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23 Dicembre

Memoria dei santi dieci martiri di Creta.

Al Mattutino.

Apolytìkion della vigilia.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Preparati, Betlemme: si è aperto per tutti l’Eden. Preparati, Efrata, perché dalla Vergine è fiorito l’albero della vita nella grotta; davvero il suo grembo è divenuto spirituale paradiso in cui si trova la pianta divina; mangiandone vivremo, non moriremo come Adamo. Cristo nasce per rialzare l’immagine, un tempo caduta.

Gloria. Dei santi. Tono 3. Attonito di fronte.

Onoriamo la mirabilissima Creta, che germogliò i fiori preziosi, le margherite di Cristo, i ramoscelli dei martiri: dieci di numero, i beati, confusero l’esercito sterminato dei demòni, perciò ottennero pure le corone, i martiri di Cristo dall’animo saldo.

E ora. Di nuovo il canone della vigilia.

Dopo la prima sticologia, Kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Prepàrati, Betlemme, ad andare incontro alla Vergine Maria, Madre di Dio: ecco, viene a te portando in grembo colui che sempre è coeterno al Padre e allo Spirito, Cristo, che ella partorirà nella grotta, restando dopo il parto ancora vergine.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma.

Tono pl. 2. Speranza buona del mondo.

Un tempo i re provenienti dalla Persia portarono oro, mirra e incenso al Re e Dio che era nato; ma noi ora, festeggiando la vigilia del suo Natale, a lui offriamo dal profondo dell’anima, con pio sentire, fede, speranza e carità e alla Vergine inneggiamo.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Il salmo 50. Quindi si recitano i canoni.

Canone della vigilia. Acròstico alfabetico. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Percorrendo nel profondo del mare una via nuova, mai percorsa, all’asciutto Israele, popolo eletto, gridò: Cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Il Verbo anteriore ai secoli, per natura senza inizio, compare nel tempo nascendo a Betlemme nella carne; festeggiamo in anticipo il suo Natale.

Contempliamo con gli occhi della mente la Vergine pura che cammina verso una città della Giudea per questo parto che un astro lontano rivela.

Riconoscendo in te il Re nato sulla terra dalla Vergine, i re della Persia vennero con sollecitudine a venerarti con i loro doni, o Verbo di Dio.

Un altro canone della vigilia.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo il faraone inseguitore sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Dalla nube verginale sorge per noi Gesù, grande sole, nostra luce; rischiararti dal suo radioso splendore cantiamo a lui dalle nostre tenebre.

Ecco venire il Re della pace, l’attesa delle genti, che distruggerà il nostro nemico; affrettiamoci a incontrare colui che è nato a Betlemme per la nostra salvezza.

Di alcuni profeti sono compiuti i divini oracoli che annunciavano la santa manifestazione del Cristo, perché la Pecora è pronta a partorire l’Agnello, Redentore e Signore dell’universo.

Theotokìon. Pura colomba del Sovrano, santa e casta, bella tra le donne, genitrice del Dio dell’universo, dopo lui, anche noi, con fede ti diciamo beata.

Canone dei santi. Ode 1. Tono 3.

Cantiamo al Signore che ha fatto portenti: nel mar Rosso infatti inabissò i nemici e salvò Israele; a lui solo cantiamo perché si è glorificato.

Cantiamo al Signore che collegò i santi martiri con la fede immacolata e li armò di una sola speranza contro l’ostile principe del male e tutti insieme li unì nel legame di carità.

Gli astri inerranti del mistico sole, come rifulgendo da oriente, con fede hanno preceduto il corso della stella che annunzia la nascita del Cristo, come preludio di questa festa, offrendo a noi splendidamente la memoria del loro trapasso.

I Magi di Persia hanno portato doni a Cristo per la sua nascita a Betlemme e come offerta della vigilia gli atleti vittoriosi hanno offerto al Figlio sangue come mirra, oro come fede, gli spiriti come incenso.

Alla fede di Teodulo e alla carità di Zotico si unirono Pompeo e Saturnino; con essi furono incoronati Euporo, Agatòpodo, Gelasio, Evaristo ed Euniciano e Basilide, loro compagno di battaglia.

Trinitario. L’Essere indivisibile oltre lo spirito è cantato distintamente in tre ipòstasi nell’unica divinità indivisibile, poiché è e viene chiamato Monade semplice e indivisibile.

