste sapientissimi seguaci dei dogmi del divino sacerdote Paolo; imitandone i costumi, o martiri, strenuamente lottaste e giustamente foste incoronati.

Come stelle risplendete fieramente al vertice della venerabile Chiesa, allontanando il buio fittissimo dell’eresia di Ario, o valorosissimi santi.

Allontanandovi dai piaceri della vita, o santi, vi avvicinaste a Cristo con pochissimo sangue e avete ereditato il regno incrollabile, o gloriosi atleti.

Theotokìon. Veramente concepisti il Figlio di Dio consustanziale al Padre e al divino Spirito, o pura Genitrice di Dio; pregalo sempre d’aver compassione delle nostre anime.

Ode 6. Sono giunto alla profondità.

Seguendo le parole del pastore sapiente in Dio, o sapienti, serbaste la fede ortodossa per cui foste uccisi, o Marciano e tu, divino Martirio.

Preziosa apparve la vostra morte agli occhi del Signore, o santi e sapienti opliti, perciò con preziosi anniversari siete beatificati da tutti, o gloriosi.

Avendo voi come fonte di prodigi, o beatissimo Marciano e Martirio, valorosi atleti, la Chiesa di Cristo nei secoli gioisce.

Theotokìon. Con la bocca e il cuore veramente ti proclamiamo Madre di Dio o Vergine: pregalo sempre, o pura, di salvare le nostre anime.

Irmòs. Sono giunto nelle profondità del mare e mi ha sommerso l’abisso di molti peccati, ma tu come Dio, strappa dalla rovina la mia vita, o misericordiosissimo.

Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.

Dopo aver lottato ottimamente dall’infanzia, tu, Marciano e insieme il sapiente Martirio, avete poi abbattuto l’apostata Ario, custodendo immutabile la fede ortodossa, sulle orme di Paolo, sapiente maestro: e così con lui avete ottenuto vita, come nobili difensori della Trinità.

Ikos.

Voi che avete piamente servito il Dio amico degli uomini, o coppia benedetta, affrettatevi a venirmi incontro per liberarmi dai mali, provvedendo una parola di sapienza a me, che celebro la vostra lotta: sostenendola per la fede con animo sicuro, o santi, avete ottenuto le celesti corone e vi rallegrate per sempre tra i cori dei lottatori, degli apostoli, dei maestri e dei venerabili gerarchi, come araldi del Dio Verbo, come nobili difensori della Trinità.

Sinassario.

Il 25 di questo mese memoria dei santi martiri e notari Marciano e Martirio.

Stichi. I due notari, Marciano e Martirio, appaiono come calami di Cristo intinti nel sangue per la spada il 25.

Lo stesso giorno memoria del santo martire Anastasio.

Lo stesso giorno memoria di san Valerino martire.

Stichi. Valerino col capo mozzato dalla spada, quante corone riceve per un piccolo taglio!

Lo stesso giorno memoria di san Sabino martire.

Stichi. Penetrando nel fuoco, danza, martire Sabino, la danza divina che ti procura la divina corona.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Valerio e Crisafo.

Stichi. Ai due atleti la pena della spada, alle guide il castigo per l’orgoglio.

Lo stesso giorno memoria di santa Tabithà, che san Pietro risuscitò dai morti.

Stichi. Dov’è per te Pietro, Tabithà? Di nuovo ti risuscita morta come un tempo.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. A Babilonia un tempo.

Seguendo bene il sacro pastore, ornati dall’ortodossia, invano foste uccisi da mani eterodosse, o illustrissimi opliti.

Osservando con fede senza deviazioni la legge di Dio, divini martiri, lottaste secondo le regole morendo di spada per mano di iniqui.

Dopo la sacra sepoltura, con le vostre sante intercessioni presso il Vivificante, avete seppellito, o santi, le malattie di quanti con fede accorrono alla vostra tomba.

Attingendo misticamente dalle fonti sacre la grazia delle guarigioni, irrigate i fedeli, inaridendo tutta la marea delle malattie.

Theotokìon. Liberati dal giudizio eterno per il tuo concepimento, Genitrice di Dio, a te sempre gridiamo: Salve, benedetta e piena di grazia.

Ode 8. Redentore di tutti.

Predicando l’Agnello di Dio consustanziale al Padre, come due agnelli foste uccisi e accostandovi alla mensa di lassù, siete stati aggregati all’assemblea degli atleti.

Rafforzati dalla potenza dello Spirito, i fedeli martiri annientarono l’arroganza dell’errore e lottando fermamente e ora guariscono dalle malattie.

Divenuti medici per i fedeli, sanate con suppliche divine le difficili malattie e gli ostili assalti delle nostre passioni.

Trinitario. Inneggiamo il Padre ingenito, il Figlio e lo Spirito Santo, unica divinità e unica increata essenza, gridando: Opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. Danzano insieme le potenze angeliche per il tuo parto, o Fanciulla, Madre di Dio, Deìpara, con fede scambiandosi l’annunzio; generasti infatti il Sovrano Redentore al quale gridiamo: Benedite, opere, il Signore.

Irmòs. Redentore di tutti, Onnipotente, sceso nel mezzo della fiamma, irrorasti i pii e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Ode 9. Per la sua colpa e trasgressione.

Rafforzati dalla potenza di Cristo, non temeste la morte, o atleti, ma prontamente chinando il collo alla spada, valorosamente affrontaste il divino agone: perciò degnamente siete beatificati.

Come due fulgide stelle illuminate tutta l’ecumène con gli splendori delle lotte, o sapiente Marciano e Martirio, scacciando il buio dell’oscura eresia di Ario.

Degnamente infine riceveste corone di gloria da parte di Dio, vincendo Macedonio dallo spirito accecato e ora state presso il trono del Sovrano, chiedendo per noi perfetto scioglimento dai peccati, o santi.

La vostra divina memoria è sorta più fulgida del sole, illuminando i cuori di tutti quelli che la festeggiano, o beati; in essa implorate il Signore di strapparci dalle tenebre dei peccati.

Theotokìon. Tu che sei abitazione della luce, o pura, illumina gli occhi della mia anima, ottenebrati dalla trascuratezza e giacenti sempre nella profonda tenebra della pigrizia, o beatissima, perché con fede ti proclami beata.

Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.

Marciano il sapientissimo e con lui Martirio, abbatterono l’abominevole e folle dogma di Ario con la divina grazia della Trinità santa, per la quale lottarono: e come divini martiri, ricevuta da Cristo Salvatore una luminosa corona, pregano per noi che li celebriamo.

Theotokìon.

Arca e mensa, candeliere e urna, monte e reggia, trono e lettiga e porta del Re della gloria: tale noi tutti con affetto ti celebriamo, Vergine santa e Madre di Dio, poiché tu sei rifugio e salvezza dei cristiani, difesa indistruttibile, patrona e custode.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.