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22 Agosto

Memoria del santo martire Agatonico.

AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficio del santo martire Lupo, perché il 23 è la conclusione della festa.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Tu che partoristi nella carne l’Artefice di tutto, dopo esserti rivelata più ampia dei cieli sulla terra, passi ora dalla terra ai cieli stessi. Le anime dei giusti ti guardano, i cori degli angeli ti osservano e degnamente, come a Regina, ti presentano una lode continua. Non smettere dunque di pregare per i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma uguale.

Il coro degli apostoli, sparso per la terra, fu radunato in Sion per accompagnare la Madre di Dio dalla terra incontro all’Altissimo, da lei partorito. Insieme la precedevano gli eserciti ultramondani dei cieli e danzavano, acclamando spiritualmente: Rallegratevi, cieli, nell’accogliere la Madre del Dio per il quale essa domina realtà visibili e invisibili.

Gloria. E ora. Lo stesso.

Il primo canone della festa e questi due dei santi. Acròstico del canone di sant’Agatonico: Voglio cantare le pene di Agatonico. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Cantiamo tutti.

Colma di beni la mia anima danneggiata dalle passioni, o santo, tu che divenisti eccellente imitatore del buon Sovrano e dammi di parlare rettamente per glorificare la tua memoria.

Conosciuto da Dio che conosce tutto, o martire, ricevesti divina ispirazione e predicasti ai popoli la sua incarnazione senza temere la morte della carne.

La tua parola rialzò i caduti, comunicando loro la risurrezione e l’eterno splendore, o martire dalle molte lotte.

Theotokìon. Superando ogni meraviglia apparve, o Vergine, la meraviglia del tuo parto: senza confusione, né mutamento generasti il Cristo, che si assimilò a noi nella carne.

Canone di san Lupo. Acròstico: A te inneggio, Lupo, fulgido martire. Giuseppe.

Tono 4. Come i cavalieri di Faraone.

Poiché celebro la tua luminosa e splendida memoria, nobile atleta, soldato di Cristo, illumina la mia anima con i tuoi raggi senza tramonto, tu che sempre rifulgi e stai presso la divina luce.

Con coraggio avanzasti per ingaggiare la lotta dei martiri, confessando il Dio apparso in terra divinizzando l’umanità, o sapientissimo e annientasti gli dèi degli ellèni con la potenza dello Spirito.

Onde vivificanti hanno riempito il tuo cuore: come fiume divino hai prosciugato i torrenti dell’errore e irrighi di fede le anime dei mortali, perché germogli il sovracceleste frutto.

Theotokìon. Come aurora, o Vergine non sposata, hai fatto sorgere dal tuo seno Gesù, illuminazione di tutti, il Dio che diminuisce la notte del politeismo e illumina il mondo con raggi senza tramonto.

Di sant’Agatonico.

Ode 3. Consolida il mio cuore.

Perfidamente l’insensato con l’adulazione sperava di spogliarti, ma il suo folle pensiero, o martire, si mostrò vano perché eri saldo sulla pietra della vera fede.

Guadando il mare delle pene del corpo, con la guida di Cristo, o atleta Agatonico, attraccasti lieto ai porti spirituali.

Affondino oggi su di me i tagli, le slogature del corpo: non temo spada, né fuoco, né l’acqua bollente di caldaie, né fiere, né morte, gridavi, o atleta Agatonico.

Theotokìon. L’illimitato per natura, o Vergine, assumendo grazie a te la nostra limitatezza, si limitò nella carne e da noi si fece conoscere in due volontà e nature.

Di san Lupo. Poiché la sterile.

Rafforzato dall’invitta potenza dello Spirito, ti equipaggiasti virilmente avviandoti agli agoni, beatissimo Lupo e abbattesti l’arroganza dell’errore.

Riconoscendoti come martire della passione di Cristo, il crudele persecutore con l’adulazione sperava di sedurre il tuo spirito, ma s’ingannò il malignissimo.

Come lira vibrante sotto il plettro dello Spirito, alla presenza del tiranno intonasti con gioia l’inno della conoscenza di Dio, seducendo quanti l’udirono con fede.

Theotokìon. Il Dio disceso dimorando in te come sapeva, pura Vergine, non rimosse i chiavistelli della tua verginità e ci stabilì tutti sull’indistruttibile pietra della fede.

Irmòs. Poiché la sterile Chiesa delle genti ha generato e la prolifica sinagoga si è indebolita, al nostro Dio prodigioso gridiamo: Santo sei tu, Signore.

Kàthisma di sant’Agatonico.

Tono 1. I soldati a guardia.

Rifulgendo nella lotta come oro nel crogiuolo, hai irraggiato raggi di guarigioni e attenuato la tenebra dei demòni con la grazia, perciò tutti festeggiamo la tua santissima memoria, beatissimo martire di Dio, atleta Agatonico.