Theotokìon. Generato inesplicabilmente dalla Vergine, il Signore nasce a Betlemme e apre l’Eden; la mangiatoia e la grotta sono pronti per il Creatore, i Magi preparano i loro doni per il Dio sovrano di cui la stella predice lo splendore.

Della vigilia. Ode 3. Irmòs.

L’arco dei potenti si è spezzato per la tua forza, Cristo e i deboli si sono cinti della tua potenza.

Venite, con mente pura facciamo splendidamente echeggiare ora i canti vigilari del Natale di Cristo.

Vieni a dimorare nell’angusta grotta, o Re, arricchendomi, o Gesù, con la tua grande povertà.

Strappandoci dalla bruma della cattiveria, Cristo viene per essere partorito nella carne come uomo.

Un altro. Non c’è santo.

Tu che con un verbo hai teso la volta celeste, discendi in una grotta e riposi in una mangiatoia per il bestiame, volendo liberarci, per compassione, dalla nostra mancanza di ragione.

I profeti gridano pubblicamente: ecco il nostro Dio e nessun altro con lui sarà annoverato; egli ci apre il cammino del sapere unendosi ai mortali.

I cherubini non possono guardare e come la mangiatoia porterà te, per natura incontenibile, partorito per noi da una Vergine per grande misericordia, o Signore filantropo?

Theotokìon. Il profeta Daniele ti previde un tempo come monte da cui si staccò una pietra che stritolò e distrusse gli altari elevati in onore degli idoli, o divina Sposa, santa Theotòkos.

Dei santi. Si è rafforzato il mio cuore.

I valorosi atleti di Cristo affrontarono la lotta atletica, gettando a terra la follia dei persecutori.

I luminari intellettivi della Chiesa, rifulgendo splendori razionali, illuminano la cecità dei nostri cuori.

O Signore che rafforzi i santi perché sopportino senza timore i dolori, scampa da pericoli e afflizioni i tuoi cantori.

Trinitario. Seraficamente inneggiamo la Trinità, acclamando senza tacere con gli angeli: Santo, santo, santo il Dio Triade e Monade.

Theotokìon. Inesplicabilmente concepisti, pura Theotòkos, accogliendolo in grembo, Uno della Trinità, come sa lui solo.

Irmòs. Si è rafforzato il mio cuore nel Signore, si è innalzato il mio corno nel mio Dio, si è dilatata contro i miei nemici la mia bocca.

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Gli illustri e venerabili protettori dei cretesi, avendo virilmente lottato, calpestarono con la loro fede l’antico serpente, principe del male e ottennero le meritate corone: festeggiando oggi la loro celebratissima memoria glorifichiamo a gran voce il Signore dell’universo.

Gloria. E ora. Della vigilia. Stesso tono.

Esulta, Sion, prepàrati, Betlemme: colui che tutto in sua mano contiene, inviando la stella, mostra la sua smisurata condiscendenza: poiché colui davanti al quale tremano le potenze dei cieli, realmente nasce, senza mutamento, dalla Vergine, lui, il solo filantropo.

Della vigilia. Ode 4. Irmòs.

Ate inneggio, Signore, poiché ho udito il tuo annunzio e mi sono destato: sei giunto infatti fino a me, cercandomi perché ero perduto: perciò glorifico la tua condiscendenza verso di me, o misericordiosissimo.

Tutto il creato gioisca, poiché ecco, il Signore e il Dio anteriore ai secoli nasce a Betlemme e nella carne si lascia vedere come un bambino; si cinge di fasce colui che viene a rompere i legami dei nostri errori, come filantropo.

Rabbrividisca ogni uomo comprendendo come il Ricco di amore viene oggi ad impoverirsi e salva nella grotta noi che fummo spogliati dall’astuzia, perché vuole arricchirci nella sua benevolenza.

A quanti follemente sprofondavano nel fango del peccato, hai fatto grazia per compassione; li hai visitati, Signore e sei sceso nel seno della Vergine incontaminata, che si prepara a partorirti nella grotta.

Theotokìon. Il Sovrano, liberando la stirpe umana dall’antica maledizione, nasce da te nella carne, Vergine santissima e benedetta; perciò anche noi con lodi glorifichiamo te, che ci procuri gloria e onore.

Un altro. Cristo è mia forza.

