22 Novembre
Memoria del santo apostolo Filèmone e dei suoi compagni Appia, Archippo e Onesimo e della santa martire Cecilia e dei suoi compagni.
Al Mattutino
Apolytìkion degli apostoli. Tono 3.
Santo apostolo Filèmone, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.
Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.
Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.
Dopo la prima sticologia, Kàthisma.
Tono 1. Sigillata la pietra.
Lodate, vergini e voi madri, inneggiate, popoli, glorificate, sacerdoti, benedite la Madre di Dio pura: ancora bimba nel corpo fu presentata al tempio della Legge, come santissimo tempio del Signore; celebrando dunque una festa spirituale, acclamiamo: Salve, Vergine, gloria della stirpe umana.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono 4. Presto intervieni.
Precedidi, Davide, nel tempio di Dio, accogli con gioia la nostra Regina e a lei acclama: Entra, o Signora, nel tempio del Re; entra, tu la cui gloria si scorge nel nascondimento; da te fluirà per tutti, come latte e miele, Cristo luce.
Quindi si dicono il canone della festa e due dei santi.
Il canone degli apostoli ha questo acrostico: Glorifico te, Filèmone, che amasti Cristo. Giuseppe.
Ode 1. Tono 2. Irmòs.
Venite, popoli, cantiamo un canto a Cristo Dio, che divise il mare e guidò il popolo che aveva strappato dalla schiavitù degli Egiziani, perché si è glorificato.
Camminando con gioia nelle dimore celesti, o liturgo, dona grazia a me, che lodo la tua santa memoria, poiché ti sei glorificato.
Con i fiumi dei tuoi discorsi irrigasti i cuori e li preparasti alla coltivazione dei celesti pensieri di fede, o ammirabile apostolo Filèmone.
Come ministro del sacro Vangelo illuminasti le anime con i fulgori dello Spirito, liberandole dalla tenebra della follia degli idoli, o sapiente apostolo.
Theotokìon. Il divino elenco dei profeti prefigurava un tempo con vari simboli lontani te, unica ad aver partorito il Sovrano.
Canone della santa.
Ode 1. Tono 1. Cristo nasce, glorificate.
O gloriosa Cecilia, santissimo santuario di Cristo, dimora lucente di Cristo, tempio purissimo di Cristo, nobile martire, illumina con le tue suppliche i tuoi cantori.
Bramando la bellezza di Cristo, rinforzata dall’amore di Cristo, sottomessa ai comandamenti di Cristo, moristi al mondo e a quanto è nel mondo, o nobile martire, divenendo degna della vita eterna.
Portando anima immacolata e corpo puro e limpidissimo, divenisti sposa del Cristo, che ti custodisce nei secoli irreprensibile e senza macchia nel talamo intelligibile, o beata in Dio.
Theotokìon. Vergine purissima, libera i tuoi servi dal dominio delle passioni con le tue fervide suppliche al Signore e Sovrano, che incarnasti dal tuo sangue per noi, o Pura.
Degli apostoli. Ode 3. Irmòs.
Rafforzaci in te, Signore, che sul legno uccidesti il peccato e radica il tuo timore nei cuori di noi, tuoi cantori.
Predicando la passione e la risurrezione di Cristo, facesti risorgere gli uomini come dalla tomba dell’empietà e della morte, o ammirabile Filèmone.
Lodiamo con sacri canti il divino Onesimo e Filèmone, Appia e Archippo, astri che illuminano i confini.
Con la vista del vostro intelletto purificata, siete giunti a divine visioni e avete convertito i cuori smarriti alla conoscenza, o sacratissimi.
Theotokìon. Rivelandoti pura e illibatissima, accogliesti in grembo il Verbo Dio, che ha purificato la nostra natura macchiata dalle iniquità, o Pura.
Della santa. Al Figlio che prima dei secoli.
Cercando con animo puro Cristo Dio ineffabilmente incarnato dalla Vergine, gridavi a lui: sono corsa dietro di te, Sovrano e ho legato la mia anima al tuo affetto.
Avendo un talamo celeste e una dote immutabile, disprezzasti la realtà terrestre e corruttibile come mutabile, o pura martire Cecilia, custodendo la tua verginità immacolata e inviolata.