Gloria. Di san Lupo.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Purificando la vista della tua anima, ricevesti la luce della Trinità santa e col raggio delle tue divine parole illuminasti le anime oscurate, martire del Signore Lupo; passato allo splendore senza tramonto, preghi per noi, che con fede ti onoriamo e inneggiamo.

E ora. Della festa.

Stesso tono. Stupì Giuseppe.

Proclamalo, Davide: Che cos’è questa festa? E’ quella, dice, che ho cantato nel libro dei Salmi: quando si parla di quella figlia, divina Madre e Vergine, che il Cristo, da lei nato senza seme, trasferisce nelle superne dimore: per questo gioiscono le madri, le figlie e le spose di Cristo, acclamando: Salve, tu che sei passata alla reggia celeste.

Ode 4. Prevedendo nello Spirito.

Entrasti nello stadio dei martiri indossando l’armatura della santa fede, o sapiente e provocato dal nemico, lo vincesti calpestandolo sotto i tuoi piedi con la tua forza, o martire e atleta Agatonico.

Con la sapienza dei tuoi discorsi e l’esempio delle tue sacre opere, o martire di Cristo Agatonico, sconvolgesti i nemici che pensavano di vincere la fermezza del tuo spirito attirandolo all’errore.

Consumando interamente il tuo cuore nel fuoco dell’amore divino, o sacro martire Agatonico, non hai temuto le fiamme degli empi, ma come carbone ardente incendiasti la materia dell’ateismo.

Theotokìon. Colui che è portato sulle spalle dei cherubini, incarnandosi divinamente come uomo da te, siede tra le tue braccia come un infante e si fa bambino per salvare la prima creatura, divenuta un tempo bambino.

Di san Lupo. Colui che siede.

Superando l’infermità umana, sopportavi, o beato, le bastonate, recando come scettro di potenza la croce salvifica del nostro Dio, o insigne Lupo.

Confidando nel Signore come nel monte Sion, o atleta Lupo, rimanevi incrollabile avendo Dio come alleato, sopportando lo strazio delle membra, poiché l’amore di Dio ti innalzava al cielo.

Essendo pieno di fede, sapienza e grazia, confessavi in mezzo agli empi il Verbo di Dio, senza curarti delle frecce lanciate contro di te, deviate dalla potenza di Cristo.

Theotokìon. Trovando pura solo te, Vergine Genitrice di Dio, come pioggia su di te scese Gesù, abisso di sapienza e con la grazia divina inabissò i torrenti dell’empietà.

Di sant’Agatonico.

Ode 5. Lo splendido giorno.

Come martire della legge opponesti alle leggi del malvagio la legge salvifica del legislatore e Sovrano dell’universo, Cristo nostro Dio.

Agatonico, che fu illustre e glorioso martire, è proclamato beato: con le potenze dei cieli esulta sempre di gioia.

Preferisti alla vita la morte per guadagnare la vita futura dei secoli eterni e offristi la nuca al taglio della spada.

Theotokìon. Prevedendo i tuoi prodigi, Isaia nello Spirito acclamò, o Vergine purissima: Ecco, tu porti in grembo l’Infinito incarnato.

Di san Lupo. Tono 4. Gli empi non vedranno.

I nemici minacciarono di tagliarti a pezzi, ma essi stessi furono straziati, constatando che eri rimasto intatto e illeso per ordine di Dio.

Sollevando, o glorioso, la vista dell’anima alla pietra incrollabile, non fosti affatto scosso dalle onde degli amari supplizi, rafforzato dalla potenza di Dio.

Con l’effusione del tuo sangue spegnesti la pira idolatrica, o atleta e arso dal santo Spirito, col fuoco dei tuoi agoni bruciasti tutto l’errore.

Theotokìon. Con intelletto purificato, onoriamo la Vergine pura e adorni di opere divine piamente celebriamo l’ornamento di Giacobbe come Madre del nostro Dio.

Di sant’Agatonico. Ode 6. Imitando Giona.

La moltitudine innumerevole degli etiopi spirituali affrontasti nella debolezza della carne, o sapiente, per unirti alle miriadi dei liturghi spirituali.

Ti avviasti virilmente al martirio e serrasti le vie del male, o atleta e raggiungesti le vaste dimore degli intelletti celesti.

Brillando come oro nel crogiuolo dei peggiori tormenti, sapiente Agatonico, ti rivelasti sigillo di Cristo sui tesori divini.

Theotokìon. Sei vergine come prima e generando Cristo allatti tutti col cibo che concede a tutti il prodigio paradossale e inconcepibile, o santa Vergine.

Di san Lupo. Prefigurando la sepoltura.