Ecco, è sorta da lontano la stella, Dio infinito un tempo preannunziato, divenuto uomo da Giacobbe e si mostra avvolto in fasce.

Il Signore dell’universo, il Redentore, si lascia vedere come neonato troneggiante sul seno virginale, lui che riposa eternamente come Figlio, nel seno del Padre.

O Eden un tempo per me chiuso a causa del frutto proibito, apriti, perché adesso è partorito a Betlemme, portando il mio essere, colui che mi svezzò dalle tue delizie esenti da dolore.

Theotokìon. Il profeta Avvacùm ti previde in ispirito, o Vergine, come monte di Dio adombrato di virtù, da cui è apparso colui che illumina le nostre anime.

Dei santi. Ho udito, Signore.

Nella vigilia ecco la memoria dei martiri, che preannunzia la festa del Natale del Salvatore.

La memoria annuale dei martiri apre il preludio all’epifania del Salvatore.

La luce delle dieci fiaccole dei martiri annuncia la stella del Natale di Cristo.

Come l’oro nella fiamma, i martiri si rivelarono molto resistenti nel crogiolo dei tormenti.

Theotokìon. Casta Madre, pura Vergine benedetta, salva da ogni necessità i tuoi cantori.

Della vigilia.

Ode 5. Irmòs.

Il carbone ardente che Isaia predisse, il Sole di giustizia, da grembo verginale è sorto su quanti giacevano nelle tenebre dell’errore donando loro l’illuminazione e la divina conoscenza.

Liberami dai miei immensi mali, o Signore, che nell’immensità del tuo amore ti sei fatto uomo e sei nato dalla Vergine nella grotta a Betlemme.

Il Signore incarnato viene oggi per misericordia a salvare tutti i mortali dall’impero del maligno e a condurli al cielo divinizzati.

In un corpo estraneo alla sua divinità il Cristo arriva ora presso i suoi; estraniandoci tutti dalle spregevoli passioni, accogliamo colui che viene generato nella carne.

Un altro.

Con il tuo divino splendore.

Betlemme, casa di Efrata, un principe uscirà da te per chiamare in Israele le genti dimenticate, come annunziò il profeta Michea nella luce dello Spirito.

Per pascere il suo gregge, Gesù, l’unico potente, nascerà dalla Vergine e sarà magnificato ai confini della terra, come preannunziò un tempo il profeta divino.

Assimilandosi agli uomini, Dio si impoverì nella carne per arricchire della sua gloria anche noi; in una grotta nasce l’infinito: accogliamolo con cuore puro.

Tutte le spade del nemico, Vergine pura e casta, sono infine davvero sparite, perché hai concepito il Dio di tutti, che ha rovesciato con la lancia la sua arroganza.

Dei santi. Donaci la tua pace.

I martiri, con la lotta della loro santa confessione, predicano Cristo, sole da sole, apparso nella carne per noi nel mondo dalla Vergine.

Siete apparsi, o martiri, come tralci di Tito e Carpo, fiorendo su ciò che Paolo aveva piantato e producendo dalle vostre labbra per il Cristo i frutti dell’illustre confessione.

Figli della pace, avversari dei nemici, santi martiri, con le vostre implorazioni pregate Dio affinché conceda a tutti noi liberazione da ogni male e pace.

Della Chiesa di Cristo, nemica della notte, appariste come sulla terra, santi martiri, come fiaccole che respingono la notte dell’ignoranza con lo splendore dei vostri miracoli.

Theotokìon. Il Cristo, splendore dell’universo, sorge a Betlemme dalla vergine Madre, irraggiando sul mondo la luce e come di giorno splende la stella per i fedeli e per i magi.

Della vigilia. Ode 6. Irmòs.

Al Signore dal cetaceo Giona gridò: Liberami tu dall’ade profondo, ti prego, affinché, come Redentore, con voce di lode e in spirito di verità a te sacrifichi.

Inaudita la grandezza di questo avvenimento: come l’Infinito viene nel grembo a nascere per noi da Madre Vergine e gli angeli cantano il suo parto?

Nascosto nella nube luminosa, il sole sta per nascere nella grotta alla vista di tutti; una chiara stella ha riunito i re dalla Persia per venerarlo.