Con l’amore immateriale facesti appassire l’amore materiale e con parole di vita convincesti il tuo fidanzato a custodire la verginità con te, unendovi ai cori degli angeli, o martire ammirabile.
Theotokìon. O Purissima, hai concepito e partorito come vite non coltivata e fertilissima Cristo, il grappolo senza corruzione, che stilla il vino della conoscenza di Dio; supplicalo affinché siamo salvati.
Irmòs. Al Figlio prima dei secoli immutabilmente dal Padre generato e negli ultimi tempi dalla Vergine, senza seme, incarnato, a Cristo Dio gridiamo: Tu che hai innalzato la nostra fronte, santo tu sei, Signore.
Kàthisma di san Filèmone.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Lavorando con l’aratro del verbo i cuori, producesti la divina conoscenza, o sacerdote, preparando la coltivazione e distruggendo i templi degli idoli, edificasti Chiese per la gloria del tuo Creatore; perciò santamente illuminati conveniamo glorificando la tua santa memoria, Filèmone e a una voce ti gridiamo: Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. Di santa Cecilia.
Tono 1. I soldati a guardia.
Possedendo davvero come sposo Cristo, rinunziasti all’affetto dello sposo carnale e lo portasti a Dio con la fede, lottando con te strenuamente, o Cecilia e con lui, che ha ottenuto con te la corona della vittoria, ricordati di noi.
E ora. Della festa.
Il frutto dei giusti Gioacchino e Anna, la nutrice della nostra vita, ancora in età infantile, è offerta a Dio nel tempio santo e il venerando Zaccaria l’ha benedetta; come Madre del Signore, tutti, con fede, proclamiamola beata.
Degli apostoli. Ode 4. Irmòs.
A te inneggio, Signore, poiché ho udito il tuo annunzio e mi sono destato: sei giunto infatti fino a me, cercandomi perché ero perduto: perciò glorifico la tua condiscendenza verso di me, misericordiosissimo.
Alato con la vela della croce percorresti senza tempesta il mare violento delle sventure della vita, o beato, guidando molti dal mare al porto della salvezza con la grazia divina.
La divina città di Colossi mostra manifestamente il sacro Archippo, Filèmone e Appia e il glorioso Onesimo come fiaccole che illuminano tutto il mondo.
E’ scaturito il divino fiume dal tuo cuore, o predicatore divino e si sono fermati i fiumi e i torrenti dell’ateismo e le anime distrutte dall’arsura dell’ignoranza sono state irrorate dalla grazia.
Theotokìon. Ti inneggio realmente, o lodatissima, poiché partoristi ineffabilmente il Verbo Dio; ti supplico, sana le malattie della mia povera anima, tu che come divina sposa sei benevola.
Della santa. Virgulto dalla radice di Iesse.
L’angelo luminoso preposto alla tua protezione ti rese splendente di luce divina, o gloriosa, difendendoti da ogni nemico e custodendoti pura incorrotta, gradita a Cristo per fede e grazia, o Cecilia.
Divinamente persuaso dai tuoi divini insegnamenti, o Cecilia, Valeriano di nobile animo lasciò la tenebra profondissima degli idoli, avvicinandosi con gioia al battesimo divinizzante e illuminò l’anima con la luce del martirio.
Cambiasti, o ammirabile, il talamo terrestre col puro talamo celeste, dove dimori con gaudio, splendidamente adorna delle bellezze della verginità e dei fulgori della castità, o martire Cecilia, sposa di Dio.
Theotokìon. Aronne prefigurava te, Vergine, verga germogliata senza acqua, che fioristi il Creatore di tutto; supplicalo sempre, o Sovrana purissima, di piantare il suo timore nelle anime di tutti i pii.
Degli apostoli. Ode 5. Irmòs.
Signore, datore di luce e creatore dei secoli, conduci tutti noi alla luce dei tuoi comandamenti: poiché all’infuori di te non conosciamo altro Dio.
Vedendo un tempo i corrotti dalla putrefazione dei mali, o glorioso, con le tue efficaci parole sanasti quanti erano molto esposti al pericolo della follia degli idoli, o Filèmone.
