2 Dicembre
Memoria del santo profeta Avvacùm.
Al Mattutino
Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo del profeta. Acròstico: Canto te, beato profeta Avvacùm. Di Teofane.
Ode 1. Tono 4. Irmòs.
Canterò a te, Signore Dio, poiché hai guidato il popolo in mezzo al mare e hai sprofondato i carri del faraone e la sua potenza.
Rendimi sapiente, o Signore mio Dio, per lodare il tuo divino profeta Avvacùm e illumina il mio cuore con la tua grazia, o buono.
Così diceva il profeta: Fino a quando griderò a te, Signore e non mi ascolterai e perché mi hai mostrato l’empietà dei giudici?
Con le tue suppliche, o profeta, libera da pericoli e tremende sventure quanti celebrano piamente la tua venerabile memoria.
Theotokìon. Quando si avvicinò il tempo, il Dio Santo apparve generato uomo da te, Madre di Dio, per salvare l’uomo.
Ode 3. Irmòs.
Ha indebolito l’arco dei potenti e i deboli ha cinto di potenza; per questo si è rafforzato nel Signore il mio cuore.
Innalzato all’inclinazione verso Dio e illuminato dalla sua illuminazione, hai previsto il protòtipo del futuro, o ispirato da Dio.
Hai praticato ogni virtù e odiato ogni cattiveria dalla mente e respinto giustamente quanti commettevano ingiustizie, o beatissimo.
A te, come puro, furono chiarissimamente affidate parole dello Spirito Santo per preannunziare l’avvenire, o ammirabile.
Theotokìon. Ti rivelasti monte adombrato di virtù, da cui apparve il Sovrano come servo per liberare gli uomini dalla servitù, o Purissima.
Irmòs. Ha indebolito l’arco dei potenti e i deboli ha cinto di potenza; per questo si è rafforzato nel Signore il mio cuore.
Kàthisma. Tono 4. Tu che fosti innalzato.
Eri di guardia divina, o beato e hai conosciuto la venuta di Dio con occhi profetici, o Avvacùm ispirato da Dio, perciò gridavi con timore: Ho visto, Signore, il tuo tremendo avvento ed esalto te, che hai assunto carne di argilla dalla Vergine.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Santissima Sovrana, rifugio di quanti sono nelle sventure, riconciliazione con Dio dei peccatori, salva da ogni pericolo e cattiveria degli uomini, da tremenda condanna e passioni indegne quanti con fede sicura sempre ti chiamano, o lodatissima Vergine.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendoti sulla croce, o mio Cristo, colei che ti generò senza uomo gridava con i visceri maternamente dilaniati: Ahimè, o dilettissimo, come sopporterò la passione? I visceri mi bruciano per la dolorosa ferita della terribile spada che mi attraversa chiaramente, ma io ti lodo, o magnanimo Signore.
Ode 4. Irmòs.
La tua virtù ha ricoperto i cieli e la terra è stata riempita della tua gloria, Cristo, perciò senza sosta acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Ti mostrasti luminoso per le virtù, o ispirato da Dio e rivelasti la luce senza tramonto, a cui ora gridiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Dimorando copiosamente in te, sapientissimo, la grazia luminosa dello Spirito ti rese profeta per rivelare a tutti il Salvatore.
Ispirato dall’ascolto dell’Onnipotente, piamente ti colse timore, o ammirabile e intendendo le sue opere, sbigottisti.
Theotokìon. L’arca della testimonianza raffigura te, Purissima, che accogliesti il pane della vera vita, il Verbo puro coeterno al Padre.
Ode 5. Irmòs.
Tu che fai sorgere la luce e illumini l’alba e ci hai mostrato il giorno, gloria a te, gloria a te, Gesù, Figlio di Dio.
Ora l’augusta Chiesa vede il Sole appeso alla croce come avevi profetizzato, o sacratissimo Avvacùm.
Dando ali all’intelletto, mentre montavi la guardia, o beatissimo, miravi la venuta del Signore.
A gran voce, o sapiente, gridavi, o beatissimo Avvacùm: Sarò gradito al Dio Salvatore ed esulterò in lui.
Theotokìon. Appesantito dalle catene delle mie molte colpe, mi rifugio in te, Sovrana; salvami, o sostegno dei fedeli.
Ode 6. Irmòs.
Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.
Come profetizzasti chiaramente da lui illuminato, o beatissimo Avvacùm, Dio incarnato è venuto da Teman e ha reso il mondo splendente di luce.
O Dio, che hai illuminato l’intelletto del nobile e sapiente in Dio Avvacùm con divina ispirazione, per le sue preghiere, illumina le anime dei tuoi cantori.