Come la stretta grotta sta per riceverti, Re che ti impoverisci per arricchire l’universo? Come il genere umano ti vedrà in un corpo? Veneriamo la tua condiscendenza

Un altro. Vedendo l’oceano.

Ecco, Cristo viene fra i suoi: o fedeli, diventiamo suoi per grazia con le virtù divine e accogliamolo illuminati nel cuore e nell’anima.

La radice di Iesse è fiorita generando il nostro Dio che viene, speranza, riposo e onore delle genti, come un tempo predisse Isaia, divinamente illuminato.

Per sciogliere la catena dei miei molti peccati ti sei avvolto in fasce; arricchendo me, impoverito per cattiveria, ti impoverisci incarnandoti, o Gesù

Theotokìon. L’ondata di pensieri ostili sconvolge il mio povero cuore per gli assalti maligni; ma tu, Sovrana amica del bene, calma tutto ciò con la tua mediazione.

Dei santi. Quanti si accostano.

I Magi portarono doni e i martiri il sangue a colui che nasce da una Vergine sulla terra nella città di Davide e soffrendo ti gridavano: Salvatore, salvaci come salvasti il profeta dal mostro.

Quando la tirannia del nemico come un mare si avventò contro Cristo, i martiri, come porti di pace, unirono le loro forze per resistere e presero la loro fede come nave.

Il coraggio che Teodulo manifestò rese più fermo il coraggio dimostrato con tanto zelo dai suoi compagni di lotta che gridavano: Salvatore, salvaci come salvasti il profeta dal mostro.

Theotokìon. A Betlemme una stella è apparsa, guidando dalla Persia coloro che recano doni a Cristo re, che nasce dalla Vergine Madre; tutto il creato lo venera, lo inneggia e lo glorifica come Dio.

Irmòs. Quanti si accostano alla fine dei secoli e rischiano di perdersi nella tempesta delle tentazioni, non li disprezzare, filantropo, poiché a te gridano: Salvaci, Salvatore, come salvasti il profeta dal mostro.

Kontàkion dei santi.

Tono 4. Sei apparso oggi.

L’augusto combattimento dei martiri ha rifulso come stella mattutina, che già illumina per noi Colui che nasce in una grotta, Colui che la Vergine ha generato senza seme.

Ikos.

Per amore del Cristo, datore di vita, nato per noi in una grotta dalla Vergine, i soldati suscitarono contro Beliar uno splendente coro e ottenuta la vittoria, gettarono a terra colui che un tempo aveva menato vanto senza misura: essi rischiarano così quanti sono nelle tenebre, perché sono astri del Sole. La stella infatti si presentò un tempo ai magi per guidarli a Betlemme, città di Giuda; costoro invece annunziano a noi con i tormenti colui che la Vergine ha generato senza seme.

Sinassario.

Il 23 di questo mese, memoria dei santi 10 martiri di Creta.

Stichi. I dieci agnelli di Cristo, pastore supremo, vengono decapitati nel recinto dei martiri. Il 23 dieci uomini vennero decapitati a Creta.

Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Paolo, arcivescovo di Neocesarea, uno dei trecentodiciotto santi padri di Nicea.

Lo stesso giorno inaugurazione della santa e grande Chiesa di Dio.

Stichi. Celebro la tua dedicazione, o incomparabile tempio, in tutta la faccia della terra.

Lo stesso giorno memoria del santo nostro padre teoforo Naum il taumaturgo, illuminatore e predicatore della Bulgaria.

Il santo martire Schinon perì di spada.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Della vigilia.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli si rivelarono un tempo sapientissimi rètori; con un’anima prediletta da Dio, infatti, teologando, cantavano con le labbra: O sovradivino Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Compiendo, o Verbo di Dio, gli oracoli dei profeti sacri, stai per nascere nella grotta e ti avvolgi in fasce come un bambino per sciogliere, per bontà, i lacci dei miei molti delitti.

Servendosi della stella abbagliante come bocca, il cielo proclama, la venuta sulla terra di colui che si è ineffabilmente impoverito per noi; a lui la stella guida i Persiani che arrivano prontamente.

Con timore i cori degli arcangeli si preparano ora a cantare il Cristo che sta per nascere; e da lontano i Magi si preparano a venire per contemplare sulla terra lo spettacolo senza paragone del Dio rivestito della nostra carne.

