19 Novembre
Memoria del santo profeta Abdia e del santo martire Varlaàm.
Al Mattutino
Dopo la solita sticologia diciamo un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi.
Canone del profeta. Acrostico: Canto la gloria di Abdia, il veggente. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.
Il Dio Salvatore che condusse a piedi asciutti nel mar Rosso il popolo di Israele, sommergendo il faraone e tutta la sua armata, cantiamo come solo degno dei nostri canti, poiché si è glorificato.
Stando presso il Dio Salvatore come profeta, supplicalo con confidenza, o ispirato da Dio, di irraggiare con raggi luminosi quanti ti lodano con fede, o Abdia.
Colui che prevede tutto con conoscenza, vedendo la tua quiete, la tua purezza e la luce del tuo cuore, o beato, ti glorificò come profeta divinamente ispirato.
Contemplando le visioni a te realmente rivelate da Dio, annunziasti ai tuoi empi fratelli la tremenda strage e la loro giusta perdizione, o beato.
Theotokìon. Liberati grazie al tuo ineffabile parto, Genitrice di Dio pura, ti supplichiamo: salva dalla sventura mondana quanti a una voce gridano un inno di vittoria.
Canone del martire. Acrostico: Canto le tue pazienti pene, Varlaàm. Di Teofane.
Ode 1. Tono 4. Canto a te, Signore.
Illuminato dai fulgori della tua passione, o Varlaàm, custodisci con le tue suppliche quanti con fede onorano la tua memoria.
Sia onorato con canti il mirabile Varlaàm ispirato da Dio, che spense il fuoco dell’ateismo col fuoco della vera fede.
Avendo lottato per la pietà, o Varlaàm incoronato, ora sei degnamente onorato dalla destra dell’Onnipotente con la corona della gloria.
Il Sovrano ti diede forza in multiformi supplizi, o beatissimo martire: in essi vincesti la ferocia degli atei.
Theotokìon. Come ti vide un tempo il tuo progenitore Giacobbe, o Vergine, ti mostrasti scala celeste su cui discese a noi il Verbo.
Del profeta. Ode 3. Irmòs.
O Cristo, per la potenza della tua croce, rinsalda il nostro sentire perché possiamo cantare e glorificare la tua crocifissione volontaria.
Divenisti fiume di acque mistiche, che sorge dall’abisso delle grazie dello Spirito, o beato Abdia.
Per volontà e provvidenza divina fosti eletto a predire ciò che accadrà e preannunziare il futuro, o ammirabile.
Illuminato dal fulgore divino e celeste predicesti la salvezza futura delle genti, o beatissimo.
Theotokìon. In te, Madre Vergine, il Verbo ha preso dimora e per la tua mediazione salva quanti ti venerano come Theotòkos, o purissima.
Del martire. Ha indebolito l’arco.
Tutta la struttura del tuo corpo e le articolazioni delle tue membra ti vennero spezzate, mentre la forza della tua anima era custodita integra.
Sopportasti con coraggio le aggressioni di coloro che ti raschiavano i fianchi, mostrando forte e nobile pazienza, o beatissimo.
Chi canterà degnamente con lodi la forza, la saldezza e il prode spirito del tuo pensiero, o beatissimo?
Theotokìon. Mostrandosi agli uomini, la Vita enipostatica incarnata dal tuo grembo, Purissima, fu fermata la corruzione della morte, sposa di Dio.
Irmòs. Ha indebolito l’arco dei potenti e i deboli ha cinto di potenza; per questo si è rafforzato nel Signore il mio cuore.
Kathisma del profeta.
Tono 1. I soldati a guardia.
Col senno illuminato da divini fulgori, il grande Abdia predisse il futuro parlando nel santo Spirito; onorandolo oggi con animo devoto, celebriamo la sua sacra memoria magnificando Cristo.
Gloria. Del martire.
Tono 1. Tu che volontariamente.
O gloriosissimo, vanto degli atleti, ottenesti dal cielo la corona immarcescibile come prode soldato di Cristo, vincitore realmente invitto ed esultando danzi senza sosta con gli angeli; per le tue preghiere custodisci quanti lodano con fede la tua divina lotta.
E ora. Theotokìon.
Non cesseremo mai noi, indegni, Madre di Dio, di parlare dei tuoi poteri, poiché se tu non avessi frapposto la tua intercessione, chi ci avrebbe liberati da pericoli tanto grandi? Chi ci avrebbe custodito fino ad ora? Noi non ci distacchiamo da te, Sovrana: perché sempre tu salvi i tuoi servi da ogni sorta di sventura.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendoti appeso sulla croce, o Cristo, generato dal Padre senza principio, colei che ti generò nella carne gridava: Ahimè, dilettissimo Gesù, come colui che è glorificato dagli angeli come Dio, è crocifisso volontariamente ora da uomini empi, Figlio mio? Inneggio a te, o magnanimo.
Del profeta. Ode 4. Irmòs.
