20 Agosto
Memoria del santo profeta Samuele.
Al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.
Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.
Esultano, o santissima, la tua anima spirituale passata ai cieli, il tuo corpo puro passato nel paradiso, lungi dalla corruzione; per questo il Signore punì gli empi che agirono con inganno nei confronti della tua salma preziosa; perciò con gli apostoli gridiamo: Salve, piena di grazia.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, Kàthisma della festa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
Deponendo la tua anima tra le mani di colui che, tuo Creatore e Dio, si incarnò da te per noi, te ne andasti alla vita intatta; perciò con fede ti diciamo beata come sola pura e incontaminata e dichiarandoti in senso proprio Madre di Dio, tutti gridiamo: Implora Cristo, al quale te ne andasti, di salvare le nostre anime.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Quindi il primo canone della festa e il canone del santo. Acròstico: La gloria del veggente Samuele io canto. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Come i cavalieri di Faraone.
Con le tue suppliche rendi degna la mia anima sterile di germogliare il buon frutto dei beni, affinché lodi con sacri canti la tua luminosa festa, o sapiente Samuele, germoglio della sterile.
Colui che un tempo aprì il grembo di Sara esaudì realmente la supplica di Anna e riempiendo la sterile di grazia, volle che tu, Samuele, sorgessi come stella da lei.
Coltivando santamente la tua anima, o beatissimo, risplendevi nella divina veste con i raggi mistici dello Spirito apprendendo ogni mistero, o ispirato da Dio e come un angelo servivi il Dio onnipotente.
Theotokìon. Colui che come Figlio con il Padre è anteriore ai secoli, si incarnò poi realmente e si fece tuo Figlio, o Santissima e rese figli di Dio per fede i servi del terribile nemico.
Ode 3. Non è la sapienza.
Attaccandoti sapientemente a Dio, o glorioso, da lui fosti amato, adornato di divina intelligenza e abbellito con la bontà.
Gli angeli parlavano manifestamente con te, o beato Samuele e misticamente ti insegnavano le cose sovraintellettuali poiché vivevi come un angelo sulla terra.
Conseguendo santamente intelletto splendente, o beato, contemplavi realmente le cose lontane come vicine, rivelandoti profeta dell’Onnipotente.
Theotokìon. Da te è sorto Gesù Cristo incarnato e ci divinizzò assumendo la carne, perciò, o purissima, come Madre sua ti celebriamo.
Irmòs. Non è la sapienza, né la forza, né la ricchezza il nostro vanto, ma sei tu, Cristo, sapienza enipostatica del Padre, non c’è infatti santo all’infuori di te, filantropo.
Kàthisma.
Tono 3. La confessione della fede.
Crescendo nei decreti della legge, ricevendo prezioso crisma, rifulgesti nel sacerdozio come Aronne e col cuore illuminato dallo Spirito contemplavi le cose distanti come vicine, o sacratissimo; supplica Cristo Dio di donarci grande misericordia.
Gloria. E ora. Della festa. Attonito di fronte.
Nel tuo parto senza seme il concepimento, nella tua dormizione, senza corruzione la morte: concorse un doppio prodigio nel prodigio, Madre di Dio! Come, infatti, la Vergine ignara d’uomo allatta? Come la Madre di Dio morta profuma? Perciò con l’angelo ti gridiamo: Salve, piena di grazia.
Ode 4. Colui che siede.
Sacramente decorato da santità e vita luminosa, ti furono affidate da Dio cose salvifiche da annunziare a Israele, che trascurava la legge e irritava sempre il Misericordioso.
Per l’empietà dei suoi figli, Eli fu condannato e giustamente allontanato dal divino ministero e il santo Samuele, obbediente a colui che lo chiamava, con anima immutabile fu introdotto nel ministero.
Preziosissimo difensore dell’alleanza della legge come un tempo Aronne servivi il Re di tutti e offrivi i sacrifici della legge, che prefiguravano il sacrificio salvifico di Cristo,
Al tuo popolo folle, che non rimaneva nei divini precetti del Re di tutti, o Samuele, per la volontà che divinamente opera, ungesti un re come aveva chiesto, irridendo l’inconcepibile consiglio divino.
Theotokìon. Colui che non lasciò il seno del Padre si compiacque di dimorare nel tuo seno come piccolo bimbo per richiamare le nostre anime, o Vergine; a lui cantiamo: gloria alla tua potenza, Cristo.
Ode 5. Gli empi non vedranno.
Reso sapiente dall’infanzia dal divino Spirito, divenisti ministro di Dio per grazia, ungendo re per ispirazione divina con l’olio dell’unzione, o glorioso.
A Saul, che restava protervo nei cambiamenti iniqui, profetizzasti chiaramente la volontà divina e il suo abbandono dal divino Spirito, o beato Samuele.
Vivendo manifestamente nella bontà, ammonivi il cattivo cambiamento di Israele, correggendolo come sacerdote divino e vero profeta.
Theotokìon. Unendosi a noi per misericordia, il Salvatore filantropo si fa conoscere come Dio e uomo.
Ode 6. Prefigurando la tua sepoltura.
Divinizzato dalla grazia del Verbo, il tuo verbo predisse come imminenti le cose lontane, o profeta Samuele, divina dimora dello Spirito.
Innalzato per eccelse contemplazioni e opere come profeta e sacerdote di Dio onnipotente, con il servizio della legge purificasti il popolo, o ammirabile.