Theotokìon. T’inneggiamo, sola Vergine pura, poiché grazie a te godiamo di tutti i beni; partoristi infatti il Verbo che per bontà portò la nostra carne e di cui la cui stella rivelò la nascita nella città di Betlemme.

Un altro. Nella fornace.

Come un bambino sta per nascere la suprema perfezione e da fasce si lascia avvolgere e da una Vergine l’Intemporale sta per avere il suo inizio per divinizzare la natura assunta; si rallegri il cielo ed esulti la terra.

Con noi Dio si lascerà vedere nella carne: nazioni ostili, sappiatelo; allontanatevi sottomesse dalla nostra via; ecco colui che ci richiama, sta per riposare come un bambino nella mangiatoia di Betlemme.

Rivestito della carne come di porpora imperiale, dalle tue viscere, pura Vergine, viene il Re della pace per bruciare con il suo potere i nemici e pacificare le nostre vite minacciate.

Theotokìon. O Vergine, tra tutte le generazioni ti ha scelto come palazzo irreprensibile il Re che dimorò nel tuo grembo e al quale ora cantiamo con fede: Dio dei nostri Padri, Signore, tu sei benedetto.

Dei santi. Nella fornace i tre fanciulli.

La memoria dei martiri è venuta ad annunziare il giorno del Natale del Salvatore e la festa del Sovrano al suo inizio ci offre come preludio la loro passione.

Non avendo piegato le ginocchia agli idoli, i martiri furono provati nel fuoco dei tormenti, piamente gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Lottando in mezzo allo stadio, i martiri incoronati danzavano insieme come i fanciulli gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. I pastori con i Magi vedendo la stella, con gli angeli sulla terra proclamavano il Figlio nato da te, Genitrice di Dio Maria, per salvarci.

Della vigilia.

Ode 8. Irmòs.

Disprezzando la statua d’oro, i beatissimi fanciulli, contemplando l’immagine vivente e immutabile di Dio in mezzo alle fiamme, cantavano: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Portando il mio essere che il peccato ha spogliato con astuzia, o Cristo, vieni a rivelarti e nella mangiatoia nasci come un bambino, mentre una stella ti annunzia chiaramente a quanti gridano: Tutto il creato inneggi il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Danziamo, fedeli e sussultiamo di gioia nello spirito: il Sovrano che ci ha arricchiti in ogni giustizia, si impoverisce nascendo come un bambino e riposando nella mangiatoia e noi lo inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Profeta Davide, prendi il dolce salterio e dì: Ecco, abbiamo udito di una Vergine che nella città di Sion sta per partorire il Dio Re e Signore al quale cantiamo: Tutto il creato inneggi il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Il Signore, fonte di bene, sta per nascere splendido dal tuo seno, o Vergine, volendo colmare di incorruttibile splendore con il suo verbo ineffabile tutta la stirpe umana; a lui cantiamo: Tutto il creato inneggi il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Un altro. Dalla fiamma per i santi.

Si compiono le parole dei profeti divini: la Vergine viene a partorire il Signore; tutta la terra si allieti danzando ed esultando per tutti i secoli.

E’ sorto Gesù, l’illuminatore, rivelando i riflessi della grazia di Dio e terminando le ombre della Legge; quanti siete nelle tenebre, guardate la grande luce.

Sono divenuto una caverna di briganti, ma tu, Signore nato in una grotta, fammi diventare tempio per te, per tuo Padre e per il divino Spirito, affinché ti glorifichi per tutti i secoli.

Theotokìon. Una stella è sorta dal cielo del tuo grembo, invitando a contemplarla gli astrologi, illuminati nello Spirito dalla sua conoscenza, o pura Vergine, sempre benedetta.

Dei santi.

La decede dei martiri che riportò la vittoria sull’empietà resistette alla spada, al fuoco e alla morte e ora regna nel regno di Cristo.

Prendendo l’armatura di Cristo con ardore contro il principe di questo mondo e gli invisibili, i nobili oplìti coraggiosi, furono degni di lotte trionfali.

Imprendibili torri della fede, porti tranquilli contro cui sbattono le onde, pregate senza sosta per tutto il creato, per la pace del mondo e per i capi delle genti.

Trinitario. Veneriamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Mònade nella Triade, con gli angeli acclamando con bocche terrene: Gloria negli eccelsi a Dio nella Trinità.