Come guida infallibile, o Filèmone, hai mostrato le vie celesti a quanti erano gravemente smarriti e hai loro insegnato ad amare giustamente solo la via di Cristo.
Oggi l’augusta Chiesa di Cristo dei colossesi festeggia splendidamente con grande gioia il divino Archippo e Filèmone, ispirato da Dio.
Theotokìon. O Sovrana, salva noi, tormentati dalla tempesta violenta delle sventure e dalle invasioni selvagge dei barbari e dai tremendi assalti dei demòni.
Della santa. Dio della pace.
Mentre cercavi il divino lavacro, o Valeriano, ti apparve un angelo che illuminò il tuo intelletto e il tuo cuore, rivelandoti parole sacre ed esortandoti ad unirti ai cori celesti degli angeli lottando sulla terra.
Custodendo vergine corpo e intelletto, foste uniti nel divino Spirito, perciò Cristo vi ha ornati con corone visibili rose profumate, poiché siete realmente divenuti profumo suo e della fede, o illustrissimi.
Abbandonando il putido errore, o Tiburzio, in cambio ricevesti il profumo della divina conoscenza e mirasti con ardore la via che conduce alla vera vita, credendo con tutto il cuore nella Trinità, per cui lottasti molto con coraggio.
Theotokìon. O Vergine pura, tu sovrasti i santi angeli, poiché hai concepito il Dio Emmanuele, l’Angelo del gran consiglio, che con la sua discesa ha reso celesti i mortali per la sua inenarrabile magnanimità, o fanciulla.
Degli apostoli. Ode 6. Irmòs.
Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.
Ti sei rivelata cielo che narra a tutti la gloria salvifica di colui che ti ha glorificato e collocato tra i settanta discepoli, o felicissimo beato.
Estraniato dalla patria, col tuo estraneo verbo hai pescato gli estranei a Dio e li rivelasti abitanti di Sion, o gerarca Filèmone.
Splendendo di virtù sacre e servendo splendidamente Dio, sei salito al cielo, danzando con gli angeli, o Appia.
Theotokìon. Il Verbo prende corpo nel tuo grembo e per magnanimità è conosciuto come uomo per divinizzare l’uomo, o Vergine purissima.
Della santa. Il mostro marino.
Alzando con ardore le mani a Dio, i fortissimi vincitori fecero cadere i templi degli idoli e inviarono nell’abisso della perdizione le elevazioni dei demòni, perciò ricevettero belli e splendidi diademi.
Come agnelli razionali, o santi, non cedeste agli assalti delle belve, non rendeste culto irrazionale ai demòni, non offriste sacrifici letali, piuttosto offriste voi stessi a Dio come sacrifici immacolati.
L’amore di Dio, la brama del cuore e il divino affetto ti accesero del tutto e ti resero un angelo nel corpo, o gloriosa, perciò piegasti il collo con zelo alla spada, santificando la terra col sangue e l’aria con l’anima.
Theotokìon. Con te, Vergine, cessò la morte, poiché portasti in grembo Cristo, vita che dona esultanza immortale e divina a quanti credono sinceramente in lui; supplicalo, o santissima, di liberare i tuoi servi dai pericoli.
Irmòs. Il mostro marino dalle sue viscere, espulse come embrione Giona come lo aveva ricevuto; il Verbo, dopo aver dimorato nella Vergine e avere assunto la carne, uscì da lei, custodendola incorrotta: poiché egli ha preservato la madre indenne dalla corruzione cui non era sottostata.
Kontàkion di santa Cecilia.
Tono 4. Tu che volontariamente.
O moltitudine di fedeli, celebriamo divinamente colei che volontariamente si fece sposa di Cristo ed ebbe il cuore adorno di virtù; svergognò la boria di Almachio, splendendo come sole fra quelli che la ricercavano; apparve poi agli abitanti della terra come divino sostegno, rafforzando la fede.
Ikos.