La tua voce, o ispirato da Dio e il potere delle divine parole percorsero tutti i confini, preannunziandoci la divina venuta del Verbo.
Theotokìon. Generasti, o Vergine, il Figlio consustanziale al Padre e chiaramente inteso coeterno al Genitore e incarnato negli ultimi tempi.
Irmòs. Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.
Kontakion. Tono 4. Presto intervieni.
Hai visto i sacri discepoli come cavalli che sconvolgono i mari dell’ignoranza e sommergono l’inganno con i dogmi della pietà, o Avvacùm, portavoce di Dio; perciò ti lodiamo come vero profeta, chiedendoti di pregare perché ci sia fatta misericordia.
Sinassario.
Il 2 di questo mese memoria del santo profeta Avvacùm.
Stichi. Dio dirige i tuoi passi dopo la morte verso il compimento, come avevi mostrato. Il secondo giorno Avvacùm salì alla città di Dio.
Lo stesso giorno memoria dei nostri santi padri eremiti Giovanni, Eraclemone, Andrea e Teofilo.
Stichi. Venendo da un luogo pieno di afflizione, i quattro uomini raggiunsero il luogo senza afflizioni.
Lo stesso giorno memoria di santa Mirope martire.
Stichi. Per Cristo Mirope era myron profumato quando consegnò per lui il suo corpo alle torture.
Memoria del nostro santo padre Cirillo di Fileoto che praticò la sua ascesi negli anni 1060.
Santa Mirope terminò nel carcere.
Sant’Abibo il giovane perì nel fuoco.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
I giovani figli d’Abramo calpestarono un tempo a Babilonia la fiamma della fornace, acclamando con inni: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Iniziato nella conoscenza ineffabile, o sapiente e profetizzando la lampada splendente, ora gridi: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ti rese partecipe al bagliore trilucente e inesprimibile il Dio che glorificavi gridando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Ti sei straordinariamente rivelata benedetta di generazione in generazione, o Vergine Madre, che generasti indicibilmente il Verbo Dio incarnato, o Vergine.
Ode 8. Irmòs.
Opere tutte di Dio e tutto il creato, benedite il Signore perché per gli uomini è sorta la luce sulla terra e ha illuminato tutta l’ecumène e ha donato vita eterna al mondo; popoli, inneggiate ed esaltatelo nei secoli.
Illuminato dalla luce trisolare, o beatissimo, fosti reso degno di prodigi divini e straordinari, gridando: Inneggiate ed esaltate il Signore per tutti i secoli.
Bevendo dal fiume della delizia e colmo di contemplazione immateriale, partecipe alla gloria e all’autorità profetica, inneggi esultante Cristo nei secoli.
Divina e nobile è la bellezza del profeta Avvacùm, poiché danzando con le potenze angeliche, inneggia esultante il Dio nei secoli.
Theotokìon. Ti sei realmente dimostrata Madre di colui che è nato dal Padre prima dei secoli, poiché solo tu sei divenuta più venerabile degli spiriti incorporei, o benedetta Vergine pura.
Irmòs. Opere tutte di Dio e tutto il creato, benedite il Signore perché per gli uomini è sorta la luce sulla terra e ha illuminato tutta l’ecumène e ha donato vita eterna al mondo; popoli, inneggiate ed esaltatelo nei secoli.
Ode 9. Irmòs.
Il tuo parto si è rivelato senza corruzione: Dio uscì dai tuoi lombi rivestito di carne, egli che apparve sulla terra e visse tra gli uomini: perciò tutti, o Theotòkos, ti diciamo beata..
Risplende la tua memoria, o profeta, inviando a quanti ti onorano il fulgore del tuo divino verbo e della tua mistagogia e della profezia, o felicissimo Avvacùm.
Predicando il Signore della gloria e vedendo chiaramente avvenuta e manifesta la sua venuta dalla santa Vergine che predicavi, esulta, o beatissimo Avvacùm.
Esultino tutti i profeti nel tuo allietante giorno, o sapiente in Dio, partecipando alla tua letizia e alla divina gloria; intercedendo con loro, salva i tuoi cantori.
Theotokìon. Con le gocce delle tue compassioni, o Pura, lava la sozzura della mia anima, o Vergine e fa’ scaturire sempre in me torrenti di lacrime, fermando la fonte delle mie passioni.
Irmòs. Il tuo parto si è rivelato senza corruzione: Dio uscì dai tuoi lombi rivestito di carne, egli che apparve sulla terra e visse tra gli uomini: perciò tutti, o Theotòkos, ti diciamo beata.
Quindi il resto del Mattutino come di consueto e il congedo.