Theotokìon. Tutto da te l’Uno della Trinità santa concepisti divinamente, Genitrice di Dio; incarnato dal santo Spirito, lo partoristi restando vergine come prima del parto.

Irmòs. Il Signore, disceso e apparso con potenza divina nella fiamma ai tre fanciulli ebrei, benedite, sacerdoti ed esaltate per tutti i secoli.

Della vigilia. Ode 9. Irmòs.

Nessuna lingua sa come degnamente esaltarti, è preso da vertigine anche l’intelletto ultramondano nell’inneggiarti, o Theotòkos. Ma tu che sei buona, accetta la fede; e infatti conosci il nostro affetto divinamente ispirato, poiché sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

Ecco, con i servi, unico Re, ti fai registrare per ordine di Cesare, volendo liberarmi dalla servitù funesta; raggiungendo la città di Betlemme per nascervi nella carne, tu conduci al cielo i mortali che cantano con fede il tuo Natale.

Il tuo Figlio, o Vergine, il Sovrano di tutti, rifulge di bellezza più di tutti i figli degli uomini; tu stai per partorirlo prodigiosamente nel tuo verginale splendore nella grotta di Betlemme per il bene e la salvezza di quanti lo venerano.

O sole di giustizia e fonte dello splendore, ti nascondi in grembo volendo nascere per bontà; una stella ti ha rivelato da lontano agli astrologi, prigionieri nell’oscura notte dell’errore; e venerandoti con fede, ti portarono doni.

La terra esulta percependo l’avvento divino di colui che sta per sorgere ineffabilmente dalla Vergine per compassione; il cielo l’annuncia con voce mistica mentre lontano in oriente appare una stella ai magi.

Tu porti, o Figlio mio, tutta l’immagine dello Spirito; ed ecco, io porto te, divenuto in tutto simile a me. Così parlava stupita l’ignara di nozze, che con fede veneriamo come Madre di Dio e che a una voce con lodi glorifichiamo.

Un altro. Impossibile agli uomini.

Ecco, è venuto colui che ci richiama tutti, la luce, il perdono, la redenzione universale, prezioso tesoro nascosto all’interno della grotta; a lui portano in offerta gioielli degni di un Re i Magi, arricchiti dalla sua visione.

Pastori di Cristo, vegliate e spiritualmente affrettatevi verso la città di Betlemme e gridate a Dio: Gloria e magnificenza a colui che, per bontà, si è compiaciuto di lasciarsi vedere da noi come bambino.

Avvolto in fasce secondo la carne, tu che circondi l’oceano di nubi, o mio Gesù, spezzi i legami del peccato e riunisci nella giustizia tutti quelli che un tempo erano separati per gli assalti del nemico.

Theotokìon. Talamo nuziale e trono del Re, monte santo di Dio, città scelta e paradiso, nube luminosa del Sole, illumina la mia anima, cacciando le nubi addensate dalle mie molte iniquità, o piena di divina grazia.

Dei santi. Signore, fonte immortale.

Si celebrino oggi gli spirituali tesori del Signore, che procurano molta felicità e fanno scorrere per i fedeli le guarigioni e le moltitudini dei loro prodigi.

Saldi protettori dei fedeli, campioni della santa Trinità, inespugnabili torri della fede, atleti vittoriosi, pregate Cristo di salvarci.

Il coro venerabile dei martiri senza sosta per noi ti prega, Trinità santa, affinché ci sia donata la pace, nei secoli dei secoli. Amìn.

Theotokìon. Betlemme apre in anticipo l’Eden e colui che è venuto da te, incarnato in modo meraviglioso, riplasma Adamo; imploralo di salvarci, Madre di Dio.

Irmòs. Signore, fonte immortale, che grazie ai santi concedi alla stirpe umana guarigioni, sempre ti magnifichiamo poiché salvi le nostre anime.

Exapostilarion dei santi.

Con i discepoli conveniamo.

Con Teodulo, gioiosamente incoroniamo con inni Zotico, Agatòpodo e Saturnino, Pompeo con Euniciano, il glorioso Basilide, il divino Euporo, l’illustre Gelasio ed Evaristo, affinché per la loro intercessione siamo liberati dalle colpe e incoronati da Cristo Salvatore.

Della vigilia, uguale.