Nella tua carne soffristi i più crudeli tormenti, dando il supplizio allo spirito degli empi e colpendo la moltitudine dei demòni con piaghe crudeli, o martire ammirabile.

Facesti vacillare gli dèi degli atei, polverizzandoli e tu stesso, ispirato da Dio, sei sorto come colonna animata della pietà e icona di coraggio.

Si allietava deliziandosi dei tormenti il glorioso atleta, prevedendo in ispirito le corone e la futura gloria dei martiri.

Theotokìon. Generasti colui che il Padre generò prima dei secoli e con le tue mammelle allattasti il nutritore: mistero oltre intelletto e ragione, o pura.

Irmòs. Prefigurando la sepoltura di tre giorni, il profeta Giona supplicando nel ventre del pesce gridava: Scampami dalla corruzione, o Gesù, Re delle potenze.

Kontakion. Tono 1. Stupisca il coro.

Tu che hai in dote un buon nome, o uomo di mente divina, hai tolto agli uomini cattivi ciò che essi veneravano, senza temere punizioni di sorta, o Agatonico. Sei così divenuto erede di ciò che è buono e hai degnamente ricevuto, con gli altri lottatori, la corona incorruttibile.

Ikos.

Implora, sapientissimo Agatonico, colui che è buono e filantropo, perché muti in bene il cattivo stato del mio cuore e mi doni una parola per celebrare degnamente le lotte che hai sostenuto per la fede del Cristo nostro Dio; perché io sappia parlare di te che, guardandoti bene intorno come un pastore, o martire, scacciando i lupi guidavi il tuo gregge alla terra della verità, gridando con franchezza: Siamo stati considerati come pecore da macello; moriamo dunque per ricevere la corona incorruttibile.

Sinassario.

Il 22 di questo mese memoria del santo martire Agatonico e dei suoi compagni Zotico, Zenone, Teoprepio, Akìndinos e Severiano.

Stichi. Il nome di Agatonico è verissimo: con la spada riportò splendida vittoria. Nel coro dei martiri, ornati del santo diadema, con la decapitazione prende posto Severiano. Ecco, dunque, un nuovo Simone Cireneo, che porta la croce non forzato, ma offrendosi egli stesso. Immolato dalla spada per il Nazareno, Agatonico muore il ventidue.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Anthussa e Atanasio, il vescovo, che la battezzò e Carissimo e Neòfito suoi famigliari.

Stichi. La rosa fiorita nella terra di Seleucia è stata colta dalle mani degli angeli. Immortale mi chiamo, anche se muoio di spada e vivente tra gli amici viventi di Cristo vengo collocato. Due servi decapitati trovarono entrambi la nobile condizione un tempo perduta.

Lo stesso giorno muoiono di spada i santi martiri Ireneo, Or e Oropsis.

Stichi. Decapitati in tre andarono in cielo sprofondando nell’abisso con il loro sangue i capitani dell’errore.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Di sant’Agatonico.

Ode 7. Nella fornace i fanciulli.

Divenisti partecipe alla gloria sovracceleste, trascurando tutto ciò che è sulla terra e amando di cuore il Sovrano del cielo e della terra, o glorioso; perciò veneriamo la tua santa memoria.

Imitando la Passione di Cristo, che fece scaturire per tutti i fedeli l’impassibilità, sopportavi con gioia gli oltraggi, l’afflizione e l’iniqua decapitazione.

Agli idoli morti non offristi alcuna venerazione, poiché veneravi il Dio immortale, che per noi apparve morto e uccise la forza dell’errore; perciò ottenesti la vita vera, o sapiente martire.

Theotokìon. Dio si fece uomo nel tuo seno divinizzando il genere umano e rese partecipe della sua natura divina quanti ti dicono veramente beata fra le donne, Vergine benedetta.

Di san Lupo. Tu che salvasti.

Risplendente degli ornamenti della passione, ora stai presso colui che subì passione sulla croce per noi, esultando illuminato dai divini bagliori.

L’acqua che ti fu visibilmente e paradossalmente versata dal cielo, illumina la tua anima e la rafforza per gridare: Inneggiatissimo Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Come una torre stavi incurante in mezzo ai nemici, senza che il tuo intelletto vacillasse per i molteplici supplizi, o insigne atleta, spezzando fieramente l’errore.

Theotokìon. Te sola, bellezza di Giacobbe, ha eletto colui che solo abita i cieli e, dimorando in te, non scardinò affatto la tua verginità.

Di sant’Agatonico. Ode 8. Il Signore e Creatore.

Trascinato di luogo in luogo, coi tuoi passi, o atleta, santificavi la terra; poi, chinando la cervice alla spada tagliente, ti separasti dalla carne e fosti unito al Signore.

Ricevesti frustate e pene corporali di ogni genere infiammato d’amore per Dio e, terminando la tua buona lotta, con gioia ti unisti alle miriadi superne.