Come principio di buona speranza, fu dato ai santi di compiere grandi cose, insigni e tremende, miracoli che vanno degnamente ammirati; fra essi ammiriamo anche la virtù della vergine Cecilia e il suo splendore senza macchia, come essa, spogliatasi per la lotta, sfuggì al principe delle tenebre; e accorsa alla battaglia contro il nemico, se ne stette intrepida, piena di forza; e noi, per questi veraci fatti prodigiosi, diciamo: Per Cristo ingannò Beliar, rafforzando la fede.
Sinassario.
Il 22 di questo mese memoria dei santi apostoli che facevano parte del gruppo dei 70, Filèmone, Archippo, Appia e Onesimo, divenuti discepoli dell’apostolo Paolo.
Stichi. Poiché Cristo chiamava, o discepoli di Cristo, foste visti correre verso la chiamata su un percorso strano. Il 22 Filèmone morì nelle pene.
Lo stesso giorno, memoria dei santi martiri Cecilia, Valeriano e Tiburzio.
Stichi. Sopporti un bagno nelle fiamme, o Cecilia, lavata da un bagno di sangue per mezzo della spada. Valeriano con il compagno di lotta muore di spada, rigettando con violenza l’errore.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Marco, Stefano e un altro Marco.
Stichi. Trafitto dalla spada, Stefano con i due Marco, ottieni con loro molte corone.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Procopio della Palestina.
Stichi. Verso il taglio come incontro alla lotta con gioia si avvia Procopio di Palestina.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Menigno, il cordaio.
Stichi. Decapitato dalla spada, o cordaio Menigno, cardi te stesso, anche se avevi una tinozza di macchie.
Lo stesso giorno memoria del beato Abba.
Stichi. Abba, modello degli abba, onoro degnamente come padre spirituale.
Lo stesso giorno i santi Cristoforo ed Eufemia perirono di spada.
Stichi. Eufemia con te celebrata, con te fu uccisa, o portatore di Cristo Cristoforo.
Lo stesso giorno i santi Talleleo e Antino perirono di spada.
Stichi. Talleleo e Antimo uccisi fioriscono in eterno come piante divine.
Lo stesso giorno il beato Callisto si addormentò in pace.
Stichi. Callisto, beffando il pessimo nemico, procede come eletto amico di Dio.
Lo stesso giorno san Taddeo moriva steso sulla ruota e fatto girare a lungo.
Stichi. La ruota fa girare Taddeo e lui a gran voce recita salmi.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Agapione, Sissinnio ieromartire e Agapio.
Stichi. Si salvò non molestato dalle fiere Agapione: lo amava infatti anche la natura feroce delle fiere. Hai me ora come sacrificio strano, hai me, Sissinnio attraverso la spada, o Verbo. Disteso sul Cranio per Dio, la spada ti mozza il cranio, o Agapio.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Degli apostoli. Ode 7. Irmòs.
I tre fanciulli, disprezzando il culto empio della statua d’oro innalzata nella piana di Dura, gettati in mezzo alle fiamme, refrigerati cantavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Graziosi erano i tuoi nobili passi che camminavano con vigore sulla via del Vangelo, o Filèmone, annunciando la pace divina a quanti erano contrastati e inciampavano per gli assalti dei demòni.
Con la luce dei tuoi discorsi scacciasti la tenebra profonda dei cittadini di Gaza, poiché divenisti il loro nobilissimo e sacratissimo sacerdote, o apostolo, pascolando tutti e insegnando a cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
La città di Gaza fu resa partecipe delle tue virtù per prima, poiché come sacro iniziato, o Filèmone, ti mostrasti vertice del suo trono e gerarca salvifico esortandola a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Amando Cristo, che per magnanimità ama i mortali, rendesti benevoli quanti per amicizia col maligno erano odiati, cantando a Dio: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Sei forza degli umili e lampada luminosa e divina mensa, monte e porta inviolata, trono di Dio e palazzo, bastone di Aronne e calice aureo, o Vergine che porti Cristo, manna della vita.
Della santa. I fanciulli allevati.
I fanciulli trasformarono piamente la fornace in rugiada, invece tu, Cecilia, irrorata nel bagno del battesimo, non fosti bruciata nel bagno ardente, mentre cantavi: Benedetto sei tu, Dio dei padri.