Noi che ci esercitiamo nella virtù e ci sforziamo con la continenza di mortificare le passioni, con fede offriamo ora, con i pastori e i magi, come dono di tre diverse materie, una lodevole pratica delle virtù e un’efficace contemplazione a colui che viene per essere generato nella carne dalla Vergine, al Dio che si compiace della nostra salvezza.

Alle lodi, stichirà prosòmia.

Tono pl. 2. Venite, schiere angeliche.

Il mistero stabilito dal Padre prima dei secoli e negli ultimi tempi annunziato dai profeti, è apparso e Dio si è fatto uomo, prendendo carne dalla Vergine; l’increato viene creato, Colui che è diviene: Cristo re d’Israele nasce.

A te canto, o Re: avvolto in fasce infatti sciogli i legami dei miei peccati e mi onori di gloria immortale e incorruttibile, offrendomi tutto al Padre creandomi e riplasmandomi, perciò acclamiamo: Cristo re d’Israele nasce.

Luce da luce, venendo da una Vergine, illumina i terrestri; i magi astrologi lo conobbero attraverso una stella e rigettando la tenebra persiana e tutto l’errore dell’astrologia con gioia cantavano al Dio nato: Benedetto colui che nasce; o nostro Dio, gloria a te.

Erode giocato dai sapienti magi, furiosamente fa falciare i bambini come tenera erba; credeva di poter levare la sua mano criminale su di te, ma tu vai a dimorare nel paese degli egiziani, del quale disperdi la profonda tenebra; con loro a te cantiamo: Benedetto colui che nasce; o nostro Dio, gloria a te.

Gloria. Uguale.

Salmeggiando il canto nuovo, cantando quell’ode celeste, rallegrati e tripudia, esulta e danza e celebra lietamente le tue feste, o nuovo Israele: Dio da Teman è apparso nella carne e si immergerà come un uomo nei flutti del Giordano.

E ora. Uguale.

Sei apparso sulla terra e sei vissuto con i mortali: secondo i decreti di Cesare, sei stato registrato con i servi; sei stato plasmato, ma non sei cambiato: immutabile sei rimasto, tutto Dio, benché incarnato. Gloria alla tua economia, onore, lode e magnificenza, ora e per i secoli. Amìn.

Allo stico, stichirà prosòmia della vigilia.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Tutta la terra gioisce, vedendo la discesa di Dio: i magi mi portano doni; il cielo si esprime mediante la stella; gli angeli glorificano; stupiscono i pastori in veglia: una mangiatoia mi accoglie come trono di fuoco: esulta, o Madre, vedendo queste cose.

Stico. Dio verrà da Teman, il Santo dal boscoso monte adombrato.

Luce per illuminare le genti, sei venuto assumendo l’effigie della mia forma, Figlio mio senza principio, ineffabile prole del Padre precedente ogni principio: hai scelto di arricchire l’umanità impoverita con la povertà che assumesti. Io celebro, o Signore, la tua amorosa compassione.

Stico. Signore, ho udito il tuo annuncio e ho avuto timore; Signore, ho considerato le tue opere e sono stato colto da stupore.

Vedendomi bambino che riposa fra le tue braccia, rallegrati, o Madre: sono infatti venuto a togliere tutta la pena venuta ad Adamo dal pessimo consiglio del serpente, per cui gustò dell’albero e fu espulso dal paradiso di delizie e finì nella corruzione.

Gloria. Dei santi.

Tono 3. Dello Studita.

Generosi martiri della verità, né tirannica violenza, né ingannevoli lusinghe, né taglio di membra, né minacce di morte vi separarono dall’amore per Dio, perciò, avendo confidenza con Cristo, Dio dell’universo, chiedete che, per le vostre preghiere, in cambio dei vostri penosi tormenti anche noi da Cristo otteniamo la grande misericordia.

E ora. Della vigilia.

Tono pl. 4. Di Anatolio.

Nasce a Betlemme il Creatore dell’universo e apre l’Eden, il Re anteriore ai secoli; la spada di fuoco si volge indietro; il muro di separazione che era frammezzo è abbattuto; le potenze celesti si mescolano con i terrestri; angeli e uomini compongono una potente adunanza festiva; accostandoci puri al Puro, contempliamo come glorioso trono di cherubini la Vergine, che accoglie Dio incontenibile e porta colui che i cherubini portano con timore, affinché conceda al mondo la grande misericordia.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.