La forza del nemico incorporeo fu gettata a terra: i martiri di Cristo, infatti, lo respinsero corroborati dalla forza dell’onnipotente Sovrano.

Theotokìon. Tenda e mensa, arca divina e tavola che contenne la manna della vita e monte santo ti chiamiamo, Vergine Maria, sempre benedetta.

Di san Lupo. Redentore dell’universo.

Dopo tanti tormenti, o beato, chinando la testa a Dio fosti decapitato dalla spada, ma la tua fede fece perdere la testa agli uomini empi per lo sbalordimento.

Come agnello innocente ti offristi all’immolazione, senza discutere e senza gridare, imitando così l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

Rimedio di tutti mali e cura gratuita delle anime è divenuta la tua urna, o illustre Lupo, che sei stato arricchito da Dio della grazia delle guarigioni.

Theotokìon. Tutto il creato benedice il tuo parto, che ci incorona di benedizioni e toglie la maledizione, Vergine benedetta e glorificata, che hai fatto grazia al genere umano.

Irmòs. Redentore onnipotente dell’universo, scendendo nella fornace refrigerasti i fanciulli e insegnasti a cantare: Opere tutte, lodate, benedite il Signore

Di sant’Agatonico. Ode 9. La nube luminosa.

Annoverato fra i sacratissimi cori dei sacri apostoli, in compagnia degli atleti e gioendo nell’abbraccio dei santi e dei profeti, sapiente Agatonico, ora stai splendidamente incoronato con loro presso la Trinità.

Ammirabile il tuo zelo e stabile la tua fede, o martire, buona la tua confidenza in Dio, luminosa la tua vita, piena di grazia la morte che ti rese partecipe della gloria immortale, o atleta.

In te, sapiente Agatonico, celebriamo l’agnello di Cristo, la sacratissima vittima, l’ornamento degli atleti, la fonte dei prodigi, la delizia della Chiesa, il raggio divino, il sostegno dei fedeli.

La tua santissima memoria è giunta ora santificando il cosmo, o illustrissimo martire: in essa supplichiamo di ottenere la tua protezione, onorandoti con affetto, o Agatonico, come buon terapeuta del Verbo.

Theotokìon. Avendo un pensiero amico del vizio, una vita incorreggibile, un’anima colpevole, un cuore insozzato, io, il dissoluto mi prostro a te, Sovrana: Aiutami e dammi correzione prima che giunga al taglio della morte.

Di san Lupo. Per sua colpa

Sei apparso, o martire, come stella luminosissima, annunziando il sole a quanti giacevano nella tenebra della perdizione; da esso illuminati per fede si sono rivelati partecipi del giorno senza sera, o illustrissimo.

E’ rifulsa per noi oggi la tua memoria più splendente del sole, illuminando tutta la terra e scacciando le nubi dalle anime e togliendo il buio delle passioni: ogni anno la celebriamo.

La superna Sion, la metropoli degli eletti, prende il tuo spirito con gioia, l’assemblea dei primogeniti si rallegra e noi fedeli ti onoriamo chiedendo di essere salvati per le tue preghiere, o beatissimo Lupo di senno divino.

Theotokìon. Con le perle di luce che sono in te, divina sposa, illumina la mia anima, che giace nella fossa della perdizione, sorgi sbaragliando i nemici che sempre affliggono il mio cuore e mi spingono verso le passioni.

Irmòs. Per sua colpa e trasgressione Eva instaurò la maledizione; ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio delle tue viscere fioristi la benedizione per il mondo, perciò tutti ti diciamo beata. 

Exapostilarion. Con i discepoli.

Celebriamo splendidamente la luminosissima memoria del martire Agatonico, che la grazia unì alla Dormizione della Santissima: quest’uomo generoso, lottando con tutte le forze, confuse i tiranni ed ora sta gioioso e incoronato presso Cristo e prega per noi che lo onoriamo.

Della festa. Tu che il cielo.

Apostoli, qui radunati dai confini della terra, nel giardino di Getsemani seppellite il mio corpo; e tu, Figlio e Dio mio, accogli il mio spirito

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

La terra per la tua sepoltura è stata benedetta, o Vergine e l’aria santificata dalla straordinaria ascesa di una creatura morta per legge di natura.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Scortando tra gli inni il tuo venerabile corpo che aveva accolto Dio, i divini seguaci gridavano: Dove dunque te ne vai, o Sovrana?

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Inaccessibile alla corruzione era il tuo corpo: per legge di natura venne dato alla sepoltura, ma permane incorrotto.

Gloria. E ora. Uguale.

Figli tutti della terra, ferventi riuniamoci con gli incorporei per seppellire colei che partorì l’Autore del creato.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.