Abbandonando l’errore per i tuoi retti insegnamenti, o sapientissima, Tiburzio indossò l’abito dell’incorruttela e fu annoverato tra gli atleti di Cristo, gridando: Benedetto sei tu, Dio dei padri.
Trinitario. Confessando piamente lo splendore trisolare sovradivino della Divinità, o atleti, avete dileguato la fitta tenebra del politeismo e siete divenuti luminari, rischiarando le menti dei fedeli.
Theotokìon. A te, pura senza nozze, gridiamo: Salve, purissima che hai concepito la gioia e con la tua intercessione hai liberato dalla maledizione quanti cantano: Benedetto sei tu, Dio dei padri.
Degli apostoli. Ode 8. Irmòs.
Il Dio sceso nella fornace in aiuto ai figli degli ebrei e mutò la fiamma in fresca rugiada, opere tutte, inneggiate come Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Portando il Verbo nel tuo cuore come lampada splendente accesa, o glorioso, guidasti al giorno della conoscenza di Dio quanti prima erano spenti e giacevano nella cupa tenebra dell’ignoranza.
La tua sacra dipartita al Signore fu celebrata con sacra processione dagli apostoli e dagli intelletti incorporei, la cui cittadinanza avevi sulla terra come sacro iniziato, o Filèmone ispirato da Dio.
Stillando chiaramente soave myron di sacri prodigi, o beato, profumasti l’intelletto e la ragione dei pii e allontanasti le putride passioni da quanti sovresaltano Cristo, o sapiente Filèmone.
Il mirabile Archippo, Appia, Filèmone, Onesimo ornano insieme sempre il firmamento della Chiesa come astri splendenti, rischiarando le nostre menti.
Theotokìon. Il tuo grembo si rivelò per noi nuovo paradiso, o Pura, poiché germogliando l’albero della vita e dando vita ai morti per il frutto dell’albero, li fa ritornare nel paradiso, o Genitrice di Dio.
Della santa. La fornace che effondeva.
Con le divine piogge dei tuoi prodigi, o venerabile martire, lavi la sozzura delle nostre passioni, rinfreschi gli sciolti dall’ardore dei dolori, che gridano con fede cantando o illustrissima Cecilia: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Con fervente zelo di nobile animo ti gettasti nella fiamma ardente e non ti bruciasti affatto, ma uscisti come dal lavacro dell’incorruttela, cantando, o Cecilia, a Cristo, re di tutti: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Sbigottirono le folle degli angeli per la divina resistenza di Valeriano, poiché bastonato da ogni parte e tormentato da una pioggia di torture, superava tutto con grande fermezza, spezzando il nemico e cantando con grande nobiltà: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Theotokìon. Ti conosciamo come calice che possiedi la manna della divinità, o Vergine, arca e mensa e lampada, trono di Dio e palazzo e ponte che conduci alla vita quanti cantano: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Irmòs. La fornace che effondeva rugiada era immagine di una meraviglia superiore alla natura: essa infatti non bruciò i giovani che aveva ricevuto, come neppure il fuoco della divinità bruciò il grembo della Vergine in cui era disceso; perciò inneggiando cantiamo: Tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Degli apostoli. Ode 9. Irmòs.
Il Verbo, Dio da Dio, nella sua incomparabile sapienza venne dal cielo a rinnovare Adamo caduto per aver mangiato il frutto della perdizione; incarnato da Vergine santa per noi, unanimi, o fedeli, con inni lo magnifichiamo.
Nel sacratissimo coro dei sacri apostoli, dimori degnamente nei cieli, divinizzato dalla partecipazione divina e splendente della luce ineffabile e sempre colmo di luce spirituale, o gerarca Filèmone.
Mirabile la tua condotta! Nobile e bella la tua vita! Glorificata ovunque la tua dormizione, o beato apostolo! Splendido il giorno in cui lasciasti le cose terrene, salendo esultante alle volte celesti.
Oggi si rallegra tutta la Chiesa di Cristo riunita spiritualmente per festeggiare con gioia la tua memoria; custodiscila immutabile con le tue intercessioni gradite al Salvatore e Dio, o sacratissimo Filèmone.
Lo scrigno delle tue reliquie fa scaturire stille di guarigioni a quanti si accostano santamente, o beato apostolo, fa cessare le malattie e santifica tutte le anime di quanti celebrano sempre la tua divina memoria.