Signore, ho appreso della tua risurrezione dal sepolcro e ho glorificato la tua invincibile potenza.
Purificando prima la tua anima dalle passioni e ricevendo dal santo Spirito il carisma della profezia, acclamavi: gloria alla tua potenza, Signore.
Illuminato dal fulgore del santo Spirito, il profeta Abdia ci ha ispirato affinché ti gridassimo: gloria alla tua potenza, Signore.
Ti mostrasti ornamento della Chiesa, o beatissimo, preannunziando che da Sion sorgerà il Salvatore al quale gridiamo: gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. Divinamente, o purissima, generasti il Verbo senza principio e coeterno al Padre, al quale gridiamo: gloria alla tua potenza, Signore.
Del martire. La tua virtù.
Respingendo le maldicenze retoriche, ricevesti il vero insegnamento degli apostoli e divenisti confessore della verità.
Avendo reso la scelta della tua volontà più forte del fuoco, abbattesti la follia dei tiranni gridando: gloria alla tua potenza, Signore.
Resistendo con anima paziente al fuoco e ai supplizi fino alla morte per Cristo, cantavi ad alta voce: gloria alla tua potenza, Signore.
Legato con forte amore, o beatissimo, abbattesti l’inganno e con pensiero divino cantavi: gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. Incarnandosi dalla Vergine, venne sulla terra presso gli uomini l’Incorporeo, al quale gridiamo: gloria alla tua potenza, Signore.
Del profeta. Ode 5. Irmòs.
Vegliando all’alba a te gridiamo, Signore: Salvaci poiché tu sei il nostro Dio, all’infuori di te non conosciamo altri.
Vegliando di notte presso il Signore, ricevesti dal cielo la grazia del Santissimo Spirito, o ispirato da Dio.
Con l’aiuto della vita divina divenisti degno di vedere colui che è inteso come invisibile.
Per te, beatissimo, come profeta è sorta la luce e ti fu donata a letizia, sua consorte.
Theotokìon. Colui che fece tutto col solo volere, il Divinissimo fu plasmato simile agli uomini da te, Purissima.
Del martire. Tu che fai sorgere.
Colui che si fece imitatore della passione di Cristo e martire canta: gloria a te, gloria a te, Gesù, Figlio di Dio.
In ricompensa della tua molta pazienza ti fu intrecciata una corona, mentre canti: gloria a te, Gesù, Figlio di Dio.
Conficcasti le frecce delle tue parole nei cuori dei nemici, acclamando: gloria a te, gloria a te, Gesù, Figlio di Dio.
Theotokìon. Conoscendo te, Vergine pura, monte sacro e dimora dell’Altissimo, a te acclamiamo: gloria a te, Madre di Dio, speranza nostra.
Del profeta. Ode 6. Irmòs.
L’abisso mi circondava da ogni lato, il mostro mi tratteneva come in una tomba; a te, amico degli uomini, ho gridato e la tua destra, Signore, mi ha salvato.
Col potere del divino Spirito prevedevi il futuro, o profeta, ricevendo come specchio, con l’illuminazione dell’anima, i segni delle divine rivelazioni.
Per le tue preghiere, o beatissimo, rendi propizio il Signore a quanti piamente celebrano la tua memoria, chiedendo che sia donata loro la remissione delle colpe.
Perdona i tuoi servi e dona loro la remissione delle colpe, o amico degli uomini, avendo come intercessore il tuo profeta che ti preannunziò al mondo.
Theotokìon. Colui che creò tutto col verbo della divina potenza è portato fra le tue braccia, o ignara di nozze; supplicalo di salvare le nostre anime.
Del martire. Prefigurando la tua sepoltura.
Con la tua destra ardente siano battuti i volti dei demòni, esultino i cuori dei fedeli e si rallegrino luminosamente le schiere degli incorporei!
Sia rischiarato il consesso eletto e luminoso dei primogeniti, vedendo i segni di trionfo delle tue buone lotte e i doni e le vittorie della tua passione!
Alzatevi ora, o buoni pittori e con la vostra bella arte adornate l’immagine del martire, raffigurando in lui il vero principe delle lotte.
Theotokìon. Si rallegri in te, Madre di Dio purissima, la progenitrice liberata col tuo parto dall’antica maledizione e dell’amara condanna a morte.
Irmòs. Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.
Sinassario.
Il 19 di questo mese memoria del santo profeta Abdia.
Stichi. Abdia avrebbe detto qualcosa ancora sul futuro, se non fosse perito così discretamente. Il diciannove finì la vita di Abdia.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Varlaàm.
Stichi. Sopportando con l’incensazione anche il fuoco, Varlaàm si offrì al Signore come incenso profumatissimo.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Aza, il taumaturgo.
Stichi. Il martire Aza anelava con tutto il cuore alla spada come una certa cerva assetata.
Lo stesso giorno centocinquanta santi soldati perirono di spada.
Stichi. O Cristo, ricompensa la trina cinquantina tagliata per te con trina cinquantina di corone.