Trasgredendo la legge, Saul diventò miserabile e Dio ti ordinò, o Samuele sapiente in Dio, di ungere con unzione il mite Davide al suo posto.
Theotokìon. Eva fu liberata dalle doglie, o Purissima, poiché tu partoristi senza doglie il Cristo nostro Dio, che ha guarito manifestamente le pene di tutti.
Irmòs. Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.
Dopo la sesta ode: Sinassario.
Il 20 di questo mese memoria del santo glorioso profeta Samuele.
Stichi. Samuele che tramontando contemplava la luce sempre viva, la contempla anche dopo il trapasso. Il 20 il profeta Samuele lasciò questa vita.
Lo stesso giorno memoria dei santi 37 martiri martirizzati a Byza in Tracia.
Stichi. Mancano tre per compiere quattro volte i dieci bruciati dal fuoco per te, Trinità.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Severo e Mèmnone il centurione.
Stichi. Sottomesso alla spada, Severo trovò ricompense splendenti, degne della passione della spada. Il fuoco ti tiene poco tempo, o Mèmnone, ti aspetta però una corona perenne.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Fotinì, fuori la porta delle Vlacherne e del santo martire Lucio il senatore.
Stichi. Lucio disprezzò tutti i consigli di Achitofel e per un unico consiglio patì la spada.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Eliodoro e Dossè (oppure Dossà o Sodà).
Stichi. Eliodoro e Sodà, con animo valoroso, lottano entrambi con coraggio per Cristo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. I tre fanciulli a Babilonia.
Tua madre ti offrì come grandissimo dono al Re di tutti, compiendo la sacra supplica e cantando dolcemente: Signore, Dio dei padri, tu sei benedetto.
Servendo il Sovrano sovracceleste all’interno del tempio secondo il canone di Aronne, la grazia divina rifulgeva, o glorioso Samuele.
Giudicasti il popolo di Israele con verbo divino, o beato, annunziando sempre a lui la correzione di Dio e respingendo ogni danno dei nemici con la preghiera incessante.
Allontanando ogni materia dal tuo intelletto, o glorioso, ti rivelasti specchio dello Spirito, cantando senza sosta: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri, nei secoli.
Theotokìon. Generando realmente il fuoco della divinità non ti bruciasti, purissima: brucia perciò le mie passioni materiali, o Genitrice di Dio, come compassionevole e amica del bene.
Ode 8. Redentore onnipotente.
Insignito della veste di Aronne, entravi nel santuario purificando Israele con sacrifici prefiguranti il salvifico sacrificio dell’Agnello o beatissimo.
Accogliendo nell’intimo con animo puro i raggi dello Spirito, o Samuele, preannunziavi come profeta divino le cose distanti come vicine; perciò con fede ti lodiamo.
Tra i figli di Iesse fu scelto Davide come rivelasti tu, Samuele, ungendolo con la sacra unzione e cantando: benedite, opere del Signore, il Signore.
Noi che celebriamo la tua festa, o Samuele, compagno dei giusti, otteniamo con le tue suppliche il regno superno cantando: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Theotokìon. Rendimi degno della tua misericordia, o Sovrana misericordiosa e amica del bene e strappami dalla geenna e dalla tenebra esteriore, affinché ti celebri con fede e affetto.
Irmòs. Redentore onnipotente dell’universo, scendendo nel mezzo della fornace, con la rugiada refrigerasti i fanciulli e insegnasti loro a cantare: opere tutte, benedite e lodate il Signore.
Ode 9. Per sua colpa.
Stando come liturgo davanti al Sovrano e nostro Dio lo servivi con una vita incorrotta, ricevendo le rivelazioni divine e pubblicamente profetando, o beato.
Apparisti dal grembo di tua madre come vaso del santo Spirito, o illustrissimo e crescendo con la veste sacra, servivi Dio con mitezza di cuore e bellezza d’intelletto, o beatissimo.
La tua memoria, o teoforo, è sorta oggi per noi come sole illuminando con copiosissimo splendore di doni le anime dei quanti ti onorano e allontanando la tenebra dei malvagi, perciò tutti ti magnifichiamo.
Sei giunto alle dimore luminose e splendi più del sole e contempli ciò che vedono i profeti, gli apostoli e tutti i giusti, divinizzato per partecipazione, o ispirato da Dio, perciò tutti ti diciamo beato.
Theotokìon. Ignorando corruzione da maschio, sola purissima incorrotta Vergine, accogliesti in grembo l’incorrotto Verbo, che con la passione della sua incorrotta carne ha salvato noi, corrotti da molte cadute.
Irmòs. Per sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione, ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; perciò tutti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Tu che il cielo.
Si celebri Samuele, che come sacerdote e profeta unse re, donato al Dio altissimo da una nobilissima madre prima del concepimento.
Della festa, stessa melodia.
Apostoli, qui radunati dai confini, nel giardino di Getsemani seppellite il mio corpo; e tu, Figlio e Dio mio, accogli il mio spirito
Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.
Tono 2. Casa di Efrata.
Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per seppellire il tuo corpo.
Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.
Oh, i tuoi soprannaturali misteri, o pura! Come Madre di Dio, infatti, splendidamente a lui te ne vai, o beata in Dio.
Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Radunatevi, voi della schiera dei discepoli e degli apostoli divini, per rendere gli onori funebri al corpo della sola Madre di Dio che in sé ospitò la Divinità.
Gloria. E ora.
Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per seppellire il tuo corpo.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