Theotokìon. Porti colui che tutto regge e nutri il nutritore, non conoscendo affatto la consuetudine del parto; il tuo prodigio supera l’intelletto, sbigottisce gli angeli e i mortali che ti conoscono come unica Vergine Theotòkos. Della santa. Il roveto ardente.
Divenisti giardino chiuso, fonte sigillata, bellezza custodita, sposa eletta, dimora luminosa, paradiso fiorente e divino del Re delle potenze, o Cecilia di senno divino.
Raggiungeste il porto sereno, consegnando il dovuto carico portuale della pietà e illuminati dai bagliori della divinità trisolare, siete divinizzati per grazia, o nobili illustrissimi atleti, beati in Dio.
Trinitario. O Padre, Figlio e Spirito, Trinità indivisibile, per le intercessioni dei tuoi sapienti martiri dona divina illuminazione e liberazione dai peccati a quanti con fede ti supplicano, affinché debitamente ti magnifichiamo senza sosta.
Theotokìon. La nostra natura scacciata ha visto la luce dello splendore del tuo parto, o purissima ed è stata liberata dalla note dell’ignoranza e dall’oscura distruzione delle passioni, perciò ti veneriamo come causa della nostra salvezza.
Irmòs. Il roveto ardente che non si consumava ci mostrò una figura del tuo parto puro. Estingui ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, perché, o Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.
Exapostilarion dei santi.
Tono 2. Con i discepoli conveniamo.
Divenuti apostoli e testimoni oculari del Verbo, Archippo sacratissimo, Filèmone con Appia e la martire Cecilia, presentate al Creatore una supplica per noi, che celebriamo con fede la vostra sacra memoria, per avere remissione delle colpe: voi infatti interponiamo come intercessori presso il Sovrano.
Della festa.
Tono 3. Nel sacro Spirito.
La giovenca senza macchia, la fanciulla piena di ogni bontà, viene oggi prodigiosamente condotta al tempio; la precedono le schiere degli incorporei e le folle degli angeli, con una moltitudine di vergini: e il divino sacerdote la prende gioioso tra le braccia.
Alle lodi sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia degli apostoli ripetendo il primo.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Il sole della gloria, Gesù nostro Dio, come lucente raggio inviò te, apostolo Filèmone, in tutto il mondo per scacciare le tenebre del male e illuminare i cuori oscurati dall’ignoranza e dall’ubriacatura delle passioni, o predicatore beatissimo (2).
Eri pura dimora della Trinità santa, splendente del chiarore delle virtù e della luce della fede, più fulgido del sole, illustrissimo Appia, poiché tutto il mistero divino ti fu rivelato; perciò nei cieli esulti con gli incorporei.
Col divino Filèmone celebriamo il sacro predicatore Archippo e Onesimo, i sapienti fra gli apostoli, grandi martiri e gerarchi di mente divina, partecipi dello splendore superno, che stanno presso il trono della gloria e per noi chiedono perdono dei peccati.
Gloria. E ora. Tono 4. Della festa.
Oggi è condotto al tempio del Signore il tempio che accoglie Dio, la Madre di Dio e Zaccaria la riceve; oggi il santo dei santi esulta e il coro degli angeli è misticamente in festa; con loro anche noi oggi festeggiamo e con Gabriele acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore è con te, lui che possiede la grande misericordia.
Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Ricevi, o Zaccaria, all’interno del tempio, nel Santo dei santi, la Madre di Dio, la santa dei santi.
Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, a te saranno condotte le sue compagne.
Germogliasti dalla radice di Davide, o Vergine e Gabriele, recandoti il saluto, a te acclamava: Salve! Tu partorirai Dio, o purissima.
Stico. Saranno condotte con gioia ed esultanza, al tempio del re saranno condotte.
Viva la sacra e divina coppia, Gioacchino e Anna: da loro generata, o pura, vieni ora offerta al tuo Creatore.
Gloria. E ora. Stessa melodia.
La luce trisolare che ti illuminò nel tempio della gloria, Madre di Dio, per magnificarti ti invia un cibo celeste.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