Lo stesso giorno i santi dodici soldati perirono di spada.
Stichi. La dozzina dei soldati dice al Re di tutti: oggi tramite la spada sarò il tuo prezioso soldato.
Lo stesso giorno il santo martire Agapio perì divorato da belve.
Stichi. Anche squartato da belve io, Agapio sono irremovibile nella tua fede, o Verbo.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Eliodoro di Maghido in Panfilia.
Stichi. Vedendo il sole Cristo, Eliodoro superò la tenebra dei supplizi.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Antimo, Talleleo, Cristoforo ed Eufemia con i loro figli di san Pancario.
Stichi. Accogli, o Cristo Dio, cinque atleti e ricompensali con cinque corone.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Del profeta. Ode 7. Irmòs.
O Salvatore, nella fornace ardente del fuoco hai preservato i fanciulli che ti cantavano: benedetto il Dio dei nostri padri.
Realmente ineffabile è la magnificenza dei tuoi profeti; benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Giudicato degno di dimorare presso Dio, ora canti: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Tramite i tuoi profeti riveli la grazia divina; benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Salvati per il tuo parto, o Vergine, cantiamo: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Del martire. Dio dei nostri padri.
Come martire invitto divenisti degno di gridare a gran voce col coro dei martiri: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Entrasti con fiamme luminose nel divino talamo, o grande martire, gridando a Cristo: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Stando alla destra del tuo Sovrano con la tua destra più forte del fuoco, acclami: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Salvati per il tuo purissimo parto, noi fedeli ti lodiamo senza sosta, acclamando: benedetto il frutto del tuo grembo, o Purissima.
Del profeta. Ode 8. Irmòs.
Il Figlio di Dio, nato dal Padre prima dei secoli, negli ultimi tempi da Vergine Madre incarnato, sacerdoti inneggiate, popolo esaltalo per tutti i secoli.
Illuminati da Dio, i profeti profetizzano la conoscenza del futuro, acclamando con animo divino: sacerdoti inneggiate, popoli sovresaltate Cristo nei secoli.
Illuminato dai divini fulgori, o beatissimo, irraggiasti come grandissimo astro quanti giacevano nella tenebra, o Abdia, acclamando: popoli sovresaltate Cristo per tutti i secoli.
Theotokìon. Per essenza consustanziale al Padre tuo, ti rivelasti affine a noi, incarnato da madre ignara d’uomo, perciò ti lodiamo e sovresaltiamo, o Cristo, nei secoli.
Del martire. Il Dio che nella fornace.
Abbattesti tutta l’armatura del nemico, o ammirabile Varlaàm e bruciasti tutto l’inganno degli idoli, acclamando: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.
Splendidamente ornato stai presso Cristo, o illustre atleta, rivestito della porpora tinta col sangue del martirio e glorificando il Sovrano nei secoli.
Acceso dal fuoco della pietà, bruciasti come spine tutte le illusioni demoniche, acclamando: Lodate e sovresaltate Cristo nei secoli.
Theotokìon. Quanti piamente ti benedicono, o purissima, sono benedetti da Dio, poiché generasti il Sovrano che benedice il creato e noi lo sovresaltiamo per tutti i secoli.
Irmòs. Il Dio che nella fornace infiammata di Babilonia liberò i fanciulli ebrei, sacerdoti, inneggiatelo, popoli, sovresaltatelo nei secoli.
Del profeta. Ode 9. Irmòs.
Superando intelletto e ragione, generasti ineffabilmente nel tempo il senza tempo: concordi, Madre di Dio, noi fedeli ti magnifichiamo.
Adorno di verbo e opera divini, ti elevasti nello spirito, o divino Abdia e divenisti degno di prevedere il futuro.
Dimorando dove sono i cori dei profeti e le luci dei santi, supplica il Signore di salvare quanti con fede ti lodano.
Offerto tutto al Signore descrivesti chiaramente le divine rivelazioni di cui anche ora ti delizi, o beatissimo.
Theotokìon. Lodiamo te, pura, lampada della luce, che ricevesti il Verbo incarnato e conoscendoti come mensa della grazia, ti magnifichiamo.
Del martire. Da te, o Vergine.
Il confine delle lodi è superato dalla grandezza delle tue lotte; solo il Sovrano Cristo sa magnificarti con divina luce; supplicalo senza sosta per quanti con fede ti lodano.
Ti offristi tutto a Dio come sacrificio vivente, ti mostrasti coerede e partecipe del suo regno e ora regni con lui esultando, o indimenticabile.
Resistendo fino al sangue e alla morte per il tuo amore, o Salvatore, con spada, fuoco e supplizi il divino martire ottenne immortalità, deliziandosi di te, amico degli uomini.
Theotokìon. Con gioia metto te, benefattrice del mondo e Madre di Dio Vergine, come protettrice della mia vita e della mia anima, poiché tu, che generasti Dio, puoi salvare i tuoi cantori.
Irmòs. Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos, quindi il resto come di consueto e il congedo.

